Autore: redazione

  • Perché la legge regionale lombarda sull’acqua non viene modificata?

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    Hanno creato una crisi mondiale per colpire le sovranità nazionali e privatizzare i beni comuni, figuriamoci se si fermano davanti ad un referendum.

    Lo scorso giugno, attraverso il referendum, il popolo ha deciso che l'acqua è un bene comune e quindi deve rimanere pubblica. Nonostante ciò la legge regionale lombarda  (votata il 22 dicembre 2010) che abolisce gli ATO delegando le competenze alle province, non più ai comuni, non viene modificata.

    I nuovi organismi provinciali in materia di servizi idrici, sono formati solamente da un Consiglio di Amministrazione. Gli Uffici d’ambito sostituiscono le vecchie Autorità d’ambito (A.ATO), formate invece dai sindaci di tutti i comuni del territorio provinciale. Le competenze e le decisioni in materia di servizi idrici (investimenti da realizzare, tariffe, modalità di affidamento delle gestioni, ecc) vengono passate tout court dai sindaci alle province, espropriando di fatto i comuni dalla possibilità di decidere sui destini di un bene primario qual è l’acqua.

    Si ricorda che i Comitati acqua della Lombardia avevano fortemente contestato la legge regionale, approvata dalla sola maggioranza del Consiglio Regionale.

    Ed ecco cosa succede ad esempio a Cremona. Il 14 dicembre si è riunito il Consiglio di Amministrazione dell'Ufficio d'Ambito che ha ribaltato la votazione unanime dei sindaci del 12 dicembre che chiedevano la revoca del il Piano d'Ambito. Il Piano prevede, tra le altre cose, la privatizzazione del servizio idrico e la remunerazione del capitale investito nella tariffa. Lo stesso Comune di Cremona, in un primo tempo favorevole, si è lasciato convincere per l'astensione. Il comitato cremonese dichiara "Ci pare insomma che il progetto di privatizzazione, disegnato dal Presidente della Provincia Salini, stia subendo una drammatica accelerazione, nonostante la resistenza di moltissimi sindaci che si sono apertamente schierati contro questo esproprio del bene comune per eccellenza, in spregio ad ogni regola democratica."

    Il comitato regionale sta ancora lavorando per convincere la Regione a modificare la legge restituendo ai comuni la sovranità sull'acqua. Anche i comitati provinciali si stanno muovendo. Di seguito il comunicato stampa di quello di Varese.

    C’è una sola forma di gestione che rispetta l’esito dei referendum del 12 e 13 giugno: la creazione di un ente di diritto pubblico che faccia piazza pulita delle S.p.A. e blocchi qualsiasi tentazione di privatizzazione dell’acqua. Il Comitato Provinciale Acqua Bene Comune di Varese lo ripete da tempo e oggi anche i comuni hanno capito l’importanza di una scelta netta in favore del pubblico. L’occasione per affrontare la questione è stata a Conferenza dei Comuni tenutasi a Varese lo scorso 7 dicembre, in cui i comuni della provincia hanno avviato il percorso di affidamento al “gestore unico” previsto dalla legge lombarda.

    L’incontro con il Presidente Galli, che ha raggiunto la rappresentanza del Comitato Acqua Bene Comune prima dell’inizio della conferenza, è stata l’occasione per chiedere alla Provincia un impegno politico preciso per il rispetto del referendum che non si limiti a escludere la messa in gara ai privati, ma anche la creazione di un’azienda speciale che garantisca una gestione del servizio idrico trasparente e partecipata dai cittadini.
    Un segnale ribadito in sede ufficiale dai Comuni di Saronno e Caronno Pertusella, che hanno messo sul tavolo la questione della forma di gestione e hanno proposto, in linea con lo spirito del referendum del 12 e 13 giugno, l’abbandono dell’ambigua formula delle S.p.A. a totale capitale pubblico e la creazione di un ente di diritto pubblico a cui affidare il servizio idrico integrato. Ci aspettiamo adesso che tutte le amministrazioni della Provincia di Varese, consapevoli del loro ruolo di custodi del voto referendario e della loro responsabilità nel darne applicazione sul territorio, mettano in agenda la discussione sulla forma di gestione coinvolgendo i cittadini che hanno a cuore la tutela del bene comune acqua. Perché si scrive acqua, ma si legge democrazia.

    Il comitato regionale per l'acqua pubblica sarà ricevuto dalla commissione consiliare dopo il 9 gennaio in merito alla vertenza che hanno presentato.  Le richieste di modifica della legge regionale tenderanno ad escludere l'acqua dai servizi a rilevanza economica e ad abolire gli uffici d'ambito ma l'intervento dell'assessore Raimondi durante l’ultima seduta di Consiglio lascia poco spazio alle trattative. Di seguito una breve sintesi dell'intervento.

    In merito all’esito referendario: “Gli esiti del referendum riguardano l’individuazione dei soggetti gestori, la scadenza degli affidamenti dei servizi e il metodo di determinazione delle tariffe. I referendum hanno, cioè, colpito la normativa nazionale. E la legge regionale non cambia, perché richiama per quelle materie la normativa residuale.
    Successivamente all’abrogazione del famigerato 23-bis, infatti, cioè la parte del Decreto Ronchi, le autorità devono attenersi alla normativa europea vigente e alle disposizioni che lo Stato provvederà a emanare, dal momento che la materia non è di competenza legislativa regionale, bensì statale. Non sussistono a questo proposito incertezze interpretative e non è necessario né richiesto un intervento regionale neppure a livello di indirizzo. Si dovrebbe provvedere a modificare la legge soltanto se questa venisse modificata in qualche sua parte di pertinenza regionale. Questo non è accaduto, di conseguenza la necessità non sussiste.

    In merito invece alla sentenza della Corte Costituzionale: "Per quanto riguarda, infine, la sentenza della Corte costituzionale del 25 novembre 2011, che ha dichiarato illegittimi i commi 2 e 4 dell’articolo 49 e con essi la previsione di costituzione di società patrimoniali, voglio ricordare solo che la sentenza attiene solo alla costituzione e all’attività delle società patrimoniali, la cui istituzione veniva già consentita dalla legge regionale numero 26 del 2003 senza che ciò fosse mai stato messo in discussione negli anni passati. Tale possibilità, fra l’altro, era una mera facoltà in capo agli Enti competenti, ovvero uno strumento aggiuntivo loro consentito.
    La questione riguarda, oggi, un numero ristretto di Uffici d’ambito, Cremona, Milano Provincia e Pavia. Per queste ragioni le censure della Corte non determinano conseguenze sostanziali sulla legge regionale numero 21 del 2010. Le società patrimoniali esistenti rimangono, anche se con maggiori limiti operativi. I soggetti che le hanno costituite decideranno in merito al loro mantenimento. Per gli altri soggetti la possibilità di scegliere molto semplicemente – ahimè – non c’è più. E questo – l’ho scritto e lo ribadisco – è un indirizzo che va contro la gestione pubblica e la valorizzazione pubblica delle reti, non va a favore. La nostra legge non era una legge di liberalizzazione del servizio idrico, anzi.
    Non sono necessari, peraltro, nemmeno indirizzi generali. I tre Uffici d’ambito interessati alle patrimoniali saranno supportati dagli Uffici regionali, come di norma, nella gestione del passaggio al sistema nazionale, sempre qualora gli stessi lo ritengano necessario.”

     

  • COME CREARE UN MOVIMENTO CARISMATICO

    (Regalati un Movimento Carismatico questo Natale)

     

    Pastore

    Un Movimento [o, meglio ancora, un Partito] Carismatico è un movimento i cui seguaci abbandonano l'ascolto del proprio intelletto per abbandonarsi al sentimento di adorazione nei confronti di un personaggio dotato di forte carisma, che li aiuta a mettere a tacere le proprie frustrazioni.

    Creare un simile movimento non è naturalmente cosa semplice, ma molti ci sono riusciti: innanzitutto occorrono le condizioni favorevoli, cioè momenti di crisi da cui non si sa come uscire senza dolorosi sacrifici.

    Fortunatamente oggi in Italia ci troviamo proprio in questa situazione, l'occasione buona per crearlo, purché si seguano poche semplici regole.

    Faccio presente che essere in buona fede è all'inizio indispensabile, se si vogliono attirare quelle persone sensibili e motivate da ideali che con il loro attivismo garantiscono il successo dell'impresa.

    Per questo quindi occorre che siate assolutamente digiuni di politica, sociologia e manchiate di tutte le altre cognizioni relative, ed anzi che allontaniate dal gruppo coloro che ne masticano, perché se non sono degli opportunisti abbandonerebbero il movimento, magari trascinando anche altri che li stimano.

    Se non avete queste caratteristiche però, e magari siete addirittura specializzato nel condizionare le masse, non disperate, è sempre possibile trovare qualcuno che le possieda e sia abbastanza facilmente manovrabile, basta fornirgli un supporto economico o di conoscenze, tale da renderlo poi dipendente da voi.

    Come fate a capire di aver avuto successo? E' molto semplice, per incominciare incominciate a passare sotto silenzio alcuni dei punti forti della prima ora, poi affermate il contrario di quanto avete detto tempo prima e guardate se il numero dei seguaci, anche se un po' mugugnanti, non decresce di molto.

    Iniziando, non pensate a Bossi che ha portato i suoi dal lancio di monetine al capo del partito degli affari all'alleanza con il suo ben peggiore erede, o dalla meritocrazia all'elezione del trota, cominciate da piccole cose, fate passare ad esempio il ruolo degli eletti da “portavoce del popolo” ad indipendenti dagli elettori [questo fra l'altro rende molto più semplice renderli dipendenti] oppure se ai tempi avete posto lo sviluppo fra i vostri obiettivi ed il vento è cambiato, dimenticatevene e parlate di decrescita.

    Anche se, devo dire, credo rimanga insuperabile il modello del buon Benito, che è riuscito a portare i suoi seguaci dall'estrema sinistra all'estrema destra, dall'anticlericalismo al clericalismo, dal pacifismo alla morte in guerra.

     

    Ma veniamo alle istruzioni: Innanzitutto occorre un

     

    1. NEMICO

      Dato che il movimento, come già detto, nasce in un periodo di crisi è semplicissimo trovare qualcosa da criticare, sia a torto che a ragione, ma bisogna fare di più, criticare tutto e tutti perché nessuno pensi che ci sono alternative. [Non avrai altro dio al di fuori di me]. Perché ovviamente anche all'interno degli altri movimenti/partiti/coalizioni ci si è accorti che molte cose non vanno e la critica nasce pure al loro interno, a volte spontaneamente, a volte strumentalmente, nella speranza che gli elettori anziché abbandonare il partito si appassionino al dibattito interno e pensino di combattere l'attuale potere votando per l'opposizione interna [Bossi e Maroni all'interno della Lega / Pro e contro B nel PDL, Rottamatori e Bersani nel PD,…].

      E' quindi fondamentale affermare che gli altri sono tutti uguali, e che solo gli aderenti al movimento sono differenti, anzi, superiori, cosa che naturalmente fa sempre piacere, soprattutto a quelli che la vita di tutti i giorni tende a mostrare il contrario. Anche questo non è difficile, basta drammatizzare quelle due o tre cose in comune e tacere delle altre cento differenze.

      Ma tutto ciò è reso infinitamente più semplice se si individua il nemico: a questo punto il sentimento si accanisce contro questo mostro e, soprattutto, giustifica ogni azione intrapresa nei suoi confronti, si ripete il sollievo provato dalle masse una volta individuati gli untori.

    2. GENERICITA'

      Questo è un punto importantissimo: se all'inizio le persone accorrono per un ideale si legheranno a questo e se un domani il capo carismatico vorrà cambiare direzione verrà abbandonato. Occorre quindi proporre qualcosa di alternativo, di assolutamente generico ed ecco quindi il Cambiamento: chi è contrario alla corruzione penserà ad un mondo incorruttibile, chi odia la disuguaglianza penserà ad un mondo di uguali e così via, in modo che ognuno pensi che il movimento soddisferà il proprio personale ideale.

      Il cambiamento ha inoltre un altro vantaggio: questa parola agisce nel conscio o nell'inconscio suggerendo che il cambiamento lascerà dei posti liberi e nessuno sarà più degno di occuparli dei membri del movimento che tanto si sono dati da fare per cambiare chi li occupava precedentemente.

      Purtroppo da qualche centinaio d'anni il mondo è diviso fra chi privilegia l'individualismo ed il concetto di responsabilità personale e chi invece la collettività ed il concetto di solidarietà. Poco male, basta affermare di non essere né di destra né di sinistra e così si è liberi di non essere giudicati alla luce di quei concetti e si possono accogliere persone provenienti da entrambe le ideologie.

      Il tutto corredato da un insieme di slogan generici di cui buona parte degli adepti non afferra bene il significato, da “padroni in casa nostra” a “uno vale uno”, a “Roma ladrona” e così via.

     

    1. IL MITO

      Naturalmente qualcosa occorre proporre per attuare il cambiamento, per risolvere la crisi che permette di creare il movimento, e questo qualcosa deve diventare un mito, qualcosa su cui non ci si interroga ma si accetta come dato di fatto.

      Gli uomini sono per pigrizia portati a desiderare la panacea, la soluzione di tutti i problemi che non richieda indagine, impegno, in una sola parola, che non richieda fatica. Ed occorre riproporla in tutte le salse, ripetutamente, in modo che nessuno si accorga della sua superficialità.

     

    1. ELIMINAZIONE DEL DISSENSO

      L'eliminazione del dissenso è fondamentale, perché nulla come il dissenso allena quel cervello che noi vogliamo atrofizzato e sostituito dal cuore.

      Il dissenso nasce principalmente da due tipologie di persone: ci sono coloro che si accorgono delle pecche del movimento e cercano di porvi rimedio, e coloro che si accorgono che il movimento si discosta da come era per muoversi verso obiettivi diversi da quelli dichiarati.

      Contro i primi bisogna utilizzare l'argomento dell'eccesso di teoria, del voler cercare il pelo nell'uovo… mentre è facile accusare i secondi di radicalismo. Le accuse di coltivare interessi personali, o di voler coltivare il proprio io sono sempre efficaci.

      Generalmente le persone che si vedono escluse e vedono ignorato tutto ciò che dicono se ne vanno da sole, altrimenti c'è la soluzione dell'espulsione dal movimento.

      Occorre tener presente che la maggior parte delle esclusioni avviene all'inizio ed alla fine del movimento, perché dopo un po' tutti capiscono l'antifona ed alla fine perché chi ha intuito come finirà si agita.

     

    Utilizzando queste semplici quattro regole sono molti i movimenti che hanno avuto successo, come dimostra la tabella di seguito riportata: provateci anche voi!

    Tabella

    di Penta
  • Disastro alle cinque terre: i pini erano malati e potevano essere curati

    Alluvione 5 terre

    Parliamo delle 5 terre, recentemente ci è giunta questa notizia. I proprietari di un resort della zona hanno affermato di essere riusciti a contenere i danni facendo nel loro piccolo prevenzione. Posseggono 153.000 mq di giardino di cui si prendono cura. Si erano accorti che i pini della Liguria stavano morendo per colpa del Matsucoccus Feydatus. Questi signori, insieme all'Enea avevano trovato la cura, che hanno applicato ai loro alberi salvandoli quasi tutti. Ma quando si sono rivolti alle autorità locali, l'allora assessore regionale all'ambiente ha alzato le spalle dicendo che non era di sua competenza. Gli è stato anche detto che quando i pini sarebbero morti e le montagne franate il problema sarebbe diventato di sua competenza… Purtroppo sembra che siano stati proprio questi pini morti (e non tagliati, perchè nessuno fa più la manutenzione dei boschi) a crollare nell'alveo dei fiumi e a provocare l'onda di piena… Una volta le persone andavano nei boschi a raccogliere la legna secca per la stufa, ora è persino vietato ed i boschi vengono lasciati così, quando non vengono rasi al suolo per edificare. I corsi d'acqua vengono coperti dal cemento, ma non si può vincere contro la natura. Dio mise l'uomo in un giardino perché ne avesse cura, forse dovremmo ricominciare ad ascoltare la saggezza di queste parole per vivere meglio.

    di Cinzia Bascetta

  • MoV 5s: UN FARMACO PERICOLOSO?

    Medicinali

    L'allarme, molto serio, è stato lanciato dall'ultimo numero di “Bollettino di Controllo dei Farmaci”, la pubblicazione bimestrale che informa sugli effetti indesiderati dei farmaci.

    Stavolta nel mirino della rivista è questa specialità, recentemente introdotta in Italia per combattere la castite, quella fastidiosissima affezione alle vie urinarie che spesso causa una dolorosa rotazione dei testicoli.

    Quello dei farmaci anticastite è un settore su cui l'industria farmaceutica ha spesso puntato, perché di facile successo data la diffusione della castite, sebbene finora le cure proposte abbiano evidenziato terribili effetti collaterali.

    Nonostante ciò, vengono ugualmente utilizzati anche se ormai quasi più nessuno fa ancora uso del vecchio Fascio, è attualmente diffusissimo il Padus prodotto dalla ditta Bossi & Famiglia.

    La nuova specialità è stata accolta con molto favore alla sua presentazione, grazie all'interessante meccanismo d'azione dichiarato, differente da quello degli altri farmaci: agisce come un virus, entrando anch'esso all'interno delle cellule e rendendole così capaci di resistere all'attacco dei virus patogeni.

    L'approccio sembrerebbe ottimale, anche perché, secondo il bugiardino, sarebbero sufficienti piccole dosi per ottenere i risultati desiderati su entrambi i virus che generano la malattia.

    Tutto ciò però in teoria, perché i primi risultati della sperimentazione sul campo hanno evidenziato che in molti casi l'utilizzo di questo farmaco, prodotto dalla Casa Reggio ed Associati, presenta effetti piuttosto differenti dalle promesse e di entità tutt'altro che trascurabile.

    Innanzitutto, in molti casi riscontrati in Campania, in Lombardia, ed ultimamente anche in Molise, si è visto che l'organismo non accetta i principi attivi, comportamento che la Casa Reggio ed Associati giustifica in vari modi, sempre comunque associati non al farmaco ma al fisico su cui viene effettuato il trattamento.

    Ma, fatto ancor più grave, in un caso accertato in Molise ed in un caso dubbio in Piemonte, sembra che la somministrazione del farmaco abbia peggiorato la situazione.

    Naturalmente ci si è interrogati sul perché di questi “effetti collaterali” e, anche se il meccanismo che li produce non è stato del tutto sviscerato, tuttavia qualche ipotesi piuttosto credibile è stata fatta.

    La Castite ha due forme, Castite Dx e Castite Sx causate da due differenti virus, entrambi presenti nell'organismo e fra loro antagonisti. Poiché il MoV 5s agisce soprattutto nei confronti del virus della Castite sx, nei casi succitati il virus della castite dx ha potuto dilagare.

    Per far comprendere questo meccanismo, ricorriamo ad un paragone del tutto estraneo all'ambiente medico.

    Negli Stati Uniti anni fa ci fu in Texas l'invasione delle “formiche pazze”, così chiamate per il modo assolutamente irregolare di procedere, così diverso dalle tipiche ordinate colonne che caratterizzano le altre specie. Queste formiche sono una vera peste: “Attaccano e distruggono i pneumatici dei camper, mettono fuori uso impianti industriali ed elettrici e se vi fermate in giardino nel giro di secondi le formiche hanno ricoperto le vostre scarpe. “

    Si pensò naturalmente di ricorrere alla guerra chimica, ma, dato che le formiche pazze, a differenza delle altre specie che hanno una sola regina ne possono avere anche più di 40, il risultato fu lo sterminio di tutte le altre formiche che, sia pur blandamente, le contrastavano, mentre queste ultime, a fronte di un indebolimento, si sono trovate prive di antagonisti ed hanno potuto così dilagare conquistando sempre maggiori porzioni del territorio americano.

    Naturalmente, per sostenere le vendite del proprio farmaco la Casa Reggio ed Associati è costretta a sostenere che non c'è differenza fra la castite Sx e la dx, ma chi, come è successo nel milanese, le ha provate entrambe, è di parere diverso.

    Sta naturalmente ai pazienti scegliere se veder aggravare per il momento la propria malattia in attesa di un miglioramento in un futuro molto lontano, senza tener presente il comportamento dei precedenti farmaci anticastite.

    In questo contesto è apparso molto strano ai più l'elogio del farmaco fatto dal presidente della 3B [Berlu Bagna Berto s.n.c.] che ha ringraziato augurandole una lunga vita di successi la Casa Reggio ed Associati, visto che questa azienda campa sui danni prodotti dalla castite.

    Siamo proprio sicuri che il MoV 5s non sia stato progettato e messo sul mercato proprio per i suoi effetti collaterali che favoriscono la 3B?

    di Penta

  • Grazie ai Black Blocs gli Indignati finiranno come i No Global

    Black block

    Una testimonianza pubblicata sul Manifesto.

    Non è la prima volta che sentiamo testimonianze del genere, sarà vero? Non possiamo garantirlo ma possiamo fare una riflessione su quanto accaduto. Da giorni i cosiddetti Black Bloc si stavano organizzando in rete, a Roma. Nelle vie in cui doveva passare il corteo non sono stati rimossi i cassonetti dell'immondizia e non sono stati messi divieti di sosta. All'inizio del corteo, la polizia era veramente poco presente e ciò ha reso possibile lo sfacelo da parte di questi gruppi, poi sono arrivati i rinforzi e con chi se la sono presa? Con i manifestanti. Molti di noi avranno visto le immagini di quel ragazzo a volto e capo scoperto con la bandiera della pace e le mani alzate che si prende un pugno in faccia da un poliziotto per non aver fatto nulla. Abbiamo visto il video di quel povero ragazzo a terra che invece di essere aiutato a rialzarsi o tuttalpiù arrestato, sempre che avesse fatto qualcosa, è stato preso a calci dai poliziotti. Ma la polizia una volta immobilizzata la persona, ha il compito di arrestarla o di massacrarla? Non credo che il diritto da parte della polizia di prendere a calci una persona a terra sia sancito dalla Costituzione. Abbiamo sentito la testimonianza di quella ragazza cui la polizia a spaccato i denti, era una manifestante pacifica.

    Ed ora pensiamo alle conseguenze. La manifestazione è stata interrotta, il sindaco di Roma ha vietato i cortei per un mese, i romani che hanno subito danni si sono indignati contro gli indignati attribuendo talvolta ai manifestanti la responsabilità di tale sfacelo. Non si parla di precarietà ma si parla di violenza. Tutti i media hanno concentrato l'attenzione sulla violenza cercando di creare aggregazione sulla condanna della violenza. Siamo tutti uniti contro la violenza e ci dobbiamo dimenticare della precarietà che sta affamando la gente.

    A chi hanno fatto gioco quindi i fatti di Roma? Ai manifestanti o a chi ha l'interesse che non si parli di precarietà?

    Ieri sera durante la trasmissione "Piazza Pulita" alcuni precari hanno spiegato molto bene il problema. Hanno detto che anche la precarietà vissuta ogni giorno è una violenza, togliere il futuro ai giovani ed anche ai meno giovani, perché ci sono precari quarantenni, cinquantenni, che forse stanno anche peggio, è una violenza. E se questi black blocs servissero a creare nell'immaginario collettivo un parallelo tra indignazione e violenza per reprimere con 'giusta causa'?

    Più di un anno fa Paolo Franceschetti nel suo blog faceva riflessioni analoghe sui black bloc e sul G8 di Genova, giungendo ad una conclusione inquietante ma su cui vale la pena riflettere. Alla luce dei fatti di Roma, riproponiamo il suo articolo. (Cinzia Bascetta)

    I Black Block al G8 di Genova. Chi erano e cosa volevano realmente.


    Paolo Franceschetti

    E' dai tempi del G8 che mi domando chi erano questi misteriosi "Black Block" detti anche tute nere, che hanno messo a ferro e fuoco la città di Genova.

    Ma, andando a caccia di notizie, non ho mai trovato teorie o articoli di un certo rilievo su questo gruppo.

    Quello che si trova è questo:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Black_bloc

    oppure
    http://www.storiaxxisecolo.it/g8/G8black.htm

    Le domande che si fanno tutti sono due.

    1) Come mai hanno spaccato, distrutto, danneggiato, incendiato, e la polizia non ne ha arrestato neanche uno?

    2) Perché la polizia ha caricato pacifici manifestanti ma non ha mosso un dito contro i Black Block?

    Infine, la domanda più importante: chi sono realmente i Black Block?

    Mettiamo in ordine alcuni fatti con le spiegazioni che ci hanno dato sempre finora.

    – Raccontano molte testimonianze che la polizia non ha fatto nulla contro i Black Block, e li ha lasciati indisturbati a danneggiare e incendiare; in compenso, dopo pochi minuti, lo stesso gruppo di poliziotti caricherà inermi manifestanti dell'Azione Cattolica. "Errore", diranno le spiegazioni ufficiali; "disorganizzazione", diranno altri; "impreparazione" delle nostre forze dell'ordine, diranno altri ancora.

    – In alcune scene si vedono gruppi di poliziotti che arretrano di fronte ad un solo Black Block. La spiegazione ufficiale è che non volevano caricarlo, per non fargli del male.

    – Alcune foto ritraggono i Black Block che si vestono e si armano di fronte alla polizia che rimane ferma, immobile. La spiegazione ufficiale: forse perché ancora non hanno commesso alcun reato; quindi i poliziotti vigilano e cercano di non creare per primi il pretesto ad una scena di violenza.

    – Altre foto che sono circolate i giorni dopo il G8 riprendono i Black Block che passano di fronte ad una caserma e fanno il saluto militare. Per sfottere i militari, disse qualcuno. Sì, per sfotterli, perché loro sono anarchici e contro il sistema.

    – Alcuni testimoni raccontano di aver visto molti black block parlare con la polizia come se niente fosse, come vecchi amici. Segno di apertura mentale da ambo le parti, ha commentato qualcuno.

    – Altre testimonianze parlano di un gruppo di qualche centinaio di Black Block che nei tre giorni precedenti si esercitava a soli 400 metri da una caserma di polizia… (v. il link che postiamo sotto). Mica è proibito esercitarsi fisicamente, commenta qualcuno… che cosa c'è di strano?

    – Alcune foto e il filmato che alleghiamo fanno vedere i Black Block che assaltano un carcere; la polizia non solo non li ferma, ma scappa addirittura via (mentre la procedura prevede che perlomeno avrebbero dovuto chiamare rinforzi). Perché? Qui la spiegazione ufficiale non dice nulla. L'episodio è rimasto inspiegato e inspiegabile.

    Ci sono poi altre domande da farsi. Questi gruppi sono arrivati a Genova superando i controlli della polizia di frontiera, armati fino ai denti, in furgoni e altri mezzi che non passavano certo inosservati. Possibile che nessuno li abbia mai fermati?

    Sorge spontanea un'altra domanda; se i Black Block sono contro il sistema, perché hanno distrutto vetrine, auto, incendiato, ecc. danneggiando così semplici cittadini che di questo sistema sono vittime? Dietro ad una vetrina di un negozio spesso non c'è il grasso banchiere affamatore di popolo, ma la famiglia che tira a campare con quel poco che il fisco non le ruba. Dietro alla Uno e alla Ritmo sfondate a martellate e date alle fiamme non ci sono certo ricchi sceicchi arabi e proprietari delle multinazionali (cioè i soggetti contro cui è diretta la campagna no global) ma gente semplice, che paga con fatica le 200 euro al mese di rata e a cui l'auto serve magari per andare a lavorare.

    In realtà io credo che la spiegazione sia una sola.
    Dopo anni che ho studiato i libri sui servizi segreti di De Lutiis e Giannuli, che ho letto testimonianze giudiziarie e non sui metodi di infiltrazione dei servizi, mi sono convinto di una cosa. Leggi tutto

    fonte http://paolofranceschetti.blogspot.com/2010/06/i-black-block-al-g8-di-genova-chi-erano.html

  • Venduti e comprati…………..un popolo nel “mercato”!

    Paolo_Borsellino
    (Paolo Borsellino: un simbolo di integrità)

    L'apparato politico/partitico tradizionale è in via di estinzione ma………….……………è il "sistema" nel suo complesso che è MARCIO!

    Bisogna dare avvio ad un ragionamento preliminare, che preveda una rivoluzione purificatrice; altra cosa sarà definire poi la "rinascita sociale"! 

    Perchè è l'intero "sistema" da distruggere?

    La risposta è semplice, conosciuta da tutti e ben nascosta sotto i piccoli, modesti e vergognosi interessi personali della (quasi !) totalità degli italiani: "la "corruzione diffusa"!

    Se riempissimo una grande piazza con un milione di persone ed avessimo il modo di far allontanare i "corrotti" e gli "omertosi", scopriremmo che sulla piazza sono rimaste 4  o (forse ?!) 5 persone . 

    Quelle 4 o 5 persone sarebbero le uniche che:

    1-Non hanno mai chiesto un "favore".

    2-Non hanno mai concesso un "favore".

    3-Non hanno mai taciuto un fatto a loro noto, inerente i punti 1 e 2, denunciandolo nelle sedi opportune.

    4-Non hanno mai privilegiato l'interesse della propria "famiglia" rispetto a quello dello Stato.

    5-Non si sono mai avvalsi della facoltà di giustificare il loro comportamento omertoso dicendo che "temevano ritorsioni".

    6-Non si sono mai sottratti al loro "dovere" di cittadini così come è ben espresso nel secondo comma dell'art.4 della costituzione italiana: " Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società."

    Credo proprio che i criteri di esclusione appena elencati possano confermare il "tragico" risultato di una "piazza quasi vuota"………..ma è necessario partire da quei numeri, anche se esigui.

    Mettere la "faccia" (così come richiede la piazza), quando il culo è sporco, è praticamente impossibile; (la ragione per cui in "rete" si sono diffusi i nickname la dice lunga!!!).

    Ne vedremo delle belle !!

    di Andrea Pescino

  • ll presidente del Consiglio provinciale di Milano incontra il Comitato per l’attuazione dei referendum sull’acqua bene comune

    Acqua-spa-2

    Comunicato Stampa dell’Ufficio di Presidenza che dà notizia dell’incontro avvenuto ieri 6/10/2011 a palazzo Isimbardi.

    Il presidente del Consiglio provinciale di
    Milano, Bruno Dapei, ha ricevuto oggi a Palazzo Isimbardi, assieme ai
    capigruppo di maggioranza e opposizione, alcuni rappresentanti del
    "Comitato per l'attuazione dei referendum sull'acqua bene comune".
    Obiettivo dell'incontro, chiesto al presidente dai rappresentanti del
    Comitato, quello di valutare con la Provincia un percorso per dare seguito
    all'esito della consultazione referendaria di giugno.
    Tre i punti su cui gli esponenti del Comitato hanno chiesto l'attenzione
    del Consiglio: sollecitare l'iter di semplificazione del sistema di
    gestione dell'acqua, con l'obiettivo a medio termine di superare la
    divisione tra società patrimoniali e gestori, ripensare la messa a gara ai
    privati del 40% delle azioni della società che eroga il servizio, prevista
    dall'ATO con delibera del 2004, e approfondire quanto possibile per
    unificare l'ATO di Milano e l'ATO provinciale, in vista di una gestione
    "metropolitana" del servizio idrico.
    Nel dare il benvenuto agli ospiti, il presidente Dapei  ha detto di
    considerare quello di oggi "il primo passo per un rapporto e un dialogo
    attivo con il Comitato", proponendo subito due momenti di approfondimento
    politico: un confronto in Commissione Ambiente e una seduta consiliare
    dedicata al tema. "La gestione del ciclo integrato dell'acqua – ha
    detto il presidente – è un tema qualificante dell'attività delle
    Province e va messa al centro dei ragionamenti sulla naturale evoluzione
    verso la città metropolitana".

  • Un monito o un “segnale pericolosissimo” ?

    Stato pontificio

    BAGNASCO, il presidente della CEI, compare sui gornali italiani dopo che da diversi giorni gli stessi quotidiani pubblicavano articoli titolati: "Il silenzio della chiesa", "La chiesa non si pronuncia" e altre amenità……

    BAGNASCO, dunque, ha risposto alla invocazione "forte" che gli proveniva dalla stampa cosiddetta "ufficiale".

    Questa è  la cronaca degli eventi degli ultimi sette giorni.

    La moltitudine degli italiani, educati da sempre alla accettazione dei "dettati" di stampo manicheo, può oggi vedere in BAGNASCO l'essere umano buono, onesto, efficente, dedito alla stretta osservanza della "morale condivisa".

    Nello stesso momento la moltitudine degli italiani vedrà in BERLUSCONI l'essere umano cattivo, disonesto, confusionario, amorale.

    Significa dunque che la chiesa, ora più che mai, risulta determinante per il futuro dell'Italia.

    Sarà dunque la rivincita sull'appena rievocato 20 settembre 1870, in cui le truppe del Regno d'Italia entrarono a Roma attraverso la breccia di Porta Pia, sancendo così l'unificazione del Paese e la fine del potere temporale dei Papi.

    Significa anche la ripresa determinante della guida politica di questo disastrato e traballante agglomerato sociale falsamente definito "Nazione" per troppi decenni.

    Un altro 20 settembre (del 1378) è sempre presente a ricordare , l'elezione a papa del Roberto di Ginevra, che prese il nome di Clemente VII. La decisione di eleggere un nuovo papa era motivata dal fatto che i cardinali consideravano invalida l'elezione di Urbano VI, visto che si era svolta sotto la minaccia di violenza da parte del popolo (forse un "approccio" di DEMOCRAZIA !!??) e quindi non era stata del tutto libera e indipendente ( il "popolo" che si interessa della chiesa !!)  Rispetto ai conflitti d'autorità del passato, che pure avevano dilaniato più volte la chiesa, la rottura del 1378 presentava aspetti molto più gravi e preoccupanti. Non si trattava di papi e antipapi nominati da fazioni rivali, ma di pontefici eletti in piena legittimità da coloro che soli ne avevano il potere: i cardinali, non certo il popolo !

    L'espressione potere temporale (falsamente cessato il 20 settembre 1870) attiene al periodo storico in cui il papa era anche sovrano dello Stato Pontificio. La parola "temporale", ovverosia il potere su tutto ciò che è temporaneo e destinato a finire, si intende in opposizione a "spirituale", intendendo che il Papa non esercitava soltanto un'autorità su ciò che è religioso e che riguarda lo spirito e l'anima (potere spirituale), ma anche in campo civile.

    Questa convergenza di ruoli portò talvolta a situazioni paradossali, in cui il Papa nella sua qualità di sovrano conduceva guerre contro altri stati usando anche "armi" religiose come la scomunica e l'interdetto.

    Oggi BAGNASCO, in rappresentanza di coloro che "possono" dettare norme di comportamento ( i cardinali), scomunica il presidente del consiglio di quello stato italiano che, finalmente si comprende oggi, altro non è che il "NUOVO STATO PONTIFICIO"……………………………………..vado a bermi un buon caffè, dopo la "rivelazione" piena e sostanziale !

    BERLUSCONI E', COME SEMPRE, L'UTILE IDIOTA GIA' VISTO IN DIVERSE SITUAZIONI DAL 1993 IN POI…………

    di Andrea Pescino

    fonte http://www.facebook.com/notes/andrea-pescino/un-monito-o-un-segnale-pericolosissimo-/276577255700016?notif_t=note_reply

  • Il dissenso sotto processo . . .

    Felice airoldi

    Non credevo fosse possibile, ma è successo.
    Il 28 Settembre c.m. inizia la mia causa civile che mi vede imputato contro Amiu.
    Una società che dovrebbe essere al servizio dei cittadini di Genova ne
    porta in tribunale uno, insieme al comitato che si batte da anni per la
    tutela dell’ambiente e la difesa della salute dei Cittadini
    Il Comitato per Scarpino non è però soltanto contro l’inceneritore.
    fermandosi lì, ma sfuggendo alla logica del Nimby (Non nel mio giardino)
    ha sempre lavorato per informare sui rischi dell'impianto di
    Gassificazione ma anche per proporre alternative credibili per la
    gestione dei rifiuti del territorio Genovese, consapevole delle
    responsabilità che ci dobbiamo prendere come produttori degli stessi.

    Negli ultimi anni, a nostre spese ed impegnando il nostro tempo libero,
    abbiamo portato a Genova alcuni tra i maggiori esperti italiani e
    mondiali sul tema, affrontando questioni che mai erano state poste
    pubblicamente durante l’iter di approvazione del progetto di Amiu che
    punta tutto sulla disponiobilità di una grande discarica
    "comprensoriale" e il futuro grande impianto di termodistruzione.
    Abbiamo cercato di dialogare con tutte le parti sociali: abbiamo bussato
    alla porta degli amministratori di entrambi gli schieramenti, partiti
    politici di qualsiasi colore, industriali, consorzi, sindacati,
    cittadini, spiegando con pacatezza il nostro punto di vista.
    Abbiamo partecipato a confronti pubblici, anche accesi, con la passione
    che mettiamo in quello che crediamo, ma sempre in modo corretto, anche
    con i sostenitori più accaniti dell’impianto di Scarpino.

    E’ mancato il confronto con Amiu e l'amministrazione, più volte
    richiesto ma sempre disatteso, le uniche risposte sono state una causa
    civile con relativa richiesta di risarcimento danni da parte di Amiu e
    una Penale da parte del presidente della provincia Alessandro Repetto,
    perchè si è sentito "diffamato" da frasi che il sottoscritto non ha mai
    pronunciato.

    Mai c'è stata la disponibilità ad avere un contatto men che meno la
    disponibilità per mettersi attorno ad un tavolo e discutere di come
    superare il problema, ma quella squisitamente muscolare, attraverso la
    forza legale di una società che fattura oltre 100 milioni Euro.

    Un ricorso al Tribunale civile che colpisce non solo il sottoscritto che
    verrà ridotto sul lastrico, reo di averci messo la faccia, ma
    compromette l'esistenza di tutto il "movimento" Comitato per Scarpino, i
    cittadini, intimoriti, pian piano si defilano dall' impegno civile.
    Amiu ci accusa di denigrazione.
    Noi abbiamo denunciato la loro scarsa trasparenza, che ha portato la
    società a non rendere pubblico il piano economico che mostra come si
    intenda rientrare dell’investimento di quasi 300 milioni di euro.
    Noi abbiamo chiesto il piano, ma non abbiamo mai avuto risposta.
    E' la stessa Amiu che, proprio a causa della sua insufficiente
    trasparenza, è sempre più spesso nel mirino della magistratura, dalla
    tragica morte in discarica di Emiliano Cassola a ottobre 2008 alle
    recenti sentenze di irregolarità nell' assegnazione di importanti
    commesse senza nessuna gara d'appalto.
    Non dimentichiamo lo scarico "autorizzato" di veleni direttamente in
    mare, ricordo che da Aprile 2010 all' alluvione di Ottobre i casi sono
    stati 3, 14.000 ton. scaricate direttamente in mare con l'autorizzazione
    della sindaco.

    Ma, ci si domanda, i nostri amministratori cosa fanno?

    Rimangono in silenzio. Assoluto.
    Silenzio, tutti, parla invece la sindaco Vincenzi che ha apertamente
    dichiarato, come punto di orgoglio del suo programma, che il
    Gassificatore di Scarpino è una "scelta di progresso" per non finire
    come Napoli…intanto De Magistris neo sindaco dichiara fermamente che:
    …gli inceneritori non sono la soluzione del problema rifiuti ma la risposta
    è la raccolta differenziata col metodo del "porta a porta"….infatti ha chiamato
    Tommaso Sodano per risolvere il "problema monnezza".

    Il Comitato per Scarpino da una parte, il Resto del Mondo dall’altra, in
    una partita impari, che dovrebbe avere un esito scontato, se non ci
    fosse in palio la salute di tutti noi.
    La salute dei nostri bambini, il nostro futuro, che ci riguarda tutti
    trasversalmente come individui, non importa se siamo rossi o neri,
    poveri o ricchi, genoani e sampdoriani

    Per difendere il nostro territorio abbiamo deciso di sfidare un colosso,
    esercitando quello che crediamo sia un diritto fondamentale della
    democrazia. Il diritto di critica.
    Il diritto di criticare scelte che non condividiamo e che continueremo a
    contestare punto per punto, fino a quando l’impianto entrerà in funzione
    e oltre.

    Felice Airoldi portavoce Comitato per Scarpino

  • Quando la medicina naturale . . .

      Medicina naturale big pharma

    Quando entrate in una farmacia trovate numerosi farmaci ben esposti, solitamente anche molto pubblicizzati.

    Non si tratta quasi mai di veri e propri farmaci, ma in genere sono prodotti naturali:

    Ci sono sostanzialmente pochi gruppi di queste sostanze che abbondano: quelli che vanno per la maggiore sono: gli antiossidanti, i tranquillanti naturali e i prodotti per dimagrire.

    Beh, si dirà , con tutto l'accanimento che produce la Big Pharma per vendere i suoi prodotti in un certo senso stupisce tutta questa pubblicità a prodotti naturali o relativamente naturali.

    Io come al solito penso male ma come dice il proverbio: a pensar mal si fa peccato ma quasi sempre ci si azzecca !

    Partiamo dagli antiossidanti: con una pastiglietta del peso si e no di mezzo grammo ti promettono l'eterna gioventu': ma guardiamo allora quanta sostanza c'è dentro: intanto ci sono 15 vitamine diverse, poi gli oligoelementi, poi ci sono sostanze eccipienti ed edulcoranti .

    In alcune note o link posti si è  parlato dei quantitatitivi  di vitamina C che producono un effetto realmente quantificabile anche in patologie serie quali infezioni, aterosclerosi e anche tumori: siamo nell'ordine di 500mg – 2gr se parliamo di prevenzione , ma si possono raggiungere dosi anche di decine di grammi se si parla di dosaggi terapeutici.

    E' quindi tutto un discorso di dosaggi: infatti nei prodotti da banco troviamo quantitativi di vitamina C pari a 25mg. Si tenga presente che in un'arancia ci sono 50 mg di vitamina C, quindi molto meglio un arancia, dove peraltro il prodotto si assume in maniera naturale ed è pertanto più efficace.

    Questi dosaggi ridicoli quanto inutili sono suffragati dalla famosa dose giornaliera consigliata determinata col termine di RDA, un quantitativo che la Big Pharma in accordo con la FDA ha stabilito a suo uso e consumo, visto che se per caso una persona in un giorno mangia 3 arance supererebbe nettamente la dose RDA consigliata.

    Quantitativo che, peraltro, è stato recentemente abbassato!

    Ancora meno il dosaggio presente in questi prodotti di vitamina E, che andrebbe anch’essa assunta a dosi di grammi.

    Peraltro gli stessi prodotti si trovano facilmente anche nei supermercati dove ci si illude di allungarsi la gioventu' senza bisogno neppure di dover interloquire col farmacista.

    I tranquillanti naturali abbondano nei banconi delle farmacie: dolcesonno, valeriana, passiflora, melissa, melatonine varie in  forme diverse .

    Che bello, si direbbe, vogliono il tuo bene! Non vogliono che tu ti impasticchi di porcherie ma che trovi l'equilibrio con metodi naturali!

    C'è solo un piccolo problema: non servono a niente né gli antiossidanti in quella formula e soprattutto a quei dosaggi, cosi' come non servono a niente i calmanti naturali: se una persona soffre d'insonnia o di ansia in maniera piuttosto grave l'unica opzione sono le benzodiazepine  alla fine è quello che vogliono: farti assumere quelle sostanze per farti capire che per guarire non hai scampo: ci vogliono i farmaci.

    Ho sempre sofferto d'insonnia e devo dire che l'unico minimo beneficio mi è stato dato da cure cinesi e da massaggi shiatzu. Gli psicofarmaci danno dipendenza. Melatonina e valeriana non fanno pressocchè niente e danno anch'esse una minima dipendenza.

    E che cosa è cambiato negli ultimi 30 anni? Nulla naturalmente! Esperti soloni della medicina del sonno hanno girato per congressi, tenuto simposi, eseguite sperimentazioni su animali, comprato apparecchiature sofisticate , tutto questo per dirci che la terapia è sempre la stessa: d'altronde il Tavor è il farmaco più venduto in Italia, e chi lo ammazza?

    Nel frattempo qualche anno fa era balzata agli onori della cronaca una “macchina del sonno”: bastava applicarsi un elettrodo alla teca cranica e automaticamente dormivi: sparita! Chissà, forse faceva male. Si ma forse se faceva male l'avrebbero detto e stradetto il 10 lingue diverse: invece è proprio scomparsa nel silenzio. Certe volte la BF per far sparire cure e scoperte potrebbe fare concorrenza a Glucas Casella.

    E attenzione ,  perché se l’Europa e l’America si genuflettono alla Big Pharma , l’Italia riesce a fare di peggio:  come ipnotici , infatti, vengono usate, direi da 50 anni le Benzodiazepine, che alla lunga danno dipendenza , perché col tempo riducono la fase di sonno REM , che quando uno interrompe i farmaci non riesce a ritrovare: ci sono tuttavia differenze considerevoli tra un prodotto e l’altro e, circa 20 anni fa erano uscite le imidazopiridine (stilnox, niotal etc), che danno ugualmente dipendenza, ma un po’ meno perché tendono meno a accorciare il sonno REM. Il problema è che queste sostanze hanno un effetto molto breve e finiscono per essere controproducenti in chi soffre di risveglio precoce: si è prodotto pertanto un farmaco analogo a rilascio lento.

    Ma …, sorpresa, è in commercio da almeno 6 anni (in America da più di 10) ovunque tranne in Italia dove continuano a intossicarci con gli stessi prodotti di 50 anni fa, o con … l’insalata…

    I prodotti dimagranti straripano nelle farmacie. Scaffali interi tutti dedicati a loro. Ce ne sono a centinaia! Chissà , dice il malcapitato illuso , forse questa è la volta buona che butto giu' qualche chiletto . Sostanze strane dentro che non si capisce che cosa facciano . Il suddetto prodotto pero' deve essere associato ad una dieta ! Ma guarda un po' che strano! E se non la associo? E ovvio , non dimagrisco. E se faccio solo la dieta? Dimagrisco e risparmio! E magari mi creo anche meno danni alla salute visto che molti di questi prodotti contengono aspartame e acesulfame che sono cancerogeni ! E se poi il risultato , come è ovvio, non arriva , il malcapitato illuso continua a cercare la pasticca giusta e si butta in qualcosa di più forte , magari a base di amfetaminosimili che si trovano ancora piuttosto diffusamente su internet o su veri e propri farmaci come un prodotto miracoloso di cui non ricordo il nome, uscito qualche anno fa nell’entusiasmo generale (un po’ meno per il portafogli , visto che costava qualcosa come 200.000 lire a scatola!) , che in realtà mandava completamente il pappa l’intestino al punto da creare addirittura , in qualche caso problemi d’incontinenza . Non so se attualmente sia ancora più in commercio ma sicuramente l’entusiasmo si è nettamente smorzato.

    Risultato: tu stai male e loro guadagnano!

    Se uno vuole mettersi a dieta deve ridurre drasticamente tutti gli zuccheri ad immediata assimilazione perchè creano un picco di insulina e determinano un maggiore senso di fame. Con una dieta ricca di vegetali , proteine non si ha il picco di insulina . Mentre per la fame nervosa bisogna evidentemente agire sul sistema nervoso ( e non con gli psicofarmaci ovviamente). Punto.

    di Gian Paolo Cavallaro