Autore: redazione

  • Per fare un uomo ci voglion vent’anni…

    Roulette1

    Per fare un uomo ci voglion vent’anni,

    per fare un bimbo un’ora d’amore,

    per una vita migliaia di ore,

    per il dolore è abbastanza un minuto,

    per il dolore è abbastanza un minuto…

    (Francesco Guccini)

    Il tempo per gli uomini è lento,è più lento della vita di un uomo. Per avere l’ombra di una quercia che abbiamo piantato ci vuole tutta la nostra vita. Per accumulare ricchezza ci vuole una vita di lavoro,per essere un buon professionista anni di dedizione.

    Oppure c’è sempre la rapina. Si può diventare ricchi rapidamente,basta rubare agli altri.

    L’importante è non farsi prendere o rendere legale la rapina.

    Dagli anni ’80 molti “liberali” si accorsero che per diventare ricchi ci si metteva troppo,anche se era nell’economia capitalista americana,i tempi erano lenti. Troppo lenti.

    Quindi fu proposta con insistenza una legalizzazione,o meglio,l’impunibilità della rapina.

    Il meccanismo per generare ricchezza rapidamente non si basava sul prelievo di un’unica somma grande ma nel drenaggio di piccole somme costantemente. Per farlo era però necessario avere a disposizioni grosse masse di denaro,dove il prelievo non fosse mai vistoso. Masse di denaro accumulate da altri in decenni di lavoro dovevano essere disponibili per far arricchire in pochissimo tempo i rampanti yuppies. Fondi pensione,risparmi,ma anche capitali aziendali,di associazioni e anche delle chiese vennero via via assorbiti in un nuovo sistema economico,dove il fine ultimo era il dirottamento di fondi,di capitali a nuovi personaggi che li avrebbero usati finalmente quali nuovi nababbi. L’obiettivo non era più quello liberale della fine del ’700,della borghesia attenta dell’800 e neppure dei grandi capitalisti industriali della prima parte del ’900. Non c’era bisogno di creare nuova ricchezza col frutto del lavoro,della trasformazione di beni semplici in altri più complessi,ma la semplice sottrazione di ricchezze già disponibili. Nessun capitale fu trascurato in un crescendo di coinvolgimento,piccole,medie e grandi ricchezze finirono in un immenso tesoro dove piccole e insignificante percentuali corrispondevano a ricchezze immense. Al saccheggio,dopo gli speculatori di borsa,si aggiunsero i banchieri,i manager industriali e i politici. Coloro che dovevano impedire lo sciacallaggio divennero i principali artefici dello sviluppo del sistema. I politici di ogni schieramento e partito politico,di quasi tutti i paesi del mondo,con qualsiasi sistema di governo divennero fautori del nuovo sistema. Un immenso flusso di denaro che si rincorre lasciando sul suo percorso una parte sempre maggiore della sua ricchezza. Un flusso che arriva alla fine senza risorse e che distruggerà tutta l’economia mondiale.

    Infatti per fare questo gioco ciascuno deve prima comprare le fiche dal banco,deve trasformare qualsiasi ricchezza in soldi da poter giocare sul tavolo mondiale. Foreste amazzoniche,fabbriche storiche,palazzi,i servizi pubblici,compresa l’acqua,le strade. Tutto è in vendita per avere contanti da buttare sul piatto,sempre nella speranza di vincere e quindi oltre a recuperare tutto anche vivere per sempre senza più problemi. I giocatori compulsivi dell’economia sono sempre alla ricerca del colpo grosso,dell’affare sicuro. Ma i soldi non bastano mai,e anche quando vincono abbastanza non smettono. Il materasso al banco dei pegni come nella Napoli del lotto,impegnato al mattino per avere i soldi da giocare con la speranza di averne alla sera molti di più e comunque a sufficienza per riscattarlo.

    E quando iniziarono i segni di crisi del sistema,vennero escogitati nuovi artifici per accaparrarsi nuovi capitali. Le squadre di calcio quotate in borsa per esempio. Come mai un giocatore di calcio può guadagnare come 100.000 lavoratori normali? Cosa produce? Come accresce l’economia facendo gol? Il punto è un altro,il calciatore deve costare tanto ma solo per poter giustificare l’ennesima raccolta di capitali per foraggiare “aziende” totalmente improduttive. Per confondere un po’i mercati si parla di investimenti pubblicitari nello sport,anche se non c’è nessuna correlazione verificabile del ritorno di tali investimenti. E talmente falso il sistema che ciascun manager non investe in pubblicità secondo logiche di mercato ma secondo la propria simpatia o passione per uno sport. L’American Cup,la F1,il calcio,sono tutti funzionali al gioco grande di accaparrarsi più soldi possibile,per quello hanno “costi” sempre crescenti,perché la distrazione di fondi a favore delle persone intorno a questi eventi non bastano mai. Sono personaggi che si conoscono appena,che giocano nell’ombra e solo qualche volta,come nel caso di Moggi,esagerano. Sono l’equivalente degli yuppies della borsa,dei manager delle multinazionali,dei banchieri. Sono funzionali al sistema di raccolta e sperpero dei capitali. Perché non si può ammortizzare lo spreco di un costo di un calciatore,il calciatore non è una macchina che ridarà indietro il capitale investito. Verrà ceduto ad un’altra squadra piangendo per i soldi perduti,lacrime di coccodrillo sui soldi di altri. Il Milan addirittura aveva panchine lunghissime,giocatori messi in attesa per pompare soldi in club diversi. Dato che i calciatori non sono schiavi,l’acquisto e la vendita di calciatori sono solo transazioni per spostare soldi e,ad ogni passaggio,ridurli a favore di banche,avvocati,procuratori e sciacalli vari.

    E mentre ci vogliono centinaia d’anni ad una foresta amazzonica per assumere un valore in legname tangibile,bastano un paio di gol ad un calciatore per avere lo stesso valore.

    E così che anni di studio,anni di pratica medica necessari per fare un buon dottore non sono più confrontabili con chi viene pagato molto di più per stare chiuso in una casa a parlare dei fatti suoi ripreso dal grande fratello. Ma mentre sono tutti presi dalle inutili discussioni,non si accorgono che ogni sms mandato per scegliere un Tizio o un Caio vanno a rimpolpare le casse del gioco grande. Giocando da casa molti sperano di vincere anche loro,diventare finalmente alla pari degli altri “vincenti”.

    Ma nel gioco ci sono finiti anche le nazioni. Non bastava tutta l’economia privata,non bastavano più le ricchezza dei paesi dell’Est,il lavoro delle tigri asiatiche. Il sistema aveva bisogno di nuovi capitali,e chi meglio degli stati con i loro gettiti delle imposte poteva apportarli. E’stato sufficiente trasformare i politici in “manager del sistema pubblico”. I ministri più importanti sono diventati quelli dell’economia. Ministeri come gli interni,la scuola,la cultura,l’esercito,una volta centrali nella politica di un paese sono diventati piccoli ed insignificanti incarichi amministrativi. L’incarico dei nuovi ministri dell’economia e quello di sottrarre capitali da poter giocare nel grande gioco mondiale. Prima i patrimoni accumulati in generazioni,poi le proprietà pubbliche,infine il gettito corrente,tutto è finito sul tavolo,nella speranza del colpo grosso nella roulette mondiale.

    Nemmeno la Chiesa è rimasta fuori dal gioco. Marcinkus l’ha fatta giocare da subito e alla grande. La grande macchina della Chiesa ha iniziato a rastrellare tutto quello che poteva. Una struttura immobile per valori e sistema di pensiero sulla vita e sulla morte è diventata velocissima con la sua banca Vaticana in territorio fuori controllo e sotto la copertura di obiettivi umanitari. Ma neppure i sacramenti ed i conventi erano più adeguati. Le nuove velocità economiche non potevano aspettare nascite,matrimoni e morti,c’era bisogno di entrare nei business sanitari e dell’assistenza umanitaria,con i Don Verzé,i banchieri e faccendieri di dio,del dio denaro. E quando non bastò più un bell’8 per mille,ridiede nuova linfa al sistema della Chiesa. Un flusso costante di denaro,un rubinetto sempre aperto per una vasca bucata.

    Ora ci dicono che i soldi sono finiti,come i giocatori d’azzardo dicono a casa per farsi imprestare altri soldi. E come quelli ci fanno promesse,ce li ridaranno,basterà pazientare,li riavremo con gli interessi. In fondo è un po’colpa nostra se glieli abbiamo fatti prendere anche prima.

    di Andrea Portunato

    Fonte: http://domenicofiniguerra.it/?p=2720

  • Non ci si può disiscrivere dal Movimento 5 stelle . . . ?


     
    Ma come si fa a disiscriversi dal Movimento 5 stelle? Da tempo mi sono dissociata dal suddetto movimento e da marzo scorso ho iniziato a richiedere la disiscrizione dal portale internet ufficiale. Ho provato in vari modi: tramite la pagina indicata sul sito (Titolare del trattamento dei dati è Giuseppe Grillo nato a Genova il 21/7/1948, Casella Postale 1757, 20101 Milano. Ogni richiesta, informazione o istanza può essere inoltrata tramite questa pagina.) Non avendo ottenuto nulla, ho scritto alla mail listeciviche@beppegrillo.it, ma anche qui, nessuna risposta e soprattutto nessuna disiscrizione.

    Decido così di spedire una raccomandata alla casella postale indicata sul sito. Alle poste scopriamo che il cap 20101 a Milano non esiste e che la casella 1757 si trova a Genova. Bene, correggiamo l'indirizzo e la mandiamo a Genova. Sorpresa delle sorprese, la raccomandata torna indietro con la dicitura 'C.P. chiusa'.
    Raccomandata

    Quando mi sono iscritta al portale del MoVimento 5 stelle ho inserito la scansione della mia carta d'identità e mi è stato richiesto un numero di telefono. Sono ormai sei mesi che cerco di revocare a Giuseppe Piero Grillo il consenso al trattamento dei miei dati personali senza successo. Mi sono dovuta rivolgere al garante della privacy ed attendo risposta.

    Mail ignorate, cap inesistenti, C.P. chiuse. Il tutto sul sito di chi parla tanto di trasparenza, quando si tratta degli altri . . . Classico esempio di chi predica bene e razzola male o meglio, di chi predica e basta.

    Mi sorge un dubbio, non sarà che il duo Merighi-Troja ha ragione? D'altronde come si fa a disiscriversi dal partito che non c'è?

    di Cinzia Bascetta

  • Papa Grillo, furbo o fesso? – Il PS (grillico) spiegato ai Suoi figli

    Beppe-grillopapa
    Beppe Grillo ha abituato il MoVimento 5 Stelle ai suoi "PS" al fondo dei post sul blog beppegrillo.it. Insieme ai "comunicati politici", è il modo con cui ha sempre scelto di comunicare pubblicamente le linee politiche che gli attivisti avrebbero dovuto seguire. Sì, suona effettivamente un po' contraddittorio da parte del promotore della politica dell'"uno vale uno" e dell'"assenza di leader", tant'è.

    Ancora oggi nessuna notizia del "Portale" ossia lo strumento di voto online propagandato da anni come la piattaforma atta a sostenere quella democrazia diretta con cui il MoVimento doveva rivoluzionare la logica della 'delega in bianco' dei partiti tradizionali dando maggiore potere ai cittadini, i quali avrebbero così esercitato una concreta influenza sui "dipendenti pubblici" 5 Stelle. Non solo, il Portale sarebbe dovuto servire anche per condividere le informazioni e le esperienze a livello nazionale: il "fare rete" spesso sentito in bocca ai candidati 5 Stelle in campagna elettorale e per reggere il meccanismo di "recall dell'eletto" che, non previsto in Italia, avrebbe così permesso alla cittadinanza di mantenere un collegamento anche post-elettorale con il delegato, rendendone possibile il controllo fino a determinare, laddove necessario, l'allontanamento o la sostituzione dell'amministratore eletto se questi, per esempio, fosse contravvenuto ai principi 5 Stelle, agli impegni presi o al programma (es. https://www.facebook.com/note.php?note_id=10150210539997957).

    Promesso da tempo, il portale di voto consisterebbe – di fatto – nell'unica carta concessa in mano ai cittadini attivi dall'articolo 4 del Non Statuto (http://www.beppegrillo.it/iniziative/movimentocinquestelle/Regolamento-Movimento-5-Stelle.pdf). Anche perchè, per il resto, sono ormai tante le testimonianze di realtà territoriali dove, attraverso il giochino sul copyright sul simbolo e nome del MoVimento 5 Stelle, Beppe Grillo sembra gestire a suon di 'investiture' (http://www.giornalettismo.com/archives/131056/il-golpe-della-casaleggio-e-di-beppe-grillo-sul-movimento/), 'avvertimenti' e 'diffide' il suo popolo di attivisti (http://www.meetup.com/Gli-amici-di-Beppe-Grillo-di-Napoli/boards/thread/12466751/0/ – http://tizianafabro.ilcannocchiale.it/2011/08/19/un_consigliere_eletto_con_il_m.html). 

    Su beppegrillo.it, a completare il post di oggi pomeriggio – di cui è interessante anche la scelta dell'argomento – di nuovo un "PS":

    P.S.: In occasione della mia presenza a Roma per "Parlamento pulito" il 10 settembre e nei giorni successivi, non è previsto né concordato, alcun incontro nazionale di nessun genere del Movimento 5 Stelle per discutere linee guida e programma

    (Beppe Grillo 25/08/2011; http://www.beppegrillo.it/2011/08/i_furbi_e_i_fessi/index.html)

    Sarà sicuramente frutto del caso, ma questi ragazzi https://www.facebook.com/groups/227190490629231/, per esempio (ma ormai i casi di ingerenze simili e contraddizioni analoghe subite nei vari territori sono tantissimi), che già alcuni mesi fa Beppe sembrava aver cercato di frenare con un altro post, stanno lavorando da tempo ad un incontro organizzato dal basso, in rete, tra attivisti che da anni spendono il proprio tempo nel e per il MoVimento 5 Stelle.

    Non hanno dichiaratamente alcun progetto di 'golpe' 😀 (che già dovrebbe essere assurdo nella concezione politica del MoVimento, visto che dovrebbero esserne loro i 'proprietari' al di là dei soliti giochini sul copyright sul simbolo). Pare che abbiano anche inviato una o più comunicazioni – di cui una lettera dovrebbe essere stata inviata proprio recentemente – allo Staff di BG per chiarire la natura assolutamente 'pacifica' e 'aperta' dell'iniziativa di cui sentono esigenza, inviandogli tanto di "Odg" delle tematiche che potrebbero essere trattate – scelte, così come la sede dell'incontro, votando online su fb – e forse pure un invito a partecipare di persona.

    L'incontro si terrà l'11 settembre a conferma della completa mancanza d'una volontà di 'sovrapporsi' all'appuntamento, sempre romano, lanciato da Grillo per il giorno precedente.

    Eppure ora vengono per la seconda volta ostacolati direttamente dal blog nazionale beppegrillo.it e senza poter leggere uno straccio di motivo. Persone, da quanto si legge, che hanno creduto e credono nel MoVimento 5 Stelle e hanno speso tempo, energie, in molti casi anche soldi per autofinanziamento. 

    Beppe Grillo, il 'detonatore' della partecipazione dei cittadini; lo sbandieratore dell'assoluta necessità di svegliarsi e auto-organizzarsi; il non candidato nè candidabile che specifica a tutti i media che il MoVimento "è fatto" dagli attivisti e non da lui (o dalla Casaleggio Associati), "il MoVimento sono questi ragazzi di trent'anni che si organizzano in rete";…. che fa?

    Quei ragazzi svegli, attivi, auto-organizzati, li disconosce e senza neanche degnarli di un perchè? Ma non doveva qualsiasi decisione essere votata online dal MoVimento su un portale che a tutt'oggi pare, appunto, inesistente e che avrebbe consentito un progetto di democrazia partecipativa/diretta in rete?

    Beppe non doveva essere solo uno strumento per aiutare il coordinamento e pubblicizzare le attività dei cittadini? E non contare niente o, almeno, contare semplicemente "uno" perchè "uno vale uno"? E invece?

    Beppe Grillo, inspiegabilmente o inspiegatamente (fesso o furbo?), anziché sostenerla, contrasta quel che doveva e dovrebbe essere la base della sua stessa idea politica: l'auto-organizzazione dal basso. 

    Il "PS" è chiarissimo: il blog osteggia l'incontro. Non lo vieta, ma lo osteggia apertamente e lo scomunica, senza motivo. Un modo efficace per sabotare un'iniziativa senza vietarla esplicitamente e senza risponderne pubblicamente.

    Ma Beppe Grillo non è certo nuovo nemmeno a questo tipo di contraddizioni e a non dare risposte chiare nel merito ai simpatizzanti che gliene chiedono (https://www.facebook.com/groups/100583746691512/). 

    E "questo" MoVimento 5 Stelle dovrebbe essere il MoVimento della trasparenza, dell'assenza di leaders e della democrazia (diretta)? (https://www.facebook.com/note.php?note_id=10150225096387957)

    Ora, probabilmente, mentre alcuni tenteranno di decifrare nel dettaglio il "Verbo secondo Grillo" ed altri si piegheranno al volere del Pastore come diligenti pecorelle italiote, assisteremo al solito copione dei chierichetti che, a turno, compaiono a reggere il tendone e che ci diranno che "lui ha troppo a cuore il MoVimento e non vuole che degeneri in un partito quindi la sua è una necessaria prevenzione contro partiti e mass media che vogliono boicottarlo"; "ci vuole ancora tempo per essere maturi e potersi organizzare autonomamente" senza ricevere diffide e post scriptum da Beppe che "vede cose che noi non riusciamo a vedere, prevede ciò che noi ancora non possiamo capire e sa sicuramente quale sia il bene del MoVimento". Lui, che del MoVimento è come un Padre.

    Ma tra i 5 Stelle c'è anche chi invece azzarda letture dell'"enciclica" diverse:

    La motivazione? Semplice: non l'ha deciso lui, non parte da lui e non è da lui controllabile. L'obiettivo? Escludere dal movimento tutti quelli che osano cercare di attuare iniziative non calate dall'alto e non rispondenti ad esigenze direttamente provenienti dal "Capo", includere invece tutti quelli che non si pongono domande e non sentono l'esigenza di "indipendenza" ma campano benissimo andando avanti seguendo direttive provenienti da un'unica testa – pensante, per carità, ma unica.

    Sarà prossimamente "invitato" a non utilizzare più il logo a 5 Stelle da "lo Staff" di Beppe Grillo, quindi infamato dai chierichetti se oserà criticare pubblicamente questi metodi? 😉

     

    PS: http://www.youtube.com/watch?v=45S7erDsuas

    ___________________________________________________ 

    Qui il sito degli "autoorganizzati" a dispetto dei "P.S" à la Grillo: http://incontrom5s.altervista.org/

    Copia della lettera che gli attivisti hanno spedito a Beppe si può trovare qui: http://www.beppegrillo.it/listeciviche/forum/2011/08/incontro-cittadini-del-movimento-5-stelle.html

    Un accorato appello conseguente al "PS" di Beppe, qui: http://www.beppegrillo.it/listeciviche/forum/2011/08/appello-a-beppe-grillo.html

     

    Nota di Helen Esther Nevola

    Fonte http://www.facebook.com/notes/helen-esther-nevola/papa-grillo-furbo-o-fesso-il-ps-grillico-spiegato-ai-suoi-figli/10150270755347957

  • Il comune di Angera riempie le casse . . . e i turisti sono tutti distratti?

    DSCI1406

    Se vi recate ad Angera e parcheggiate sul lungo lago nelle strisce blu fate molta attenzione perché se malauguratamente capitate di giovedì alle 14.30 quando andrete a riprendere l'auto troverete una multa di 39 euro e forse anche un vigile che vi dirà che ognuno al suo paese fa quello che vuole, anche se arrivate prima che passi il camioncino della pulizia strade e vi accingete a spostare la macchina. Sì perché il giovedì dalle 14.30 alle 15.30 puliscono la strada sul lungo lago, capito? Proprio dopo pranzo quando magari siete ancora al ristorante sul lago o decidete di andare a prendere un gelato. Che bella fantasia. Potranno dire che lo fanno perché prima c'è il mercato, che tra l'altro non è certo sulle strisce blu . . .  Quindi immaginatevi la frustrazione, dopo aver regolarmente pagato la gabella per posteggiare la vostra auto, ritrovarvi a dover pagare una gabella ancora più assurda. Il vigile vi dirà che dovevate leggere il cartello, sotto alla scritta del parcheggio a pagamento c'è scritto piccolo piccolo. Ma chi è che lo nota, che c'è un cartello ogni non so quanti posti auto? Chi si aspetterebbe mai la rimozione forzata sulle strisce blu? E c'è scritto anche in piccolissimo sulla macchinetta, che dovete mettervi gli occhiali per leggerlo. Credo che il comune abbia il dovere di assicurarsi che i cartelli siano ben visibili a tutti, infatti le auto posteggiate a quell'orario sono tantissime, tutti distratti? Semplicemente è che a volte le cose sono fatte in regola ma non secondo le consuetudini, così nessuno ci fa caso e fioccano le multe. Infatti subito prima della camionetta che pulisce la strada passa il vigile. Perché non le rimuovono le auto? Forse perché non ci sono abbastanza carri-attrezzi per rimuovere le auto di tutti i turisti distratti? Dovreste vedere le facce allibite delle persone in buona fede che trovano la multa e non capiscono proprio perché, visto che il parcheggio sulle strisce blu lo hanno regolarmente pagato. Complimenti al comune di Angera che, "non si prende la briga di mettere un cartello" a terra vicino alle macchinette ogni giovedì mattina. Visto che la consuetudine non è quella di pulire le strade in luoghi turistici alle 14.30 del pomeriggio, sarebbe un atto corretto e doveroso ma probabilmente non altrettanto remunerativo.

    di Cinzia Bascetta

     

    24/08/2013 – P.S. Segnaliamo che grazie forse anche al nostro articolo ora il comune di Angera ha rimediato con un bel cartello chiaro e ben visibile. I turisti ringraziano.


    IMG_20130803_203600

  • Milano. Il Seveso esonda. Il comune interviene tempestivamente.

    505_esondazione_seveso_ripristino

    Il Seveso è tornato a colpire in zona 9 a Milano nella notte tra il 5 ed il 6 agosto. V.le Zara, via Budua sommersi dal fango e cantine allagate. Questa volta però sembra che il comune sia intervenuto in modo tempestivo grazie al vicesindaco Maria Grazia Guida ed all'assessore alla protezione civile Marco Granelli. Entrambi, insieme all'assessore all'ambiente ed ai trasporti, Pierfrancesco Maran, hanno coordinato le operazioni della polizia locale fino alle tre e mezza del mattino per poi riprendere alle 9.30 con AMSA. Lunedì inizierà un intervento di pulitura delle cantine delle case comunali di via Padre Monti, mentre martedì e mercoledì AMSA pulirà le vasche di laminazione, quelle in cui si accumula l'acqua della piena.

    E' l'assessore stesso che ci informa tramite facebook. Marco Granelli scrive sul gruppo del Comitato Stop Esonda Seveso dove, naturalmente, si può anche commentare. L'assessore scrive:

    "Sono Marco Granelli, assessore ala protezione civile. Per informare che il primo livello di allerta (quando il seveso raggiunge 1,48 metri) ci è stato inviato verso mezzanotte e dopo 27 minuti è avvenuta l'esondazione (quando il seveso supera 3 metri). La Polizia Locale era su posto da subito dopo mezzanotte, insieme ad AMSA, raggiunti poi da Protezione civile, Vigili del Fuoco e servizio idrico MM. I soggetti sono stati tutti avvertiti dal servizio protezione civile, con il primo livello di allerta. Io, insieme al comandante dei Vigili eravamo impegnati l servizio Colonne di San Lorenzo e siamo giunti sul posto verso le 1.20. Polizia locale ha impegnato nella notte 20 macchine e 60 persone, l'AMSA 17 mezzi dipuliture tre autospurghi, la protezione civile due mezzi 8 persone, MM servizio idrico una squadra."

    Il link al gruppo per restare aggiornati e commentare sui lavori http://www.facebook.com/groups/125499524172429/

    Si possono trovare informazioni anche sul sito del Comune di Milano http://www.comune.mi.it/portale/wps/portal/!ut/p/c1/04_SB8K8xLLM9MSSzPy8xBz9CP0os_hAc8OgAE8TIwMDJ2MzAyMPIzdfHw8_Y28jQ_1wkA6zeD9_o1A3E09DQwszV0MDIzMPEyefME8DdxdjiLwBDuBooO_nkZ-bql-QnZ3m6KioCADL1TNQ/dl2/d1/L2dJQSEvUUt3QS9ZQnB3LzZfQU01UlBJNDIwT1RTMzAySEtMVEs5TTMwMDA!/?WCM_GLOBAL_CONTEXT=/wps/wcm/connect/ContentLibrary/giornale/giornale/tutte+le+notizie/sindaco/esondazione+seveso+-+6+agosto+2011

    di Cinzia Bascetta

  • L’intervento di Basilio Rizzo sull’accordo di programma per l’Expo

    Rizzo

    “Signor Vice Sindaco, signori Assessori e Colleghi, non è stato facile per me decidere se e come intervenire.
    La sorte non ci è stata benigna, il provvedimento che è all’attenzione del Consiglio, il primo di peso, non è spinto dal vento del cambiamento che ci ha portati fini qui, anzi è figlio dell’insopportabile bonaccia della continuità ed io sento il dovere di dirlo non contro la mia Giunta, ma per rispetto profondo nei confronti dei Milanesi che credono in essa.
    Dirò di più: se ne facciano una ragione quanti sperano in spaccature insanabili fra noi, penso che farà bene alla nostra coalizione, che ne sia quasi indispensabile, che vi sia qui chi dice in modo determinato, sereno e unitario quello che pensano in molti.
    Quest’Accordo di Programma è un provvedimento sbagliato sul quale non si può cambiare opinione.
    Darò così anche testimonianza della buona politica, in cui credo profondamente, per cui si giudica ciò che viene proposto, non da chi lo propone e se è no, si deve dire «no».
    In tanti anni, da tangentopoli in poi, ho imparato che non c’è causa buona che possa essere perseguita per strade sbagliate.
    Non c’è fine virtuoso che giustifichi i mezzi perversi. Racconterò la storia di questo ADP e sarà il migliore dei miei argomenti per la scelta che ho fatto.
    Lo dico per chi non c’era e perché nessuno possa dire domani: «Io non sapevo».
    Parto dalla scelta del sito: siamo a cavallo tra il 2006 e il 2007. Il comitato Expo 2015 sceglie il sito e annota, quindi sono atti ufficiali, «Le aree sono azzonate nel vigente Piano Regolatore a verde agricolo compreso nei parchi pubblici urbani e territoriali».
    Del comitato fanno parte: Regione, Comune, Provincia, Camera di Commercio, Fondazione Fiera.
    Nel sito le proprietà maggiori sono della Fondazione Fiera e del Gruppo Cabassi.
    Solitamente, credo quasi sempre, per Expo le aree scelte sono di proprietà pubblica.
    Noi facciamo diversamente. Fra chi sceglie vi è chi è proprietario della porzione maggiore del terreno, in ogni storia che conta in Italia il conflitto di interessi non manca mai.
    Interviene a questo punto nella nostra storia un fatto che la condizionerà tutta, anche se non ne troverete traccia nella delibera che andremo a votare.
    Dunque, il 28 giugno 2007 viene firmata una scrittura privata tra Comune di Milano, Fondazione Fiera e Belgioiosa S.r.l., (Cabassi), in cui i proprietari delle aree si impegnano a mettere a disposizione le aree, in cambio di un diritto edificatorio del 0,6 per il dopo l’Expo.
    Aveva titolo qualcuno a promettere volumetrie per conto del Comune? Evidentemente no.
    Le varianti le vota il Consiglio Comunale. E’ come promettere la vendita del Duomo.
    Tuttavia quella scrittura privata pesa e come. Fondazione Fiera e il Gruppo Cabassi ritengono di tenere, come si usa dire a Milano, per le… il Comune e considerano acquisito il bottino dei diritti volumetrici.
    Anche il BIE, che ci hanno detto un giorno sì e un giorno no, pronto a estrarre il cartellino rosso, si accontenta della scrittura privata.
    In una risposta ad un’interrogazione l’assessore Masseroli assicura «L’accordo è stato ritenuto dal BIE “ampiamente sufficiente a dimostrare la disponibilità delle aree da parte dell’Amministrazione Comunale”».
    È tuttavia noto che il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi.
    Il Consiglio Comunale finalmente investito di deliberare ciò che è di sua competenza, ancorché dopo tre mesi, «acquisizione delle aree e termine della variante urbanistica», cancella l’impegno sull’indice 0,6, dà un altro indirizzo per la variante, che non leggo per semplicità, e vota di acquisire il diritto di superficie.
    Siamo, ricordo, nell’ottobre 2007, quasi quattro anni fa.
    Il 31 marzo 2008 il BIE assegna l’Expo a Milano. Cominciano mesi tumultuosi, e abbastanza noti, in cui succede di tutto: litigi per le poltrone prima di Soge e poi di Expo, Stanca sostituisce Glisenti, Sala sostituisce Stanca, doppi stipendi, doppi incarichi, prima il progetto orto planetario è una meraviglia che tutto il mondo ci invidia, poi no, contrordine, gli orti sono la rovina di Expo perché nessuno verrebbe a Milano per vederli.
    Avremo 24 milioni di spettatori, no, 20, no, meno ancora, ma non importa, non sarà il numero dei visitatori a dare il segno del successo.
    La Moratti è contro Formigoni, Formigoni è contro la Moratti. La Lega «E noi qui cosa stiamo a fare?».
    Tremonti chiude i finanziamenti, anzi, no, apre il portafoglio, interviene Berlusconi.
    L’unica cosa che non va avanti è l’acquisizione delle aree, secondo quanto deciso dal Consiglio Comunale.
    Solo ritardi? Solo inefficienze? Ogni tanto il Sindaco Moratti lancia l’allarme «Il BIE ci toglie l’Expo se…». Tensioni, drammatizzazioni, suspence, editoriali allarmati, e poi il classico viaggio a Parigi con ritorno trionfante: ce l’abbiamo fatta! E’ tutto a posto, il BIE è con noi. Anzi, è entusiasta».
    Ovviamente il copione viene ripetuto più volte.
    Naturalmente io confermo la mia convinzione: credere che i soloni del BIE, che vivono di Expo, ci tolgano l’Expo è come pensare che l’Associazione dei produttori di giocattoli possa volere abolire il Natale.
    Ma torniamo alle aree. Mi sarei rivolto al consigliere Moratti, non c’è, glielo riferiranno.
    Consigliere Moratti: quante lettere irrevocabili e incondizionate di messa a disposizione delle aree lei ha in tasca e ha portato a Parigi? Perché non le ha mai esercitate? Perché non le ha passate al Sindaco Pisapia perché le esercitasse? Perché da Sindaco non ha mai fatto applicare la delibera del 2007? Perché tanti anni persi? Forse è la paura di quella incauta scrittura privata?
    Dimenticavo: la Fondazione Fiera aveva in quegli anni problemi di bilancio, la scelta della sua area era manna dal cielo.
    Lei sì che non perde tempo. Poco conta che l’affare sia ancora in corso, l’area viene immediatamente rivalutata a bilancio, credo da 10 a 50 milioni di euro e il rischio dei conti del rosso nei conti sparisce, tanto l’affare si farà, c’è la scrittura privata e ci sono gli amici giusti.
    Ecco perché qui stasera noi non votiamo un Accordo di Programma, o non solo, noi stasera garantiamo e legalizziamo la stangata che porterà da 21,5 milioni di euro, la stima è dell’Agenzia del Territorio, a oltre 120.000.000,00 di euro, sempre stima Agenzia del Territorio, ovviamente con gli indici volumetrici di cui stiamo discutendo.
    Scrivere «0,52» allora non è un optional, è la linea del Piave che allinea il valore che si intende concedere a Fondazione Fiera e Cabassi per i loro terreni ex agricoli, li allinea alle stime dell’Agenzia del Territorio per il nuovo assetto e dunque costituisce una sorta di liberatoria, di sanatoria per Formigoni, Moratti, Masseroli, eccetera, per i ruoli svolti e gli atti compiuti o non compiuti in quella storia che ho per semplicità definito «La stangata».
    I Milanesi devono sapere che noi stasera legittimiamo che 80/100.000.000,00 di denaro prevalentemente pubblico transitino, in modo non proprio virtuale, nelle casse di Fondazione Fiera e Gruppo Cabassi.
    E aggiungo che tutto ciò è stato colpevolmente consentito e forse anche scientificamente perseguito con la scelta del sito prima e con i ritardi per le aree poi.
    Se aveste vinto le elezioni avreste chiuso in famiglia l’Accordo di Programma, (il patto dell’aprile 2001, su cui tornerò, ne è la riprova), ma l’acqua alla gola dell’essere a ridosso dell’Expo senza aree in mano va benissimo anche per mettere in un angolo il Sindaco PISAPIA: o così o niente Expo.
    Con l’ineffabile dottor Loscertales, naturalmente in modo involontario, a fare da spalla.
    Nessuno si accorge di tutto ciò? Quelli che sanno e che più che la casacca azzurra hanno indosso quella celeste, intesa come «del celeste», stanno zitti e aspettano che la partita Morat
    ti-Formigoni prenda la piega giusta.
    La Moratti avrà bisogno di aiuto in vista delle elezioni ed accetterà la linea dell’acquisto delle aree, poi, quando si sarà vinto ci sarà ciccia per tutti.
    Il 10 marzo 2010, più di un anno fa, presento un’interrogazione in cui chiedo «Perché non avete ancora acquisito la disponibilità delle aree dopo oltre tre anni? Che cosa avete fin qui detto al BIE?».
    E soprattutto mi scopro profetico senza essere profeta, infatti chiedo se non si ritiene che non avere ancora le aree a disposizione metta la parte Comune in una condizione di assoluta debolezza nei confronti dei proprietari delle aree.
    Ma l’assessore Masseroli mi rassicura «La disponibilità delle aree potrà essere raggiunta con altri strumenti consentiti dalla Legge» ed è categorico «Non si ritiene che la posizione dell’Amministrazione Comunale possa risultare indebolita dalla mancata stipula dell’accordo in questione», quello del 2007. Servono commenti?
    E veniamo all’Accordo di Programma dell’aprile 2011. Si legge nel testo «Il comitato per l’Accordo di Programma ha previsto la costituzione di una S.p.A. promossa da Regione Lombardia con Comune eccetera».
    Nessuna meraviglia. Per chi ha una concezione proprietaria e autoritaria del proprio ruolo la cultura del rispetto delle Istituzioni è prossima allo zero.
    Aveva titolo il Sindaco a costituire una società? Ovviamente no, è competente il Consiglio Comunale.
    Il Consiglio era in carica, in quei giorni si è riunito ripetutamente credo 7 o 8 volte da fine marzo a fine aprile, perché non è stato investito del problema?
    E il fatto che di lì a poco si sarebbero svolte le elezioni non contava nulla? Una fastidiosa formalità, neanche da pensare che possa vincere un altro, così nel dispregio più totale di ogni regola si va avanti.
    La società non era ancora stata costituita, ma il comitato deciderà chi acquisirà le aree.
    Anche qui: chi può deliberare l’acquisto? Il Consiglio Comunale.
    Ma può un così insignificante dettaglio imporre uno stop? «Il Comune sono io» diceva qualcuno, «Via, via, si firmi, si firmi», e le leggo le firme «Moratti, Formigoni, Altitonante».
    C’è però un piccolo intoppo, le elezioni le vince Pisapia e inizia un’altra storia.
    Ora le aeree le può comprare, lo ha ricordato giustamente nell’introduzione il nostro Sindaco, una società Aerexpo partecipata dalla sola Regione Lombardia.
    Ne riparleremo a settembre su questa vicenda della Newco, con una nuova delibera spero senza sconti e la Corte dei Conti ci ha già messo sull’avviso, come avrete letto tutti oggi sui giornali.
    Quanto fin qui esposto, tutto documentabile in atti ufficiali, dovrebbe rendere del tutto ovvio un voto che sia di merito sull’Accordo di Programma: vota a favore il Centrodestra che ha imbastito tutto, e vota contro il Centrosinistra che l’ha combattuto nei suoi svariati passaggi.
    E invece no, la politica ha le sue bizzarrie che tanto confondono e allontanano i cittadini da essa.
    Accade ad esempio che chi ha scritto i documenti, anche quelli non divulgati, che ha sottoscritto patti ed accordi senza averne titolo, che ha attivato l’Agenzia del Territorio su un’ipotesi e poi ne ha scelta un’altra, che ignora quel che decide il Consiglio, ma ha un fitto carteggio con i proprietari delle aree, che sa cioè tutto e di più, accade che questo tale fa aleggiare nella nostra discussione uno spettro di una violenza contro il suo diritto democratico di avere tutta la documentazione, pretende di farsi spiegare da Assessori appena arrivati documenti che lui stesso ha sottoscritto.
    Seduto su quella sedia farò di tutto per farvi avere ciò che chiedete, quando anche dovessimo cercarli nelle vostre scrivanie e nei vostri file.
    Posso da qui dirvi che trovo tutto ciò non proprio edificante per voi per primi e anche un po’ comodo?
    Per dirla tutta penso, Colleghi dell’Opposizione, ex Sindaco, ex Assessori, ex Consiglieri di Maggioranza, che, come dice il detto popolare, dovreste baciarvi i gomiti, ringraziare per il salvacondotto che vi si sta consegnando e abbassare i toni, perché vi conviene, non strepitare ed alzare la voce.
    Prendete esempio dalla saggezza e dalla prudenza del soldato Vagliati che, tanto che per non sapere né leggere né scrivere, ha pensato di non partecipare, pure essendone membro, al Consiglio generale di Fondazione che il 15 aprile ha deliberato sulle aree Expo, e l’altra sera ci ha detto che non parteciperà neppure a questo voto.
    Una casualità o un consiglio?
    L’ultimo passaggio è per il Sindaco e la Giunta. La collega Sonego espliciterà il nostro «No» in sede di dichiarazione di voto, in esso non vi è né sfiducia per voi né presa di distanze dalla straordinaria avventura di governare Milano che i cittadini ci hanno affidato.
    Abbiamo rispetto per il travaglio che anche voi sentite, condividiamo con voi la certificazione che questa sera si chiude la pagina dell’Expo targata Moratti e che da stasera, poiché l’impegno 2015 c’è, cercheremo di difendere il sogno di un’altra Expo.
    Offriamo al nostro popolo la fermezza del «No» a quest’Accordo di Programma come garanzia che vigileremo perché siano evitate le conseguenze cementifricatrici che esso preannuncia, riproporremmo insieme il grande parco tematico, le funzioni pubbliche, le volumetrie ridotte, la fedeltà al tema originario del progetto, puntelleremo i paletti che abbiamo promesso ai Milanesi con l’ordine del giorno unitario.
    La strada non è semplice, il partito degli affari e del cemento invocherà lo spirito e la lettera dell’Accordo di Programma, le volumetrie fissate e intoccabili, riproporrà le residenze libere e di lusso per far quadrare i conti, l’Expo adattata ai big-spenders dal turismo ricco alle corporations, si dovrà resistere e non sarà facile, ma siamo ben messi.
    Se c’è una persona che per competenza, abilità professionale, condivisione della causa, può aiutarci a resistere all’assalto, questa persona è già tra noi, ha il cervello, il cuore, il volto del nostro Assessore all’urbanistica.
    Abbiamo la presunzione di credere che nelle dure trattative non le sarà inutile la nostra posizione di questa sera, l’argomento di dovere tenere conto di un Consiglio Comunale in cui la stangata è stata svelata nei dettagli e di una Maggioranza che non ha nessuna intenzione di favorirla, ma servirà anche altro, servirà nei rapporti con il BIE far capire ai suoi vertici che la nuova Amministrazione è forte, autorevole e non incline alla genuflessione, che non sarà consentito loro di irridere né un nostro Assessore, né le intelligenze – faccio un nome per tutti Carlin Petrini – che sorreggono un’idea partecipata di Milano 2015.
    Servirà a dimostrare che da Cascina Merlata all’uso degli indici volumetrici si faranno scelte ambientaliste, di tutela del territorio, di risposte sociali, di rispetto del voto popolare.
    Servirà a dimostrare che chiederemo lavoro e lavoro sicuro e regolare.
    Ho concluso.
    Signor Sindaco, signori Assessori, per molti nostri concittadini e per le loro famiglie sono tempi difficili, anche per questo io non riesco proprio a rassegnarmi che uno dei primi provvedimenti della mia Giunta, liberi, ancorché subendolo per colpa di altri, un colossale trasferimento di risorse pubbliche a favore della rendita fondiaria e di un centro-simbolo del sistema di potere del Centrodestra e di uno dei suoi più potenti sottoinsiemi, e che questo avvenga mentre ci accingiamo a chiedere sacrifici a moltissimi Milanesi onesti che pagano le tasse.
    Vi affidiamo l’indignazione nostra e di molti del popolo del vento che cambia come promemoria nelle scelte future.
    Confidiamo, anzi sappiamo che ne farete buon uso”.

  • Expo 2015. Riflessioni sull’accordo di programma.

    Expo_tema(1)

    In questi giorni leggiamo un mare di polemiche sull'expo. Molti si aspettavano una rinuncia da parte di Pisapia ma in realtà nemmeno in campagna elettorale aveva dichiarato di non voler fare l'expo. Bisognava rinunciarci prima. Ormai i giochi sono stati fatti. E' vero che Pisapia aveva dichiarato che per expo avrebbe preferito usare dei terreni già pubblici ma a quanto pare il BIE non è disposto a rivedere il progetto a questo punto, ed una rinuncia ad expo adesso, avrebbe comportato una penale di 300 milioni di euro. Chi li pagava? Le casse comunali hanno un buco di 160 milioni di euro. E' vero che i terreni ne costano 120 ma è anche vero che il prezzo corrisponde alla cifra stabilita da una commissione terza e, come dichiarato da Patrizia Quartieri, è lo stesso prezzo che il comune avrebbe pagato se i terreni fossero stati espropriati. Il problema è che Letizia Moratti a suo tempo, non ha valutato altre possibilità rispetto all'accordo fatto con Cabassi. Le offerte c'erano, come ha dichiarato Basilio Rizzo, ma è stato valutato solo quell'accordo, e l'accordo è stato presentato al BIE come garanzia della disponibilità di terreni e della possibilità di realizzare expo. Ora è tardi per tornare indietro quello che si può fare è cercare di mantenere un grande parco, di questo parlano i referendum milanesi, ed evitare l'edilizia libera sulle aree, infatti come ha ricordato, sempre Patrizia Quartieri, Milano non ha bisogno di edilizia libera. Tornando alle penali, non c'è solo il BIE, ci sono anche accordi già presi con partners internazionali. Insomma non tanto la figuraccia internazionale ma il danno economico che ormai ne deriverebbe sono i motivi per cui non si può rinunciare ad expo. Sull'indice volumetrico, fissato a 0.52 mi sorge una domanda: ma cosa ci sarà mai scritto nella scrittura privata tra Cabassi e la Moratti? Non ci sarà mica una penale anche su questo? Nel 2007 fecero una scrittura privata che parlava di comodato d'uso, le aree sarebbero state date al comune per expo e poi sarebbero tornate indietro edificabili. In seguito venne deciso di vendere 430 mila mq e dare in comodato d'uso i restanti 340 mila. Su quelli i Cabassi potranno edificare. Con gli oneri di urbanizzazione magari si risolleveranno un po' le casse comunali.

    Quello che ne emerge è che spesso gli accordi vengono fatti prima e spesso anche i conti vengono fatti in base agli accordi già presi, lo ha chiarito Masseroli quando si parlava di PGT e metteva in guardia dall'apportare certe modifiche, facendo riferimento proprio ad accordi già presi ed alle conseguenti cause legali che il comune avrebbe dovuto affrontare. Questa maggioranza non poteva fare altrimenti e poi ricordiamo sempre che i veri poteri sono fuori da Palazzo Marino e che fermare il business è impossibile, me lo diceva un mio amico qualche tempo fa, lui sta facendo una dura lotta con il suo comitato in un'altra città, è un puro, un onesto ma è anche sveglio e l'ha capito anche lui, l'affare non lo fermi, se non è expo, è l'inceneritore, se non è l'inceneritore è la gronda o la TAV. Forse se fossimo in tanti, ma proprio tanti . . . e invece siamo sempre quattro gatti.

    Ricordo che verrà istituita anche una commissione antimafia a Milano. Speriamo che contribuisca a frenare le speculazioni.

    di Cinzia Bascetta

  • PGT MIlano. In Piazza San Fedele per chiedere l’abrogazione del piano.

    Milano-dal-cielo

    Oggi il Forum Metropolitano, che riunisce molti comitati cittadini e di cui anche l'Anticasta fa parte, ri ritroverà in Piazza San Fedele per raccogliere firme a supporto della richiesta di abrogare non solo l'approvazione del PGT ma anche l'adozione.

    A febbraio scorso, il Piano di Governo del Territorio era stato approvato dalla maggioranza di centro-destra non tenendo conto delle oltre 4.000 osservazioni presentate dai cittadini. Le osservazioni erano state accorpate per tema e non per contenuto, in otto maxi gruppi. Ciò ne ha reso impossibile la discussione in consiglio comunale e a causa di questo è stato presentato da alcuni consiglieri, su iniziativa di Milly Moratti, un ricorso al T.A.R.

    Ora la giunta Pisapia vorrebbe abrogare la fase di approvazione per poter discutere le osservazioni. Così facendo, però, il piano verrebbe solo un po' smussato e si rischia che alla fine l'impronta morattiana rimanga.

    Ciò che preoccupa sono gli alti indici volumetrici, la perequazione delle volumetrie del parco sud e l'impostazione del piano che mente sempre tutto in discussione, avendo eliminato la destinazione d'uso e lasciando le decisioni in merito ai servizi ad un calcolo effettuato tra l'incrocio della domanda e dell'offerta. Di fatto, con la scusa della sussidiarietà, il piano morattiano, spalanca le porte ai privati, che saranno finanziati dal comune ma gestiranno i servizi. Una cosa come i soldi pubblici che vengono dati alle scuole private . . . Non vorremmo mai che ciò accadesse.

    Il 14 luglio è una data simbolica, non solo per la presa della Bastiglia ma anche perché proprio in questa data, l'anno scorso nel pieno della notte, era stato adottato il PGT. Quest'anno, nello stesso giorno, il Forum Metropolitano, dopo aver presentato un documento alla giunta, raccoglierà le firme dei cittadini a sostegno. Chiediamo che il PGT venga rifatto seguendo le linee programmatiche della coalizione. Abbiamo votato Pisapia perché fosse il sindaco di tutti. L'assessore all'urbanistica De Cesaris si è già resa disponibile ad un incontro con la persona di Luigi Caprarella, architetto, uno dei massimi esperti in materia di PGT.

    Vi spettiamo stasera in piazza San Fedele dalle 17 alle 22.

    https://www.anticasta.it/2010/11/pgt-milano-le-nostre-osservazioni-al-piano-dei-servizi.html

    https://www.anticasta.it/2011/02/pgt-milano-a-partita-iniziata-non-si-cambiano-le-regole.html

    https://www.anticasta.it/2010/10/pgt-le-domande-le-facciamo-allassessore.html

    https://www.anticasta.it/2010/07/un-furto-in-piena-notte-approvato-il-pgt.html

    di Cinzia Bascetta 

  • Referendum, Valsusa e “comuni denuclearizzati”…”pare”… e i convogli di scorie?

    Alla faccia della maggioranza degli italiani che ha detto no al rischio
    nucleare “pare” che il 10 luglio ci sia un nuovo trasporto di scorie
    contenenti plutonio da Saluggia a La Hague. “Pare” come “pareva” che un
    treno di scorie nucleari dovesse passare nella notte di domenica 8 maggio
    scorso quando poi è effettivamente entrato in Francia dalla Val Susa
    passando, a quanto risulta, per Vercelli, Novara, Alessandria, Asti e
    Torino, interessandone le province oltre a quella di Pavia essendo passato
    anche per Mortara.

    Diciamo “pare” perché i cittadini non vengono correttamente informati da
    chi di dovere. Dovrebbero farlo i prefetti ed i comuni interessati in base
    ad appositi piani di emergenza che andrebbero redatti rispettando varie
    norme tra cui la legge delle Regione Piemonte numero 5/2010, articolo 4,
    comma 2.
    Peraltro i piani di emergenza, dove esistono, sono discutibili. Come
    quelli delle prefetture di Torino e di Vercelli dove non è previsto
    l’attacco terroristico, ma solo, come incidente di riferimento,
    l’improbabile collisione con un’autobotte di benzina.

    Per capire quanto siano insufficienti quei piani non ci vuole molta
    fantasia. Basta immaginare cosa sarebbe successo se in Val Susa qualcuno
    (non certo un italiano e tanto meno un valsusino, ma magari qualcuno
    direttamente coinvolto dalle missioni italiane all’estero) avesse stato
    fatto saltare in aria un ponte al passaggio delle scorie: il plutonio,
    dopo aver definitivamente steso la valle, avrebbe fatto danni fino
    all’Adriatico tra infinite quanto tardive discussioni sulla differenza tra
    i pericoli inventati e i pericoli veri.

    Questa sottovalutazione avviene perché nel valutare il rischio nucleare ci
    si ostina a considerare solo danni derivanti da eventi naturali o
    incidenti fortuiti e mai atti intenzionali come azioni belliche e atti di
    terrorismo, effettuabili più facilmente durante il trasporto di scorie,
    che, proprio per tale ragione, è uno dei momenti di massimo rischio.

    Tale scelta ha l’effetto di sottovalutare il rischio per non doverne
    sostenere il conseguente aumento di costi. Quindi meno costi per il
    committente del trasporto e rischi per la collettività molto maggiori.

    Almeno fossero di qualche utilità, quei trasporti. Almeno rendessero molto
    meno pericolose le scorie. Invece no, perché pare che lo scopo principale
    sia un altro: estrarvi plutonio per fare bombe e altro combustibile
    nucleare come il “mox” usato anche a Fukushima. Quelle scorie ritornano
    poi tutte in Italia con una radioattività ridotta di poco o nulla,
    sull’ordine dell’uno per cento o giù di lì. A cosa servono quindi quei
    trasporti? A chi convengono? Sarebbe il caso di approfondire il discorso
    partendo dall’identità di coloro che vogliono continuare a farli.

    Quei trasporti vanno perciò impediti a partire da quello, molto probabile,
    del 10 luglio. E questa volta non più, come successe ad Avigliana, da
    quelli a volto coperto a loro rischio e pericolo, ma direttamente da
    quelli in divisa. Per le scorie nucleari, infine, va previsto un unico
    tipo di trasporto: quello verso un deposito finale. Quella è la volontà
    espressa dal popolo italiano e come tale deve essere rispettata.

    Quelli che si opponevano ai referendum (e buona parte di quelli che li
    hanno appoggiati in extremis) ora non possono far altro che provare a
    scipparci il risultato. Per il nucleare non è passato nemmeno un mese,
    mentre per l’acqua hanno cominciato da subito. Per questo la battaglia per
    i referendum non è affatto finita e i risultati sono ancora lontani.

    Nel frattempo è bene che la magistratura prenda in esame il comportamento
    di coloro che, nascondendo i trasporti di scorie nucleari, hanno fatto
    correre (e magari vogliono far correre ancora) seri rischi ad un grande
    numero di persone inconsapevoli.

    Tino Balduzzi
    comitato antinucleare della provincia di alessandria
    nonukeal@gmail.com

    riferimenti:
    http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1995-03-17;230
    http://arianna.consiglioregionale.piemonte.it/ariaint/TESTO?LAYOUT=PRESENTAZIONE&TIPODOC=LEGGI&LEGGE=5&LEGGEANNO=2010
    http://www.comune.avigliana.to.it/public/home_page/allegati/hp_321.pdf

  • La mediocrità in campo medico.

    Somministrare Valium con una crisi d'asma allergico in corso . . . è da incoscienti!

    Medici

     

    Vai al pronto soccorso? Meglio fare il segno della croce, se sei cattolico. Altrimenti appellati a chi vuoi tu. Nelle università che sono ormai indirizzate da Big Pharma i medici imparano ad attribuire la colpa al paziente e a non approfondire le questioni. Ma Socrate diceva "so perché so di non sapere." Penso che l'abbiano dimenticato da tempo perché l'ignoranza e la non curanza regnano sovrane tra le numerose loro maestà presenti ed anche qualche dio sceso in terra.

    Tutto comincia più di un anno fa quando avverto dei bruciori in una zona femminile particolarmente delicata, la ginecoloca dott.ssa Simona Angela Nava dell'ospedale Niguarda di Milano inquisisce arrogantemente su cosa uso per lavarmi, siccome uso la Saugella che è la cosa più delicata che ci sia, non trova colpe da attribuirmi ma non mi prescrive nulla, nessun accertamento, mi fa anche la morale sulla mia preoccupazione per questa gravidanza, lasciandomi con un senso di mortificazione, dopo aver già abortito qualche mese prima ed aver scoperto una piccola mutazione genetica. Dopo la ramanzina, che non so a voi, ma a me non cura, ho perso il bambino. Naturalmente è colpa mia che mi agito. Nessuna delle tre supermegagalattiche ginecologhe convocate ha reputato degni di nota la mutazione MTHFR (provoca coagulazione del sangue),il LAC un  punto fuori dalla normalità (si tratta di anticorpi che hanno a che vedere con la coagulazione del sangue) e nessuna di loro ha pensato di controllare la mia tiroide. Il risultato di cotanta saccenza ed arroganza nel comportamento e nell'ostinato NON ASCOLTO in particolare della dott.ssa Marina Muscarà è stato che ho perso il bambino, ma c'è di più. Quando mi sono recata al pronto soccorso per delle perdite il dott. Michele Costa, sempre del Niguarda, dall'alto dei suoi poteri cosmici mi ha redarguito di fare l'amore con mio marito, avete capito bene, invece di preoccuparsi del mio bambino mi ha giudicata come donna, ha espresso un giudizio su di me, senza nemmeno conoscermi. E dire che lo paghiamo con l'Irpef.  Ma torniamo ai bruciori, dopo più di un anno scopro grazie alla dott.ssa A. che ho un batterio, la Gardnerella ed un lievito/fungo il saccharomyces cerevisiae. Probabilmente un anno fa c'era solo il fungo, poi potrebbe aver creato l'habitat ideale per la  gardnerella . . . ma va bhè.

    Per la gardnerella la ginecologa dott.ssa A., mi dà un antibiotico, il metronidazolo, decido di prenderlo subito, anche se stavo facendo una cura omeopatica, la sospendo e corro dal medico di base la dott.ssa Wilma Crivellaro perché comincio ad avere i primi sintomi di cistite. La cistite è tremenda, ne ho sofferto fin da bambina, e so cosa significhi urinare rosso, il dolore è lancinante ed è pericolosa perché può raggiungere i reni. Spiego la situazione alla segretaria della dott.ssa Crivellaro che mi dice che lo dirà alla dottoressa appena arriva, mi serve solo una ricetta, nulla di più, anche perché non può saperne più della ginecologa e non mi segue da sempre, quindi non conosce bene nemmeno me. Con una cistite in corso, che è molto fastidiosa, anche perché uno deve andare in bagno in continuazione e lavarsi per il bruciore, chiedo se la dottoressa è stata avvisata, senza specificare, e la dottoressa, che nel frattempo è sbucata fuori, senza nemmeno chiedermi come sto, mi risponde stizzita, dopo aver chiamato il secondo paziente, che lei ha degli appuntamenti e rientra . . .   La segretaria, che c'è ma non c'è, rimbalza la responsabilità dicendo che bisogna parlare con la dottoressa . . .?

    Decido di andare in farmacia e le farmaciste che mi conoscono, mi danno il farmaco. Prendo il metronidazolo giovedì sera, due pastiglie, da subito avverto tachicardia alla bocca dello stomaco, fiacchezza, e sento come se mi mancasse il cuore, penso di essere molto stanca. La mattina mi sveglio con un dolore pungente alla schiena dalla parte sinistra. Prendo altre due pastiglie, formicolii al collo, senso di stordimento, nausea, tachicardia, lingua indolenzita. La sera ne prendo solo una e così anche la mattina dopo. Dolori al braccio sinistro ed al petto, per quanto mi sforzi non riesco a stringere i pugni, chiamo la ginecologa e mi dice di smettere. Non l'avevo smesso prima per paura della cistite ma caspita, il cuore, il cuore era decisamente più importante ed urgente. La dottoressa mi dice di andare al PS se non riesco a respirare. Il respiro è sempre affannato, fino a che lunedì sera in seguito ad un piccolo sforzo, una rampetta di scale, inizia la tachicardia, quando inizio a cenare divento bianca come un cadavere sento un forte senso di costrizione al petto insieme ad un dolore intenso e non riesco più a respirare. Mio marito chiama il 118, sono passati alcuni minuti e l'attacco si calma un po', il dottore vuole parlare con me, mi chiede se ho paura di qualcosa, boccheggiando gli rispondo che se devo aver paura di qualcosa, ho paura di andare all'ospedale (e certo che ho paura di loro, sono una manica di incompetenti). Il simpaticone insinuava che io non stessi male, ma come fa se nemmeno mi vede? Mi dice che secondo lui non ho difficoltà a respirare ma che l'ambulanza arriva comunque perché è già partita. Arrivano e mi fanno le domande più  assurde. Soffri di gastrite? Ma hai preso l'antibiotico a stomaco pieno? Ma portami all'ospedale idiota. Mi ci portano, più per dovere che per convinzione. All'ospedale Niguarda di Milano elettrocardiogramma (effettuato a riposo) buono, mi lasciano ad aspettare due ore su di una sedia e lasciano fuori mio marito, ad un certo punto, sempre con il respiro affannato, che cercavo di tenere sotto controllo io, solo con la mia grande forza di volontà, mi rivolgo all'infermiere, mi dice che ne ho 5 davanti. Bene, allora visto che per voi non sono grave, posso andare da mio marito ma io faccio fatica a respirare. Allora è meglio che stia qui. No, se per voi posso aspettare 5 persone davanti a me con codice verde, significa che non mi ritenete grave, me ne vado . . . mi fa entrare. La dottoressa Alessandra De Leo è gentile ma naturalmente non mi crede, l'allergia si manifesta con le bolle mi dice, insisto un po' raccontandole della mia allergia alla polvere, al polline, ed alla recente scoperta, grazie alle analisi della tiroide fattemi fare dalla mia ginecologa dott.ssa Anghileri di un'intolleranza al glutine. Sono un soggetto allergico. Ed alla fine la dottoressa mi dà un antistaminico, dopo un'ora fa effetto e comincio a stare bene.

    Ritengo offensivo che sul foglio di dimissione non compaia la mia difficoltà respiratoria, ed oltre alla visita dall'allergologo mi si consigli di approfondire dal punto di vista psichiatrico gli attacchi di panico. La dott.ssa De Leo mi ha parlato di un fumetto sugli attacchi di panico. Io invece ho letto questo: L'angina pectoris è determinata da una "transitoria" riduzione del flusso di sangue arterioso al cuore, cioè da un apporto di sangue insufficiente alle richieste di quel preciso momento: ciò comporta uno stato di scarsa ossigenazione del territorio di miocardio irrorato dalle coronarie, noto come ischemia miocardica. Nella grande maggioranza dei casi tale evenienza si manifesta quando un vaso è parzialmente occluso da lesioni aterosclerotiche; in condizioni di riposo esse possono non ostacolare il normale funzionamento cardiaco, ma sotto sforzo o stress impediscono di soddisfare completamente le richieste di ossigeno del muscolo cardiaco. La sintomatologia della cardiopatia ischemica ha elementi comuni nelle differenti forme di presentazione, angina ed infarto: entrambi si manifestano con dolori toracici simili ad una sensazione di peso (angina vuol dire costrizione), possono essere irradiati al collo, alle spalle e agli arti superiori, talora sono accompagnati da sudorazione fredda e svenimenti. I dolori dell'angina durano solo alcuni minuti, mentre quelli dell'infarto durano assai di più e possono non passare con i farmaci che solitamente risolvono i sintomi dell'angina. Il dolore è comunemente sordo, a partenza interna, non interessa le strutture ossee superficiali, non si modifica con i movimenti del torace. Il primo esame da eseguire è l'elettrocardiogramma basale che nel paziente asintomatico, non sempre evidenzia un'ischemia; in questo caso è opportuno effettuare un elettrocardiogramma sotto sforzo.

    E voleva anche darmi 5 gocce di valium . . . con ancora il metronidazolo in corpo, l'asma, la tachicardia ed i dolori al petto al minimo sforzo . . .per fortuna la mia intelligenza ha vinto contro la loro saccenza e le ho rifiutate. Consiglierei comunque io a lei di leggere più libri di medicina e meno fumetti.

    Per l'allergia sono in cura dal dott. Cavallino di Genova, l'unico che ha individuato in una passata infezione da citomegalovirus la possibile causa scatenante per questo stato di allerta del sistema immunitario, dopo di questo infatti sono comparse l'allergia al polline e l'intolleranza al glutine . . . e comunque continuiamo ad indagare perché come dice la dott.ssa Anghileri, la medicina è un'arte, non una scienza.

    La maggior parte dei medici non sa fare una diagnosi, ha perso la capacità di ascoltare il paziente, non gli viene certo insegnato a farlo, tantomeno a ragionare, approfondire, ricercare, in pratica sanno quattro cose in croce e ripetono quelle, fuori da ciò, brancolano nel buio ma sono però convinti di sapere tutto ed andargli dietro è come farsi guidare da un cieco.

    Gli attacchi di panico non mi sono mai venuti ma non è escluso che in futuro non mi vengano alla vista di un pronto soccorso.

    P.S. Oggi (evidentemente si era esaurito l'effetto dell'antistaminico), il minimo sforzo della digestione mi ha riprovocato un'intensa e dolorosa tachicardia, ho preso l'antistaminico e dopo un po' è passato. Avrò avuto un altro attacco di panico? Forse il pranzo mi ha incosciamente spaventata? Non so se ridere o piangere. Ci sarebbe da piangere.

    P.P.S. C'è scritto anche su Wikipedia

    L'istamina provoca:

    Articoli correlati https://www.anticasta.it/2011/05/ti-sei-ammalato-e-colpa-tua-gli-ultimi-orizzonti-della-big-pharma.html

    di Cinzia Bascetta