Autore: redazione

  • 5 stelle: pettegolezzi ed argomenti seri

    Pettegolezzi

    Sta facendo gran rumore sul web un incontro “segreto” che Grillo e Casaleggio hanno convocato a Milano fra loro, gli eletti del MoVimento 5 stelle ed alcune “personalità” [su cui condivido il giudizio di persone di altissimo livello] del Movimento stesso.

    Non è il primo di questi incontri, ma la novità è rappresentata dal fatto che, a seguito uno scontro all'interno del MoVimento 5 stelle Piemonte fra Bibì e Bibò, dovuto all'incarico assegnato a quattro dei presenti, fra cui Bibò, di coordinare alcune attività a livello nazionale, parte della segretezza se ne è andata, come si suol dire, a donne di malaffare.

    E quanto ne è emerso ha fatto giustizia sommaria di molti [oserei dire tutti] i miti del grillismo. Ne elenco i principali:

    TRASPARENZA

    I grillini fanno ogni [lodevolissimo] sforzo affinché tutte le riunioni pubbliche, vengano riprese affinché anche chi è interessato ma non ha voglia di recarsi sul luogo possa seguirle.

    Dopo di che il MoVimento organizza al suo interno vari incontri che non solo non sono pubblici, ma in tali incontri è vietato filmare e registrare e di cui nulla si sarebbe saputo senza lo scontro……e tutti i paladini della trasparenza obbediscono all'obbligo di segretezza senza battere ciglio.

    UNO VALE UNO

    Sarà anche vero che uno vale uno, ma qualcuno vale almeno due e Grillo [o la Casaleggio?] vale da solo più di tutti quanti messi insieme. Infatti non solo fa le nomine senza consultarsi con gli aderenti, ma si sceglie lui anche i componenti del suo piccolo Parlamento.

    PORTAVOCE

    Non c'è dubbio che il ruolo degli eletti sia quello di portavoce, ma di Grillo e della Casaleggio, non della base, perché a parte i duellanti e più tardi qualcuno, costretto da quanto trapelato, nessuno si è mai preoccupato di relazionare gli elettori del contenuto dell'ultimo incontro. E degli altri nessuno sa nulla.

    ORGANIZZAZIONE

    Il mito di “nessuna struttura” può continuare ad esistere, solo con una piccola correzione: “nessuna struttura eletta dalla base” , la monarchia è costituzionale, peccato che, come già detto, il Parlamento è scelto dal re.

    VIA I SOLDI DALLA POLITICA

    Nel corso del duello Bibò ricorda la sua intenzione di rinunciare a breve al ruolo per cui è stato eletto, perché con i soldi che riceve come politico non ci campa.

    Il che comporta che via i soldi dalla politica significhi riservarla ai soli ricchi. [o, peggio ancora, ai cadaverici pensionati]

     ecc., ecc., ecc..

    Democrazia_big

    Ma accanto a questi contenuti di sia pur importante pettegolezzo politico interno, quanto successo pone un interrogativo serio e, direi, universale sulla Democrazia Diretta [DD]: come si può realizzare la Democrazia Diretta? Vi si arriva partendo da subito con forme di DD come pensa la base stellina oppure è necessario un lungo processo che partendo magari anche da forme dittatoriali arrivi ad una Democrazia Diretta, che si afferma grazie a quanto è già stato costruito dalle forme organizzative precedenti?

    L'interrogativo non è banale, perché mentre nel primo caso lavorare per la DD significa semplicemente attuarla, nel secondo significa accettare altre forme di governo, per poi abbatterle e passare alla successiva e così via fino ad arrivare alla DD.

     

    Credo non ci siano dubbi che il MoVimento 5 stelle sia un eccellente laboratorio di DD, ma non ci sono nemmeno dubbi [se non da parte degli aderenti] che, al di là delle intenzioni dei protagonisti del MoVimento stesso, questo sia in realtà una monarchia. Le parole di Bossi “"Ci impiego due secondi a chiedere al Consiglio federale di espellere chi si mette di traverso, anche se ci sono persone importanti” potrebbero benissimo essere fatte proprie da Grillo che ha espulso personalmente più di un eletto dal MoVimento.

    Anche il disconoscimento dell'importanza delle correnti, che vrappresentano un momento democratico di formazione di idee e di discussione all'interno dei partiti, lo pone in totale sintonia sia con Bossi che con Berlusconi , altri due regnanti della politica italiana.

    D'altra parte è evidente che senza Grillo il MoVimento non esisterebbe ed è altrettanto vero che, come ritiene Fico di Napoli, senz'altro la miglior testa pensante del MoVimento [farà la fine di Miglio nella Lega?] la base non è in grado oggi di prendere iniziative serie in tempi brevi, [anche perché Grillo & C. si danno molto da fare per impedirglielo].

    E allora, se si vuole che il MoVimento arrivi veramente alla DD è necessario che si crei un'organizzazione dal basso che, attraverso passi successivi, acquisti potere, non per eliminare Grillo dal MoVimento, ma restituirlo al suo ruolo di immagine. Cosa naturalmente non facile e difficile da accettare da parte sua, visto tutto quello che al MoVimento ha dato.

    Ma se continueranno le fuoruscite forzate o spontanee dei “dissidenti” questo processo verrà rallentato al punto di non riuscire ad attuarsi in tempo utile.

     

    Lo stesso discorso vale anche in campo nazionale: la DD può arrivare solo se si percorrono tutte le tappe, il più possibile velocemente, ma senza saltarne nessuna.

    Per la vera democrazia poi è necessario che si crei un equilibrio fra potere e consapevolezza per cui è inutile oggi in Italia pensare alla DD; è necessario innanzitutto recuperare la Democrazia Rappresentativa, oggi perduta a favore dell'oligarchia del malaffare, poi questa dovrà regolare l'informazione per permettere ai cittadini la consapevolezza, e solo a questo punto sarà possibile dotarsi di tutti gli strumenti di DD.

    Cercare di saltare questi passaggi è pericolosissimo, si potrebbe finire per dotare di strumenti di DD cittadini ipnotizzati dai media della Casta.

    di Penta

  • QUANDO IL DOLORE NON SI DIMENTICA, ANZI E’ SEMPRE PRESENTE!

    BASTA GUARDARE LA “MADDALENA” IN VAL DI SUSA IO LI CHIAMEREI CRIMINI DI PACE.

    No-tav-val-di-susa

    In nome del pragmatismo, la sinistra ha perso l’anima.
    E’ rimasta senza parole mentre il senso di tutte le parole veniva alterato
    Dagli altri politici. Per timore di apparire poco attuale si è mimetizzata
    Negli stili e nell’immaginario del momento. (…)

    Roberto Savio

     

    Il 23 giugno di settant’anni fa Hitler invadeva l’Unione Sovietica. Si calcola che nell’ultima Guerra Mondiale siano morte milioni di persone. Milioni no migliaia. Gli storici parlano di venti milioni di sovietici morti. Lo storico Viktor Koslov, membro dell’Accademia delle Scienze di Mosca, ci segnala che negli ultimi studi realizzati, una stima approssimativa riferisce 40 milioni di soldati e civili di quel paese.

     

    Stupisce però, che storici, sociologi, psicologi e saggisti non abbiano potuto trovare il modo di spiegare perché la Germania, dopo essere stata sconfitta nella Prima Guerra Mondiale 1914-1918, un quarto di secolo dopo, nel 1939 fa scattare la Seconda Guerra Mondiale. Dopo quella sanguinosa guerra di trincea, dove si sbranavano da ambo le parti, quei giovani muniti di baionette si confrontavano attaccando attraverso i vari fossati, si arrivò agli estremi di scatenare massicci e crudeli bombardamenti su delle città aperte, con l’epilogo da parte degli Stati Uniti d’America del Nord, sganciando bombe atomiche su delle città con migliaia di abitanti. C’è da domandarsi. Cosa è accaduto all’essere umano? Ciò si domandano le nuove generazioni tedesche. Un paese con delle università piene di sapienza, con una importante tradizione filosofica e di infinite ricerche, con importanti movimenti pacifisti.

     

    C’è da ricordare sicuramente il libro di Erich Maria Remarque – un importante trattato antibellico – chiamato “Senza novità dal fronte”, che ottenne il Premio Nobel nel 1928. Il dolore, la stupidità delle armi, la vacuità degli ordini militari, la vocazione assassina che senza badarci abbastanza fa preda e s’impossessa dei giovani inviati al fronte.

    Infatti, su questo particolare, è stato pubblicato ultimamente un libro che ha commosso la società tedesca. “Soldati” è il titolo, ed è un insieme di protocolli sostenuti da tre parole: “lottare, uccidere e morire”.

    Sono le dichiarazioni di soldati intervenuti nelle guerre. Emerge chiaramente in quel contesto come i giovani all’indossare l’uniforme ed essere forniti con delle armi comincino a sentirsi onnipotenti.

    Nell’analisi del libro, Felix Ehring indica come la guerra, “trasforma il soldato in assassino, perché uccidere è una meta del suo facile agire”.

    Il libro è il compendio delle dichiarazioni di veterani di guerra. Lì si evidenzia come si modifica l’essere umano quando viene impartita l’ordine di uccidere, e che il soldato lo assume come un privilegio. Ciò che accade per lui fa parte della normalità essere circondato da cadaveri nella sua quotidianità. La stessa percezione viene percepita dal soldato quando occupa le città nemiche e vede le donne dei suoi nemici. Crede di avere il diritto d’impossessarsi e violentarle. La stessa percezione manifestano i piloti dei bombardieri. Uno dei piloti intervistati orgoglioso della sua funzione dice: “Per noi, piloti dei caccia, era come una specie di prologo al piacere quando dall’alto perseguitavamo colo fuoco della mitragliatrice i soldati nemici in mezzo ai campi”. La stessa cosa accade con i bombardieri quando sganciano le bombe sulla popolazione civile. E’ come sentirsi degli dei, come consegna di un aspetto positivo perché così si “impara a difendere la Patria”. Ci dice ancora Ehring in relazione alle risposte dei soldati: “”Non ci sono contraddizioni, tutti sanno cos’è uccidere e morire”, scontato pure che si tratta della morte degli “altri”, gli esseri u,mani definiti “nemici”, e questi ex soldati non ritengono “necessario” di lamentarsi per ciò che hanno fatto. Gli ex soldati non riescono e non le interessa parlare dei loro sentimenti, anzi riescono a parlare d’altro. Uccidere esseri umani nella guerra si associa ad una specie di sport, e vince chi uccide più gente “nemica”.

    Gli autori del libro “Soldati” Sònke Neitzel e Harald Welzer, hanno avuto la fortuna di scovare alcuni archivi di guerra in cui si trovano le dichiarazioni e i racconti dei soldati, sottufficiali e ufficiali nelle loro missioni. E sono arrivati alle seguenti conclusioni: “Gli uniformati credevano con fede assoluta nei valori militari di durezza, rigore e ubbidienza nel dovere, che è una ubbidienza cieca alle indicazioni di comando. Anche il fucilare civili indifesi fa parte di questo dovere. L’hanno fatti la prima volta per ubbidienza dovuta, in seguito l’hanno fatto per propria iniziativa. In guerra, ogni persona civile è sempre una potenziale meta. Gli autori del libro, dopo un approfondito studio, sono giunti a sostenere che soldati, polizia e membri dei servizi informativi, continuano a pensare, che quello è il loro “mestiere”.

    Sarebbe importante affrontare uno studio similare in Argentina, e indagare il comportamento dei capi, ufficiali e subalterni delle Forze Armate, polizia e gli impiegati dei servizi d’informazione durante il periodo in cui veniva applicato il metodo delle sparizioni (desaparecidos) delle persone.

    Per esempio, studiare se i piloti degli aerei che buttavano i prigionieri vivi al mare, sentissero tutto il potere che percepivano i piloti che bombardavano e bombardano ancora dall’alto le città indifese. Ciò che è importante, e che va studiato approfonditamente, da parte dei nuovi professori delle istituzioni militari per far sì che non si ripeta mai più l’atmosfera vissuta tra i membri delle Forze Armate durante la dittatura.

    E qui nasce la domanda: perché quei membri delle Forze Armate, della polizia, e dei servizi, si sono sentiti onnipotenti e cedettero di essere i padroni della vita e della morte di tutti? Con diritto di uccidere, torturare, far sparire, regalare i bambini delle prigioniere. Ovvero, si sono sentiti con gli stessi attributi dei soldati in paesi nemici? Come i piloti dei bombardamenti delle città abitati da civili? E’ il potere che danno le istituzioni politiche (o economiche) agli uniformati nei momenti di pericolo? Non è forse il l’ora di cominciare un dibattito nelle Nazioni Unite e negli organismi internazionali per cambiare i sistemi di autocustodia e di sicurezza prodotti dall’umanità a partire dagli albori della storia e con il ripetersi di crimini ufficiali ogni volta con più assassinii e violenza al servizio del potere e non della pace tanto interiore come esteriore dei popoli?

    Perché non si tenta una volta per tutte il dialogo di fronte alla violenza e la repressione? E’ così difficile?

    La repressione non è altra cosa che l’onnipotenza del potere. Invece di nuove idee e di conciliazione, si usa il bastone! I gas lacrimogeni illegali per la loro composizione chimica. Sottoporre il nemico alle docce gelate durante l’inverno. O semplicemente, una pallottola. Quando il nemico non impara, allora bastano tre o quattro morti per fare arretrare tutti. E’ questa la consegna del potere. Il buon amministratore non deve perdere mai la pazienza.

    Deve credere nel dialogo. Fare partecipe la società civile nella ricerca di soluzioni ai problemi.

    Mentre la Commissione Ue spinge l’Italia a siglare l’intesa bilaterale con la Francia sulla ripartizione finanziaria, Gianni Vattimo invita l’Europa a non erogare fondi per un progetto <<fatalmente condannato a fallire>>.

    Nel frattempo Angelo Tartaglia, docente al Politecnico di Torino è impegnato a esprimere: “Qualche Buona Ragione (Non Manganellabile)” <Perché la Torino-Lione non ci serve>.

    Tra le altre importantissime considerazioni fatte dal Prof. Tartaglia, trascriviamo alcuni passaggi che mi sembrano cruciali. “…Per altro il flusso di merci in transito sulla ferrovia della Valle di Susa, e anzi attraverso l’intera frontiera italo-francese, è in calo continuo dal 1997 ed è meno di un quinto della capacità attuale della linea.

    Quanto ai passeggeri, il numero di treni tra Torino e Lione-Parigi è stato anch’esso progressivamente ridotto arrivando oggi a due collegamenti al giorno, spesso eserciti, tra Torinoi e Chambéry mediante autobus (ne bastano due per accogliere tutti i passeggeri)….”

    “…E’ rilevante il fatto che i sostenitori del Tav non provano nemmeno a smontare , dati alla mano, considerazioni come quelle che ho appena schematizzato. Preferiscono usare la forza pubblica e la retorica.

    Non si tratta naturalmente di una specie di aberrazione mentale; c’è qualcosa di più sostanziale in gioco.

    Data una grande opera (qualunque essa sia): 1)il sistema finanziario (che anticipa il denaro) ha un guadagno certo e ingente in quanto garantito dallo stato; 2)chiunque controlla il sistema degli appalti ha un potere e un ritorno rilevantissimo, non foss’altro che perché attraverso il meccanismo dei subappalti e sub-subappalti ha la possibilità di lucrare plusvalori estremamenti ingenti senza correre rischi di sorta, che semmai vengono scaricati sui più piccoli al fondo della catena”.

    “Insomma è vero che c’è un problema di ordine pubblico: la società italiana è occupata da una specie di fungo parassita che copre tutta la superficie succhiando linfa vitale e impedendo al sistema di respirare. Abbiamo un grande bisogno di liberarcene”.

    L’articolo completo può essere letto su “il manifesto” del 30-06-2011 a pag.8

    L’altra fonte è: Pagina/12, Buenos Aires, Argentina, del 25-06-2011, di Osvaldo Bayer, “El dolor que no se olvida”.

    Luigi Ragonese

  • Grillo e Casaleggio stavolta la fanno grossa e chi osa criticare, è un detrattore?

    Grillo re

    Nell'ombra delle 5 Stelle -rispondo a polemiche e polemiche.

    Rispondo a questo articolo: http://polemicaepolemiche.blogspot.com/2011/06/alla-luce-del-sole.html

    Iniziare un post definendo "detrattori" tutti quei movimentisti o ex movimentisti attivi, simpatizzanti o ex simpatizzanti, semplici cittadini/lettori, che si sono indignati per l'ennesima decisione presa inspiegabilmente (?) dall'alto nel MoVimento, lascia già di per sè intendere la natura dell'articolo. Di "stampa" schierata coi partiti ha fatto parlare il vday2, ma anche il MoVimento5Stelle ha i suoi pennivendoli che magari non scrivono su testate a tutti note, ma su piccoli blog sparsi per la rete e da ri-linkare quando c'è bisogno di far "rientrare" qualche patata bollente che sta dando troppo scalpore. Con questo, preciso, non intendo dire che chi gestisce questo blog sia da considerarsi parte di quei pennivendoli – non conosco e non mi permetto di etichettare, a differenza di chi scrive nell'articolo.

    Mi pare però evidente un analogo approccio e la voglia di non approfondire, semplificare, evitare di citare fonti precise (se non chiacchiere con chi all'incontro sarebbe stato presente e dunque fa parte di quegli invitati "fidati" di Grillo/Casaleggio), già di per sè non porta a pensare ad una informazione molto corretta.

    Personalmente non mi ritengo una detrattrice di Beppe Grillo e a tutt'oggi mi interesso del MoVimento 5 Stelle (altrimenti mi troverei forse in questo momento ad incontri più o meno privati con Vittorio Bertola, neo consigliere comunale torinese che sta spiattellando in giro per il web le sue dimissioni – ben curandosi che non siano comunque concretamente attuabili (http://www.meetup.com/Gli-amici-di-Beppe-Grillo-di-Napoli/messages/boards/thread/12726241/260#initialized) piuttosto che a leggere articoli e confrontare la mia opinione).

    Una cosa che trovo già di per sè curiosa è come, nel MoV degli "uno vale uno" che dovrebbe essere volto alla democrazia partecipativa/diretta, poi si verifichino ripetutamente incontri riservati ad eletti + qualche non eletto "di fiducia". Testimonianze on line ci dicono che perfino accompagnatori degli invitati vengono "reindirizzati" allo shopping nella Milano-bene o a fare un salto al cinema, ma gli viene negato l'accesso. Altrettanto strano è che nel MoVimento della "trasparenza in rete" siano vietate riprese di questi incontri al punto che pochi minuti di video producano l'effetto di una immediata diffida dagli avvocati dello "Staff" (http://www.meetup.com/Gli-amici-di-Beppe-Grillo-di-Napoli/boards/thread/12466751/0/).

    Comunque, mentre Grillo si spertica a scrivere sul suo blog che il MoVimento non può organizzare assemblee nazionali perchè "fanno troppo partito" e a boicottare immediatamente l'incontro nazionale che dal basso gli attivisti starebbero/stanno cercando di organizzare (ovviamente prevedendo fin dal principio, se lo avesse ritenuto, anche la sua presenza, solo chiedendo che non fossero lui e Casaleggio a mediare e gestire, ancora una volta, questo genere di incontri) – http://www.facebook.com/home.php?sk=group_227190490629231&ap=1 – ecco che, l'incontro "Grillo/Casaleggio – eletti(+amici fidati)" si tiene il 18giugno a Milano.

    E il MoVimento come lo ha saputo? dal blog di BG, naturalmente, perchè il problema di queste "chiusure" era solo logistico per cui si invitano i portavoce per un semplice problema di numeri e blablabla? ovviamente NO. A tutt'oggi Grillo, tanto rapido nel delegittimare l'incontro nazionale dal basso a mezzo blog e nonostante che la questione delle nomine dei coordinatori nazionali stia facendo parlare da giorni il MoVimento di tutta Italia, non scrive una riga sull'argomento e si limita a qualche comunicato politico dove ripetere ossessivamente che i partiti sono brutti e cattivi e il MoVimento5Stelle è e deve essere tutto diverso. 

    Premetto che trovo, per quella che è stata la mia esperienza all'interno del MoVimento 5 Stelle, la presenza di Casaleggio decisamente ingombrante e di peso politico, seppure ogni tanto c'è chi dice che si occupa solo del blog "personale" di BG. Chi ha provato a costituire una lista civica e ha avuto qualcosa da ridire su dinamiche interne sa che non è affatto così.

    Non mi riconosco, come ho detto, "detrattrice" del MoVimento5Stelle (tutt'altro), tanto quanto mi riconosco, invece, ampiamente in quelli che temono il MoVimento così gestito e improntato. Temo, più precisamente, il più o meno imminente fallimento di quella realtà politica a cui mi sono avvicinata considerandola l'unica alternativa al panorama scadente, corrotto, ipocrita, del sistema partitico italiano.

    Temo che l'affezione al "berlusconismo" sia infezione del MoVimento, così come da anni lo è della sinistra, sia da dentro (troppo abituati a deleghe in bianco) sia da dietro tra i burattinai dediti alla censura, all'eliminazione del dissenso, alla faccia (da c…) con cui ci si presenta come "presidenti operai" o "detonatori di piazza" per poi essere leaders di partito che di democratico non hanno nulla.

    Se a questo sistema politico non si risponde, noi cittadini, con forza e chiarezza piuttosto che con pigrizia e semplificazioni, credo ci sia sì da temere. Le conseguenze di un "pensiero unico" gli italiani le conoscono ormai bene.

    Venendo alla sostanza, ecco quello che è emerso nel corso di questa famigerata riunione: sono state nominate quattro persone dall'alto, per l'ennesima volta, valutando primo requisito (e forse unico) quello di godere della fiducia di Casaleggio, come ci dice Vittorio Bertola, uno dei 4 coordinatori nazionali. Le nomine coincidono con nomi già conosciuti in ambito del MoVimento o perchè già eletti o comunque per il "coerente" rispetto dei principi del MoVimento.

    Il MoVimento lo viene a sapere due giorni dopo l'incontro e a causa di uno scontro in Piemonte tra consigliere regionale e consigliere comunale 5 stelle (http://forum.piemonte5stelle.it/viewtopic.php?f=30&t=1161). Non già che ci sia stata almeno a posteriori una comunicazione e condivisione diversa.

    Parecchi attivisti del MoVimento stanno chiedendo spiegazioni o dimostrandosi contrari e indignati. Grillo non risponde e prosegue coi suoi comunicati.

    Roberto Fico di Napoli (uno dei candidati e/o fidati presenti all'incontro) ci fa sapere che Grillo avrebbe previsto di convocare per settembre un incontro nazionale del MoVimento, presumibilmente a Napoli.

    Così Grillo organizza il suo "convegno" concomitante – ma sarà senz'altro un caso – con quello che gli attivisti stavano/stanno organizzando dal basso (e che era stato delegittimato da Grillo con un immediato "
    ps" sul blog e coi recenti comunicati politici perchè le "assemblee nazionali,.. fanno troppo partito").

    La "coerenza" di tutti i fatti con quanto rivendicato come valori nel/del progetto politico del MoVimento 5 Stelle o con le stesse dichiarazioni di Beppe Grillo lascia dunque, ancora una volta, un po' tanto a desiderare.

    Censimenti, lavori sul portale, verifica delle liste e quant'altro di non meglio specificato poichè anche la natura di questi incarichi non è tutt'ora chiara e chiarita a/da nessuno, verranno quindi effettuati da Grillo e dal suo Staff con l'aiuto – gratuito – di quattro coordinatori nazionali già eletti e/o fidati di Grillo/Casaleggio e da loro nominati senza neanche farlo sapere (nè prima, nè dopo) agli attivisti tutti che però, dicono generosamente i coordinatori, possono andare bene come forza-lavoro gratuita per portare avanti il progetto di cui comunque restano coordinatori loro che, ci rivela Paolo Vinci – staff consiliare regionale piemontese, dovrebbero aver già avuto accesso ad una sezione della piattaforma informatica del MoVimento appositamente messa a punto e a loro riservata.

    Intanto gli attivisti aspettano da tre anni il Portale di voto online, unica garanzia in mano loro secondo il Non Statuto del MoVimento 5 Stelle che, per il resto, fa in modo che tutta la gestione del MoV sia di fatto soggetta al giochino di copyright sul simbolo su cui c'è il diritto d'autore di Grillo.

    E la democrazia dal basso? e l'uno vale uno? l'orizzontalità? il ruolo di Grillo estraneo alla politica del MoV, ma solo funzionale come detonatore (io non c'entro, sono loro, questi ragazzi puliti e incensurati…)?

    Chi, nel MoVimento o all'esterno, osa porre domande, fare troppe critiche circostanziate, rompere le uova nel paniere, è un detrattore invidioso.

    Alla faccia del controllo della rete che garantisce la trasparenza.

    di Helen Ester Nevola

    fonte http://www.facebook.com/notes/helen-esther-nevola/nellombra-delle-5-stelle-rispondo-a-polemiche-e-polemiche/10150214589117957?ref=notif¬if_t=note_reply

  • Cosa dicono i referendum a Grillo?

    Referendum_si

    Anche se tutti affermano che i referendum sono stati una vittoria di tutti, sono in molti a pensare di essere loro a rappresentare questi tutti, e che si è trattato sì di una vittoria dei cittadini, ma i cittadini sono solo loro.

    Il quorum, per quanto straordinario, è piuttosto risicato, ed è stato ottenuto da una miriade di componenti la mancanza anche di una sola delle quali avrebbe vanificato lo sforzo di tutte le altre.

    Le uniche componenti assenti sono state le caste del PdL e della Lega spalleggiate dalle loro TV: ma come avrebbero i referendum potuto avere successo se non ci fossero stati dei sacerdoti a digiunare in Piazza San Pietro, spingendo così il Papa a dichiarare il suo appoggio, oppure senza quella parte di Leghisti che è andata alle urne disobbedendo al loro capo carismatico (ma forse ex-carismatico)?

    L'analisi di come è maturata questa evidente sconfitta delle caste dei partiti (anche di quella del PD, unitasi ai referendari solo all'ultimo istante, su pressione della base) mostra come elemento più evidente, che i più deboli riescono a vincere solo unendosi tutti insieme in una sorta di “mobbing”, come quello che operano gli storni, unendosi talvolta anche ad uccelli di altre specie contro i predatori, senza distinzione di bandiere.

    Anche il concetto di partito ne è uscito rafforzato, sotto molti punti di vista: innanzitutto perché due dei tre argomenti trattati sono stati proposti da un partito, poi perché all'interno dei partiti le caste, come detto, sono state sconfitte, dando così una immagine del partito differente dall'abituale ed infine perché il partito ha funzionato anche come mezzo di motivazione e di trasmissione dell'informazione.

    Un'altra novità, evidenziatasi anche alle elezioni comunali di Milano, è il cambiamento del linguaggio, non più violento ed aggressivo, di parole d'ordine e proclami, ma divertente, ironico, con il battiquorum, i sì sì sì sì orgasmici, … non si insulta più, si scherza, ed anche questo facilita i rapporti ed il dialogo.

    Infine, anche se molti sostengono che l'effetto maggiore dal punto di vista motivazionale ed informativo lo ha ottenuto la rete, la mia esperienza dice che un effetto straordinario, forse maggiore di quello della rete, lo ha avuto il passaparola.

    Tutti insieme, nessuno scontro, caste sconfitte dalla base dei partiti, linguaggio moderato, sì la rete ma… Grillo fa ormai parte del vecchio?

    di Penta

  • Vittoria ai Referendum: ora acqua pubblica anche in Lombardia!

      Rubinetto

    COMUNICATO STAMPA

     

    Soddisfazione dei Comitati Acqua della Lombardia per successo dei Sì ai Referendum sull’acqua.

    Vittoria ai Referendum: ora acqua pubblica anche in Lombardia!

    “Cancellata anche la legge regionale lombarda che obbliga alla privatizzazione degli acquedotti!”

     

    Il superamento del quorum e la vittoria dei Sì ai due Referendum nazionali sull’Acqua rappresenta una grande soddisfazione per i Comitati che da anni sono impegnati a difesa dell’acqua pubblica.

    Anche in Lombardia è stato abbondantemente superato il quorum (oltre il 57 % dei lombardi è andato a votare); si ricorda che nella primavera del 2010 la Lombardia fu la regione col maggior numero di firme raccolte a sostegno dei Referendum sull’acqua (237 mila firme su un totale nazionale di 1 milione 400 mila).

     

    Con la vittoria dei Sì al primo dei quesiti referendari, viene abrogato l’art. 23 bis del cosiddetto Decreto Ronchi, con cui l’acqua era stata definita un “servizio pubblico di rilevanza economica”, cioè una merce. Lo stesso Decreto imponeva a tutti i comuni di mettere sul mercato – entro il 31 dicembre del 2011 – la gestione dei servizi idrici. Pertanto ora i comuni e le province potranno optare per una gestione totalmente pubblica dei loro acquedotti, nell’interesse dei cittadini/utenti.

    Con la vittoria dei Sì al secondo quesito, viene abrogata la cosiddetta “remunerazione del capitale investito”, pertanto ora la tariffa del servizio idrico non dovrà computare il profitto sulla gestione degli acquedotti.

    Ma in Lombardia la vittoria dei Sì assume anche un altro valore: infatti con l’abrogazione del Decreto Ronchi viene di conseguenza cancellata anche la legge regionale (votata il 22 dicembre 2010) che, applicando l’art. 23 bis, obbligava alla privatizzazione dell’acqua nella nostra regione. Si ricorda che i Comitati acqua della Lombardia avevano fortemente contestato la legge regionale, approvata dalla sola maggioranza del Consiglio Regionale.

    Ora in Lombardia, così come in tutta Italia, l’acqua dovrà essere gestita solo a livello pubblico, scongiurando la privatizzazione delle gestioni.

    Roberto Fumagalli, referente regionale Lombardia Referendum Acqua

  • Iren ed Amiu querelano cittadini che lottano per difendere la salute pubblica

    Si_ringrazia_Fogliazza_perlavignetta

    Oggi chi lotta contro la costruzione di un inceneritore nel proprio territorio rischia una querela, non è la legge a sancirlo, intendiamoci, ma ne prendiamo atto in quanto questo è già il secondo caso. A Genova Felice Airoldi, portavoce del Comitato Per Scarpino è stato querelato per il suo "linguaggio" perché secondo Amiu danneggia l'immagine dell'azienda. Ora, è la volta di Parma, dove ad essere querelata è l'associazione Gestione Rifiuti Corretta. Pubblichiamo la lettera che abbiamo ricevuto da loro.

    La storia dell'inceneritore di Parma si sposta nei tribunali.

    E Iren non ha la veste dell'accusato, ma dell'accusatore, perché ha denunciato il Gcr(Gestione Corretta Rifiuti).

     “Oggi costruire l'inceneritore in zona urbana costituisce un crimine contro l'umanità” ha sentenziato Dominique Belpomme, oncologo francese di fama internazionale, giunto appositamente a Parma per dire la sua sul progetto.

    Noi abbiamo anche esaminato le alternative, gli aspetti tecnici, le conseguenze economiche, i costi, i danni ambientali, le ricadute occupazionali e, soprattutto, i rischi sanitari.

    Ci hanno risposto con il silenzio…

    Allora abbiamo chiamato gli altri cittadini.

    Abbiamo chiesto loro di boicottare Iren, di passare ad altri gestori di energia e gas, per non contribuire con le nostre bollette alla costruzione dell'inceneritore.

    Abbiamo parlato di denaro e finalmente abbiamo avuto una risposta.

    Ci portano in tribunale.

    Non solo Iren ha denunciato l'associazione per la campagna Boicottiren, ma sopratutto ha citato in giudizio i tre ideatori della campagna, rei di aver suggerito alle persone di esercitare il loro diritto di consumatori consapevoli.

    Una partita di carte bollate, avvocati e tanti soldi per le spese legali. Soldi che non abbiamo. L'Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse combatte da sola. Davide contro Golia.

    Ora Golia chiede ad un giudice di privarci della fionda. 

    Siamo amareggiati, ma ancor di più, siamo determinati a continuare. Il GCR porterà avanti una lotta per tutti, per avere chiarezza e sicurezze sul nostro futuro. Per guadagnarci il diritto alla salute e il diritto a poter esprimere liberamente il proprio pensiero.

    Una lotta impari, ma doverosa.

    Perché Parma è nostra, tocca a noi difenderla e a tutti i cittadini che credono in questa battaglia e vorranno sostenerla.

     Stiamo raccogliendo firme a sostegno del GCR per la causa legale in corso. Se anche tu ritieni ingiusta questa causa e vuoi sostenerci potrai trovarci:

     martedì 7 giugno presso i Nostri Borghi, v.XX Settembre 21/A dalle ore 21 alle 22.30

    sabato 11 giugno presso il mercato contadino dell’Annunziata in via D’Azeglio dalle 10 alle 12

    lunedì 13 giugno i Nostri Borghi, v.XX Settembre 21/A dalle ore 21 alle 22.30

    martedì 14 giugno i Nostri Borghi, v.XX Settembre 21/A dalle ore 21 alle 22.30

    E’ inoltre possibile firmare a sostegno del GCR per manifestare la propria solidarietà presso L5A Ecologia, in via Garibaldi 42/d a Parma.

     

    Puoi anche scaricare il modulo al seguente link  

    http://www.gestionecorrettarifiuti.it/boicottaggio-iren/sostienici.php

    e farlo firmare ai tuoi amici.

    E’ importante però che lo riconsegni a L5A Ecologia entro le ore 13 del giorno 15 giugno.

    Grazie!

    Maria Ricciardi x Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse

     

  • MoVimento 5 stelle: un pieno di voti inutili

    Grillo piazzaduomo mi

    Partiamo dal voto a Napoli, dove il MoVimento 5 stelle ha ottenuto un misero 1,37%, pur essendo il gruppo di Napoli, a detta di tutti, da Beppe Grillo agli ex grillini, oggi i più accaniti detrattori del MoVimento 5 stelle, il miglior gruppo d'Italia.

    Non mi associo alla becera interpretazione di Grillo per cui il risultato sarebbe dovuto alla natura camorristica dei napoletani prigionieri del voto di scambio ed all'arretratezza della rete (http://www.youtube.com/watch?v=45S7erDsuas&feature=player_embedded), ma nemmeno alla dotta interpretazione che ne dà Vania Lucia Guaito nell'articolo Grillo si è fermato ad Eboli (http://notizie.virgilio.it/notizie/politica/2011/05_maggio/20/grillo_si_e_fermato_a_eboli,29695706.html?mod=frame&provid=14) per cui il MoVimento non soddisferebbe i bisogni primari del Sud ma solo quelli di autorealizzazione del ricco ed evoluto nord.

    Il motivo è semplicemente che, stante il rifiuto di collaborare con i partiti, i voti dati al MoVimento sono voti inutili, anche perché a fronte dei continui attacchi dei grillini pure la eventuale buona volontà dei partiti di maggioranza di collaborare con loro verrà a mancare. Fra l'altro con il rischio di essere strumentalizzati dalle coalizioni di minoranza, situazione particolarmente imbarazzante quando all'opposizione saranno il Partito degli Affari e la Ditta Bossi&Figlio

    E allora votare 5 stelle invece che non andare a votare servirà solo a garantirci qualche spettacolo folcloristico, come sempre Napoli mostra data l'alta percentuale di astenuti, non intercettata dal MoVimento 5 stelle.

    Questo è ben chiaro nella testa degli elettori che quindi quando, come a Napoli, il voto è importante, ad esempio per decidere chi mandare al ballottaggio, ignorano il MoVimento che si estranea dalla lotta e partecipano allo scontro.

    Il contrario invece a Bologna ed a Torino, dove i giochi erano già fatti con la vittoria della sinistra, al massimo si trattava di vedere se al primo od al secondo turno: lì allora si possono dare gli inutili voti in sovrappiù al MoVimento 5 stelle.

    Si può pensare che questo sia sfuggito alla Casaleggio, un'azienda leader nel condizionare gli orientamenti delle persone? No di certo! E così si spiega l'assurda affermazione di Grillo in piazza Duomo, in controtendenza con i sondaggi e con il pensiero dei Milanesi: “La Moratti ha già vinto”!!!??? Si è trattato di un evidente tentativo di convincere i presenti che i giochi erano ormai fatti e quindi i loro voti potevano essere “sprecati” votando MoVimento.

    Per di più i risultati del ballottaggio con il distacco di circa il 10% a favore di Pisapia, paragonato con il 3,5% circa dei voti grillini ha evidenziato ancor di più quanto questi voti siano ininfluenti.

    Riusciranno i vari eletti ad uscire dal ghetto in cui Beppe Grillo li sta chiudendo o vi resteranno tranquilli, di tanto in tanto gridando le loro invettive comodamente seduti davanti al computer?

    Nel secondo caso, pur se nati da poco, inizieranno presto a puzzare un po' di cadavere.

    di Penta

  • Ti sei ammalato ? E’ colpa tua ! Gli ultimi “orizzonti” della sanità

    Big pharma

    Buongiorno dottore, allora come vado?  

     Non va tanto bene sig. Rossi, c’è un inizio di cirrosi; lei beve?

    No dottore, sono astemio!

    Ah, poi la situazione respiratoria non è affatto buona. Lei fuma?

    Mai fumato una sigaretta in vita mia!

    Ah, ha anche il colesterolo molto elevato, forse mangia troppi grassi.

    Mah, lei cosa dice dottore? Sono alto 1.78 e peso 70 Kg!

    Vede dottore , il problema è che 15 anni fa mi hanno sbagliato una trasfusione e mi hanno fatto venire l’epatite C.  I polmoni forse non stanno tanto bene perché di mestiere faccio il vigile urbano. Mentre sul colesterolo, sa, ho letto qualcosa su internet, dove si  diceva che il colesterolo aumenta perché viene prodotto dal fegato quando ci sono microlesioni alle arterie prodotte da una carenza cronica di vitamina C a scopo riparativo. Mi sembra che l’autore fosse un certo Rath. Ed in effetti , l’altro giorno sono andato in Cardiologia a trovare un mio amico e, devo dire, mi sembrava che i pazienti fossero  tutti magri!

    E adesso che mi dice dottore?  Ha ancora qualche colpa da imputarmi?

    Proprio così. Dovrebbe essere abbastanza evidente. Ormai, in Medicina si cerca sempre di dare la colpa al paziente su tutto.  Nella nostra vita siamo bersagliati da additivi e sostanze tossiche negli alimenti, ormoni e antibiotici nella dieta, OGM, aspartame , metalli pesanti di ogni genere: piombo, alluminio, mercurio. E ancora nanoparticelle, onde elettromagnetiche, scie chimiche. Forse in qualcuna di queste possiamo fare qualcosa, ma nella maggior parte dei casi siamo completamente in balia dei veleni. Ma siccome la colpa di queste va data alle lobby alimentari, farmaceutiche, petrolifere o ai banchieri internazionali o ai governi, è molto più semplice dare la colpa ai singoli individui.

    E allora vai: il fumo fa venire il cancro, scritto sulle sigarette. Bere fa male, scritto sui tabelloni nelle strade. Bevi un bicchiere di vino e ti ritirano la patente . Una specie di guerra, anche mediatica, contro gli untori, responsabili di tutti i mali dell’umanità. E se non fumi, potrebbe fumare tua moglie e ti fa ancora più male (meccanismo divide et impera delle multinazionali!).

    Quanto incidono alcool e tabacco rispetto a tutto il resto?  Assolutamente poco: la maggior parte dei casi di cirrosi epatica e di cancro del fegato  è dovuta all’epatite C che uccide più dell’alcool. Mentre se tu fumi  tre pacchetti al giorno e ti viene un cancro al polmone sono probabilmente le sigarette. Ma se il pacchetto è “solo” uno al giorno, potrebbe essere più facilmente qualcos’altro. Questo non significa che le sigarette non facciano male, ma che di cose che facciano male ce ne sono tante, . . . troppe!

    Di cancro muore un terzo della popolazione e nel 90 % dei casi la colpa non è tua!

    E se poi escludiamo fegato e polmoni; alcool e tabacco nelle patologie degli altri organi hanno un incidenza piuttosto scarsa rispetto a tutto il resto .

    Allora la Sanità ha pensato bene di allargare anche un po’ gli orizzonti delle colpe da dare alla gente: stare troppe ore fermi senza fare attività fisica favorisce il cancro del colon; e aggiungono  che, dopo essere stati 8 ore seduti, potrebbe non essere nemmeno sufficiente un ora di jogging; cioè, in pratica, anche sul lavoro dovresti ogni tanto gironzolare un po’ per l’ufficio e rompere le scatole ai colleghi.

    All’alimentazione bisogna stare attenti ! La carne fa male . Peccato che nel passato ci sono state antiche tribu’ che vivevano di caccia e a nessuno veniva né il cancro né le malattie cardiovascolari : la carne fa male adesso , che è piena di ormoni e antibiotici somministrati negli allevamenti intensivi!

    Stesso discorso per altri alimenti . Ma qualcosa dovremmo pur mangiare !

    Dare la colpa a se stessi per i malanni fa parte della nostra cultura, che le multinazionali ci hanno sagacemente inculcato, a partire dall’infanzia, quando la mamma ci diceva di metterci il golfino che altrimenti ci veniva l’influenza .  Nella mia esperienza posso dire che i luoghi dove è più facile beccarsi l’influenza sono i locali pubblici chiusi dove d’inverno ci sono 25° (e se in tutti i locali e le abitazioni d’inverno ci sono 25° vuol dire che probabilmente questo serve a qualcuno!).

    E come s’incolpano i bambini, s’incolpano i vecchi, che non hanno preso i medicinali prescritti dal medico.

    E, seppur disdicevoli, anche sugli episodi di bambini dimenticati nelle auto, ci sarebbe da obiettare, visto che quando leggi: intossicazioni da mercurio, alluminio, nanoparticelle, leggi sempre: turbe della concentrazione, turbe della memoria, morbo di Alzheimer precoce!  E una volta i bambini nelle auto non se li dimenticava nessuno!

     Care mogli, non date la colpa ai mariti;  cari mariti , non date la colpa alle mogli; cari genitori , non date la colpa ai figli. Figli, non date la colpa ai genitori!  Impariamo a dare la colpa a chi ce l’ha. Capisco che è più difficile, ma, forse, è più utile ! 

    di Gianpaolo Cavallaro

  • Genova come Napoli? Intervista a Marta Vincenzi.


     

    Genova come Napoli? Non ci credono più nemmeno i napoletani.

    Domenica mattina ci siamo recati ad un incontro con Pisapia, candidato sindaco per Milano, il primo candidato che dopo tanti anni ha ridato credibilità al centro-sinistra. A sostenerlo c'erano Fassino e Marta Vincenzi, sindaco di Genova. Non potevamo perdere l'occasione di parlare con lei. La sindaco nel suo intervento si è espressa, con grande nostra sorpresa, contro gli inceneritori, nonostante a Genova, sia già partito il bando per la costruzione di un gassificatore sulla collina di Scarpino, sopra il quartiere più popoloso della città. Abbiamo allora chiesto spiegazioni in merito. Nel video infatti la sindaco parla di una riduzione delle dimensioni dell'impianto previsto e ne prospetta anche l'eliminazione. Queste parole non possono che riempirci di gioia. Dice che Amiu s'impegnerà per incrementare la raccolta differenziata, fino, forse a non avere più bisogno dell'impianto di incenerimento, ma . . . ci mette in guardia: "Non dobbiamo finire come Napoli!" 

    Cara Sindaco,
    questo è proprio quello che deve fare lei, impedire che Genova, la città in cui sono nata e che amo, finisca come Napoli. Come? E' molto semplice. Non permettendo che lo smaltimento dei rifiuti diventi un business per la mafia come è successo a Napoli. I napoletani, votano De Magistris perché hanno voglia di legalità, perché non vogliono un altro inceneritore sputa diossina come quello costruito da poco ad Acerra, perché sanno che la raccolta differenziata si può fare e fare bene, e perché non esistono impianti 'sicuri'. 

    Amiu, invece di querelare il portavoce di un comitato per il suo 'linguaggio', con il solo risultato di fare di Felice Airoldi un martire, farebbe meglio ad impegnarsi sul serio per la raccolta differenziata con un porta a porta spinto. I genovesi potrebbero anche vedersi diminuire i costi della bolletta con un tale recupero di risorse quali le materie non incinerite.

    Non vogliamo nemmeno inceneritori che brucino a pagamento la rumenta che arriva da fuori e lei può senz'altro scongiurare questo pericolo. 

    Cara sindaco, noi sappiamo che lei, se vuole, lo può fare e non dubitiamo che queste richieste siano anche ciò che lei desidera per Genova, come il nostro Giuliano Pisapia, desidera per Milano.

    Allora la vogliamo veramente liberare questa Italia? Se il vento è davvero cambiato, noi siamo qui ad aspettare una prova.

    Cordialmente.
    Cinzia Bascetta

  • ASTRONOMIA POLITICA – IL BUCO MARRONE

      Buco_marrone2

    Il “buco nero” è senz'altro il più conosciuto degli strani fenomeni astronomici. Come dice Wikipedia: “si definisce buco nero un corpo celeste estremamente denso, dotato di un'attrazione gravitazionale talmente elevata da non permettere l'allontanamento di alcunché dalla propria superficie.”

    Molto meno conosciuti, anzi direi sconosciuto ai più, è il concetto, per il momento solo teorico, dei “buchi bianchi”, l'esatto contrario dei buchi neri, vale a dire oggetti che emettono materia ed in cui la materia non può entrare.

    Man mano che il colore del nome si schiarisce, dal nero al bianco, aumenta la materia emessa e diminuisce quella che vi entra.

    Vorrei parlare quindi del “buco marrone”, molto simile al buco nero, ma un po' più chiaro e quindi con caratteristiche un poco attenuate, perché il concetto riveste particolare importanza nella politica italiana degli ultimi decenni.

    Pur attirando, grazie alla sua massa, ogni sorta di schifezze al suo interno, [i Gasparri, i Larussa, gli Scilipoti,…] non riesce tuttavia ad attirare al suo interno tutto quanto lo circonda pur evidentemente avendo l'effetto di modificarlo.

    Non solo, ma qualcosa riesce anche ad essere emesso: un tanfo insopportabile.

    Si è discusso molto sull'origine dei buchi neri, e sembra che derivino dal collasso di stelle con particolari caratteristiche di massa oppure, per i buchi neri primordiali, dalla estrema densità della materia presente durante l'espansione iniziale dell'universo. Come già detto, invece, i buchi bianchi sono oggi solo delle ipotesi le cui caratteristiche derivano dalla soluzione di sistemi matematici.

    Conosciuta invece è la genesi del buco marrone, il cui nucleo iniziale venne creato negli anni '80 da un incensurato, che, dopo aver assassinato il Partito Socialista, lo ha sostituito con un clone, che era in realtà un nuovo partito, il “Partito degli affari” che tanto successo avrebbe avuto nel panorama politico.

    Liquidato Craxi il clone venne ereditato da Silvio Berlusconi, che lo ingrandì attirando al suo interno quella che un tempo era la destra e fagocitandola, ed acquistando così la massa necessaria a trasformarsi in un vero buco marrone.

    Distrutta la destra attirò nella sua orbita gravitazionale la Lega, senza riuscire ad inglobarla [un buco marrone non ha la forza gravitazionale di un buco nero] ma trasformandola da partito anti-corruzione nell'industria di favole Bossi&Figlio, dedita anch'essa, come la Berlusconi&figli, agli affari di famiglia.

    Ma anche la sinistra venne attratta dal buco marrone e, grazie a Rutelli, venne inaugurata la stagione della teoria dell'unpo'menismo. Questa straordinaria pensata [Rutelli probabilmente la elaborò grazie al gioco infantile “Indovina il numero dei fagioli nel contenitore: se uno dice 2.000 chi pensa che sia troppo dice 1999 per togliere spazio all'avversario] inaugurò la stagione dell'astensionismo. Infatti, visto che la gente che aveva a disposizione Berlusconi e Un po' meno Berlusconi o votava Berlusconi o non votava. Nacque allora il Partito Omeopatico della Sinistra, così detto perché la percentuale di cose di sinistra dette o fatte equivaleva in percentuale ai principi attivi di una soluzione omeopatica.

    Avendo assorbito una decina di altre piccole realtà il buco marrone è arrivato ad una situazione di crisi a causa della criticità delle relazioni al suo interno che potrebbero portarlo ad una esplosione che sparerebbe nello spazio politico in cui il Partito degli Affari verrebbe ridotto e separato dalla destra e dalla lega non più bossiana.

    A questo fenomeno non sarebbero estranee le vorticose rotazioni nella tomba di vecchi personaggi della destra, Almirante, Guareschi e molti altri a vedere quale schifezza viene oggi chiamata destra.

    Perché ora, anche se viene chiamato centro-destra, il buco marrone non ha niente a che fare né col centro né con la destra, è solo il potenziamento del Partito degli Affari, affari con tutti, con i mercanti di voti del Vaticano, con i mercanti di petrolio e di tecnologie stranieri della Francia e della Libia e, soprattutto, viene da pensare, con quella che è la maggiore azienda del paese: la mafia dato il pieno di voti che fa regolarmente nelle sue due sedi principali, la Lombardia e la Sicilia.

    Ci sarà l'esplosione? Forse a partire da Milano?

    di Penta