Il livello di chi tira i fili del Movimento 5 stelle è troppo elevato per poter pensare che non avesse capito che la Raggi non è lontanamente all’altezza di gestire un comune come Roma e quindi l’assoluta necessità di porvi rimedio.
E nemmeno si può pensare che questo rimedio non l’avessero trovato e messo in atto visto che da tempo le proiezioni davano la Raggi vincente a man bassa.
E, dato che siamo a Roma, la soluzione ce la suggerisce la storia. Com’è che gli imperatori incapaci tenevano buona la plebe romana?
Organizzando giochi in cui davano i criminali di allora in pasto alle belve. Imperatori folli ed incapaci incantavano la plebe con i circenses. Com’è che oggi i 5 stelle cercano di nascondere ai romani la loro incapacità di governare? Basta sostituire i criminali di allora (cristiani ed altri) con gli amministratori passati (meglio se quelli che Marino non ha fatto in tempo a cacciare così da poterli etichettare PD) e, anziché “ad bestias” gettarli “ad magistratos”.
Dare ai romani lo spettacolo dei corrotti dati in pasto ai magistrati è un ottimo piano, ben architettato e ben preparato ed è così che è stata arruolata una “dossierante”, cioè una che ha dossier pronti, ma non li ha consegnati alla magistratura ed una magistrata che ha lavorato a Mafia Capitale ed è quindi in possesso di abbondante materiale da utilizzare a quello scopo.
E allora che cosa è andato storto con un piano così ben progettato e preparato?
E’ andato storto che esistono le donne Muraro e le donne Raineri: mai fidarsi di una donna magistrato per fare giochini non proprio lindi!
Una volta capito che il suo compito di capo gabinetto lo svolgevano altri e che lei era lì per essere utilizzata da specchietto per le allodole sembra abbia avuto un travaso di bile ed ha abbandonato la barca.
Ed ora che si fa?
Innanzitutto difendere la “dossierante”, i suoi dossier sono troppo preziosi e possono essere utilizzati in molti modi, e poi trovare un rimpiazzo alla Raineri, sicuramente maschio, e poi magari un po’ sempliciotto e coltivatore di ego, le doti necessarie per essere pilotato con facilità. Ma stavolta facciamolo scegliere da uno che i magistrati, possibilmente romani, li conosce bene.
Finora era stato un idillio: le liste civiche si presentavano alle elezioni sotto il simbolo delle 5 stelle aggiungevano ai propri voti quelli derivanti dal prestigio della lista nazionale e, soprattutto, la rinuncia alla propria sovranità era più teorica che reale.
In compenso il partito aveva l’appoggio degli attivisti locali e dei loro votanti
Le ultime vicende, però hanno fatto saltare questa beata sinergia. Altro che rinuncia più teorica che reale: espulsioni di sindaci e di assessori, e richieste di dimissioni hanno evidenziato che il proprietario del simbolo concesso in leasing (che sia Grillo o Casaleggio) la sovranità sulle liste locali la vuole esercitare al completo.
E, peggio ancora, un migliaio di liste civiche che avevano rinunciato alla propria divisa per indossare la gloriosa e vincente (speravano) casacca a cinque stelle non hanno potuto presentarsi perché non le hanno ricevute dal sarto che solo le confeziona.
D’altronde, anche se spiacevole, tutto ciò è comprensibile: al padrone del marchio le realtà locali non interessano: sono solo uno strumento per raggiungere l’obiettivo delle elezioni nazionali e non ha alcuna intenzione di ledere la sua immagine perché qualcuno un po’ sporco va in giro con la divisa a 5 stelle.
E per questo, come dimostra la preparazione di patti che chi vuole candidarsi è costretto a firmare, vuole il controllo totale sulle liste che portano il suo nome, ormai non più liste locali ma espressioni del partito centralizzato (a Milano).
Si prospetta quindi un abbandono delle liste civiche a 5 stelle per tornare alle liste locali.
Tuttavia l’esperienza pentastellata ha mostrato l’importanza per le liste di associarsi: non sarà un lavoro facile né breve, ma è questa la sfida da affrontare se si vuole davvero cambiare qualcosa in Italia.
Oggi in Italia le leggi elettorali privano di fatto le opposizioni di ogni potere, relegandole in ruoli assolutamente marginali. La prima conseguenza di ciò è che gli elettori si vedono costretti a dare un voto tattico, devono così rinunciare a votare la “lista del cuore” che non ha possibilità di vittoria per dare il proprio voto al meno sgradito dei possibili vincitori.
Ma esiste un'eccezione a questo comportamento dettato dal buon senso ed è proprio in occasione delle elezioni amministrative che si celebreranno fra poco, grazie al doppio turno. Poiché infatti il potere sarà nelle mani del candidato sindaco che avrà avuto la meglio al primo turno, a contare nella lotta per il potere sono solo i voti ai candidati sindaco nel tentativo di spingerlo direttamente alla vittoria od almeno al ballottaggio. Grazie alla possibilità di voto disgiunto che c'è alle amministrative, l'elettore, una volta votato il candidato sindaco, può attribuire il voto di lista ad una qualsiasi di quelle che partecipano alla competizione, anche se la preferita non è fra quelle che sostengono il candidato scelto. Ed è importante il voto disgiunto, perché permette alle liste nuove di presentarsi e così farsi conoscere e, se meritevoli, di crescere nel tempo sino a diventare protagoniste. Ed è un voto parlante: spiega al candidato sindaco che i nostri valori sono differenti da quelli delle liste che lo sostengono e che non è necessariamente prigioniero dei partiti che l'hanno proposto.
Per come stanno andando le cose questo referendum sulla rinnovabilità delle concessioni sta assassinando la Democrazia Diretta.
In regime di Democrazia Diretta, il referendum è il momento legislativo da parte del cittadino, che manifesta la sua volontà su un ben preciso provvedimento.
Vedendo però con quali argomentazioni si cerca di convincere il cittadino a fare una scelta o l’altra e, ahimé, le risposte sui social che ben accolgono e sostengono queste argomentazioni, ci si accorge che il referendum è di fatto scaduto a semplice manifestazione.
E questo, purtroppo, soprattutto da parte di coloro che solitamente si proclamano propugnatori della Democrazia Diretta. Non parlo naturalmente delle falsità e delle imprecisioni diffuse per incapacità o volere di manipolazione, che fanno parte del (brutto) gioco, parlo delle argomentazioni addotte che nulla c’entrano con la sostanza del quesito referendario, dalla volontà di ridisegnare la politica energetica italiana alla protesta per la corruzione del governo.
E non è un caso che il Movimento 5 stelle ed altre forze politiche che si erano disinteressati alla raccolta delle firme, decretandone così il fallimento, tanto che i referendum hanno dovuto essere resuscitati dalle regioni, oggi si battano con determinazione a favore del SI.
Tutto legittimo, per carità, ma a questo punto tutti i referendum diventano uguali: una manifestazione pro o contro il governo. Si colga pure l’occasione per i circenses da offrire alle proprie tifoserie, ma … addio Democrazia Diretta! (e di conseguenza fra un po’ pure al panem)
Milano conta il maggior numero di immigrati cinesi residenti in Italia, sono quasi 30.000 il doppio di Roma e Prato. In questi anni abbiamo assistito alla crescita del loro business, apertura di nuovi ristoranti, sempre più grandi, sempre più curati nel design, acquisto di capannoni per la vendita all'ingrosso, importazioni di sempre maggior volume ed importanza. Da un negozietto di cellulari a importatori dei prodotti della TP-Link azienda che è diventata leader nel campo delle apparecchiature per il networking. Mentre la Cina cresceva, cresceva anche China Town. Le diverse associazioni di imprenditori e commercianti che ogni anno eleggono il loro presidente con una grande festa, ogni anno sempre più raffinata ed elegante, invitano il console e rappresentanti del comune, sono riuscite a coinvolgere persino la camera di commercio. Quest'anno a Milano si è svolto Expo. Una finanziaria cinese ha costruito un padiglione tutto per sé dal costo di milioni di euro. La Cina ha costruito il padiglione più grande. Oggi ho fatto due chiacchiere con un imprenditore cinese di Milano che conosco da diversi anni e non potevo non chiedergli spiegazioni per il voto a Sala. Il maggior numero degli spettacoli di Expo, mi ha raccontato, è stato organizzato dai cinesi, sono riusciti a portare star dalla Cina ed a coinvolgere anche star italiane come Maria Grazia Cucinotta. Hanno portato in visita dalla Cina 500 donne, insomma i cinesi di Milano si sono dati un gran da fare per Expo ed ogni volta si rapportavano con Sala. E' nato un feeling? Sembrerebbe di sì. I cinesi vogliono investire in Italia e vogliono buoni rapporti con l'amministrazione italiana. In Sala hanno visto un buon interlocutore, nessuno ha ricevuto denaro o promesse. I cinesi hanno pagato i due euro di tasca loro e sapete perché? Perché vogliono far vedere che contano, vogliono partecipare e contare qualcosa nella vita politica italiana poi con Sala se son rose fioriranno.
Comportamenti squadristi e fascisti in sostenitori della sinistra ma dove stiamo andando?
Da qualche mese a Milano sono fioccate le multe per 7 nuovi autovelox che l'amministrazione PD-SEL ha posizionato in città. Lo scopo dell'autovelox dovrebbe essere quello di indurre gli automobilisti a rallentare, questo per una questione di sicurezza sulle strade, difatti le telecamere per legge devono essere visibili e segnalate. Ora però succede questo che a Milano ci sono molti cartelli che segnalano autovelox da anni ma non c'è mai stata una telecamera, metterle da un giorno all'altro senza una segnalazione aggiuntiva non mi sembra finalizzato alla sicurezza. Una di queste telecamere si trova su di un cavalcavia proprio all'uscita della tangenziale dove il limite è 110. Sul cavalcavia invece c'è il limite di 70. Si passa da stradone a stradone e per quanto si inizi a decelerare è difficile passare subito ai 70, direi che è quasi fisiologico senza bisogno di essere persone che corrono in auto, per di più in una strada in cui non ci sono attraversamenti pedonali né semafori e dunque non comporta un grave pericolo. Non per questo voglio sostenere che non sia giusto rispettare il limite, rispettarlo è giusto ma sanzionare in questo modo è troppo facile. Come dicevo, da anni era presente il cartello ma mai una telecamera e i milanesi si sono abituati a non dover badare troppo a pochi km in più oltre il limite, visto che non è pericoloso. Ma poi perché mettere i cartelli senza le telecamere? Si sa che le persone si abituano, si creano delle consuetudini e chi s'intende di sociologia sa bene che le consuetudini non si possono ignorare. Hanno persino un peso nei tribunali talvolta. Chi decide di piazzare una telecamera proprio lì mi vuol dire che non conosceva i milanesi? Un'amministrazione che vuole essere vicina ai cittadini non ne dovrebbe a mio parere approfittare, io mi sarei aspettata un bel cartello aggiuntivo come c'è sulla Ghisolfa dove sono anni che c'è un autovelox oppure come quello che hanno messo sulla via Fermi, probabilmente dopo lamentele. Invece lì non c'è, come mai? E poi perché non avvisare prima, visto che si arriva dalla tangenziale, raccomandando di rallentare perché di lì a pochissimo il limite scende nonostante lo stradone continui? Mi è venuto il lecito sospetto che la sicurezza dei cittadini non sia la ragione principale di questa mossa bensì era prioritario fare cassa. Mi risulta anche che nonostante il ministero lo abbia dichiarato irregolare, sulle multe compaia ancora la scritta che i termini di notifica decorrono dalla data in cui il verbalizzante ha accertato l'infrazione ovvero mesi dopo lo scatto dell'autovelox. Ma come si fa a pretendere il rigoroso rispetto delle regole quando per primi non lo si fa? Questo comportamento è proprio deludente per non dire ingannevole perché conta sul fatto che chi non è esperto non faccia ricorso anche se ne avrebbe diritto.
Gira voce che il comune si troverebbe in difficoltà economica per la gestione della nuova area metropolitana. Sappiamo che il governo ha fatto molti tagli ai comuni e non vorremmo che questo sia il modo di racimolare fondi, sanzionando persone tutt'altro che pericolose e tutt'altro che benestanti. Ma la sinistra non dovrebbe fare pagare a chi ha di più?
La scelta di mettere autovelox in strade urbane con limite a 50 dove i pedoni attraversano la strada come viale Famagosta ad esempio, è sicuramente utile e sensata. Peccato che la maggior parte dei sanzionati siano stati sul cavalcavia del Ghisallo invece. Mettere autovelox non è sbagliato ma sempre con una segnaletica che tenga conto anche delle consuetudini dei cittadini e della particolarità del luogo, se si vuole essere vicini a loro.
Questo atteggiamento invece denota la profonda distanza che si è creata tra l'amministrazione e la città, distanza che ho potuto constatare anche sulla bacheca di un assessore di Milano dove ho osato scrivere il mio dissenso per questa scelta. Con mia grande sorpresa ho trovato un gruppo di cani da guardia, che commentano in molti post, i quali non hanno nessuna intenzione di ragionare e per difendere le scelte dell'amministrazione hanno cercato di far passare chi osava criticare per pazzo, tossico dipendente, del pdl, del 5 stelle, leghista, di destra e peggio che mai per un pericolo della strada, potenziale assassino che disprezza le regole con un atteggiamento squadrista che evoca scenari ben lontani dalla sinistra.
Ora se è questo che pensano dei propri elettori ne prendiamo atto ma non ci piace. C'è una frase che mi ha particolarmente infastidito da parte di questi accaniti sostenitori dell'assessore ed è questa:”se faticano ad arrivare a fine mese si mettano nelle condizioni di non superare alcun limite di velocità così non prendono le multe.” Sulle strade seguire tutti i cambiamenti di limiti con rigorosa precisione è quasi impossibile soprattutto in alcuni tratti in cui nel giro di pochi metri si passa da 90 a 50 e poi di nuovo a 90 quindi nessuno lo fa, magari rallenta ai 60 in quel tratto. Ma che significa? Che chi è povero è diverso dagli altri? Non mi sembra un pensiero di sinistra. E' come dire che le regole devono rispettarle solo i poveri mentre gli altri possono anche trasgredire tanto possono pagare. E' come dire chissenefrega se sei povero, anzi visto che lo sei, come ti sei permesso di comportarti come gli altri? Non lo sai che tu non puoi permettertelo?
Addirittura la claque dell'assessore è arrivata a sostenere che chi sorpassa a destra non è pericoloso come chi va a 76 sul cavalcavia perché sarebbe invece un disturbo colui che sta al centro e va piano "avendo la corsia di destra libera" così il sorpasso a destra sarebbe consentito. Queste affermazioni mi fanno rabbrividire perché la realtà dei fatti è che i frequenti sorpassi a destra che avvengono a Milano non avvengono certo perché quello a sinistra va troppo piano e non occupa la corsia di destra che sarebbe invece libera ma perché questi sciatori riescono ad infilarsi tra un'auto e l'altra facendo lo slalom tra quelli che osano tenere un minimo di distanza di sicurezza da quelli davanti e li sorpassano a destra tagliandogli la strada. La corsia di destra non è mai libera a Milano! E non si può proprio pensare che un automobilista che si trova sulla sinistra un po' dietro ad un altro che sta invece sulla destra e che sta tenendo un andatura un po' più veloce di lui tanto da superarlo presto si butti a destra solo perché in quell'istante si è creato uno spazio vuoto. Se si arriva al punto di difendere questi soggetti mi domando se i milanesi si debbano sentire al sicuro. E' triste che uno di sinistra possa essere oggetto di squadrismo e linciaggio verbale in un ambiente che dovrebbe essere di sinistra, non sarà che ci siamo sbagliati?
Di seguito a dimostrazione alcuni commenti della claque dell'assessore che non si è degnato di commentare e nemmeno di rimuovere i commenti squadristi. Qualcuno avrebbe riconosciuto persone appartenenti ai comitati di sel.
Puo’ darsi che domani mi venga un infarto o un ictus e allora qualcuno non potrà fare a meno di osservare che è morto quel medico pazzo che pretendeva di prevenire o curare tutto con le vitamine.
Pero’ qualche osservazione non posso fare a meno di farla.
Mio fratello è morto di infarto a 62 anni nella palestra di un albergo in Cina dove si trovava per lavoro.
Aveva il colesterolo a 160 perchè prendeva le statine.
Aveva la pressione normale perchè prendeva gli antiipertensivi .
Prendeva anche la cardioaspirina . Non fumava e non beveva .
Prendeva inoltre anche un po’ di altri farmaci, non so esattamente quali , per controbilanciare gli effetti collaterali degli altri .
I cardiologi dicono che si fa cosi’ , e se lo dicono è perchè probabilmente intendono allungare la vita o migliorarne la qualità , oppure perchè i protocolli dicono che si fa cosi’ e basta.
Qualcuno potrebbe tagliare la testa al toro e dire : si ma comunque l’aspettativa di vita è sempre in aumento. Daro’ in seguito il mio parere su questa cosa.
Sono stato per indole molto diverso da mio fratello : lui seguiva sempre la versione ufficiale. Era sempre uno studente e poi un lavoratore diligente , un marito diligente e ovviamente anche un paziente diligente.
Da piccolo mi faceva sempre fare quello che volevo , poi siamo diventati grandi e a comandare nella sua vita sono arrivati gli altri . Io sono tutto il contrario e se una cosa me la dici piu’ di una volta vuol dire che avrai un tuo interesse a dirmela e vuol dire anche che probabilmente è sbagliata.
Ho cominciato a credere un po’ meno nella medicina ufficiale quando , negli anni ’90 parlavano della terapia Di Bella e ne parlavano un po’ troppo male per i miei gusti : allora ho cominciato a girare nei siti alternativi e sconosciuti. Ho cominciato a scoprire cose diverse anche sul resto degli argomenti medici : m. cardiovascolari, Aids, vaccini etc.
Un giorno stanco di essere da solo ad avere certe idee ho cominciato a cercare su facebook quelli che scrivevano gli articoli in questi siti . Loro non entravano molto ma in compenso ho trovato i loro amici : una bella sorpresa e un mondo seminascosto : adesso ne avro’ piu’ di un centinaio con analoghe visioni della medicina .
Mi sono soffermato a studiare piu’ approfonditamente alcune teorie riguardanti la medicina Cellulare di Rath : secondo tali teorie una carenza di vitamine , in particolare vitamina C e antiossidanti porta a microlesioni delle pareti delle arterie come primum movens verso la malattia aterosclerotica : su queste lesioni si deposita il colesterolo prodotto dal fegato a scopo riparativo e si forma la placca ateromasica (quindi non quello che entra dagli alimenti ma che viene prodotto perchè ci serve!) . Da qui seguono ispessimenti fibrotici , calcificazioni , aneurismi, trombi , emboli e quindi infarto e ictus.
Qual è il miglior modo per combattere questa sequela : semplice : rinforzare il tessuto connettivo e quindi la parete dell’arteria per evitare le microlesioni e quindi evitare tutto il resto delle sequele.
Come ? Assumendo vitamina C.
Peraltro abbiamo tutti una certa carenza perchè per lo stress e l’inquinamento ne bruciamo di piu’ o comunque ne abbiamo piu’ bisogno, cosi’ come abbiamo piu’ bisogno di antiossidanti, ma nella dieta ce n’è sempre meno , perchè gli alimenti sono sempre piu’ trattati e la frutta è acerba.
Ridurre il colesterolo un po’ potrebbe servire per ridurre la velocità di formazione della placca ma qualcosa mi dice che i problemi si risolvono alla radice .
Ho trovato parecchie altre teorie basate sulla vitamina C , ma chi mi garantisce che non siano tutte storie ?
Allora si fa come fanno i grandi medici , come il dr Hamer , il dr Simoncini o il prof Di Bella : si
provano su me stesso.
All’incirca nel 2009 avevo già la pressione che viaggiava intorno ai 150/100 e il colesterolo a 270 e mi dicevano di imbottirmi di farmaci .
Io ho seguito l’alternativo assumendo vit C e antiossidanti e sono scesi entrambi i valori : adesso la pressione è intorno ai 130/85 e il colesterolo a 240 . A maggio scorso ho fatto una prova da sforzo e mi hanno detto che non avevo bisogno di prendere niente.
Non contento dei semplici numerini , potendo avvalermi di un mezzo per vedere direttamente le arterie quale l’ecografia, mi sono studiato le mie arterie .
L’ecografia vede molto bene tutto cio’ che è situato fino a 2-3 cm dalla cute , quindi si possono valutare bene le arterie carotidee , che portano il sangue al cervello, e quelle degli arti, in particolare la femorale
Si tenga presente che nella pratica clinica l’ecografia viene richiesta per valutare l’aorta , che si vede molto ma molto peggio e spesso si puo’ valutare solo se c’è un aneurisma , oppure si guardano le aa carotidee , valutando solo la percentuale di stenosi e le alterazioni di flusso : in altri termini ci viene richiesto di guardare le fasi avanzate della malattia cardiovascolare , in funzione di interventi chirurgici. Le fasi iniziali non interessano perchè non ci sono cure mediche per queste …. nella medicina ufficiale.
Il problema è che noi ecografisti dobbiamo fare cio’ che ci viene richiesto …
Nel 2009 comunque a livello delle aa carotidee , avevo degli ispessimenti subintimali : in pratica depositi di colesterolo tra lo strato piu interno dell’arteria e quello muscolare piu’ profondo. Ispessimenti di una certa rilevanza (quasi 2 mm vs 1,2 mm nei soggetti normali). Questi rappresenterebbero la fase iniziale dell’arteriosclerosi.
Al controllo nel 2014 gli ispessimenti sono scomparsi.
Gli ispessimenti subintimali sembrano non interessare a nessuno a quanto pare, ma ho trovato un lavoro scientifico con ampia casistica (2000 casi) dove si è scoperto che chi aveva uno spessore subintimale delle aa carotidee di circa 2 mm aveva il triplo di possibilità di essere colpito da infarto o ictus. Lo studio è stato effettuato dal centro cardiologico Monzino di Milano fino al 2007 (!).
Ho cominciato nell’occasione a eseguire l’ecografia delle carotidi come dicevo io, cercando gli ispessimenti subintimali , consigliando vitamine ai casi in fase iniziale , spiegando che questo rappresentava una visione della medicina un po’ diverso . Per promuovere la cosa facevo dei prezzi particolarmente vantaggiosi.
Risposta della gente : scadente .
Sono arrivati un sacco di anziani con aterosclerosi avanzata che approfittavano del basso costo per eseguire un esame doppler . Molti non hanno capito lo spirito della cosa . Parecchi medici mi hanno osteggiato. Non ho visto ritornare quasi nessuno a ricontrollarsi dopo mesi di terapia vitaminica (che evidentemente non facevano) come mi sarei auspicato all’inizio . E poi noi ecografisti dobbiamo fare gli esami che ci chiedono, mica possiamo prendere iniziative personali (….)
Attualmente sono abbastanza convinto che la vera prevenzione si possa fare solo a pochi eletti che hanno capito : se le persone hanno piu’ medici nella loro cerchia di conoscenze diventa ancora piu’ difficile: mi spiace dirlo ma è cosi !
Pero’ qualche caso “emblematico” che mi ha aiutato a confermare le mie teorie c’è stato :
ricordo un uomo di 74 anni che è venuto a fare l’ecografia delle carotidi . Andava molto fiero del fatto che , grazie alle statine, aveva sempre mantenuto il valore di colesterolo intorno ai 160 o anche meno . Peccato che ad un precedente controllo doppler del 2004 si segnalava qualche piccola placca ateromasica , mentre al mio controllo nel 2012 (sempre sotto statine) c’erano ostruzioni tra il 50% e il 60%. Ditemi almeno una ragione valida per pensare che questo signore era meno a rischio sotto terapia che se non l’avesse fatta !
Sulle statine ci sono altre cose da dire : gli effetti collaterali sono notevoli ma soprattutto non vengono calcolati gli effetti a distanza . In altre nazioni si associa sempre alla statina il coenzima Q10, un micronutriente fondamentale nel metabolismo energetico a livello cellulare che è dimostrato si riduca in chi assume statine. In Canada e in Giappone i medici che non somministrano coenzima Q10 in chi fa uso di statine possono essere denunciati per negligenza. In Italia i cardiologi non sanno neppure cosa sia.
La carenza di coenzima Q10 puo’ portare a disturbi di qualunque genere tra cui l’infarto stesso …
Per quanto riguarda gli antiipertensivi , anche in quel caso nutro le mie perplessità : i cardiologici fanno sermoni a chi supera i 140/95 di pressione perchè valori superiori sono a rischio : peccato che la pressione sotto sforzo massimo , per esempio dopo una pratica sportiva, arriva fisiologicamente a 250 mmHg, mentre durante un rapporto sessuale puo’ arrivare a 180 mmHg.
Forse , è lecito pensare che piu’ che giocare su numerini senza senso sia meglio mantenere le arterie piu’ sane possibili e i controlli farli senza guardare i numerini ma guardando le arterie direttamente …
I farmaci hanno tutti degli effetti collaterali , in generale determinano un effetto ossidante e aumentano il carico di sostanze tossiche già presenti nel nostro organismo in quantità abbondanti.
Nel caso di mio fratello cosi’ come per tutte le persone di età intorno ai 50- 60 anni era obbligato ad una vita intensa di lavoro perchè non solo si deve arrivare a lavorare fino a 67 anni , ma fino all’ultimo non si fanno sconti , tutti tenuti sotto scacco dal solito ricatto : se non ti va quella è la porta.
Diventa una sorta di sommazione : le arterie sono già alterate, si aggiunge la tossicità del farmaco , si aggiunge lo stress lavorativo, gli anni, il fuso orario , l’inquinamento (in Cina è micidiale) , l’attività fisica in ambiente chiuso , che abbassa ulteriormente la % di ossigeno aumentando quella di anidride carbonica. Ma i cardiologi tutte queste cose le dicono o le sanno o guardano solo i freddi protocolli ?
Qualcuno potrebbe osservare che comunque l’aspettativa di vita alla nascita è sempre salita (adesso forse è stabile …) , tuttavia è certo che lo stato di salute del cinquantenne/sessantenne di oggi è peggiore di 30 anni fa : l’aspettativa di vita sana è in discesa vorticosa dal 2003 , fonte : Eurostat , pubblicata anche da Monia Benini nel sito del Movimento PBC.
Credo probabilmente che la persona in quella fascia di età è molto a rischio senza contare il fatto che se uno è costretto ad assumere 3, 4 , 5 tipi di farmaci, tutti salvavita, magari un giorno si dimentica di assumerli oppure semplicemente si rompe le palle.
Poi arriva la pensione, le pantofole , il letto, le badanti etc etc , i farmaci regolarmente messi sul comodino dai figli (o meglio dalle figlie…) e forse sono quelli li’ che salvano ancora la statistica : malato si , ma ci sono i farmaci a tapullare piu’ che possono: genitori novantenni che si sono visti morire un figlio ce ne sono parecchi …D’altronde le case farmaceutiche ti vogliono malato ma vivo.
Ma quando questi fanno l’ecografia o la TAC e guardi le arterie rimani completamente allibito a pensare a come c…. fanno ad essere ancora vivi.
Un paragone fra le liste elettorali e la loro politica delle elezioni europee del 2009 e quelle del 2014 evidenzia il grande sconvolgimento generato in questi anni dal bipolarismo nella politica italiana.
Mentre nel 2009 i partiti erano ancora distribuiti in modo uniforme lungo l’asse Destra-Sinistra e la distribuzione degli elettori aveva la forma di una gaussiana oggi tutti i partiti sono ammassati al centro nel tentativo quelli di sinistra di portarsi il più a destra possibile e gli altri viceversa.
Cosa potrà cambiare, nella politica italiana, partendo da destra, in seguito ai risultati delle elezioni politiche?
FRATELLI D’ITALIA – AN
La destra è ormai scomparsa e comunque vadano le elezioni questo partito confluirà in FI (comunque si chiamerà la coalizione così formata)
LEGA NORD
La Lega Nord è sempre la stessa, qualunque sia il risultato, si alleerà con FI &c.
FORZA ITALIA
Per lei il risultato sarà importante: le varie componenti sono tenute insieme dal successo ed un cattivo risultato genererà un flusso in uscita verso NCD – UdC ed il cattivo risultato sembra proprio in arrivo.
SCELTA EUROPEA
Formato da una decina di gruppi di ispirazione liberale, data intorno al 2%, è ininfluente, finite le europee si dividerà ed ognuno se andrà per conto proprio
NCD – UdC
Unione sperimentale: se il risultato sarà positivo verrà riconfermata, altrimenti l’UdC migrerà verso i lidi da cui è partita: FI&c.
MOVIMENTO 5 STELLE
Il M5S continuerà come sempre la sua continua campagna elettorale, ma il risultato avrà forti ripercussioni interne: in caso di vittoria consistente ci sarà un periodo di epurazioni (chi ha votato contro le espulsioni può staresereno).
PARTITO DEMOCRATICO
Analogamente al M5S nulla cambierà nella politica del PD, o meglio di Renzi, anche in caso di risultato negativo ed anche nel PD in caso di vittoria consistente ci sarà un periodo di epurazioni (cCivati&c. Statesereni).
L’ALTRA EUROPA CON TSIPRAS
L’unico partito al di fuori della mischia centrale, oggi in panchina, si sta battendo per entrare in campo e così far sopravvivere un’idea di sinistra. Raccoglie un’ampia gamma di visioni della “sinistra” e se non riesce a superare la soglia è probabile che le sue componenti si separino, con vantaggio per il PD e trionfo totale del bi(mono?)polarismo.
Vi racconto una storia di Ordinaria Ingiustizia Italiana e consiglio a tutti di pensarci bene prima di rivolgersi ai tribunali.
A novembre 2011 compriamo 12 infissi da una società milanese che pubblicizza il prodotto come numero Uno sul mercato. Compriamo anche il portoncino blindato d’ingresso. Durante la consegna e posa si verificano vari problemi, misure sbagliate, chiavi sparite e serrature nuove prese a martellate per cambiare il cilindro, coprifili di colore diverso etc. . . Dobbiamo pagare gli ultimi 2.700 euro ma chiediamo prima le certificazioni di legge, che ci vengono mandate dopo molte insistenze e dopo la minaccia “te le mando solo dopo che mi hai pagato”. Le certificazioni risultano non essere valide perché i test sono stati effettuati nel 2009 in base ad una legge sostituita da nuova norma nel 2010. E quella del vetro è scritta in rumeno e senza nessuna intestazione. Nell’arco di quattro mesi mandiamo due raccomandate tramite legale, che documentano i numerosi vizi e difetti degli infissi, chiedendo dapprima un sopralluogo, lettera a cui non abbiamo ricevuto nessuna risposta, e poi proponendo di usare i 2.700 euro per porre noi rimedio ai difetti più gravi come ad esempio sostituire i vetri delle porte-finestre non a norma antinfortunio che costituiscono un pericolo per chi abita la casa in particolar modo per i bambini. Ma la risposta è “vi facciamo decreto ingiuntivo”
Chiediamo allora un accertamento tecnico preventivo al tribunale di Busto Arsizio che ci viene concesso vista l’urgenza per il pericolo dei vetri. Gli altri difetti sono il progressivo cedimento delle ante a causa del fatto che il vetro è stato installato male per cui le portefinestre per essere aperte o chiuse necessitano che l’anta venga sollevata di peso. Le guarnizioni non tengono e non è stato isolato il montante inferiore con del silicone. Le portefinestre sono più corte del vano di apertura e lo spazio vuoto è stato riempito con schiuma. Lateralmente al portoncino blindato c’è uno spiffero talmente grande che si vede l’esterno . . . Risultato, una casa piena di spifferi e condense.
La società non si presenta all’udienza di ATP. La perizia accerta la presenza dei difetti per un danno di 3.400 euro.
Intanto riceviamo il decreto ingiuntivo e facciamo opposizione. In udienza, a Milano, dichiarano di non essersi presentati alla perizia perché avvisati troppo tardi per cui non hanno avuto sufficiente tempo per organizzare la difesa e portano a prova una sentenza di cassazione che riguarda tutt’altra fattispecie. La legge infatti dice che in caso di materia cautelare ovvero urgenza per la presenza di un pericolo, il giudice può agire nei tempi che ritiene opportuni e la parte citata altro non deve fare che presentarsi con un perito di parte ed esercitare il suo diritto di contraddittorio durante i rilievi peritali. Ma arriva il bello: il giudice di pace non legge nessun documento presentato, nemmeno la perizia e non capisce nulla. No, la perizia la guarda di sfuggita e si permette di dire che i difetti contestati sono pretese da Quirinale!!!!! Si fa l’idea che i difetti siano estetici e propone la pari e patta. Dopo che abbiamo speso 4.000 euro per la perizia? E 1.000 per l’opposizione al decreto ingiuntivo? E dopo che l’avevamo proposto un anno prima? Rifiutiamo. Propone di far sistemare a loro i danni. Cerchiamo di spiegare che non li ritenamo capaci e che avrebbero potuto già farlo e ci meritiamo un bel “con loro non si può ragionare”. Le viene poi un’idea geniale: convocare l’architetto che ha svolto la perizia per chiedergli un’integrazione qualità-prezzo. Non solo, stabilisce anche che la controparte, portando un proprio perito, possa fare le sue osservazioni all’architetto. E con quale diritto, visto che non si è presentata alle udienze per l’ATP?
L’architetto, che viene disturbato per questa richiesta assurda fa notare che quando ci sono dei difetti oggettivi e gravi come la mancanza del rispetto delle norme, il rapporto qualità-prezzo non c’entra nulla e fornisce mille spiegazioni nonostante venga continuamente interrotto dall’avvocato della società di infissi che cerca di fare una grande confusione e ci riesce, perché il giudice non lo riporta mai all’ordine. Ma niente, il giudice continua a non capire e permette al titolare della società (perito di se stesso . . .?) di parlare ampiamente insieme al suo avvocato, non solo per fare osservazioni sui difetti delle finestre ma per dare a noi la colpa di questi, naturalmente in base a delle grosse menzogne, mentre quando noi cerchiamo di spiegare il perché le loro giustificazioni sono menzogne il giudice ci zittisce. Le mostro un pezzo di pvc della portafinestra che si è staccato a causa del cedimento dell’anta ma prima che possa parlare mi ordina di riprendermelo e mi rimprovera. Un trattamento al limite dei diritti umani. Il nostro perito di parte, presente in udienza, cerca di parlare ma viene zittito, ci riuscirà solo dopo un’ora circa quando il giudice ad un certo punto chiede “e lei chi è? . . .”.
Il perito del tribunale spiega che gli infissi sono venduti per garantire un coefficiente di isolamento termico e che per questo lo stato riconosce anche un incentivo del 65% in detrazioni fiscali. Quindi non va bene che le loro finestre creino così tanti spifferi ma il giudice risponde “si vabbè ma tanto non controllano e l’incentivo lo danno lo stesso” . Dunque è giusto che noi stiamo al freddo? Ma ciò che è peggio. E’ giusto truffare lo stato? Le finestre non sono a norma. Risposta del giudice “si vabbè” La società di infissi sostiene che i vetri non a norma li abbiamo voluti noi e convince il giudice che loro non hanno nessuna responsabilità. A nulla vale dire che le misure le hanno prese loro e le finestre le hanno posate loro e noi nulla capiamo delle sigle scritte sui preventivi no mi correggo non riusciamo a dirlo perché il giudice arriva al punto di dire “volete che vi mandi fuori?” ed alla risposta “noi vogliamo giustizia” ci sbatte fuori e chiude la porta. Il nostro perito di parte ci prova a farle capire che sta sbagliando e quando lei afferma che tutto si può comprare/vendere lui le risponde “dunque anche la droga”. Quindi ricapitolando fin qui. La società di infissi non si è presentata alla perizia perché sapeva di aver torto. Si è attaccata ad una scusa non avvallata dalla legge per dire che gli era stato negato il contraddittorio e che la perizia che gli dava torto non era valida, per cui a noi viene negato il diritto al rimborso della perizia, però può fare osservazioni al perito, spingendosi ad accusare noi per i difetti delle finestre senza che a noi venga permesso di difenderci. A chi è stato negato un diritto? Il nostro avvocato ha avuto pochissime possibilità di parlare così come il nostro tecnico di parte e noi siamo stati cacciati fuori. Il giudice ha in fin dei conti affermato che il fatto che le finestre non fossero a norma è irrilevante, che è lecito truffare lo stato e che chi vende droga non ha nessuna colpa bensì ce l’ha chi la compra.
In questa zona franca al di fuori delle leggi a quanto pare, e non nell’aula di un tribunale, il giudice continuava ad andare per la sua strada di chiedere un’integrazione qualità prezzo perché secondo lei le avevamo pagate poco e quindi potevano essere difettose e non a norma. Stava dunque chiedendo un’altra perizia con sopralluogo delle parti per stabilire la qualità prezzo. Posto che i prezzi corrispondono ai prezzi di mercato il perito, resosi conto dell’assurdità della cosa e compreso che il giudice non solo non capiva ma non aveva la minima intenzione di farlo per pura presunzione, pensando che non ne saremmo usciti più ed avremmo continuato a spendere soldi dietro a delle richieste assurde, ha proposto una trattativa. Ci hanno dato 500 euro dopo averne spesi 6000 in via giudiziale e 750 in via stragiudiziale ed essere stati privati del diritto di difesa. Ma alla fine è stato penso il minore dei mali, almeno abbiamo finalmente, dopo 13 mesi dalla richiesta di ATP, il diritto di cambiare le finestre iniziando da quelle pericolose. Perché se qualcuno si fa male non è che gli possiamo dire “sì vabbè!”
Intanto questa ditta continua a vendere i propri vetri non a norma antinfortunio ed a posarli in casa della gente, tanto il giudice ha detto che la responsabilità non è loro . . .
Rileggendo questa storia di Ordinaria Ingiustizia Italiana che mi riguarda mi viene anche un po’ da ridere e provo una certa pena per la miseria di queste persone che hanno perso molto più di qualche migliaia di euro. Mi riferisco all’onore ed all’intelligenza.
PRESTITI SCADUTI. UN’INDAGINE DEL COMMISSARIO KOSTAS-CHARITOS
“Prestiti scaduti” è il titolo di
un giallo del greco Petros Markaris che come giallo vale molto poco.
Vale molto, invece, a presentare gli
effetti della crisi sulla società greca di qualche anno fa
(figuriamoci quale è l’effetto oggi).
Ne riporto un brano che a mio avviso
descrive la vera colpa delle banche, non certo il signoraggio o
altro, il passaggio dal dare prestiti che il cliente è in grado di
restituire a prestiti che il cliente non sarà mai in grado di
restituire, mentre sarà in grado di pagare interessi per sempre o di
restituire il prestito con un interesse esorbitante, ben al di là
del pattuito (una casa per poche migliaia di euro).
“Ascolta, signor commissario, tutti
quelli che come me si sono dopati per vincere delle medaglie e per
emergere sugli altri hanno pagato questo onore molto caro. Io ho
pagato con la salute, gli altri tre, che hai conosciuto, con il
disastro economico. Tutti abbiamo pagato, e ce lo siamo meritato. Era
giusto. Ma le banche a noi greci che cosa hanno fatto se non doparci?
Dalle carte di credito che ti mandano per posta senza averle
richieste, ai mutui ipotecari, ai prestiti al consumo, ai prestiti
per le vacanze e per i matrimoni che vengono concessi a tutti, fino
agli hedge founds e alle scommesse sulla bancarotta di una
nazione straniera che non ha fatto niente di male. Tutto questo che
cos’è se non doping? ………
Se noi abbiamo pagato con la rovina
nello sport, le vittime delle banche hanno pagato con la rovina delle
loro finanze. Hanno perso le case, non sono riusciti a ripagare i
debiti. Chi però ha fornito il doping, le banche, non solo non ha
pagato, ma è stato premiato. Le banche hanno ricevuto miliardi da
parte dei governi per continuare così. E’ giusto che io che mi sono
dopato paghi e quelli che hanno dopato la società vengano premiati
con i soldi tuoi, con i miei? Tutte queste vittime inconsapevoli
credevano a quello che dicevano i loro governi: che le banche non
erano più delle tigri, ma erano diventate vegetariane.”
“…Il settore bancario divenne
nel giro di poco tempo il nucleo economico del paese. Iniziò a
divenir parte del sistema finanziario speculativo internazionale
attraendo investimenti dall’estero (essenzialmente di privati
cittadini inglesi, olandesi e tedeschi) grazie agli alti tassi di
interesse.
Il continuo ingresso di capitali esteri alimentò
una velocissima crescita creando l’illusione di un “miracolo
economico”. Si pensi che nel 2003 il settore bancario valeva il
200% del PIL e giunse al 900% nel 2007. La momentanea ricchezza
finanziaria, finché non giunse la crisi, permise effettivamente a
tutta la popolazione (320.000 abitanti) di godere di un diffuso
benessere. Si pensi che in quel periodo l’Islanda si presentava
come un paese occidentale estremamente ricco; nel 2007 le Nazioni
Unite la incoronavano come prima nazione al mondo per qualità di
vita e nelle aule universitarie i professori tenevano conferenze sul
“miracolo economico” islandese… “
ed il commento di
un lettore:
“La morale della favola è di una
semplicità disarmante: i capitali provenienti dall’estero sono come
la mela offerta dal viscido serpente ad Eva. Il frutto della libera
circolazione dei capitali è avvelenato, e la vittima è la
collettività incauta che ha spalancato le porte a questa tentazione,
godendone iniziali quanto fugaci vantaggi, presto trasformatisi in un
incubo debitorio collettivo.”