Autore: redazione

  • Dall’arena alla Tv. Donne in pezzi. Dignità in pezzi.

    Cauldron_Montami

    Nel giorno della festa della donna ritengo che in questo paese non ci sia proprio nulla da festeggiare. La mia dignità di donna non ne può più di essere fatta in pezzi. Anche nelle trasmissioni più serie ti tocca sentire un Placido qualunque che a 64 anni si lascia andare in affermazioni del tipo "la diciottenne sessualmente è più interessante" oppure una quarantenne prosperosa… non c'è un film dove non ci sia una donnaccia di gomma che piace a omuncoli con cervello di gomma. Cambi canale ed ecco un'altra squallida conduttrice che dice "che entrino le bocce di Francesca e Cristina" Vale a dire, loro possono anche stare fuori tanto a noi interessano solo le bocce. Per quanto tempo dovremo vedere ancora donne deformate, fatte in pezzi ed usate per controllare uomini con una boccia al posto del cervello? Donnucole cui la cultura della TV ha insegnato che la massima aspirazione è fare la velina. Uomini e donne cui è stato completamente lavato il cervello per tenerli in pugno per dominarli esaltando e deformando i loro istinti più bassi e animaleschi. Cos'è rimasto di loro? Nulla. Donne schiave senza dignità, squartate da macellai e vendute in pezzi ad un popolo sempre più ignorante. I romani intrattenevano il popolo bue con la violenza, oggi nell'Arena Televisione donne decerebrate vengono fatte in pezzi per maschi decerebrati, d'altronde l'arte non è mai stata per il popolo, meglio dargli pezzi deformi venendo meno ad ogni logica di armonia e proporzione per esaltare menti sempre più deviate. E' il modo più semplice per asservire un popolo di consumatori.

    Lo sa molto bene anche Lorella Zanardo, autrice del libro "Il corpo delle donne" che in occasione dell'incontro pubblico del 23 febbraio 2011 dal titolo "Donne in pezzi" rimarca come siano proprio i telegiornali i primi a fare servizi sulla chirurgia estetica. In questo modo ricorrere alla chirurgia estetica sembra una cosa normale, "l'hanno detto al Tg". 

    Addirittura recentemente un Tg, parlando di chirurgia estetica, si esprimeva così:  "anche gli uomini hanno sempre più cura del loro corpo", confondendo la cura del corpo con la cura dell'aspetto estetico tra l'altro portata all'estremo. Tornando all'incontro pubblico sulla dignità femminile, sempre la Zanardo dichiara che è in atto un processo di umiliazione delle donne e anche degli uomini. Basta guardare come vengono montate le scene, per vedere espressioni quasi scimmiesche del pubblico maschile evidenziate ed accostate ad immagini di semi-nudo femminile. Lorella è anche protagonista di un progetto che si chiama "nuovi occhi per la Tv". I destinatari sono gli studenti delle scuole superiori. Neanche i bambini sono esenti dall'influenza negativa che il mondo della televisione e della pubblicità esercita su di loro. I bambini di una scuola primaria di Milano godono di vista panoramica su un cartellone pubblicitario che mostra il sedere di una modella sotto la gonna svolazzante. Cosa pensa un bambino di fronte ad un cartellone pubbilicitario con una ragazza chinata di profilo, nuda e la scritta MONTAMI A COSTO ZERO? L'associazione DonneInQuota si oppone allo svilimento della dignità femminile nelle pubblicità e quando necessario si appella agli enunciati dell'Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria per far ritirare la pubblicità svilente. In questo caso ci sono riusciti ottenendo anche le scuse della Cauldron Holding, produttori di pannelli fotovoltaici. L'associazione, non a torto, sostiene che gli adolescenti ed i pre-adolescenti non abbiano gli stessi strumenti critici o di decodificazione del messaggio degli adulti. Questi tipi di linguaggio d'immagine o testuale e l'ambigua associazione dei due impedisce la crescita e formazione di parità di genere, in quanto oggettifica e mercifica la bellezza femminile, negando ipso facto alla donna la dignità di una parità di riconosciuta cittadinanza. In quanto all'opposto di modelli di comportamento femminile talentuoso, competente e autorevole, le giovani generazioni avranno introiettato modelli di offerta di sé o comunque di comportamenti stereotipati negativi nei confronti delle donne. Come ricordato da Patrizia Quartieri, Presidente Commissione Pari Opportunità del comune di Milano, che ha organizzato questo interessantissimo incontro, i manifesti vengono subiti e non si tratta di censura, la domanda che dovremmo farci è: perché in nome del mercato certi valori possono essere declinati in altro modo? Sempre Patrizia Quartieri afferma: "siamo di fronte ad un oggettivazione del corpo femminile usato per vendere".

    Oggi, 8 marzo, un augurio a tutte noi donne di riprenderci la nostra dignità.

    Per segnalazioni o iscrizioni: http://www.donneinquota.org/

    Progetti per le scuole (Educazione alla sessualità, laboratori di prevenzione della prevaricazione tra pari, sostegno alla genitorialità, percorsi di prevenzione degli abusi sessuali sui minori, sportelli di ascolto per studenti, genitori e consulenza per insegnanti) per informazioni scrivi a lombelico.direttivo@gmail.com

    di Cinzia Bascetta

  • Primo marzo: una giornata senza di noi

    Migranti

    Lo scorso anno la giornata del primo marzo ha lanciato innanzitutto un monito: “una giornata senza di noi”. Il noi si moltiplica, cambia di segno, diventa proposta di costruzione di una possibilità di uscita dalla crisi, insieme.

    Lo scorso anno i migranti di Rosarno si sono ribellati dandoci una lezione di dignità,  per il diritto alla vita, alla salute, al reddito. I migranti tornano ad essere protagonisti in prima persona, le proteste si sono allargate a Brescia sulla gru e a Milano sulla torre, ma anche in diversi paesi europei  …. Le rivendicazioni degli immigrati parlano della possibilità di difendere ed estendere i diritti di tutte e tutti per un futuro diverso. 

    Notizie drammatiche giungono però in queste ore dalla Libia, dove il governo di Gheddafi sta reprimendo in un bagno di sangue le legittime proteste di quello che fino a ieri chiamava il suo popolo. 
    Per anni i governi italiani hanno stretto patti con il governo libico, accordi in cui i migranti sono stata merce di scambio;  persone consegnate nelle mani della repressione più dura, persone che cercano di raggiungere l'Europa. Il risultato sono stati migliaia di morti nel deserto libico, migliaia di detenuti nei centri di detenzione libici, senza alcun diritto.

    Di fronte a tutto questo non esistono "se e ma". Bisogna scegliere ancora una volta da che parte stare. Dietro la maschera della cooperazione l'Italia e l'Unione Europea sono responsabili delle politiche portate avanti da governi dittatoriali contro i migranti e tutti i loro cittadini, cui viene fornito appoggio militare, economico e tecnico. 

    Con inqualificabile cinismo, in queste settimane, di fronte alla lotta per la libertà di centinaia di migliaia di uomini e di donne, l'unica preoccupazione è sembrata essere una fantomatica invasione di disperati. Maroni agita nuovamente lo spettro delle invasioni barbariche solo per giustificare le proprie scelte repressive e razziste.  Non c'è nessuna invasione. Quegli uomini e quelle donne seguono con coraggio la speranza della libertà e di una vita migliore.  

    Quest'anno il primo marzo vuole essere una giornata che guarda alla forza e alla determinazione che ci stanno insegnando gli egiziani, i tunisini, i libici, affermando il diritto di vivere degnamente nei propri paesi, perché stanchi di vivere in paesi impoveriti da regimi autoritari o di avere come unica alternativa quella di immettersi nella spirale infernale della migrazione verso la "ricca Europa". 

    Il primo marzo sarà un'occasione per affermare il diritto di restare dove si è scelto di vivere, per il diritto a non migrare forzatamente, contro il ricatto della Bossi-Fini, il razzismo istituzionale. 

    Il primo marzo sarà una tappa di costruzione di norme condivise di cittadinanza aperta ed includente , per un nuovo welfare, per uno statuto dei diritti e per la costruzione di relazioni e confronto oltre la strumentale e retorica imposizione dell'omologazione linguistica e culturale, per affermare la nostra voglia di vita e per dire che i nostri diritti ce li costruiamo, ora, tutti insieme.

    Esprimiamo inoltre il nostro appoggio ai popoli e alle persone che con coraggio lottano per i propri diritti e la propria dignità.

    Milano-Locandina-1-Marzo

    http://www.dimensionidiverse.it/dblog/

  • Odio l’indifferenza e gli indifferenti. Presidio al consolato libico al grido di Basta Sangue!

     

     

    Oggi, mentre cittadini libici, italiani, alcuni partiti ed associazioni manifestavano contro il genocidio del popolo libico, in galleria Vittorio Emanuele una folla si accalcava intorno ad un palco ottagonale, sopra c'era un divano, dietro, un camerino a vista di L'Oreal, a lato la scritta fashion week. La gente si fermava e aspettava,…. cosa? Non si sa. Aspettava che si manifestasse un qualcosa. O forse erano tutti interessati alle lezioni di trucco degli esperti L'Oreal Paris dentro il camerino…. Mi avvicino al luogo del presidio e sento un signore commentare "sono tutti figli di Allah" non resisto e rispondo "sono tutti figli di Dio come noi", finalmente raggiungo il consolato libico e posso abbracciare i miei amici. Se penso che pochi giorni fa proprio con uno di loro si parlava della possibilità che anche il popolo libico insorgesse… ed ora è successo ed è iniziato un incubo per una nazione nelle mani di un dittatore che bombarda la sua stessa gente con gli F16 e assolda mercenari per sparare indistintamente a uomini, donne e bambini. I libici dicono "ma quali americani, siamo noi, il popolo, che facciamo la rivoluzione, sono 40 anni che sopportiamo. Noi in Libia siamo tutti d'accordo, se va via lui facciamo un governo democratico" Approfitto anche per parlare della religione musulmana e chiedo al mio amico di spiegarmi bene cosa insegna l'islam per quanto riguarda i rapporti con le altre religioni. Spiego a lui che ci sono persone che sostengono che tutti i musulmani vogliono fare la guerra santa ai cristiani, cosa che naturalmente io non credo. La sua risposta è semplice, mi dice che l'islam insegna che tutti sono liberi di pregare il loro dio, Maometto fece guerra in passato a dei popoli vicini che volevano rovesciarlo ed ucciderlo perché lui era diventato potente ed aveva un gran seguito. Maometto all'epoca aveva apportato cambiamenti rivoluzionari nell'islam, la donna precedentemente era considerata alla stregua di una bicicletta, avere una figlia femmina era quasi un disonore e molte neonate venivano uccise.  Maometto non doveva essere ben visto anche per questo. Ogni vero musulmano spera che gli altri si convertano per la loro salvezza ma mai obbligandoli con la forza.
    Come posso vedere nei suoi occhi sinceri un nemico? Come posso avere paura di lui? E' lui oggi insieme a tutto il popolo libico ad avere bisogno del nostro sostegno. Al presidio ho sentito ragazzi libici lamentarsi giustamente del fatto che l'Italia non avesse preso subito posizione contro Gheddafi e indignarsi per le dichiarazioni di Berlusconi, indignazione condivisa dagli italiani presenti. Poi ho sentito dire da un giovane libico "il popolo arabo deve fare amicizia con il popolo italiano".  Ha proprio ragione, sono i popoli i soggetti primari che devono solidarizzare, il popolo sovrano prima di tutto. 

    di Cinzia Bascetta

  • Quando la gente non ha più paura di morire.

    Libia

    E' successo in Tunisia, poi in Egitto ora in Barhein ed in Libia dittatori feroci che per anni hanno operato la strategia del terrore messi in fuga dalla popolazione. In un video un uomo egiziano dice "io oggi morirò" e poi si allontana verso i luoghi della rivoluzione. Centinaia di morti per liberare Tunisia ed Egitto; ora in un onda inarrestabile si sollevano altri popoli, la rivoluzione sulla rete corre veloce, non si ferma. Una donna libica mostra un cartello con la scritta 42 anni di inferno. Gheddafi ha oppresso il popolo libico fino a farlo vivere nel terrore in uno stato di continua minaccia addirittura di bombardare un'intera città in caso di rivolta. Un leader che bombarda il suo stesso popolo è già finito. Ed i libici non possono più sopportare. Quando la gente non ha più paura di morire nessuna strategia del terrore può più funzionare. 

    Domani a Milano ore 18 in via Baracchini 7 ci sarà un presidio al fianco del popolo libico per chiedere di fermare la strage dei manifestanti in Libia.

    Cinzia Bascetta

  • L’inceneritore di Parma. Pensate che a Genova sarà diverso?

    Ferraroni-cinzia

    La Gazzetta di Parma pubblica la lettera di dimissioni di Cinzia Ferraroni. E' evidente dalle sue parole che anche all'interno del partito democratico gli interessi di IREN s.p.a. (quotata in borsa) vengono prima della tutela della salute pubblica e perfino della partecipazione democratica. Fa piacere vedere che ci sia ancora qualcuno a cui questo non sta bene.

    Al segretario regionale PD Emilia Romagna
    Al segretario provinciale PD Parma
    Al segretario di circolo San Leonardo-Cortile San Martino
    Al gruppo regionale Ambiente Energia
    Al responsabile del gruppo Alessandro Bratti
    e p.c. alle organizzazioni territoriali

    LETTERA DI DIMISSIONI
    La presente per comunicare che in seguito alla pubblicazione del documento sulla gestione dei rifiuti del Partito Democratico di Parma rassegno le mie dimissioni dalla Direzione Regionale, da quella Provinciale, di Circolo e dalle altre assemblee.
    La decisione non mi trova d'accordo sia nel merito che per la modalità e la tempistica con le quali tale discussione è stata affrontata dall’organo decisionale del Partito di Parma. Ritengo inoltre che il documento non sia in linea con le direttive politiche del partito regionale che ritiene sufficiente la dotazione impiantistica attuale e che recita "Il problema della gestione dei rifiuti non potrà dunque fermarsi all’incenerimento, ma sarà per il futuro indispensabile programmare una società di prevenzione e recupero".
    Penso che il consenso verso il PD di Parma sarà pesantemente penalizzato sul territorio dalla pubblicazione di questo documento.

    Sono entrata a far parte del gruppo che ha dato vita al Partito Democratico invitata da chi conosceva bene le mie posizioni sul tema espresse durante la campagna elettorale delle amministrative di Parma del 2007. Ho sperato che questo invito mi fosse rivolto per l'interesse suscitato verso le tematiche ambientali. Ciò che ho vissuto in questo periodo è stata su questo tema la completa chiusura e la conseguente emarginazione. Un segnale che ritengo grave in considerazione delle promesse fatte nella costituzione del nuovo partito. Le belle parole pronunciate nello statuto del PD a Parma non trovano riscontro nei fatti.
    L’Unione Europea chiede di dismettere entro i prossimi 15 anni gli impianti di incenerimento di rifiuti. La decisione assunta dal PD di Parma e tutto il percorso precedente della gestione territoriale dei rifiuti è volta esclusivamente alla realizzazione di un impianto insalubre in un territorio pesantemente oppresso dall’inquinamento atmosferico e che basa gran parte della propria economia sull’eccellenza alimentare.
    Un impianto sovradimensionato e funzionale soprattutto ai rifiuti speciali (600.000 ton/anno stimate) che il conduttore dell’impianto gestirà a trattativa privata.
    Non c’è stata lungimiranza, non c’è stato ascolto negli anni passati delle legittime preoccupazioni degli abitanti del territorio, non è stato dato seguito con un dibattito in consiglio provinciale alla petizione depositata in Provincia prima dell’approvazione in conferenza dei servizi, nel 2008, avvallata da 11.000 firme di cittadini che chiedevano una revisione del Piano Provinciale di gestione dei rifiuti.
    Una discussione su questo tema che vedesse un dibattito aperto con le associazioni che si oppongono all’impianto non è mai approdata nelle sedi del PD di Parma, nei circoli l'argomento è stato trattato ad un unica voce, quella dell'amministrazione.
    All'organizzazione di un evento sulle tematiche ambientali con la responsabile nazionale del dipartimento PD Ambiente, Laura Puppato, nessun amministratore locale si è presentato.
    Alla mia richiesta di incontro con imprenditori ed associazioni in Regione non è stata nemmeno fornita risposta.
    Solo una settimana fa la discussione è approdata alla Direzione Provinciale. Ora che l’impianto è in costruzione e i lavori appaltati si è chiesto al massimo organismo dirigente di avvallare le scelte amministrative compiute, utilizzando il “Sistema Marchionne”, per cui altre strade non ce ne sono se non quella del pagamento di pesanti penali (da verificare) in caso di rinuncia.
    L’accenno nel documento al ruolo della politica rispetto alle Multiutilities e all’interesse dei cittadini non affronta il tema relativo alla parcellizzazione dell’azionariato dei comuni e alla disparità ed iniquità delle forze tra piccoli enti locali e una S.p.a. quotata in borsa, che ha come mission quella di fare utili.
    La frase del documento: “Nel corso degli anni a causa dell’assenza di poli di smaltimento, i cittadini della Provincia di Parma hanno pagato le scelte di smaltire i propri rifiuti in altri territori con tariffe al di sopra della media regionale” ritengo sia mal posta, in quanto i cittadini non hanno deciso nulla, bensì subito le scelte degli amministratori di Parma e provincia.
    La responsabilità di questo percorso viene oggi assunta dal Partito Democratico tutto con la pubblicazione di questo documento. Durante l'ultima Direzione Provinciale il documento in questione è stato discusso, è stato oggetto di critiche e non è stato assolutamente messo in votazione palese. Alcuni di noi hanno chiesto che venisse effettuato un secondo passaggio dopo le modifiche per la votazione, cosa che non è avvenuta. La mia valutazione è che non sia stato democraticamente approvato.
    Personalmente per tutte le motivazioni fin qui esposte ritengo che questa vicenda arrivi all’epilogo con una mancanza di capacità ascolto e di prospettiva di sostenibilità sui temi ambientali da parte di amministratori che hanno evitato il confronto democratico, alla base dello statuto di questo partito.
    Per questo rimetto il mandato ritenendo di non potere più fare parte come iscritta a questa organizzazione.

    In fede

    Cinzia Ferraroni

    Parma 5 febbraio 2011

    Associazione Gestione Corretta Rifiuti e Risorse di Parma – GCR

    -455 giorni all'avvio dell'inceneritore di Parma, ORA lo possiamo fermare.

    +251 giorni dalla richiesta a Iren del Piano Economico Finanziario del Pai, forse perché l'inceneritore costa 315 milioni di euro?

    Per maggiori informazioni sull'inceneritore di Parma:

    Associazione Gestione Corretta Rifiuti  e Risorse di  Parma – GCR
    Via Zaniboni 1 – Parma
    Tel 331.116.8850
    Skype gestionecorrettarifiuti
    http://www.gestionecorrettarifiuti.it/
    gestionecorrettarifiuti@gmail.com 

     

    http://www.gazzettadiparma.it/primapagina/dettaglio/1/73457/Inceneritore:_Cinzia_Ferraroni_lascia_il_Pd.html

  • Genova, acqua e salute. Se non ora quando?

    Genova se non ora quando
    Genova 13 febbraio 2010 Se non ora quando?

    Genova 4 dicembre Genova 4 dicembre Genova 4 dicembre
    Genova 4 dic
     Genova 4 dicembre 2010 manifestazione regionale per l'acqua pubblica

    Sabato  4 dicembre a Genova si è svolta la manifestazione per l’acqua pubblica, come in molte città d’Italia. Un tema che tocca e smuove tutte le coscienze. Non solo, durante la giornata sono stati trattati temi di ALTISSIMA RILEVANZA per la nostra città quali gronda e gassificatore. Presenti in piazza? 4 gatti. 

    Domenica 13 febbraio a Genova manifestazione “se non ora quando” per opporsi al “modello Ruby”. Presenti? Un bel po’ di gente, tra cui la carissima Marta Vincenzi che aveva affermato “Certo che ci sarò. Indosserò anche un cartello che mi qualificherà come “Donna e Sindaco” Mi chiedo, non vi è alcun dubbio che sia scandaloso ciò che sta accadendo nel governo del nostro paese in merito alla dignità femminile ma ha senso muoversi solo e soltanto per temi che ci spingono a fare tanta caciara che non fa altro che restare in un clima da”cronaca rosa”? Cara Sindaco, è possibile che lei si scandalizzi per la dignità violata in qualità di donna perché giovani stupide barbie elargiscono servizi a vecchi bavosi, che sarebbero dei politici e non si scandalizzi di sé stessa per il fatto che sta condannando, noi cittadini, uomini e donne della SUA città, a respirare merda per anni?
    In questo momento, mi sento tanto  violata come  donna e persona dal fatto di sapere che io, i miei figli, i miei cari, abbiamo  maggiori possibilità di morire di cancro per colpa di scelte politiche scellerate che vanno contro il buon senso e contro la salute del cittadino, quanto a sapere che dei vecchi maiali che ci governano, godono dei servizi di stupide subrette che da quando sono nata vedo sculettare in tv (avremmo dovuto protestare già da un bel po’). Ricordiamo che i casi “Ruby” sono l’ennesima dimostrazione che non c’è limite al peggio e indignamoci per tali fatti, ma non dimentichiamoci il peggio. E allora non dimentichiamoci delle cose importanti, a partire dall’aria che respiriamo, l’acqua che beviamo… e cerchiamo di essere pronti a gridare anche per questo e a non farci prendere per i fondelli dai cartelli “di donna e sindaco” a cui dovremmo aggiungere ahimè, molti altri appellativi.

    di Silvia Bascetta

  • Prima classe di nocività! Ecco come sono classificati i gassificatori.

    Gassificatore

    I GASSIFICATORI, sono impianti a rischio di incidente rilevante (D.L. 238/2005 allegato A in attuazione della Direttiva CEE 105/2003 "Seveso ter") classificati come impianti industriali di PRIMA CLASSE di NOCIVITA' come cementifici, centrali a carbone, oli pesanti ecc…..per cui spetta alle istituzioni informare e consultare adeguatamente la popolazione (L.R. 30/2000).

    Come ben sappiamo nessuno ci ha mai consultato, nessuno di questi signori ha mai preso in considerazione l' opzione ZERO, NO INCENERITORE, sono 15 anni che ci battiamo, riuscendoci, per scongiurare questa soluzione finale, Vincenzi e Co. hanno raccolto i voti con la promessa di NON INCENERIRE e SUPERARE IL RICORSO SISTEMATICO ALLA DISCARICA. Informare correttamente i Cittadini non è un invito ma è un obbligo, certo che se a informare la popolazione attraverso i media ci si mettono Casale e Senesi non abbiamo nessuna via di scampo. Da quì la mia incessante richiesta a TV e giornali di poter avere la possibilità di informare correttamente i Cittadini. Voglio avere la possibilità di confrontarmi con i vertici delle amministrazioni e con i "loro" 5 SUPERESPERTI" che inceneriranno 7.000.000 di euro solo per progettare la "fabbrica della morte" a Scarpino.

    Pensate che bello: SCARPINO CONTRO TUTTI, in prima serata su Primocanale, Telegenova, un bel paginone a colori di domenica sul Secolo XIX.

    Mi sento così tranquillo che posso già anticipare i temi della trasmissione chissà che i "superesperti" possano accettare la sfida e si mettano a studiare soluzioni con:
    1) Nessun impatto ambientale e nessun danno alla salute delle persone.
    2) La massima resa economica in termini sociali e diffusi, non solo per distribuire dividendi a  queste potenti Lobby di “affaristi” ma per la tutela della salute pubblica come impone l'art 32 della nostra costituzione.

    Mi sono sempre chiesto come AMIU SPA Genova possa essere sia la titolare del servizio di spazzamento (pessimo) raccolta (stradale) e ricezione che di quello di smaltimento dei rifiuti. Logica vuole che sposi le leggi di quella strana equazione nota anche col nome di "conflitto di interesse". Più rifiuti indifferenziati sono prodotti, più AMIU guadagna per la loro raccolta e più rifiuti vengono prodotti, più AMIU integra il suo patrimonio chiamato oggi discarica di Monte Scarpino e "forse domani" anche Gassificatore. Appare evidente come, stando così le cose, la costante ricerca delle soluzioni atte alla diminuzione dei rifiuti rappresenti un pericoloso spauracchio più che una sana scelta consapevole.
    E’ in atto un processo di inversione di rotta, quella rotta che dovrebbe spingere verso un'attenta e sempre più responsabile gestione dei rifiuti, ma che ci trova immobili, con la testa immersa nella sabbia nella speranza che questo disgraziato pianeta riesca ogni volta ad assecondare le nostre follie. Ma per quanto ancora potremo continuare così?

    Nelle popolazioni esposte alle emissioni di inquinanti provenienti da inceneritori (nella terminologia tecnica internazionale non esistono parole fuorvianti come termovalorizzatore, termoutilizzatore e tante altre amenità del genere, sono tutti e si scrive INCENERITORS = INCENERITORI) sono stati segnalati numerosi effetti avversi sulla salute di natura sia neoplastici che non, un'incidenza di malformazioni congenite in aumento, ipofunzione tiroidea, diabete, ischemie, problemi comportamentali, patologie polmonari croniche aspecifiche, bronchiti, allergie, disturbi nell’infanzia, un alterato rapporto maschi/femmine alla nascita. Ancor più numerose e statisticamente significative sono le evidenze per quanto riguarda il cancro.
    L’incenerimento riduce solo il volume dei rifiuti in entrata e trasforma anche materiali, relativamente inerti in ingresso, in rifiuti altamente tossici e pericolosi sotto forma di emissioni gassose, ceneri volatili, ceneri pesanti e nano polveri, la nuova frontiera dell’emergenza-salute è costituita da una sottocategoria di particolato ultrafine di dimensioni nell’ordine di grandezza dei nanometri (milionesimo di millimetro).
    Questi rischi sono assolutamente ingiustificati in quanto esistono tecniche di gestione dei rifiuti alternative alla combustione già ampiamente sperimentate e prive di effetti nocivi. La pratica di tutti i giorni i comportamenti responsabili ed i principi basati sulla riduzione alla fonte dei rifiuti, il riuso, il recupero ed il riciclaggio sarebbero poi in grado di fare il resto. L’economia capirebbe finalmente che se un oggetto non può essere riutilizzato, riciclato o trasformato in compost, non deve essere prodotto.
    Invece di volare in Giappone per copiare il progetto di una macchina di morte o a Malagrotta dai "Cerroni boys" proviamo a chiedere al vicino comune di Montecarlo (Lucca) che differenzia l’80,58% dei suoi rifiuti con un residuo non tossico del 19,42% (contro il 30% di residuo tossico prodotto in media da un inceneritore) o di Porcari (Lucca) che con la raccolta differenziata quest’anno ha risparmiato all’ambiente 5279 tonnellate di anidride carbonica. Tralascio le ormai stracitate Vedelago e Capannori, Portici o colli Aniene, interi quartieri popolari con RD da record, per fare un po' di "buona pubblicità" anche agli altri circa 600 "comuni ricicloni" come amano chiamarli "amichevolmente" questi amministratori Genovesi.
    Esaltano la possibilità (per altro remota) che dai rifiuti così trattati si possa ottenere energia (pulita?) ed in pieno accordo con le amministrazioni comunali dell’area genovese, titolari del 100 % di AMIU Genova S.p.A almeno per ora (oppure è gia stato venduto sottobanco a IREN il 40%? Alla faccia della trasparenza, "nessuno" lo sa! ) invece di spingerci a differenziare, a privilegiare i prodotti privi di imballaggi e così via, ci esortano al consumo, sicuri che con l’inceneritore basterà "nascondere le briciole sotto il tappeto" e godersi la lauta ricompensa: tanta bella energia disponibile.

    I concetti di salute, ambiente, futuro, il diritto all’informazione, il dovere alla partecipazione, il rispetto per se stessi, sono le armi da usare contro la disinformazione, la crescente non curanza, il vuoto istituzionale e associativo. Forse lo scontro politico è un lusso che possiamo concederci solo in campagna elettorale ma la capacità di riflettere e valutare è decisamente alla nostra portata.
    L’unica a non guadagnarci nulla sembra essere proprio la nostra salute e quella delle future generazioni.

    Felice Airoldi portavoce del Comitato per Scarpino

    PRESIDIO PERMANENTE NO INCENERITORE  SCARPINO 
    APPUNTAMENTO A SAVONA IL 18 FEBBRAIO ALLE 20.30 AL TEATRO CHIABRERA "LE ALTERNATIVE ESISTONO" NON MANCARE.

  • Pochissimi italiani sanno che…

    Contribuisci2
    clicca sull'immagine

    Pochissimi Italiani sanno che alle porte di Modena esiste un laboratorio scientifico classificato tra i primi 100 piu importanti al mondo. Il suo nome è NANODIAGNOSTICS diretto dal dott. Stefano Montanari e la dott.ssa Antonietta Morena Gatti. In questo laboratorio si studiano gli effetti sul nostro organismo delle polveri ultrafini (nanometriche) da cui derivano le NANOPATOLOGIE. Che cosa sono le nanopatologie e quali sono le nanopatologie più comuni? Le nanopatologie sono le malattie provocate da micro e/o nanoparticelle solide, inorganiche, insolubili nell'acqua e nei grassi che entrano nell'organismo. Contrariamente a quanto pare creda la maggior parte del pubblico, medici compresi, le nanopatologie più frequenti non sono le malattie tumorali, pure frequenti, ma quelle cardiovascolari (ictus, infarto e tromboembolia polmonare.) Altre nanopatologie comuni sono la stanchezza cronica, l’insonnia, la perdita di memoria a breve, l’irritabilità, malattie neurologiche come il morbo di Parkinson ed il morbo di Alzheimer, malattie del sistema endocrino (es. tiroiditi e diabete), malformazioni fetali, sterilità maschile, malattia del seme urente, e varie forme allergiche. C’è, poi, tutta una serie di malattie cosiddette criptogeniche, cioè di origine ignota, su cui varrebbe la pena indagare sotto l’aspetto nanopatologico. Tra queste la SLA (sclerosi laterale amiotrofica) e la sclerosi multipla. Nel corso degli anni la ricerca viene piu volte “imbavagliata” causa l’impedimento ad usare un particolare microscopio elettronico fondamentale per questo tipo di ricerca. Nel marzo del 2006 con Beppe Grillo parte una raccolta fondi per acquistare un nuovo microscopio elettronico esclusivamente per i dott. Gatti e Montanari e la ricerca sulle Nanopatologie. Il laboratorio immediatamente è a capo di importanti ricerche a livello internazionale con le più prestigiose Università. Nonostante ciò nel settembre del 2009 viene comunicato che il microscopio utilizzato per importanti scoperte scientifiche verrà trasferito presso l’Università di Urbino. Il 22 gennaio 2010 il suo trasferimento. E’ passato oltre un anno da quando il microscopio è a Urbino inutilizzato. Non è mai stata data spiegazione di questo trasferimento e inutilizzo inoltre Grillo si è trincerato dietro un lungo silenzio. Ma i cittadini non sono rimasti a guardare e qualche settimana fa hanno riaperto una nuova raccolta fondi per ricomprare un microscopio di proprietà ai dott. Gatti e Montanari in attesa, magari proprio durante la tappa Modenese Grillo accetti un confronto o almeno spieghi ciò che non ha mai voluto dire.

    http://www.facebook.com/home.php?sk=group_118121234926801¬if_t=group_activity

  • Se non ora quando? Meglio mai!

    Un'altra inutile manifestazione organizzata da un'opposizione che non esiste. L'ennesima occasione persa. Il regime ringrazia.

    IMAG1183

    Dovevamo essere tutti davanti al palazzo di giustizia di Milano a sostenere Ilda Bocassini e tutti i suoi colleghi che stanno cercando disperatamente di fare il loro dovere. A sostenere Clementina Forleo che per il suo coraggio è stata attaccata e diffamata da tutti. A sostenere la magistratura messa sotto assedio dal regime berlusconiano. E invece no, tutti  in piazza a cazzeggiare su fantomatiche rivendicazioni e indignazioni sulla dignità della donna offesa e calpestata. E per  i poveri  vecchi rincoglioniti, che si fanno circuire da avvenenti ragazze che poi li ricattano e si fanno nominare ministre e deputate, non vogliamo manifestare la nostra solidarietà? Ma per favore!

    Nessun corteo, nessuna protesta, un palco a favore di TV e via la passerella dei soliti che sotto elezioni si mettono in mostra. Per buona pace di tutte le donne lavoratrici e mamme, costrette a vite faticosissime, dopo oggi per loro non cambierà nulla.
    A Milano parla Flavia Perina, che fino a ieri con Fini ha sostenuto Berlusconi, a Roma  suor Eugenia Bonetti, dell'USMI Unione Superiore Maggiori d'Italia, ratzingeriana della prima ora. Apparteniamo al genere femminile ma, a parte questo io, con queste non ho nulla a che spartire.

    Unica nota positiva della giornata di oggi è stata l'apparizione in piazza a Milano di Romano Prodi, era con la moglie Flavia, da una via laterale si è diretto verso la folla, così solo senza scorta e al suo passaggio la gente lo applaudiva e lo acclamava, la gente si è offerta  di "scortarlo" fino al palco se voleva parlare, ma lui ha ringraziato e ha detto no. Non sia mai! Far parlare Prodi che ha sconfitto per ben DUE volte Berlusconi! C'avevano da far parlare la Perina..…

    Prodi
    Romano Prodi assediato dalla gente in Piazza Cairoli a Milano

    di Tiziana Fabro da http://tizianafabro.ilcannocchiale.it/2011/02/13/se_non_ora_quando_meglio_mai_c.html

  • L’Italia è il paese del Bunga Bunga?

    Dotti finiguerra
     

    Ieri sera a Legnano nella sala degli stemmi del municipio in occasione dell'evento "Un'altra Italia è possibile e sta già nascendo", Domenico Finiguerra prende la parola. La Lombardia dice, è la regione con più territorio agricolo d'Italia e nonostante questo vengono cementificati 13 ettari di terreno al giorno. Un terreno è fertile solo nei primi 30 cm, una volta gettato il calcestruzzo, quel terreno non sarà più fertile per 300/400 anni e anche di più. I comuni ricorrono agli oneri di urbanizzazione perché è un modo facile e veloce per far entrare soldi nelle casse comunali ma è una scelta poco saggia perché chiunque sa che il territorio a disposizione prima o poi finisce. Noi siamo indotti a credere che per far muovere l'economia dobbiamo cementificare, costruire e ancora costruire ed è così che accanto a capannoni sfitti o in vendita spuntano altri capannoni, che a loro volta rimarranno sfitti. Siamo spinti a credere che tutto giri intorno ad una finanza fine a se stessa e che ci può rendere sempre più ricchi. Ma a Cassinetta di Lugagnano no, nel comune di cui Domenico Finiguerra è sindaco, la gente ha fatto una scelta diversa. I cittadini hanno scelto il loro sindaco per il suo programma elettorale basato sulla cementificazione zero. A Cassinetta la gente, opportunamente informata, ha preferito tutelare il proprio territorio, ha preferito pagare un'ici un po' più alta in cambio di spazi verdi ed un'aria più pulita. Ha scelto di non vedersi ingrigire ogni anno di più insieme al proprio paese. Perché il grigiore del cemento soffoca anche l'anima. L'amministrazione comunale ha operato scelte sagge che le hanno permesso di non gravare oltremodo sulle tasche dei cittadini. Un impianto fotovoltaico che permette di risparmiare 9000 euro l'anno, 2850 euro l'anno di risparmio sostituendo le lampadine del cimitero con i led, interventi sui rifiuti per ridurre rifiuti e tariffe ed infine un guadagno di 20.000 euro l'anno dai matrimoni civili. Tutti vogliono sposarsi a Cassinetta, il municipio è a disposizione dal lunedì alla domenica, è addirittura possibile fare un giro sul naviglio con lettura di poesie. Questo sindaco ha saputo valorizzare le risorse del suo paese, farle fruttare ed allo stesso tempo salvaguardare la salute fisica e non solo, dei cassinesi, inoltre intervenire ristrutturando il patrimonio edile esistente ha giovato all'economia del paese soprattutto agli artigiani. E' la volta di Michele Dotti, autore del libro L'Anticasta insieme a Marco Boschini. C'è un grande fermento nel sud del mondo, dice, i cittadini dal basso si stanno riprendendo la loro vita e questo processo non si può fermare. Anche qui i comuni virtuosi sono come un virus, si scambiano informazioni a vicenda e contagiano altri. Persino Matteo Renzi, sindaco di Firenze, fa notare Finiguerra, ha parlato di stop al consumo di territorio e questo è un chiaro segnale che la gente è sempre più informata e sensibile a questi temi, tanto che alcuni politici hanno capito che devono adeguarsi se vogliono il consenso. C'è ancora però purtroppo un grosso nucleo che per legittimarsi e legittimare le proprie scelte scellerate (inceneritori, centrali nucleari, consumo del territorio, privatizzazione dei servizi…) tenta di riversare sugli italiani il proprio modo di essere dicendo che la gente ha il governo che si merita, fatto a propria immagine e somiglianza. Forse non sanno chi sono veramente gli italiani e forse non lo sappiamo nemmeno noi che siamo indotti dai grandi media a pensare che la maggioranza degli abitanti di questo paese siano Bunga Bunghesi. Gli italiani sono persone molto solidali, uno su quattro fa volontariato. Secondo un'indagine Censis promossa dalla fondazione Ozanam-De paoli quasi il 70% degli italiani aiuta persone in difficoltà, dai vicini di casa, agli anziani, ai bambini; circa il 60% ha versato denaro ad associazioni di volontariato; oltre il 50% ha acquistato prodotti dopo aver verificato che non inquinino e che per la loro produzione non siano stati impiegati minori né siano stati violati i diritti dei lavoratori; il 26% svolge o ha svolto attività di volontariato; il 21% partecipa a progetti di adozione a distanza. Da una ricerca della Camera di Commercio di Milano emerge che un italiano su due compra etico, ossia prodotti che garantiscono rispetto per l'ambiente e dei diritti dei lavoratori. Crescono sempre di più anche i Gruppi di Acquisto Solidali e la Banca popolare Etica nata a Padova ha già undici filiali*. Perché queste notizie non vengono diffuse? Il sistema d'informazione ci inganna promuovendo un senso d'impotenza che permette a grandi imperi economici di svilupparsi oppure permette ad una casta di politici di autolegittimarsi e perseverare nel perseguimento di interessi di parte a discapito del benessere e della salute pubblica. Tuttavia, anche i politici non sono tutti uguali. Esistono sindaci virtuosi come Domenico Finiguerra e dal 2005 persino un'associazione dei comuni virtuosi che da un paio di anni organizza il Premio nazionale dei "Comuni a 5 stelle" (che non ha nulla a che vedere con il Movimento 5 stelle di Grillo). Solo un paio di esempi: nei comuni virtuosi gli edifici pubblici consumano l'80% di energia in meno della media nazionale, non c'è bisogno d'inceneritori o discariche perché sono all'85% di raccolta differenziata con il porta a porta ma soprattutto producono il 30% di rifiuti in meno degli altri comuni*. In un paese in cui vengono varate finanziarie con 16 miliardi per l'acquisto di nuovi caccia bombardieri la vera rivoluzione deve partire dal basso e significa aderire ad un gruppo d'acquisto equo-solidale, alla Banca Etica (le banche per garantire il 30% dell'investimento si sporcano con traffici di droga e armi), le rinnovabili allontanano dal petrolio e così via per uscire dal sistema. Solo costruendo un modello nuovo che renda la realtà obsoleta si può veramente ottenere il cambiamento e stiamo anche attenti a chi vuol fare di tutta l'erba un fascio nel mondo politico trasformando la lotta alla casta in una guerra di religione contro i partiti e l'idea di partito in sé, i partiti sono nati per tutelare gli interessi di persone che altrimenti da sole sarebbero state sopraffatte. C'è una base informata, altruista e solidale in Italia che unendosi può cambiare il paese. Oggi i comuni virtuosi sono 48 ma sono sicura che i cittadini virtuosi di questo paese sono la maggioranza.

    di Cinzia Bascetta

    *fonte Non è vero che tutto va peggio (Michele Dotti, Jacopo Fo Emi edizioni 2008)

    http://www.comunivirtuosi.org/

    Comuni_virtuosi