Autore: redazione

  • Mi sono iscritto nel PD così almeno trovo lavoro


     

    L'altro giorno, parlando con un amica, mi confido' che un suo amico le ha detto esattamente queste parole: mi sono iscritto nel PD, cosi' almeno trovo lavoro.

    Qualcuno mi dira' embè, che c'è di strano ? L'hai scoperto ora ?

    Ma soffermarsi  a fare qualche considerazione doverosa sulla cosa magari potrebbe comunque essere utile:

    A Genova non ci sono dubbi sul fatto che possa essere utile iscriversi al PD per trovare lavoro.

    A Torino probabilmente è più utile iscriversi alla lega . A Milano probabilmente conviene il PDL .

    A Firenze conviene iscriversi di nuovo al PD.

    Se a Genova governasse il PDL sarebbe conveniente iscriversi al PDL ovviamente.

    Credo che ci sia tutta una categoria di persone, solitamente benestanti, grossi imprenditori, avvocati, giornalisti , medici etc etc che prima di andare a votare s'informano bene per chi conviene andare a votare, e farlo ovviamente anche sapere agli interessati (incominciate a prendervi un secchio se avete un po' di nausea).

    Adesso , per esempio, è un momento di transizione e quindi bisogna vedere bene dove conviene buttarsi : non so , tra Fini e Casini puo' darsi che esca qualcosa di buono (non nel senso che risolvano i problemi dell'Italia : sto parlando sempre di dove conviene buttarsi per “arrivare” e quindi in altri termini “metterlo in culo al prossimo” visto che il lavoro per tutti non c'è).

    (Provate se volete con un po' di Maalox).

    Ma ritorniamo per esempio alla situazione locale ligure: il fatto che convenga iscriversi al PD non vuol dire che chi invece si iscrive al PDL piuttosto che all'UDC o all'IDV è fregato: potrebbe comunque esserne avvantaggiato: in linea di massima stando al centro non si sbaglia mai : eppoi ci si puo' sempre spostare più agevolmente da una parte all'altra in caso di cambio della guardia.

    L'UDC è sostanzialmente il partito che sta in cima alla graduatoria dei “furbi”

    I criteri per la scelta del partito sono i seguenti: chi sta al potere, chi sta al centro, il più grosso, chi appoggia la giunta.

    Chi si allontana di più dalla Giunta avrà meno privilegi.

    Chi è di estrema sinistra avrà certamente meno privilegi di chi sta nel PD.

    Ma chi sta , per esempio ne La Destra (parliamo sempre di Genova) ne avrà ancora meno.

    (se non ce la fate più vi conviene chiudere tutto).

    Ma come nasce per esempio il meccanismo , cioè , io mi iscrivo ad un partito e poi vado a cercare i capoccia e gli dico : ou, belin , mi sono iscritto eh , ho due figli all'università , mi raccomando !

    Esattamente non lo so perchè personalmente non l'ho vissuto, credo che ci siano apposite Associazioni di Furbi in cui l'Amico ti presenta all'amico, da cosa nasce cosa (Rotary, Maestrale, Massoneria, Circolo Velico, Comunione e Liberazione: tutta gente senza soldi naturalmente!) , ma ho avuto diversi segnali che , invece, parlando esclusivamente del PD, siano loro a cercarti .

    Ma tra chi ? Tra chi si oppone al sistema ! Eh, ma allora credono ancora negli ideali !  Uhmm , non credo che sia questo il loro obiettivo , credo che la realtà sia ben diversa : conosco tante persone , blogger vari , persone ruotanti nell'Area meetup di Beppe Grillo, persone nei sempre più inquieti comitati che cominciano a dare segni di insofferenza:

    l'obiettivo del PD è quello di cercare te che spari missili contro il sistema per farti sparare i missili lo stesso ma … mirando un po' più a destra . L'effetto sarà nettamente meno efficace , tuttavia tu diventerai ricco e famoso e il movimento di protesta resterà indebolito , E’ proprio questo quello a cui mirano! . E ricchi e famosi non lo sono diventati Christian Abbondanza della Casa della Legalità o Rosa Vagge , del comitato Nobusvia della Valbisagno, che hanno un senso etico per cui sono poco inclini a scendere a compromessi anche se posso dire che nella fattispecie qualcuno ci ha provato.

    Ricchi e famosi sono invece diventati Michele Santoro, Marco Travaglio, Fabio Fazio, Roberto Benigni, Roberto Saviano etc etc , che un bel giorno hanno deciso di girare un pochettino il mirino verso destra .

    Peccato che se il cumulo di merda non lo butti giu' tutto , presto si riformerà.

    E a proposito delle manifestazioni studentesche dove è evidente  , più che la riforma Gelmini , che probabilmente parecchi di loro non sanno neanche esattamente cosa dice , soprattutto il disagio o la  paura : la paura del futuro, di non trovare lavoro.  E allora , i nostri amici del PD , che il lavoro lo vogliono dare solo ad “alcuni “ non è che per caso si sono messi in testa idee strane , come quella di cavalcare l’onda della protesta?

    A fronte di tutte queste considerazioni possiamo sperare che i politici si occupino del bene comune ?

    La risposta è no . Se qualcuno si attacca a un partito lo fa o perchè pensa di poter rientrare tra quelli che si possono salvare (ammesso che si salvi qualcuno!) e non gliene frega niente di chi non ha santi in paradiso, oppure perchè non ha capito niente!

    E poi , anche a tutti quelli  che dicono che  bisogna fare un gradino per volta ,  all'inizio andiamo a votare per il meno peggio e quant’altro, vorrei dire : a parte tutte le considerazioni fatte finora, la scala da fare è molto irregolare , e mentre questi gradini che voi intendete percorrere sono di 5 cm ciascuno ; c'è da fare nella scala  un gradino di 2 metri : cominciamo ad affrontare quello:

    se un partito o movimento si presenta e non appoggia nessuna delle due coalizioni perchè sono tutte ugualmente colluse con le lobby e i pochi agevolati , il consigliere sarà mal visto da tutti gli altri anche perchè potrebbe far perdere qualcuno . E quelli che lo votano e sono iscritti al suo movimento non credo che abbiano grosse agevolazioni a trovare lavoro .

    E gli stessi consiglieri , finito il loro mandato si troveranno con il culo a bagno .

    E se ci aggiungi anche che si abbassano lo stipendio del 70% capisci che loro non agiscono per l'interesse di chi li vota ma per l'interesse comune :

    e a quel punto si parla di Democrazia Diretta dal basso : quello che i partiti tradizionali non possono fare.

    Di chi sto parlando?

    Dei consiglieri eletti nelle amministrazioni nell'ambito del Movimento a 5 stelle di Beppe Grillo e dei rappresentanti del Movimento Per Il Bene Comune

    Purtroppo pochi sanno certe cose . Come mai ?

    Se i giornalisti spiegassero spesso sulle più grosse testate cosa sono questi movimenti , i loro principi, e parlassero giornalmente di cosa fanno i loro rappresentanti, nel giro di due anni sparirebbero tutti i politici tradizionali: peccato che per il motivo di cui sopra anche e soprattutto i giornalisti  non sfuggono alle regole del clientelismo e ancora prima che i politici si trovino col culo a bagno ci si troverebbero loro nel giro di pochi mesi.

    Purtroppo nessuno li conosce . Si va bene, conoscono Beppe Grillo e le sue esternazioni ma altra cosa è conoscere i consiglieri e cosa fanno.

    L'unico mezzo è internet. Ma se nessuno ti da un input non sai dove cercare .

    Del tutto silente la stampa a proposito del Movimento Per Il Bene Comune , del quale non si puo' davvero dire nulla di male (qualcuno si inventerà certamente qualche stronzata). In una recente nota ho fatto notare come tra i più cancellati da facebook ci siano proprio loro.

    E poi , non credete che sia finita qui : ai politici questi movimenti danno molto fastidio : nell'ambito degli stessi gruppi locali si infilano persone che cercano di bloccare tutto o contattano alcuni componenti per fargli saltare tutto con promesse varie secondo lo stile della sinistra.

    E’ evidente che , in questa situazione, questi movimenti faticano a imporsi, e sono limitati soltanto ad alcune aree geografiche : l’epicentro è l’Emilia Romagna , dove stanno andando molto forte.

    Se andassero cosi’ in tutta l’Italia potremmo vedere anche una svolta epocale!

    Prossimamente scrivero' una nota sulla situazione ligure  , che , come al solito, è messa peggio delle altre regioni del Nord.

    di Gian Paolo Cavallaro

  • Genova, 4 dicembre I rifiuti come l’acqua, spese al Pubblico profitti ai Privati


     

    Ieri a Genova come in tante piazze d'Italia si sono tenute manifestazioni in difesa del bene comune più prezioso: l'acqua. Felice Airoldi, portavoce del comitato per Scarpino, ha ricordato che il decreto Ronchi non parla solo di acqua ma anche di altri servizi come ad esempio i rifiuti. Presto il 40 % di Amiu andrà in mani private e ciò non rassicura i genovesi sui quali incombe sempre di più la minaccia del gassificatore. Un impianto che dovrebbe ergersi sulla collina di Scarpino, sopra l'attuale discarica. Felice fa notare ai genovesi che non lo sapessero che quella collina era chiamata Pria Scugente ossia pietra scivolosa, questo significa che è già pericoloso usarla come discarica, figuriamoci costruirci sopra un gassificatore. Impianto che dovrebbe incenerire ciò che resta della raccolta differenziata, (che non è mai partita seriamente a Genova) oppure tutto ciò che arriva a Genova dalla Liguria e da tutta Italia….  Ma se la discarica che l'amministrazione comunale chiama "sicura" è costruita sulla pietra scivolosa…. il gassificatore sarà poi così sicuro?

    di Cinzia Bascetta

  • 4 DICEMBRE MOBILITAZIONE NAZIONALE PER L’ACQUA PUBBLICA Moratoria subito!

    Moratoria2

    Con i movimenti, a Cancun e nel mondo, per la giustizia ambientale e sociale.

    L’acqua deve essere pubblica perché ognuno di noi è fatto al 70% di acqua. L'acqua deve essere pubblica perché è il bene comune più prezioso al mondo. L'acqua deve essere pubblica perché non ha colore. L'acqua deve essere pubblica perché senza Lei si muore. L’acqua deve essere pubblica perché è un diritto di tutti, altrimenti è un privilegio. L’acqua deve essere pubblica perché se l’acqua è di tutti… tutti ne avranno cura. L’acqua deve essere pubblica perché se l’acqua è di pochi… si faranno solo gli interessi di quei pochi. L'acqua deve essere pubblica perché l'hanno già chiesto un milione e mezzo di cittadini italiani. L’acqua deve essere pubblica perché in paesi democratici e civili, la privatizzazione dell'acqua è fuori legge e vietata. L'acqua deve essere pubblica perché oggi in Italia ci sono 128 comuni con acqua fuori legge, fuorilegge perché con quantità di arsenico superiori al limite tollerabile, e quell'acqua guarda caso è privata. L'acqua deve essere pubblica perché non è una merce… e se uno è contrario a che l’acqua sia un bene pubblico e di tutti, è perché ha interessi personali forti e poco limpidi. L’acqua deve essere pubblica perché oggi, in Italia come nel Mondo, le società private aumentano le tariffe a piacimento e, se non puoi pagare, ti chiudono il rubinetto…anche se sei un anziano, anche se sei povero, anche se ne hai bisogno. L'acqua deve essere pubblica perché SI! Ecco, acqua bene di tutti!… non dovrebbe nemmeno essere in discussione! L’acqua deve essere pubblica perché le nuvole, la pioggia ed i ghiacciai non hanno mai avuto padroni ed è l’acqua che connette tutti gli esseri umani e ogni parte del pianeta attraverso il suo ciclo. L’acqua deve essere pubblica perché tutti abbiamo il Diritto all'acqua e tutti abbiamo il dovere di proteggerla. L’acqua deve essere pubblica perché non è sostituibile e non può essere trattata come una merce. L’acqua deve essere pubblica perché un privato pensa al suo profitto, non all’interesse comune. L’acqua deve essere pubblica perché il contrario di “pubblico” è il termine “segreto” e segreti sull’acqua non ce ne devono essere. L'acqua deve essere pubblica perché per le multinazionali esistono solo utenti non persone, solo contatori… e bollette. L'acqua deve essere pubblica perché altrimenti tutte le prossime guerre si combatteranno per l'acqua. L’acqua deve essere pubblica perché l'acqua è il sangue della terra. L’acqua deveessere pubblica perché speculare sull’acqua è inaccettabile in una società civile. L’acqua deve essere pubblica perché l'acqua è un Bene Comune… un Diritto… e non una merce! L'acqua deve essere pubblica perché è vita e la vita non può avere un prezzo. L'Acqua deve essere pubblica perché acqua sei tu… e sono io. L'Acqua deve essere pubblica perché si scrive Acqua… e si legge Democrazia!

    Domani 4 dicembre manifestazioni in molte città italiane, la lista sopra riportata "in stile vieni via con me" redatta dal gruppo comunicazione del forum dei movimenti per l'acqua pubblica può essere letta durante le manifestazioni o declinata come preferite. Lista e impaginazione grafica sono scaricabili qui. 

    – Ci sarà una diretta radio in streaming, ascoltabile su  www.acquabenecomune.org grazie alla collaborazione di Radio Transizione di Fase, Radio Ciroma e Radio Sherwood;

    – Oltre alla diretta radiofonica, grazie all'ausilio di Global Project ci sarà anche una diretta sms. Chiunque può mandare aggiornamenti che saranno inseriti direttamente sul nostro sito via sms al numero 389-5313511. Sarà un modo simpatico per essere aggiornati con tutte le piazze d'Italia;

    – Nei giorni scorsi il cantautore siciliano Toti Poeta ha reallizzato un video musicale sull'acqua con la collaborazione di un testimonial d'eccezione: Pietro Sermonti (Un medico in famiglia – Boris). Il video, che sarà presentato nella manifestazione di Roma in Piazza Santi Apostoli può essere proiettato in tutte le piazze. Qui per vederlo su youtube, qui  per scaricare una versione da circa 100 mb in ottima risoluzione, qui il file audio del pezzo;


    – Potete mandare le foto della giornata di sabato a ufficiostampa@acquabenecomune.org per fare una gallery della manifestazione nazionale.

  • Regione Lombardia: rinviato il voto della legge regionale sull’acqua!

    

    Consiglio regionale 30-11-10

    Il Consiglio Regionale ne ridiscuterà il 23 dicembre; parziale vittoria dei Comitati per l’acqua pubblica.

    La mobilitazione del Coordinamento Regionale Lombardo dei Comitati per l’acqua pubblica, messa in atto attraverso la mailbombing sui consiglieri regionali e il presidio davanti al Pirellone, ha determinato il rinvio della votazione da parte del Consiglio Regionale della Lombardia delprogetto di legge sui servizi idrici locali.

    In occasione del dibattito di oggi, 30 novembre, in Consiglio Regionale, i Comitati per l’acqua pubblica hanno organizzato un presidio e unvolantinaggio all’ingresso del Pirellone; il “pressing” è poi proseguito con la presenza di una delegazione del Coordinamento Regionale dei Comitati, composta da Roberto Fumagalli e Rosario Lembo, come auditori ai lavori del Consiglio.

    Grazie al lavoro di ostruzionismo da parte dei Consiglieri di opposizione, con la presentazione di una serie di emendamenti (a partire da quelli proposti dal Coordinamento Regionale acqua pubblica), unita ad una puntuale contestazione sul merito e sull’urgenza del provvedimento, la discussione si è protratta per tutta la giornata, e verso sera i partiti della maggioranza hanno accolto la proposta di rinvio della messa in votazione del provvedimento alla prossima seduta del Consiglio Regionale fissata per il 23 dicembre.

    A far maturare la decisione del rinvio ha concorso certamente l’azione costante di e-mail inviate dai comitati e dai cittadini, ma ha pesato anche la presenza al presidio di amministratori di Comuni lombardi.  Il relatore della legge ha letto in aula l’Appello del Coordinamento regionale acqua pubblica e le ragioni della Manifestazione del 13 novembre; alcuni consiglieri dell’opposizione hanno letto in aula durante i loro interventi i messaggi di protesta inviati via e-mail da oltre 3 mila cittadini.

    Nel merito delle obiezioni al provvedimento, le preoccupazioni sottolineate dai Consiglieri sono state quelle relative all’esproprio ai Comuni della titolarità del servizio idrico, all’obbligatorietà della messa a gara della gestione dell’acqua, alla mancata salvaguardia delle gestioni affidate a società totalmente pubbliche.

    A questo punto, in preparazione della prossima seduta del 23 dicembre, si rende necessaria, accanto all’azione di monitoraggio e di vigilanza dei comitati e dei cittadini, una forte mobilitazione dei Sindaci nei confronti del Consiglio Regionale e delle forze politiche ivi rappresentante, per rivendicare con forza la titolarità dei Comuni rispetto ai modelli di affidamento e di gestione dei servizi idrici.

    Il rinvio del voto tiene conto anche della possibilità che venga prorogata la soppressione delle Autorità ATO, anche in attesa della sentenza della Corte Costituzionale sul ricorso presentato dalla Regione Veneto.

    Coordinamento Regionale Lombardo dei Comitati per l'Acqua Pubblica

     

  • Milano – acque all’arsenico? Vero pericolo o solo allarmismo? Domani scriviamo alla Regione per fermare la privatizzazione

    Acquaarsenico10

     

    COMUNICATO STAMPA

     

    Il Comitato Milanese Acqua Pubblica ritiene che le notizie di stampa sulla presenza di alte concentrazioni di arsenico rilevate a Milano (Corriere della sera di oggi), e le polemiche degli ultimi giorni sulla mancata concessione della deroga dell’Unione europea, possano determinare nei milanesi un ingiustificato allarmismo e una diffidenza nei confronti dell’acqua del rubinetto.

    L’arsenico rilevato da ARPA Lombardia nel sottosuolo dell’area Garibaldi-Repubblica nulla ha a che vedere con l’acqua erogata dall’acquedotto, i cui dati confermano la buona qualità e il rispetto dei limiti europei, ma riguarda l’ennesima mancata bonifica di terreni soggetti a piani di recupero con la costruzione di nuovi insediamenti abitativi e commerciali.

    La qualità dell’acqua distribuita a Milano e provincia da aziende interamente pubbliche è fuori discussione. La diffusione di notizie quantomeno ambigue può – forse vuole – creare allarmi ingiustificati proprio nel momento in cui il consiglio regionale lombardo si prepara a discutere la proposta della maggioranza di  accelerare l’approvazione di una legge che favorisce i processi di privatizzazione.

    Il controllo della qualità che è giornalmente verificato a Milano e provincia non è evidentemente eseguito con analogo scrupolo da parte di altri gestori privati o pubblici che siano. Rispetto a queste gestioni i rilievi da parte europea sono ampiamente condivisibili e segnalano, con  l’inaffidabilità delle gestioni, la necessità del controllo diretto da parte dell’utenza della qualità dell’acqua che esce dai rubinetti.

    La volontà della giunta di chiudere al più presto la partita sull’acqua non trova giustificazione e contrasta con la richiesta espressa dai cittadini lombardi con  240.000 firme  -1.400.000 a livello nazionale – di esprimere  la propria volontà nei referendum contro la consegna ai privati della gestione degli acquedotti.

    A sostegno della civile battaglia in difesa del bene comune acqua nella mattina di martedì 30 si terrà un presidio davanti alla sede della Regione in via Fabio Filzi. 

    Il Comitato Milanese Acquapubblica

    Il coordinamento regionale Lombardo dei comitati per l'acqua pubblica invita tutti a mandare un’ EMAIL ai Consiglieri Regionali per dire NO alla privatizzazione dell'acqua in Lombardia.
    Concentriamo la spedizione delle email il giorno: 
    LUNEDI’ 29 NOVEMBRE, in modo da intasare la posta dei Consiglieri. 

     

    TESTO DELLA EMAIL DA INVIARE AI CONSIGLIERI REGIONALI DELLA LOMBARDIA:


    Egregio Consigliere,

         apprendiamo che il giorno 30 novembre p.v. verrà discusso e messo in votazione in Consiglio Regionale il Progetto di Legge n. 57 inerente la gestione dei servizi idrici integrati (S.I.I.), in applicazione del cosiddetto Decreto Ronchi (art. 23 bis della Legge 133/2008, così come modificato dall'art. 15 della Legge 166/2009).
    L’attuazione delle modalità di affidamento dei S.I.I., così come previste dal PDL, obbligherebbero alla privatizzazione della gestione dell'acqua.

    Infatti con l'applicazione del Decreto Ronchi, l'affidamento della gestione dei S.I.I. a soggetti privati – ovvero a imprese italiane o straniere interessate solo a fare profitto – diventa la modalità ordinaria di assegnazione del servizio; in tal modo si porrebbe fine alle virtuose gestioni pubbliche che, in alcune province della Lombardia, risultano all'avanguardia a livello europeo.

    Ricordiamo in questa occasione che a sostegno del Referendum per l'abrogazione del Decreto Ronchi e per la ripubblicizzazione del servizio idrico, in Italia sono state raccolte 1 milione e 400 mila firme, delle quali ben 237 mila nella sola Lombardia(www.acquabenecomune.org). Riteniamo pertanto inopportuno che la Regione adotti provvedimenti prima del voto dei Referendum, tenuto presente che per la soppressione degli ATO la scadenza è fissata al marzo del 2011.

    Inoltre è utile ricordare che negli scorsi anni in Lombardia si è attivata una vasta mobilitazione popolare contro le precedenti Leggi Regionali in materia di servizi idrici, in particolare contro le L.R. n. 21/1998 e n. 18/2006, per le parti che imponevano la privatizzazione dell'erogazione dell'acqua. 

    A sostegno di tali mobilitazioni si sono attivati i Comuni; nel 2007 ben 144 Consigli Comunali della Lombardia hanno deliberato contro la L.R. 18/2006; con la successiva L.R. 1/2009, "concordata" coi sindaci referendari, è stata reintrodotta la possibilità dell'affidamento diretto ad aziende totalmente pubbliche.

    A tale proposito, ci preoccupa l'attribuzione delle competenze del governo dei S.I.I. alle Province, che di fatto sottrarranno ai Comuni (ovvero agli Enti più vicini ai cittadini) le competenze decisionali in tema di governo e gestione di un bene vitale e di interesse per tutti i cittadini qual è l'acqua, cancellando quel modello di federalismo e di autonomia finora riconosciuto ai Comuni stessi.

    Alla luce di quanto sopra, chiediamo alla S.V. di:

    • non approvare le modifiche introdotte con il Progetto di Legge n. 57, per le parti in cui si esautorano i Comuni delle competenze in materia di governo dei servizi idrici (modifiche artt. 47 e 48) e in cui si applica il Decreto Ronchi (modifiche art. 49);
    • mettere in votazione gli emendamenti presentati dal Coordinamento Regionale Lombardo dei Comitati Acqua Pubblica, finalizzati ad evitare i seguenti effetti:

    – l’espropriazione ai Comuni del ruolo decisionale in materia di servizi idrici;

    – il rischio di privatizzazione della gestione dei servizi idrici.

    Il testo con gli emendamenti è scaricabile dalla pagina web:

    www.contrattoacqua.it/public/up//Vertenze%20territoriali/Acqua_Lombardia_PDL57_audizione_def.pdf

     

    Certi che prenderete in considerazione le nostre richieste, porgiamo distinti saluti.

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    p.c.  roberto@circoloambiente.org 

     

     


     

  • Lista civica Milano 5 stelle pre-certificata senza i candidati.


     

    Beppe Grillo, in questo video a Roma, dichiara in questi giorni che se ci saranno più liste civiche che richiedono la certificazione lui non può negarla se possiedono i requisiti e che farà scegliere sulla piattaforma nazionale con votazione quale lista dovrà concorrere alle elezioni. A parte il fatto che ha cambiato idea recentemente perché a settembre a Genova aveva ribadito che di lista civica se ne doveva fare una sola mettendosi d'accordo tra meetup, quindi sedendosi tutti allo stesso tavolo, vorrei che qualcuno mi spiegasse cosa significa quello che leggiamo sul forum della lista civica di Milano promossa principalmente dal meetup Grilli Milano. 

    http://milano5stelle.forumfree.it/?t=51439797

    Qui si parla di un incontro con lo staff di Beppe Grillo avvenuto ai primi di ottobre, la famosa Casaleggio, e si dice che come da loro suggerito viene fondato un comitato promotore della lista che sarà certificato (e questo dovrebbero averlo già fatto il che significa avere autorizzazione ufficiale all'uso del simbolo), non solo, viene deciso che fanno parte di questo comitato coloro che hanno partecipato alle due riunioni precedenti…. e che sono iscritti al loro forum (milano5stelleforumfree). 

    Quindi il comitato promotore può agire ufficialmente come lista civica Milano 5 stelle senza avere ancora i candidati, che non verranno più certificati dallo staff di Grillo ma direttamente da questi prescelti che hanno partecipato alle prime due riunioni e che sono alla fine principalmente quelli del meetup 1 Grilli Milano? E tutto viene deciso dopo che le due riunioni sono avvenute e che non ci sono dubbi su chi ha partecipato e chi no…? Questa sì che è democrazia dal basso! 

    Alla luce del recentissimo cambio di rotta di Beppe Grillo, significa quindi che se un gruppo di cittadini volesse fare un altro comitato promotore pur non avendo ancora tutti i candidati per attirare altri che volessero fare una lista a 5 stelle può farlo? Dunque non è più necessario avere tutti i candidati per chiedere l'autorizzazione all'uso del simbolo, addirittura si viene pre-certificati  ed autorizzati a certificare a sua volta i futuri candidati. Le liste poi vengono votate sulla piattaforma nazionale. Se sono io che non capisco, spero che qualche illuminato mi aiuti a capire meglio, questo blog è aperto ai commenti. Grazie.

    Milanesi non siate timidi proponete la vostra lista dunque.

    di Cinzia Bascetta

  • 1.500 cittadini al workshop sul PGT con l’assessore Masseroli

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    Ieri mattina siamo stati all'incontro sul PGT al teatro San Fedele, un incontro aperto a tutti i cittadini, presente l'assessore Carlo Giorgio Masseroli, Giovanni Oggioni Direttore Settore Pianificazione Urbanistica Generale, Marino Bottini Responsabile del Servizio di Coordinamento Pianificazione Urbanistica Generale e Paolo Simonetti Direttore Centrale Sviluppo del Territorio. 

    Il PGT è stato illustrato con l'ausilio di alcune slides esemplificative, particolare rilievo è stato dato al Piano dei Servizi, al sistema della perequazione sulle aree destinate a servizio e a come la scomparsa della destinazione d'uso renderà più veloce il passaggio di un'area da produttiva a residenziale. E' stato spiegato come leggere le schede del piano e che la città, al fine di analizzare meglio i bisogni locali è stata divisa in 88 schede NIL (Nuclei d'Identità Locale). 

    L'assessore ha parlato di 4.411 osservazioni giunte negli uffici comunali che possono essere un segno di partecipazione cittadina ma ha anche rimarcato che non lascerà spazio a tentativi di ostruzionismo ed ha sottolineato che la natura del piano non può essere stravolta in quanto è un testo che è stato adottato dal consiglio comunale quindi lui s'impegnerà affinché il piano giunga all'approvazione entro i termini e che quindi la discussione delle osservazioni venga completata entro il 14 febbraio, ha proprio detto che lui non si fermerà di fronte a niente. Ha spiegato il suo punto di vista ed ha detto che la felicità dipende anche dalle relazioni, ha detto che ci devono essere regole condivise per non far fermare la città, che le interpretazioni ci fanno male quindi ci vogliono regole chiare. Il PGT dà una nuova lettura della città, che vuole essere più flessibile, senza bloccare buoni investimenti, dice ed ha anche aggiunto che la politica è confusa ma non le nostre esigenze. Sulle osservazioni l'assessore dice che se saranno riconosciute migliorative rispetto all'obiettivo, ossia, rendere la città più vivibile saranno sicuramente accolte nel piano.

    Nella seconda parte della mattinata, essendo un workshop, i relatori hanno risposto alle domande dei presenti. Era stato predisposto un modulo, consegnato all'ingresso, su cui scrivere le proprie domande. 

    Le mie le ho fatte a nome del Comitato Cittadini Virtuosi. E' stato chiesto:

    Le forze del comune sono sufficienti a garantire la messa in opera di tutto l'apparato necessario a raccogliere ed analizzare periodicamente le richieste ed i cambiamenti che avvengono nelle zone? Come i cittadini possono far pervenire le proprie osservazioni e necessità? Quanto saranno coinvolti i consigli di zona? Ad oggi svolgono solo un ruolo di consultazione, potranno avere più peso in merito alle decisioni sui servizi?

    L'assessore ci ha risposto così.


     

    La seconda domanda: il PGT distingue tra servizi indispensabili e non. I privati profit potranno gestire anche servizi indispensabili? Se sì, saranno tenuti ad offrire il servizio agli stessi prezzi della gestione pubblica in modo che il cittadino non venga penalizzato?

    Ci ha risposto Marino Bottini che dice che essendo servizi accreditati e convenzionati è auspicabile, anzi devono fare gli stessi prezzi dell'operatore pubblico.


     

    Nel testo la parola convenzionato compare solo qui: DdP paragrafo 3 pag 185 

    "Da un lato si pensa a particolari forme di facilitazione all’insediamento delle attività(sia per gli aspetti commerciali che per gli aspetti urbanistici) a fronte del “convenzionamento”per la fornitura di servizi con finalità di sostegno sociale a specifici destinatari(“commercio convenzionato”). Dall’altro lato, alla sperimentazione di una struttura che abbiamo per il momentodefinito “incubatore commerciale” in analogia con quanto è già operante nel campodegli incubatori d’impresa, ritenendo che un sostegno, in varie forme da definire,per la fase di start up dell’insediamento in un contesto difficile potrebbe consentireanche in queste situazioni, la dotazione di servizi commerciali indispensabili allaqualità urbana."

    C'era anche una terza domanda:

    Come e da chi verranno fatti i controlli ex-post che il PGT vorrebbe introdurre? Ci sarà un sistema di ascolto dei cittadini anche a questo proposito? A questo però mi sembra non abbiano risposto

    In conclusione l'assessore ha voluto chiarire che il mercato delle volumetrie non sarà gestito da una banca. Inoltre "Il fatto che si dia flessibilità al sistema vuol dire checché ne dica qualcuno, il fatto che ci siano delle case vuote dove nessuno vuole andare ad abitare ed uffici vuoti che nessuno vuole usare, non è che bisogna obbligare affinché la gente usi quelli, bisogna fare in modo che siano o buttati giù, o rifatti oppure cambio destinazione, flessibilità. Se viene costruito un immobile a prezzi accessibili,a qualcuno che abita in un posto che fa schifo, tenderà a spostarsi e via via si creeranno immobili che saranno buttati giù e ricostruiti. Un operatore immobiliare ha bisogno che le case siano vendute e se non ritiene che ci sia mercato non le fa perché non si sono mai visti operatori immobiliari scemi, non ci sono, e se ci sono falliscono. Quindi vuol dire che non è che visto che ci sono non bisogna fare altro, facciamo una città che cresce, che evolve, che cambia, che migliora e magari l'operatore immobiliare magari troverà il percorso per proporre vantaggi alla gente che si sposta in questa (area) acquisendo quell'area (la vecchia) buttando giù e ricostruendo. Cioè è un percorso in cui la flessibilità lascia lo spazio alla vostra intrapresa che prima non era possibile perché era tutto cristallizzato. La non cristallizzazione è una funzione necessaria perché l'economia si sviluppi e il sistema migliori, quindi io non obbligherò nessuno ad andare via dalle case vecchie. Sono convinto che se interpretiamo bene questo strumento che ci siamo messi nelle mani, questo percorso accadrà"

    di Cinzia Bascetta

  • PGT Milano. Le nostre osservazioni al Piano dei Servizi

    Milano

    Il PGT apre le porte ai privati per la gestione dei servizi dei milanesi . Si potrebbe pensare che molte aziende, se ben gestite, siano efficientissime, ma l'azienda in sé fa in primis i suoi interessi e non quelli dell' utilizzatore. Le istituzioni nascono per tutelare il cittadino ed in quest'ottica dovrebbero sempre fare gli interessi di quest'ultimo garantendo la massima equità. Cosa succederebbe se un'istituzione cominciasse a ragionare in termini di profitto? Da una parte si potrebbe dire che è un bene perché in questo modo si creano ricchezze per la collettività ma, se il fine ultimo dell'ente pubblico fosse il profitto, le scelte si baserebbero su questo e che dire se la nascita di un servizio dipendesse dall'incrocio tra domanda e offerta? Il Comune sceglierà di fare arrivare un mezzo di trasporto in una zona non densamente popolata? O di mettere un asilo? Qualsiasi azienda che si rispetti no, perché non sarebbe una scelta sostenibile, come anche far andare i mezzi nelle ore notturne per esempio a meno che non salgano i prezzi.

    La stessa cosa se a gestire i servizi sono proprio i privati. Il Comune in qualità di enabler (facilitatore) analizza domanda ed offerta in ogni ambito territoriale, facendo una panoramica anche sulla eventuale già presenza di associazioni no-profit o aziende private profit. Il comune finanzia il servizio ma sarà il privato a gestirlo e quale privato gestirebbe mai un asilo in una zona con pochi bambini, farebbe circolare i bus la notte, farebbe prezzi modici in piscine e musei…? Verrà stilato un elenco di privati accreditati dal Comune e questi potranno concorrere all'assegnazione del servizio, ricevendo concessione d'uso di uno spazio pubblico o diritti edificatori. 

    Quale privato rinuncerebbe ai finanziamenti statali agli inceneritori, in favore del più sano e pulito RICICLO TOTALE dei rifiuti? La logica del profitto non va a braccetto con la tutela del bene comune e con l'equità della distribuzione e dell'accesso ai servizi. Per questo abbiamo presentato le nostre osservazioni al PGT per indicare che:

    Il Piano dei Servizi dovrebbe mettere al centro e porsi come obiettivo la soddisfazione e la risposta ai bisogni dei cittadini, tutti, sia quelli che vivono in zone più popolate che meno e non "la libertà di scelta dei cittadini". "La frase "e comunque intervenire in maniera residuale qualora tale risposta non sia sufficiente. " non è sufficiente a garantire che vi sarà un equa distribuzione dei servizi in quanto è accostata ad un principio "la libertà di scelta" che può essere interpretato in questo senso. Il cittadino è libero di scegliere dove vivere ma la libertà di scelta spesso dipende molto dalle disponibilità economiche di una persona.

    Nel PGT, non ci sono categorie di servizi definite e/o escluse a priori. L’ Amministrazione stabilisce quote della nuova edificazione da cedere perservizi indispensabili, senza indicare già di quali tipologie si tratta, ma distinguendo tra aree a verde e servizi costruiti. Su questi ultimi, il Piano,costantemente aggiornato, avrà una lista da cui attingere (i servizi minimi che si impegna a garantire), a seconda della localizzazione del progetto, dei fabbisogni rilevati o prospettati, dell’accessibilità, della dimensione dell’intervento, ecc…
    Sarebbe bene invece definire categorie di servizi minimi garantiti in ogni quartiere vecchio o nuovo oppure entro una certa distanza, raggiungibili senza difficoltà e senza doversi spostare troppo, il che va anche a favore di una riduzione del traffico, potremmo chiamarli i servizi a Km zero. Asili, scuole, centri per anziani, laboratori di analisi, consultori, studi medici, negozi alimentari…

    Sarebbe bene aggiornare il piano ogni due anni invece che ogni sei mesi per evitare il pericolo che si usi la scusa di un eventuale cambiamento di situazione a giustificazione del non raggiungimento degli obiettivi che ci si erano posti. 

    Non è bene privilegiare solo i controlli ex-post, visto che si vogliono dare in gestione servizi ai privati ma anche ex-ante.

    Non è bene che il comune finanzi un servizio che sarà gestito da un privato se questi non è tenuto poi per lo meno a fornire il servizio a prezzi "comunali" cioè modici.

    Non è chiaro il ruolo degli stakeholder. 
    Sono coloro che, avendo interesse al piano debbono essere ascoltati oppure sono coloro di cui bisogna curare gli interessi? Sono considerati come i cittadini che però sono quelli che pagano?
    Gli unici interessi che un'istituzione pubblica deve tutelare sono quelli del cittadino.

    Il Comune non può essere enabler o facilitatore ma deve erogare e regolamentare i servizi in quanto da gestione “per il bene comune” si passa a gestione “per il massimo profitto” con un aumento di costi per i cittadini, anche perché alcuni dei servizi, molti dei quali vitali [vedi acqua] vengono gestiti in regime di monopolio e quindi danno la possibilità di ricatto inoltre l’Ente Pubblico perde il suo patrimonio di conoscenze.
    Abbiamo già visto il risultato di questo: ad esempio quando l’Ente pubblico deve poi costituire delle Authority di garanzia è costretto a prenderne il personale dalle aziende che l’Ente deve controllare perché solo loro hanno le competenze, e così si genera un inevitabile conflitto di interessi.

    Bisognerebbe eliminare la parola profit dalla gestione dei servizi ai cittadini. Un servizio può essere in mano o al pubblico o a privati no-profit vedi associazioni. Per esempio non ha senso che i trasporti urbani siano in mano a privati profit in quanto si tratta di una attività necessaria. Perlomeno dividere ciò che è necessario è no-profit, il superfluo al profit.

    In ultimo, nel PGT è appositamente esplicitato che il Comune non cede la gestione laddove non è in grado di farlo lui, non si tratta di questo tipo di approccio bensì crea le condizioni per facilitare la nascita di un servizio. Qui viene ribaltato il ruolo dell'attore pubblico e la gestione passa ai privati di prassi, tranne dove ci sono già servizi comunali attivi.

    di Cinzia Bascetta

  • Difendiamo la nostra acqua.

    Sabato 13 novembre tutti davanti al Pirellone.



     

     

    Ieri i cittadini del comitato milanese acqua pubblica hanno volantinato per la città al fine di sensibilizzare le persone sul tema ed invitare tutti alla manifestazione del 13 sotto gli uffici della Regione Lombardia. Facciamo appello a tutti i lombardi per chiedere al consiglio regionale di non approvare la legge regionale che adeguandosi al Decreto Ronchi privatizzerebbe la gestione dell'acqua. 

    Il Coordinamento regionale per l’acqua pubblica ricorda che a sostegno dei 3 Referendum contro la privatizzazione dell’acqua, in Lombardia sono state raccolte 237 mila firme, del milione e 400 mila firme raccolte a livello nazionale. Con la loro firma, attraverso la richiesta di referendum, questi cittadini hanno posto un' imprescindibile questione di democrazia: la gestione di un bene essenziale alla vita non può essere delegata ad alcuno, ma deve appartenere a tutti perciò chiediamo alla Regione di fermare tutto in attesa che i cittadini possano esprimersi democraticamente attraverso il Referendum. 

    Cosa rischiamo? Rischiamo che l'acqua di tutta la Lombardia  finisca nelle mani di poche imprese private, italiane o straniere, interessate solo a fare profitto; in tal modo si porrebbe fine alle virtuose gestioni pubbliche che, in alcune province della Lombardia, risultano all'avanguardia a livello europeo. Inoltre chiediamo che i Comuni non vengano espropriati del ruolo decisionale nel governo dei servizi idrici, che ora è affidato alle Autorità d'Ambito territoriale (A.ATO).

    Inoltre chiediamo al Consiglio Regionale e alle forze politiche di chiedere al Governo e al Parlamento l'approvazione, entro il 31.12.2010,  di un provvedimento di MORATORIA sulle scadenze previste dal Decreto Ronchi e sulla normativa di soppressione delle Autorità d'Ambito territoriale.

     

    Partecipa anche tu alla manifestazione contro la privatizzazione dell’acqua in Lombardia

    dobbiamo mobilitarci perché l'acqua è vita e la vita non ha prezzo

    Sabato 13 novembre 2010

    dalle ore 10 alle ore 13

    Milano – piazza Duca D’Aosta (Pirellone)

     

     Cinzia Bascetta

     

  • LEGNANO: PRIMO MATRIMONIO RITO CIVILE ITALIANO DI COPPIA TIBETANA!!

    Sposa_Tibetana

    Quando: sabato 6 novembre 2010 12.00

     

    Dove: PALAZZO MALINVERNI – Municipio

    Piazza San Magno 9

    Legnano, MI

    3493824073

     

    Questo evento Meet Up, è il primo nella storia Italiana.

     

    A Legnano il 06 Novembre 2010, alle ore 12, presso il Comune di Legnano, il nostro Sindaco Dr Vitali, celebrerà il primo matrimonio con rito civile ad una coppia di giovani TIBETANI residenti nel nostro comune.

     

    Una mia carissima amica, Nicoletta Arcuri, da sempre impegnata per la pace e da sempre in passionaria sintonia con il popolo del Tibet, mi chiede di divulgare il più possibile questa notizia anche fuori dal legnanese.

    L'organizzazione del matrimonio è curata da Nicoletta la quale cercherà di rendere comunque la stessa celebrazione il più possibile in sintonia con i loro riti e le loro usanze.

    Sarà un evento di non perdere se non fosse per un chiaro e *Solare Segno di Pace*..

     

    Marilena Ballestriero

     

    Di seguito il testo della sua richiesta:

     

     

    "Buongiorno. sono una semplice cittadina, attiva nella causa del popolo del

    Tibet (realtà che ho toccato di persona), Vi scrivo perché vorrei

    chiedervi la cortesia di informare il popolo italiano sul fatto che il 6

    novembre 2010 alle ore 12 presso Il palazzo Municipale di Legnano Ex sala

    Consiglio , P.zza San Magno , si celebrerà il primo matrimonio col rito

    italiano di una coppia tibetana ,( residente nel comune di legnano) , sarebbe

    molto bello se poteste dare risalto a questa notizia in segno di

    solidarietà e riconoscimento per questo nobile popolo che dal 1959 si batte per

    veder riconosciuti i propri diritti umani, ricordando che i diritti umani non

    hanno né religione né partito politico, fanno parte della dignità dei

    cittadini di tutto il mondo, ( e sostengono tra l'altro ciò con lotte senza

    né armi né violenza!!!) non da poco per i tempi che viviamo!!!! Cosa che

    purtroppo però li penalizza in quanto li fa diventare un popolo oltre che poco

    numeroso anche invisibile!!!

    Vi sono grata per quello che potete fare e vi ringrazio anche a nome del

    popolo Tibetano.

     

    Cordiali saluti Nicoletta Arcuri

    sono a disposizione per qualsiasi cosa ,

    Arcuri Nicoletta – Viale Italia, 67 – 21053 Castellanza – Va – cell 3493824073