Autore: redazione

  • Alma: il cuore pulsante della comunità pastorale.

    Alma: il cuore pulsante della comunità pastorale.

    Dalla vendita del grembiulino, ai concerti dello scorso anno, agli incontri di pedagogia, chi a Sesto calende non conosce l’associazione Alma Crescere al Centro?

    Alma è il cuore pulsante della nostra scuola e offre l’opportunità di viverla anche come comunità.

    Da giovani, io e mio marito, desideravamo, come molti di quell’età, fare qualcosa di utile per cambiare il “mondo” attorno a noi. Così, stanchi della  politica tradizionale ci eravamo uniti al M5S di Grillo. E’ stata un’esperienza gattopardesca che ci ha aperto gli occhi su come la politica spesso si adoperi perché tutto cambi affinché nulla cambi col rischio che qualche volta le cose possano anche peggiorare.

    Ho visto nell’associazione di volontariato un modo puro e disinteressato per lavorare per il bene comune. Non ci sono poltrone, nè soldi da guadagnare, si dona il proprio tempo per fare del bene e costruire una comunità.

    Il primo anno da volontaria è stato bellissimo. Valeria, che è l’attuale Presidente, allora consigliera, era sempre gentile, umile e molto inclusiva seppur io fossi solo una volontaria. Cercava idee ed era ben propensa ad ascoltare chi ne avesse, per il bene della scuola. Chiaramente l’obiettivo non era mettersi in mostra ma essere utili. Utili alla scuola, ai bambini, ai nostri figli e alla nostra comunità. E questo è il messaggio che Valeria mi ha sempre trasmesso.

    Nel 2024 è stato eletto il nuovo consiglio e l’atmosfera è cambiata a tal punto che, inizialmente mi sono dimessa dal ruolo di Tesoriere, lasciando di fatto un vuoto da colmare e dopo alcuni mesi, mi sono dimessa anche da consigliera, per la mia serenità.

    Ho avuto l’impressione che la mia intelligenza e la mia personalità, fossero percepite da qualcuno come qualcosa di disturbante al punto di arrivare ad usare le pwd di facebook per bannarmi dal profilo e dalla pagina dell’associazione, come ho dimostrato con dei video, ma sopratutto è stato fatto senza un valido motivo ed all’insaputa della Presidente, cosa credibile in quanto, fin dall’inizio del suo mandato, la Presidente aveva distribuito le pwd tra i consiglieri, chi gestiva il modulo di adesione soci, chi la community WhatsApp e i social.

    Se devo pensare ad una motivazione per questo gesto, mi viene in mente solo una cosa: una provocazione. Una provocazione per suscitare una reazione. Un gesto scorretto sia nei miei confronti che nei confronti di un’associazione di cui non si possono usare gli strumenti a proprio piacimento per colpire chi non ci va a genio. Non solo non è serio ma indubbiamente non incarna i valori cristiani di cui Alma è espressione in quanto strumento della comunità pastorale di Sant’Agostino e non fa onore alla sua missione educatrice.

    So che il mese scorso i responsabili del mio ban ingiustificato si sono dimessi. La stessa cosa  hanno fatto altri consiglieri.  Di conseguenza, essendo venuta meno la maggioranza del consiglio, la Presidente ed i restanti consiglieri  restano in carica per soli 60 giorni fino a nuove elezioni.

    Non escludo che qualcuno possa avere avuto motivi personali per dimettersi ma, la contemporaneità di queste dimissioni, fa pensare ad un atto di sfiducia nei confronti della presidente e francamente, se così fosse, mi sembra esagerato e inopportuno.  

    Alma è un’associazione che s’impegna per organizzare attività allo scopo di aiutare il Censad. In questi anni ha finanziato le merende offerte ai bambini in occasione di alcune festività, organizzato incontri con pedagogisti, educatori, ha finanziato alcune attività per i bambini come il teatro e laboratori di pittura e migliorie per la scuola.

    Questo avviene in un dialogo costante con la comunità pastorale perché Alma nasce per diffondere e far vivere i valori cristiani nella nostra comunità attraverso la cultura. Chi lo desidera dona il proprio tempo, avendo nel cuore il desiderio di contribuire a rendere il mondo un pochino migliore, sapendo che ogni piccolo gesto è utile.

    Questo è lo spirito di Alma.

    Con questo gesto mi sembra si sia andati un po’ oltre. Sfiduciare la Presidente mi ricorda un po’ la politica. 

    Personalmente non credo sia necessario un cambio di Presidente tanto piú che l’attuale ha lavorato tantissimo in questi anni, sopperendo in prima persona, anche dove altri non riuscivano o non se la sentivano, avendo lei sempre bene in mente l’obiettivo di essere utili e se Alma è un’associazione viva e attiva, a mio parere, lo si deve in gran parte al suo costante e instancabile impegno. 

    Se alle prossime elezioni del consiglio, i consiglieri dimissionari dovessero ripresentarsi, che cosa dovremmo pensare?

    Chi agisce per fare del bene è umile e lo fa in silenzio senza cercare la lode, come ci insegna il vangelo in Matteo 6:3 che riporta le parole del Signore “Non sappia la tua sinistra ciò che fa la destra.” Questa è l’anima di Alma, questo è lo spirito cristiano.

  • La famiglia nel bosco e l’ideologia civilizzatrice e rieducante

    La famiglia nel bosco e l’ideologia civilizzatrice e rieducante

    Su questa vicenda si sono espressi garanti, politici e psichiatri. Questi ultimi hanno auspicato un veloce ricongiungimento della famiglia sottolineando l’importanza della continuità affettiva. Alcune voci autorevoli hanno evidenziato il rischio di traumi profondi. La politica, una parte di essa in verità, sta chiedendo che i bambini vengano allontanati dalle famiglie solo per gravi motivi di sicurezza e incolumità psicofisica e non per ragioni ideologiche.

    Mi tornano alla mente alcune frasi che ho letto all’inizio di questa vicenda.

    Subito dopo il collocamento forzato dei tre bimbi nella struttura protetta gli operatori hanno dichiarato che i bambini annusavano continuamente i vestiti puliti ricevuti nella casa famiglia, come se fossero stupiti e affascinati da una cosa che non avevano mai provato. Ma veramente questi bambini erano più sereni e sollevati? O forse il gesto di nascondere il volto dentro al colletto era una conseguenza del forte disagio? 

    Esiste un rischio che il pregiudizio idelogico possa diventare un filtro che fa vedere la realtà in maniera diversa, che modifica la percezione di chi guarda.

    È stato detto che gli operatori non riuscivano a fargli la doccia perché i bambini avevano paura del sapone e della doccia. 

    Dobbiamo credere che questi bambini avessero bisogno di qualcuno che li salvasse da una vita nel fango e nel sudiciume e nell’arretratezza in cui si trovavano per fare ingresso nel mondo civile? Quali bambini prelevati da casa loro si sentirebbero a loro agio nel farsi lavare da degli sconosciuti? 

    Forse più che selvaggi da civilizzare erano semplicemente spaventati e fortemente e comprensibilmente a disagio. 

    Questa narrazione sembra figlia di una morale vittoriana in cui le istituzioni nella loro suprema superiorità civile e morale si sentono investite del dovere di civilizzare famiglie arretrate e selvagge imponendo un cambiamento, anche con la forza, per il loro bene.

    Ma siamo sicuri che fossero selvaggi e arretrati? A parte il fatto che chi ha incontrato questi bambini prima, ha sempre detto che erano puliti e curati, c’è da chiedersi quanto sia civile ed evoluto dare più importanza al luogo in cui uno si lava, tinozza piuttosto che doccia, che ai legami affettivi.

    C’è anche da chiedersi quanta capacità e competenza ci siano quando si vuole rieducare imponendo semplicemente il proprio modello di vita con l’arroganza di chi ha capito tutto, mentre ignora i più basilari principi della psicologia dello sviluppo.

    Questa famiglia non è ignorante e non vivevano isolati dal mondo. La loro non è arretratezza, è una scelta di vita. Non sono sporchi o trascurati, non fanno i loro bisogni sul cemento creando ambienti malsani. Fanno tutto con cognizione di cosa stanno facendo. Lo fanno nel rispetto dell’ambiente e del prossimo. Una scelta impegnativa e coraggiosa che, per quanto io non sia contro i comfort e i bagni in casa, non mi sento di giudicare come frutto di incapacità.  Con questo non voglio dire che non sia giusto che esistano regole di igiene, sicurezza e salute pubblica, le regole sono importanti perché tutelano l’individuo e la comunità.

    Ma in cosa questa famiglia non avrebbe rispettato le regole? Edificio non a norma? Non si può avere un bagno secco? Sono ragioni per infliggere un forte trauma a dei bambini e per imporre una rieducazione? 

    Il problema era che la bambina di 8 anni conosceva l’alfabeto ma non sapeva ancora scrivere bene? Non significa necessariamente che non avrebbe mai imparato. Ci sono modelli come quello steineriano che iniziano con l’alfabetizzazione a 7 anni e procedono più lentamente perché danno più importanza all’aspetto della crescita spirituale dell’individuo e allo sviluppo di altre competenze come la creatività e la sensibilità artistica.  La Svizzera è piena di queste scuole e ce ne sono molte anche in Italia. Noi viviamo talmente comodi che non sappiamo fare più niente.

    Forse qui il problema è un altro ed è stato ben individuato dall’onorevole Brambilla. Una decisione così delicata, come l’allontanamento di minori dalla propria casa, non può essere presa da una sola persona, che non ha fatto nemmeno un percorso di studi adeguato. Ci vuole un team composto da professionisti del settore. Seppure ci siano servizi sociali che lavorano molto bene con buon senso e coscienza in Italia, decisioni come queste, non possono essere lasciate alla discrezione del singolo, confidando nel suo buon senso, perché sarebbe come dire che bisogna avere fortuna e quando si tratta della vita di bambini non ci si può affidare alla fortuna.

  • I meccanismi del bullismo

    I meccanismi del bullismo

    La minimizzazione, il silenzio, la colpevolizzazione della vittima e il rifiuto.

    Si è parlato molto di bullismo recentemente per via del suicidio dell’adolescente Paolo Mendico che ha portato all’attenzione un aspetto sconosciuto ai più e conosciuto solo da chi lo ha vissuto per esperienza: la possibilità che i fatti vengano minimizzati.

    E’ molto triste vedere che i genitori di Paolo continuano a sostenere che sia loro che il figlio avevano chiesto aiuto ma si erano trovati di fronte a persone che minimizzavano quanto accadeva. Il rischio in questi casi è che i genitori vengano additati come quelli che disturbano con continue lamentele infondate. Infatti, di fronte alla minimizzazione del problema, sono i genitori ad apparire in qualche modo esagerati, iperprotettivi o paranoici.

    Questa però è una pericolosa semplificazione. In generale, la realtà infatti è complessa, fatta di mille sfaccettature, intrecci, interessi, insegnanti a volte inadeguati, e non si può giungere a conclusioni così affrettate.

    Mentre per il caso di Paolo sono ancora in corso le indagini penali per istigazione al suicidio e devono essere accertate eventuali responsabilità da parte della scuola, a giudicare dalle testimonianze scritte nei commenti ai post pubblicati online da varie testate giornalistiche sulla vicenda, pare che molte famiglie si siano trovate in una situazione simile a quella denunciata dai genitori del ragazzo suicida.

    Sono molti i commenti che parlano di come i genitori dei ragazzi accusati di bullismo spesso reagiscano minimizzando o negando e si sentano offesi e accusati ingiustamente. Dai commenti emerge anche che spesso questi genitori si sono trovati davanti insegnanti che hanno minimizzato i fatti nel timore che la scuola perdesse iscrizioni.

    E poi c’è quel meccanismo superficiale che porta a pensare che se quel ragazzo è isolato dai compagni, magari è perché è lui ad avere qualche problema e a quanto pare, nemmeno i professori, non me ne vogliano quelli che invece fanno molto bene il loro lavoro, sono immuni a questo meccanismo. 

    Per cui, alla fine, la vittima di bullismo si trova accerchiata da una schiera di persone che, o con il loro silenzio o con un giudizio sotteso è come se gli dicessero  in continuazione che in fondo in fondo, se lo merita. In inglese si chiama the circle of bullying. E a questo punto il bambino o ragazzo bullizzato potrebbe iniziare a pensare che sia colpa sua, di non valere niente, di non essere simpatico a nessuno, di non poter vivere in una società che lo rifiuta e che questo non cambierà mai.

    Quante volte attraversiamo dei brutti momenti? Ma sappiamo che prima o poi tornerà il sereno. I ragazzi hanno meno esperienza e, non trovando aiuto, possono pensare che la situazione non cambierà mai, perché quello è il loro mondo ed il mondo, la società, si sta comportando in quel modo nonostante i tentativi di far finire quel brutto gioco. Nessuno può vivere in un mondo in cui non si sente accolto ed apprezzato.

    Il silenzio acconsente,  alimenta e avvalla. E’ il silenzio attorno al bullismo che uccide, perché il bullo sarà anche un debole, ma tutti gli altri no. Gli adulti sono i veri responsabili, quelli che non bloccano i meccanismi di imitazione tra ragazzi, i quali si uniscono al bullo, magari per non essere a loro volta esclusi dal gruppo, ed i genitori che, oltre a non aver fatto crescere i figli con una buona intelligenza emotiva (empatia), e a non avergli  trasmesso l’importanza di rispettare il prossimo, continuano a minimizzare e non cercano di rimediare neanche dopo. Fondamentalmente si tratta di enormi fallimenti educativi, di bambini e ragazzi senza la minima consapevolezza della sofferenza altrui.

    Nel 2024, un sondaggio ha indicato che in Italia un ragazzo su 5 è vittima di bullismo o cyberbullismo, un problema educativo serio dunque, nel nostro paese.  Ci sono diversi tipi di bullismo: fisico, verbale, cyber e sociale. Anche l’esclusione è bullismo. I ragazzi hanno bisogno di socialità, non possono vivere esclusi dai loro pari. 

    Ogni volta che un adolescente si toglie la vita si parla di sensibilizzare i giovani. Ci sono genitori che girano le scuole per parlare con i ragazzi. Sul caso di Andrea Spezzacatena, anche lui morto suicida, nel 2012, è stato girato anche un film: Il ragazzo dai pantaloni rosa. Si parla con i ragazzi per convincerli che è sbagliato, ma non si parla mai con i maggiori responsabili: gli adulti che stanno in silenzio e fanno finta di non vedere e quelli che minimizzano o negano.

    A loro volta però anche gli adulti possono essere vittime di bullismo. In questo caso si parla di mobbing ma le dinamiche sono le stesse. C’è il bullo, ci sono quelli che partecipano, i sostenitori che approvano ma non partecipano direttamente e quelli che non approvano ma stanno in silenzio perché pensano che non li riguardi. L’adulto ha strumenti che gli permettono di non cadere nell’ auto-colpevolizzazione. Ha consapevolezza del mondo, ha già costruito i suoi rapporti di fiducia anche al di fuori della famiglia, conosce le dinamiche sociali e sa cosa ha di fronte ed anche come eventualmente uscirne. I ragazzi ed i bambini no e per questo andrebbero protetti. Non si dovrebbe mai minimizzare tanto più che prima si interviene e più facile è rieducare.

  • Bergamo emergenza COVID-19 la gestione delle onoranze funebri

     

    Stamattina ho ricevuto un trafiletto in cui c’erano una menzogna ed una verità (col rischio che poi finisca tutto nello stesso calderone delle fake news).

    Ho approfondito la questione ed ho chiamato il segretario della federazione nazionale onoranze funebri Alessandro Bosi  il quale mi ha ribadito quanto da lui dichiarato ad adnKronos (in parte diverso dal trafiletto che avevo ricevuto in cui si diceva che loro avrebbero dichiarato nessun aumento di decessi rispetto all’anno precedente).

    Ne emerge comunque una realtà molto interessante e che dovrebbe attivare il nostro senso critico rispetto a ciò che vediamo in TV. Diverse agenzie di Bergamo sono state messe in quarantena dalla asl perché gli operatori hanno lavorato senza protezioni (a loro non arrivano) e sono stati trovati positivi. Ne basta uno per agenzia per chiuderla per 15 giorni. Ne è derivato un problema di gestione che ha causato anche code per la cremazione e richiesto l’intervento dell’esercito, ma sarebbe bastata anche la protezione civile. Per cui prima di spaventarsi oltre misura e pensare che fuori dalla porta ci sia la peste nera, fermiamoci a riflettere. Il segretario mi ha anche ricordato che l’andamento dei decessi per anno è una sinusoide, vale a dire sale e scende, è normale che ci siano anni con più decessi ed anni con meno ma i calcoli e le statistiche non spettano a loro bensì all’ISTAT.

    Attenderemo dunque l’ISTAT per avere dati certi sul reale aumento dei decessi. Intanto una cosa è certa i tagli ai nostri ospedali hanno provocato una situazione vergognosa in casi come questi in cui si verificano un certo numero di polmoniti. Senza quei tagli la situazione sarebbe stata sicuramente più gestibile e probabilmente ci sarebbero stati anche  meno decessi perché le persone non sarebbero state anche, come sentiamo in certi casi, abbandonate a sé stesse.

     

  • Asilo nel bosco: bimbi liberi ma il modello educativo?

    Un tipo di asilo alternativo, l’asilo nel bosco, ha come slogan “bimbi liberi”. Di per sé sembrerebbe affascinante e lo è, se fatto in un certo modo. Pensare a bimbi che sperimentano nella natura, che trascorrono diverso tempo all’aria aperta non sembra una cattiva idea, però come in tutte le cose, anche qui, non ci si può improvvisare. La funzione educativa è importante e quindi bisogna essere preparati. La prima infanzia poi è un’età molto delicata perché è da 0 a 5 anni che avviene lo sviluppo psico-emotivo del bambino. In questo periodo è fondamentale che il bambino costruisca una fiducia in sé stesso e nel prossimo che saranno le basi per costruire relazioni profonde nel futuro. È bene che noi mamme stiamo molto attente prima di affidare i nostri bimbi in altre mani soprattutto a chi interpreta “bimbi liberi” in maniera estrema. Una filosofia del tipo: l’adulto non interviene nei conflitti perché i bambini devono imparare a gestire da soli le relazioni è non solo irrealistica ma pericolosa. Un conto sono i bambini più grandi a cui si può cercare di insegnare a risolvere i loro conflitti da soli incoraggiandoli a trovare un accordo che faccia contenti tutti ma tra bimbi di varie età, dai 2 ai 5 anni, rischia di trasformarsi nella legge del più forte. Il più grande diventa il prepotente che domina i più deboli, i quali subiscono. Immaginate un bimbo di 5 anni che rovescia dall’alto barattoli e pentolini sul banco dove sta giocando uno di 2, o che passa e dà calci al camioncino che quello di 2 sta spingendo con le mani e l’adulto che non interviene, magari si trova pure a metri di distanza a farsi gli affari suoi per poi giustificarsi dicendo che “così impara a gestire da solo le relazioni” Ma cosa stanno imparando veramente questi bambini? Secondo i migliori pedagoghi al mondo non stanno imparando a gestire le relazioni bensì imparano che l’adulto non li protegge o che l’adulto non è una guida. Questi bambini imparano a fare da soli sì ma non come si potrebbe pensare ad essere forti ed autonomi, bensì, imparano che non si possono fidare di nessuno. Svilupperanno un attaccamento insicuro, secondo la moderna pedagogia, con tutte le conseguenze negative da adulti. La mediazione dell’adulto in questa fascia d’età è fondamentale. Come si può insegnare la collaborazione con un metodo del genere? Che dire? Prima di mettersi a fare gli educatori insieme alla fidanzata e all’amica della fidanzata, bisogna studiare, altrimenti si rischia di fare grossi danni ai bimbi, psicologici e materiali. Materiali sì o meglio fisici. Per falcetto e cesoie alla portata dei bimbi perché “bisogna dargli fiducia”, non credo che ci sia nemmeno bisogno di commentare. Bimbi che giocano a segare radici di alberi senza tra l’altro nessun adulto vicino. Bruciare legna umida e respirare fumi tossici per ore non credo rientri nei benefici dello stare all’aria aperta. Solo dei genitori molto miopi o distratti possono decidere di affidare i propri figli a chi ragiona così. Sicuramente non tutti gli asili nel bosco sono uguali, ci sono anche quelli belli, con una struttura al chiuso, perché non si può pensare di poter stare sempre all’aperto, e con personale qualificato, ma prima di fidarvi, come per ogni scuola, assicuratevi che sia così.

  • Il dr Fabio Franchi risponde ad alcune domande

    Repubblica non ha voluto pubblicare questa intervista chiesta al dr. Franchi dal giornalista Bucci, lo facciamo noi molto volentieri.

    Intervista

    1. Ha parlato di esperimento, di che cosa si trattava (ho visto la nuova versione del post)?

    La parola esperimento ha diverse accezioni. In questo caso evidentemente non si tratta di un esperimento scientifico in cui per esempio si volesse stabilire l’efficacia di una determinata terapia. Figurarsi! Uno studio su un soggetto?? Evidentemente la spiegazione è diversa, e la darò prossimamente, adesso no. La legge, il codice etico, il codice deontologico sono tutti rispettati. Nessun trattamento di qualsiasi genere è stato pensato. Se anche dovessero controllarmi le telefonate fatte, non troverebbero niente di niente di niente. Io scrivo talvolta post seri, talvolta un po’ scherzosi. Era uno di questi. Il mio spirito non viene da tutti apprezzato, mi spiace. Riguardo la parte seria e documentata, quella non attira la Vostra attenzione? Per esempio nel 2016 ho dimostrato per primo che l’epidemia di microcefalia non poteva essere causata dal virus Zika. Nel 2018 è arrivata la conferma da altri, in base ai miei stessi ragionamenti di allora. Poco fa ho documentato che la vaccinazione di massa del morbillo in Italia si è dimostrata molto svantaggiosa rispetto alla malattia (si può ritrovare nel dettaglio in uno dei miei ultimi post).

    2. Lei è in pensione. Fa ancora il medico? Vede pazienti?

    Sono in pensione, non pratico la professione, non vedo pazienti. Mi sono dedicato al problema dei vaccini quando ho visto la piega che stava prendendo la questione. Una dittatura sanitaria fondata su informazioni palesemente distorte con la complicità di gran parte dei giornalisti. I giornalisti si sono accorti di me oggi, molto interessati alle bolle di sapone.

    3. Il campo dei non vaccinati si sta restringendo. Secondo lei come mai?

    Strana questa domanda. Forse Le sarà capitato di osservare che è in atto da due anni una censura sui principali mezzi di informazione, un ricatto pesante ai medici che osino qualche critica, un premio allettante per coloro che si adeguino, un trattamento ricattatorio nei confronti dei genitori. L’imposizione è quella di un dogma di stampo medioevale. Una “scienza”basata su balle certificate (e abbondantemente segnalate agli organi competenti, alla FNOMCeO per esempio, ma non degnate di alcuna risposta). Adesso lo sa.

    4. La stragrande maggioranza degli scienziati dei medici sono favorevoli ai vaccini, lei crede che sbaglino?

    Baso le mie convinzioni sulla letteratura scientifica letta criticamente. Sta agli altri convincermi che sbaglio, ma con argomenti un po’ più consistenti delle solite ….“palle di ferro che vanno a fondo”. Il prof Burioni dice giustamente: “la scienza non è democratica”. Infatti non si vota a maggioranza per chi abbia ragione. E poi scrive: “… quello che non può essere confutato non ha nulla a che fare con la scienza.” Appunto: evidentemente non si legge o non si ascolta(e neppure lo fanno i suoi sostenitori).

    5. Lei è stato accusato di essere un negazionista dell’AIDS. Che posizione ha riguardo al virus?

    Vede, per negazionista si intende uno che nega l’evidenza. Negare la verità di una qualsivoglia asserzione non è negazionismo. Aristotele la metteva così: “Lo scienziato deve affermare ciò che è e negare ciò che non è”. Così tentò di fare Galileo sotto gli occhi dell’inquisitore. Così Semmelweiss, eppure fu deriso dai suoi contemporanei. Così Karl Popper: “scopo dello scienziato è falsificare (o tentare di falsificare)quante più teorie possibile”.Io cerco di fare informazione ragionata. Detto ciò, molti mi attribuiscono affermazioni non fatte, senza avermi letto, parlano senza sapere di cosa parlano. Burioni li definisce babbei. Sono sempre stato critico, certamente. Ed ho avuto ragione per gli aspetti maggiori (pur avendo commesso qualche errore di valutazione che ho corretto). Per esempio ho previsto nel 1995 (in una pubblicazione) che non era possibile trovare un vaccino efficace per l’HIV, spiegando perché. Oggi, dopo 34 anni dalla scoperta del “virus” e 40 miliardi di dollari buttati in ricerca ed esperimenti (anche su bambini), il vaccino non c’è ancora. Ricordo che dal 1984 ogni anno gli scienziati promettevano un vaccino entro i successivi 2 –4 anni. Non viene il dubbio che qualche ragione io la possa avere?

  • AUGURI!!!

    MILANO

    18-22 marzo 1848

    I milanesi insorgono contro il governo austriaco per unirsi al Regno di Piemonte convinti che avrebbero avuto più libertà e benessere

    8 maggio 1898

    I milanesi, ridotti alla fame insorgono contro i piemontesi (protesta dello stomaco) e vengono cannoneggiati da Bava Beccaris (80 morti, 450 feriti) che ottenne per questo la medaglia d’oro al valor militare.

    ROMA

    2 luglio 2014

    I lavoratori della Multiservizi con l’appoggio del Movimento 5 stelle occupano la sala consiliare

    28 aprile 2017

    Ai lavoratori della Multiservizi la nuova giunta del Movimento 5 stelle vieta ai lavoratori derlla Multiservizi di protestare nella sala consiliare.

    4 marzo 2018

    30 lavoratori della Multiservizi hanno ricevuto la lettera di licenziamento.

    REGNO DELLE DUE SICILIE

    Maggio 1860

    Il popolo appoggia Garibaldi che aveva promesso la distribuzione delle terre con l’adesione al Regno dei savoia

    1860 in poi

    Massacri della popolazione (Bronte, …) migliaia di morti, deportazioni, lager piemontesi, distruzione dell’industria meridionale.

    ITALIA

    4 marzo 2018

    Gli italiani votano per partiti che promettono reddito senza lavoro e tasse uguali per tutti

    1 Aprile in poi

    AUGURI A TUTTI GLI ITALIANI!

    by Storno

  • Bipolarismo: combattiamo la cultura Berluscogrilla

     

    Il fenomeno dell’analfabetismo è sempre stato considerato un fenomeno da sradicare e la politica ci si è dedicata con impegno riuscendo in Italia ad azzerarlo.

    Si potrebbe pensare che al fenomeno dell’analfabetismo funzionale venga dedicata altrettanta attenzione ed altrettanto impegno, ma quando la politica si è accorta che gli analfabeti funzionali potevano facilmente essere sfruttati per i suoi interessi si è dedicata con successo a coltivare questa specie di analfabetismo.

    Come? E’ semplicissimo: anziché lavorare per portare l’analfabeta funzionale ad un livello di cultura che gli permettesse di essere indipendente nel pensiero si è portata la cultura a livello dell’analfabeta funzionale, in modo che rimanesse dipendente dal pensiero del burattinaio e così utilizzabile ai suoi scopi.

    E quali sono le caratteristiche di questa neo-cultura? Una sola, semplicissima, è stata creata una “cultura binaria” una cultura, cioè, privaa di ogni sfumatura: SI’ / NO, BUONO / CATTIVO, BIANCO / NERO… che chiunque è in grado di comprendere.

    Certo, non è una novità, è sempre stata usata da alcune religioni: chi non si ricorda il “Con me o contro di me” che ha avuto così tanto successo nei secoli?

    Ma per un certo periodo questa, in Italia, era stata messa in crisi, e stava prendendo piede la cultura del “both and” “e … e …” di derivazione orientale, ying e yang dove i contrari non sono contrapposti ma si completano. E questa cultura stava portando ad una ricchezza di pensiero perché il nero ed il bianco insieme danno origine ad un’infinità di grigi e, soprattutto, sostituiva il dialogo allo scontro su tutto.

    Ma poi è arrivata la controrivoluzione, sulle ali principalmente dello strumento della rete che, annunciata come straordinario diffusore della conoscenza e valorizzatore dei rapporti è diventata nella realtà, grazie soprattutto ai social, l’affossatrice della vera cultura. Gli scritti di poche righe che caratterizzano i social impediscono di approfondire i pensieri e si limitano di conseguenza a concetti brevi semplici sono l’ideale per permettere l’espressione dei concetti binari.

    La cultura bipolare che elimina le tonalità di grigio finisce per trasformare gli esseri ragionanti in tifosi di squadre senza peccati che si scontrano con altre che rappresentano il male assoluto ed in questa crociata si sentono realizzati come persone in quanto esseri superiori, portatori della verità.

    Un esempio di attualità è dato dai vaccini: esistono solo i “pro-vax” ed i “no-vax”. Per la felicità di chi ha il potere di dettare le regole: “pro-vax” fa un effetto molto migliore di “ti vaccini come voglio io” e poter classificare chi semplicemente solleva dubbi come “no-vax” è efficacissimo per delegittimare ogni opposizione.

    Ma il grosso vantaggio per chi gestisce la cultura binaria è rappresentato dal fatto che elimina ogni possibilità di discussione perché nero e bianco sono così distanti che non è possibile nessuna forma di mediazione: una volta scelta la propria squadra inizia la guerra e chi non combatte è un traditore, così come chi insinua un qualunque dubbio. Di qui nascono le campagne d’odio perché pur di esportare la propriaa verità ogni mezzo diventa lecito, le “fake news”, le offese, …

    Si passa dalla razionalità alla fede e, dalla fede, all’accettazione del “dio” che arruola così al proprio servizio una massa di persone che ha perso ogni senso critico. E’ con questi mezzi che nascono i “partiti carismatici” di cui abbiamo avuto in passato tristi esperienze (nazismo, fascismo, …) esperienze che siamo pronti a rinnovare con i partiti carismatici odierni (berlusconismo, grillismo, ..)

    Storno

  • Pediatria di Angera il reparto non a misura di bambino

    Il reparto di pediatria è contiguo al reparto maternità ed è seguito dallo stesso personale a parte i ginecologi che seguono solo le partorienti ovviamente. Siamo in pediatria ad Angera per una possibile infezione da Clostridium Difficile nel mio bimbo di 4 mesi. Veniamo in p.s. spaventati da una crisi acuta di dolore del bambino ed il risultato della coltura delle feci che dà positivo al CD. In ps la pediatra che da subito si pone in maniera scortese e giudicante, dubita dell’attendibilità delle analisi eseguite in laboratorio privato e ci ricovera per rifargliele nonostante il bambino non presenti sintomi gravi. Non capiamo perché prima ci tratti come se fossimo lì senza ragione e poi insista per ricoverarlo…. Ci sembra eccessivo che per rifargli una coltura ed un prelievo debba essere ricoverato ma per paura di privare il nostro bimbo del monitoraggio medico acconsentiamo. La sera arriva un bimbo di due anni con la mononucleosi e lo mettono in camera con bagno comunicante con noi, perfetto! Non ci sembra un’idea geniale mettere un bimbo di 4 mesi accanto ad un bimbo con la mononucleosi, tra l’altro una delle nostre perplessità era stata proprio il timore che il bimbo potesse contrarre altro proprio in ospedale. Magari non abbiamo il clostridium ma usciamo di qui con la mononucleosi. Sento questo bambino piangere disperato, il pianto proviene dalla sala visite e non smette, piange per tantissimo tempo e scopro poi che dovevano mettergli una flebo e che hanno spezzato due cannule. L’idea era di mettere la flebo nell’interno del braccio dove si piega per poi steccargli il braccio. La cosa non mi piace affatto,  perché la mattina dopo il mio bimbo deve fare un prelievo. Difatti la pediatra, la caposala ed un’altra infermiera riescono a farlo piangere già durante la visita. Non usano nessuna delicatezza ed il bambino si agita e si spaventa. Dopodiché deve fare il prelievo. Io cerco di far calmare il bambino come posso e quasi ci riesco ma queste tre si mettono addosso al bambino perché secondo loro devono tenerlo per il prelievo, come fosse un criminale che viene tenuto a terra dai poliziotti. Ma soprattutto si capisce che è la loro prassi e che non conoscono altro modo se non questo, estremamente brutale. Suggerisco di prendere il sangue dal braccio destro perché un paio di settimane prima al centro prelievi pediatrico del San Raffaele avevano fatto così ed il bimbo non si era nemmeno accorto del prelievo. Naturalmente era anche tranquillo nel senso che nessuno l’aveva spaventato prima. Evidentemente al San Raffaele il loro lavoro lo sanno fare. Ma la dottoressa non mi ascolta e si ostina a volerlo fare a sinistra, senza nemmeno tastare la vena del braccio destro per verificare se fosse più agevole, e così inizia a ravanare nel braccio del bambino con l’ago e va avanti per un bel po’ come se armeggiasse una bambola e non una persona viva. Il bambino piange sempre più forte e questa “pediatra” si ostina anche a dire che l’ago non gli fa male se lei lo muove dentro al braccio. Le altre due lo tengono forte tanto da provocare puntini rossi di sangue da sfregamento. Nessuna delle tre, ma soprattutto la pediatra, ha la percezione di quello che sta facendo. Nessuna ha la percezione della sofferenza del bimbo. Ad un certo punto, dopo aver cercato di farglielo capire più volte, glielo dico chiaro e tondo che deve smettere e chiedo di aspettare a riprovare nell’altro braccio per far almeno calmare il bambino ma la pediatra dice che sarebbe solo un’agonia più lunga. Rimango allibita da tale risposta insensibile e priva della minima attenzione psicologica nei confronti di un neonato ed ancor di più che lei concepisca il prelievo del sangue di un bimbo come un’agonia. I prelievi si possono fare anche in maniera diversa, basta esserne capaci. Dopo che l’ho ripreso in braccio mi dice anche, a dimostrazione che secondo lei non piangeva per il dolore “vede che continua a piangere”. Ma dove si è visto un bambino che dopo che gli hai fatto male e lo hai spaventato smette subito di piangere? Questo dimostra solo la sua totale incapacità di empatia nei confronti dei bambini. Non si possono trattare come se fossero degli adulti. O peggio, come se fossero delle bestie. E poi queste arrampicate sugli specchi, “a volte la vena non si prende sia a destra che a sinistra, non c’è una ragione…. “ Intanto a destra, facendolo piangere ancora, naturalmente perché ormai è traumatizzato e sarebbe stato meglio aspettare almeno che si calmasse, riesce a prendere la vena. Ma allora non era meglio se mi ascoltava subito invece di anteporre al benessere del bambino il suo Ego smisurato e la sua presunzione? E non erano più sensibili le infermiere…  Dopo questo episodio abbiamo chiesto la dimissione. Un reparto di pediatria che non sa come trattare i bambini, forse non è poi un problema se lo chiudono anzi è meglio per tanti bambini.

  • “Di noi ti puoi fidar …”

    2 Luglio 2014 – Protesta lavoratori della Multiservizi

    «Abbiamo passato ancora un’altra notte qui – spiegano i lavoratori – con noi sono rimasti i consiglieri Marcello De Vito del Movimento 5 Stelle, …”

    28 Aprile 2017 – Protesta lavoratori della Multiservizi

    Campidoglio, lavoratori Multiservizi protestano. De Vito li caccia per 2 mesi: “Rispettate istituzioni”

    QUALCUNO COMINCERA’ A CAPIRE CHE IL VOTO NON E’ UN GIOCO E CHE GLI ERRORI SI PAGANO?

    CHE SE NON CI SONO ALTERNATIVE E’ PERCHE’ NON SONO STATE COLTIVATE?

    Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore ma dentro sono lupi rapaci.

    Dai loro frutti li riconoscerete

    di Storno