Categoria: Milano

  • Milano PGT. Majorino urla la sua indignazione. La Maggioranza applica la legge del più forte.

     Majorino contesta che alcuni consiglieri siano stati comprati politicamente ed inseriti nei CDA delle partecipate
    Majorino pgt

    Milano 28 gennaio 2011 il dibattito sul PGT continua, il punto è la legittimità del raggruppamento delle 4.000 e passa osservazioni in 8 gruppi per omogeneità di categoria mentre il consiglio di stato ha comunicato che si possono raggruppare le osservazioni per omogeneità di contenuti. 

    Alcuni interventi dei consiglieri tra cui quello infuocato di Pierfrancesco Majorino 

    Palmeri chiede a tutti i consiglieri un atto di responsabilità e di collaborazione al buon svolgimento della seduta. In sede di ufficio di presidenza riunitasi 4 volte per formulare una proposta unitaria viene stabilito, dice Palmeri, che il primo diritto è quello di poter discutere le osservazioni che non sono emendamenti dei cittadini ma meri apporti collaborativi che meritano però la massima attenzione il secondo diritto è quello di votare entro il 14 febbraio.

    Fanzago chiarisce che l'ufficio di presidenza non è responsabile del ritardo ma sono stati convocati consigli decaduti per assenza del numero legale. Aggiunge che il consiglio di stato dice che è possibile esaminare insieme le osservazioni a carattere omogeneo che presentano identico contenuto, gli uffici ci rispondono che l'identico contenuto comporta una valutazione discrezionale esprimibile solo da una parte dell'organo amministrativo. Le osservazioni accolte vanno a modificare il testo che il cc aveva adottato quindi soprattutto su quelle si deve discutere in cc.

    Di Martino risponde che gli uffici hanno già delineato 8 ambiti e dice ci assumeremo questa, da parte vostra, grave responsabilità ma per noi è un dovere nei confronti della città

    Landonio ricorda che la discussione si può aprire il 14 febbraio ma non deve necessariamente concludersi in tale data, c'è tutto il tempo di valutare attentamente le osservazioni se la maggioranza sta cercando scorciatoie se ne assuma le responsabilità

    Majorino dice che questa è la più brutta pagina di questo consiglio comunale e si rivolge al sindaco e all'assessore Masseroli "tentate di forzare la mano cancellando l'opinione dei cittadini milanesi ma perché lo fate? So che quelli che sono nei cda delle partecipate parlano di più.  Se passassero alcune delle osservazioni vedremo modificato un piano che porta 178 pirelloni e 500 mila abitanti per far contenti alcuni immobiliaristi, siete fannulloni ben acquistati attraverso i posti dei CDA non avete la forza di stare con noi a discutere giorno e notte" "resterete qui in aula fino al 14 febbraio ma non avete il fisico per restare qui, se non quelli di voi che sono finiti nei cda delle partecipate" Majorino contesta che alcuni siano stati comprati politicamente ed inseriti nei CDA delle partecipate "non saremo complici di questo atto che ci chiedete oggi" 

    Merlin dichiara che non è una giungla, non è che chi ha un voto in più comanda, siamo in uno stato di diritto abbiamo una lettera di un segretario generale che non è di parte che dice che gli accorpamenti possono essere fatti solo per identità di contenuto, se i contenuti sono identici lo saranno anche le controdeduzioni ma non lo sono quindi significa che i contenuti non sono identici. Il nostro lavoro è stare qui a discutere a votare e non arrivare prendere un gettone votare 4 cose ed in quattr'e quattr'otto decidere il futuro della città per i prossimi 20 anni.

    Rizzo ribadisce l'affermazione del segretario di stato e chiede che diventi un atto del consiglio, chiede di spiegare quali sono gli identici o simili chiede che il sindaco dica che ritiene che l'accorpamento di queste cose corrisponde al criterio di identico contenuto ma nessuno si prende la responsabilità di dire questa cosa, non lo vuol fare nessuno neanche la maggioranza, conclude.

    Milly Moratti ricorda che tanti cittadini le chiedono in merito alle proprie osservazioni, chiedono se verranno prese in considerazione e lei vorrebbe rispondere sì, quindi vuole arrivare all'approvazione del piano ma in maniera legale.

    Rizzati apre una parentesi su De Martino che ha definito la manifestazione di oggi come la manifestazione degli arrabbiati, semmai indignati dice Rizzati e tornando al PGT dice che bisognerà chiamare in causa l'accademia della Crusca per interpretare l'italiano la nostra interpretazione è corretta e De Martino lo riconosce nel momento in cui dice che si prenderanno questa responsabilità.

    Grassi dice che i cittadini sono stati illusi perché le loro osservazioni non sono state tenute in considerazione. 

    Dopo una pausa però la maggioranza con 27 voti compreso quello del sindaco si approva il metodo di votazione degli 8 accorpamenti di osservazioni per categoria e non per contenuto. Per l'esattezza verranno discusse le controdeduzioni degli uffici alle osservazioni. Il presidente del consiglio Manfredi Palmeri, coerentemente con la sua vocazione per il rispetto delle regole, si astiene e la minoranza, giustamente indignata, al momento del voto abbandona l'aula perché giudica la scelta illegittima.

    E così ci stanno prendendo per il naso…

    di Cinzia Bascetta

  • Milano PGT. C’è un vuoto legislativo sulla vendita dei diritti edificatori?

    Rizzati

    Il consigliere Rizzati così interviene il 26 gennaio 2011 in seduta del consiglio comunale: “Grazie Presidente. Guardi, devo cominciare con una premessa, perché essendo oramai vicini alla chiusura della partita, voglio fare un pubblico ringraziamento agli uffici che hanno lavorato con l’assoluta coscienza e capacità che gli viene da tutti quanti riconosciuta, anche se ahi noi, evidentemente, gli indirizzi generali che la maggioranza ha offerto agli uffici stessi hanno portato, poi, ad affrontare questa che io chiamo assolutamente “un pasticcio”. Pasticcio che mi ha causato molta fatica e difficoltà, non essendo io un urbanista; per questo voglio ringraziare i miei colleghi che molto più oculatamente di me si sono occupati della partita. Ho fatto davvero fatica, perché la prima reazione che ho avuto dopo avere sentito la sua introduzione alla partita, caro assessore Masseroli, la prima reazione che ho avuto è stata quella del rifiuto, cioè di considerare, l’ho detto anche pubblicamente, attirandomi non pochi strali, di considerare questa intrapresa assolutamente irricevibile. Un Piano talmente fatto male e talmente improbabile da essere inemendabile, da dovere essere rigettato. Devo dire che questo giudizio, appunto, mi ha causato alcune difficoltà e alcuni strali, ma sono stato parzialmente ricompensato dall’avere visto, poi, nei mesi successivi un parere di un Architetto e di un Urbanista importante, di un candidato alle primarie del centro-sinistra, Stefano Boeri, che ha riportato sulla stampa, esattamente, parola per parola le mie valutazioni. Una piccola soddisfazione morale che, per quello che vale, conta pure qualcosa.Ma perché io giudico assolutamente irricevibile questo progetto, Assessore? Per tanti motivi. A cominciare da uno di carattere generale che è questo: ma siamo veramente sicuri che questo provvedimento è un provvedimento legale? Che abbia davvero i crismi del rispetto delle Leggi? Guardi, io sono abbastanza in difficoltà su questo e vorrei, se è possibile, chiedo la pazienza sua e degli altri colleghi, affidarmi alle parole che sono state dette da una persona importante in questa Città, il Presidente del Consiglio Notarile di Milano, Domenico De Stefano, che ha rilasciato un' intervista a Italia Oggi una decina di giorni fa e che, dopo essere stato contattato da Lei per potere in qualche modo ragionare sulla presunta o possibile illegalità di quello che stiamo facendo, si è espresso in questa intervista in modo, a mio parere, assolutamente chiaro.Prima di tutto evidenziando di che cosa stiamo parlando, per capirci fino in fondo su qual è l’oggetto principale, l’asse portante di tutto questo provvedimento. Leggo testualmente, dice il De Stefano: “Si afferma per la prima volta – in questo progetto ovviamente – la commerciabilità dei diritti edificatori o crediti edilizi e con ciò la rilevanza della contrattazione privata in relazione alle procedure che determinano la trasformazione del territorio. Con l’abbandono della impostazione tradizionale del PRG che fissava l’edificabilità di una area legandola alla ubicazione e alle caratteristiche del terreno, si rende necessario disciplinare in modo adeguato la circolazione di questi che, chiamati “diritti” sono veri e propri beni ancorché immateriali”.Bene, è evidente che qui siamo di fronte a un’assoluta innovazione dal punto di vista del percorso storico che abbiamo seguito in questi anni in questo paese; ed è evidente che, appunto, essendo noi intervenuti su un terreno assolutamente innovativo c’è un’assenza di legislazione importante, non perché lo dico io, ma perché alla fine del suo ragionamento lo stesso De Stefano dice: «Il PGT in approvazione procede su due piani, se verrà approvato nei tempi previsti, i primi contratti di trasferimento di diritti di edificabilità verranno realizzati sulla base della normativa vigente, e noi dovremo sforzarci di fare in modo che il nuovo strumento funzioni con il massimo delle garanzie. Contemporaneamente tramite consiglio nazionale del notariato daremo un contributo al legislatore per modificare il codice civile che dovrà comprendere la possibilità di negoziazione del bene edificabilità».Il che vuol dire, se l’italiano ha ancora un senso e se ho capito bene quello che dice De Stefano, in questo momento siamo in assenza di legislazione. Quindi un provvedimento che si presta a qualunque tipo di incursione e di possibilità di incursione dal punto di vista legale, per cui è evidente che questo ci sarà a seguito della eventuale approvazione, che io non auspico perché se questo è il presupposto della nostra discussione siamo evidentemente su un terreno assolutamente non friabile, ma all’interno di una vera e propria frana. Una vera e propria frana che aprirà il fronte a una possibilità innumerevole di ricorsi. Perché vale il ragionamento che noi dobbiamo cercare di capire appunto di che cosa stiamo discutendo. E la battuta fatta dal collega Fedrighini prima, per cui l’unica regola è l’assenza di regole, è una battuta che mi convince e che mi fa ragionare sulla possibilità di elaborare con lei un confronto su due concetti: il concetto di arroganza e il concetto di impotenza. Allora, sul concetto di arroganza, per capirci, qui sono sbagliati evidentemente e clamorosamente i presupposti. I presupposti ideologici, i suoi presupposti ideologici assessore, perché lei fa parte di un’area politica bene definita e conosciuta da tutti quanti. Un’area politica che nel corso di decenni si è battuta per fare in modo che il principio condivisibile, per tanti aspetti, della sussidiarietà che voleva dire sostanzialmente intervento del privato e collaborazione con il pubblico in presenza di problemi concreti. Questo concetto, questa pratica della sussidiarietà è diventata un’altra cosa nella pratica politica di Comunione e Liberazione, l’area politica che lei rappresenta, per arrivare al vero e proprio delirio liberista, che l’ho sentita riferire in apertura di discussione sul PGT, quando lei è arrivato a teorizzare il fatto che la funzione pubblica, che collettivamente noi tutti quanti esercitiamo, non è più propria di questo Consiglio Comunale o comunque delle istituzioni rappresentative elette dal popolo, ma viene istituita dai privati che decidono loro ed esercitano loro la cosiddetta funzione pubblica, riservando, bontà loro, al pubblico, a noi, sostanzialmente, la possibilità di intervenire ex post a valutare se le cose che sono state fatte, sono state fatte in modo corretto.Mi sembra davvero un cambiamento incredibile di quella che è logica e la pratica democratica nell’esercizio della responsabilità pubblica, ed è una cosa che evidentemente inficia alla base il progetto che lei ci ha presentato.  L’altro presupposto sbagliato è quello materiale, caro assessore Masseroli, perché lei doveva fare i conti, prima di ragionare sul Piano di governo del territorio, con il Piano che lei ci ha presentato faraonico, edulcorato, elaborato e rivisto più volte con cifre buttate così alla vanvera giusto per dare un po’ di polvere negli occhi della gente, dicevo che le condizioni materiali di questo paese oggi che cosa ci dicono? Legga le cronache quotidiane. Ci dicono sostanzialmente che in questo Paese ci sono in questo momento 170 mila sfratti esecutivi, 170 mila famiglie che non sono in condizione di reggere un affitto, e ci sono sempre in questo Paese 120 mila appartamenti vuoti. Uno scandalo, una vergogna, un delirio, un delitto, non so quale aggettivo usare per definire una situazione di questo tipo.  E in presenza di questa situazione vergognosa, lei che cosa viene a proporci sostanzialmente? Ci viene a proporre ancora la ricetta più semplice. Quella del costruiamo il nuovo attraverso l’articolazione teorica e teologica che ha teorizzato prima e che ho cercato di svergognare con le dichiarazioni del Presidente dei notai, sostanzialmente. Lei ci viene a proporre ancora la vecchia ricetta, quella che fa comodo a Ligresti e gli altri suoi colleghi. Cioè quella del costruire il nuovo, su terreno
    vergine.  Questo per quale motivo? Ah sì, perché vogliamo rilanciare l’economia deperita di questo paese. Ma questa sostanzialmente è una forma di autismo. Ma è possibile che a fronte di questa condizione, dei numeri che vi ho appena citato, ancora noi rispondiamo con le vecchie logiche di una volta che hanno determinato a costruire questa situazione? Questo è peggio che autismo, è responsabilità colpevole.Allora vogliamo capirlo una volta e per tutte che l’unica domanda che c’è in campo oggi, per quanto riguarda l’edilizia in questo Paese è quella che riguarda l’edilizia residenziale pubblica, sovvenzionata dallo Stato per consentire che la gente che non è in condizione di pagare gli affitti possa vivere sotto un tetto? Questo è il punto di fondo dal quale non si esce dal confronto con lei assessore Masseroli. Perché lei si rifiuta di considerare questa realtà che è davanti gli occhi di tutti. E non tanto per le 22 mila domande delle famiglie milanesi che aspettano la casa popolare da illo tempore. Ma perché intorno a queste 22 mila famiglie si è costruita una relazione sociale che comprende decine di migliaia di persone alle quali noi non siamo in condizione di dare una risposta. E quando tentiamo di ragionare sulla materia, la risposta che vogliamo spacciare è quella che lei ha messo in campo con questa ridicola riduzione del problema chiamata housing sociale. Assolutamente non ci siamo. Lei vuole rilanciare l’economia? Assessore Masseroli, benissimo, le do io un’idea utile per poter rilanciare l’economia. Ne parli con De Albertis, ne parli con Ligresti, ne parli con gli altri, perché sarebbe molto semplice rilanciare l’economia in questo Paese. Fermo restando che si parte comunque prima dall’edificare le case che servono alla gente che ne ha bisogno.  Volete fare davvero economia? Benissimo, c’è un patrimonio edilizio incredibile in questa città e in questa regione. Questo patrimonio qua è tutto carente dal punto di vista ecologico, è un danno per l’economia il fatto che noi oggi riscaldiamo in questo modo le nostre case, e il fatto di potere intervenire radicalmente in modo ragionato con un programma di lungo termine per poter trasformare questa edilizia, questo costruito in una situazione ecologicamente sostenibile, sfruttando le nuove tecniche dell’energia, cambierebbe la situazione. Benissimo, questo porterebbe sì lavoro, migliaia di posti di lavoro, piena occupazione dell’edilizia. Questa è una cosa semplice, che tutti quanti possono capire. Alla luce della discussione sull’energia che si è sviluppata in questi anni, perché non ci arrivate? Ma è possibile che non vi rendete conto di che cosa concretamente si può realisticamente fare da subito per rilanciare l’economia che dite, asserite essere comunque all’interno delle vostre priorità?  Bene, non è così, non è così. Non è così ed è questa la conferma per cui c’è bisogno in questa città di dare davvero un cambio di registro, di dare davvero un cambio, dopo 20 anni di governo vostro siamo arrivati in questa condizione, in questa situazione, con una città assediata, soffocata, che non dà risposte alle domande essenziali. Ed è per questo che è evidente che questo progetto che avete messo in campo non ha le gambe per stare in piedi. Non ha le gambe per stare in piedi non tanto e non solo perché le persone ragionevoli come Pisapia vi hanno chiesto di prendere atto della realtà, di mettere in campo una moratoria che consenta a tutta la città e a tutti i suoi protagonisti di potere fare un ragionamento più compiuto. Perché voi siete arrivati, lo ribadiva poco fa il collega Rizzo, siete arrivati lacerati a questa scelta, siete arrivati all’ultimo secondo utile. Ma è possibile che dopo 5 anni di consiliatura questo che è il progetto principe della vostra politica amministrativa, arriva in Consiglio a 6 mesi dalla fine della consiliatura? È possibile? E in questo modo volete aprire una relazione con la città? Vi fate grassi e forti durante le conferenze stampa per poi arrivare in Aula a prendere per il naso la gente che ha portato le osservazioni? Ma quale tipo di rapporto democratico vogliamo mettere in campo davvero con i cittadini? È questo il rapporto democratico che vogliamo? È una cosa incredibile che fa paura ascoltarla, Assessore, sentirle dire che c’è solo lo 0,1% dei cittadini che hanno eccepito. Ma di che cosa stiamo discutendo? Se sono in difficoltà io che sono qui a rappresentare la gente, figuriamoci l’abitante del Giambellino che cosa che può pensare di un Piano del governo del territorio? Che cosa cavolo ne può capire di cosa stiamo discutendo in questo momento? Io dico che è un vero miracolo il fatto che un numero così importante di osservazioni siano state portate alla nostra attenzione. È un segnale forte, che vuol dire che gli avvertiti, gli informati ci stanno guardando. E gli avvertiti e gli informati fanno opinione. E se noi non diamo risposte alle domande concretissime che loro ci hanno messo in campo, evidentemente facciamo un grave errore, apriamo un fronte di conflitto veramente forte e insostenibile, soprattutto da parte vostra che avete rifiutato le richieste, tutte concrete, che vi abbiamo messo in campo per gestire questa difficile discussione. Vi abbiamo proposto un metodo, se è possibile, da condividere. Ci avete risposto con l’arroganza dei 4 voti inizialmente proposti dal collega Gallera. Poi i voti sono andati a 8, forse diventeranno 24, non lo so.  Comunque è chiaro che a voi non interessa il confronto, interessa unicamente la possibilità di potere arrivare nel termine della scadenza che vi siete fissati, anche qua in modo autistico, per poter portare a casa il risultato, per fare che cosa? Per poter sbandierare questa incredibile bandierina agli occhi dei cittadini. Ma pensate davvero che i cittadini del Giambellino o le 22 mila famiglie che aspettano la casa popolare possano essere contente e soddisfatte del lavoro che abbiamo fatto e del presunto risultato che voi potreste sbandierare? Guardate, assolutamente non sarà così. Non sarà così. È per questo che l’offerta che vi è stata fatta da Giuliano Pisapia è un’offerta da prendere sul serio, da prendere in considerazione. Questo vorrebbe dire davvero chiamare tutti quanti all’assunzione di responsabilità, a prendere atto che non è possibile imporre un punto di vista assolutamente unilaterale come questo, a 2 mesi dal voto che potrebbe cambiare il governo di questa città.  Quindi prendere atto della realtà di questa proposta, accettarla sarebbe un segnale di intelligenza politica che servirebbe a svelenire il confronto che abbiamo davanti, evitare la possibilità di arrivare in quest’Aula a uno scontro fortissimo e sicuramente a una reazione, anche dal punto di vista legale, che tutti i cittadini vorranno fare dopo che sarà finita la discussione in quest’Aula. Quindi sarebbe cosa utile e intelligente prendere atto di questa proposta. Però avendo ascoltato l’introduzione della discussione fatta dall’assessore, mi rendo ben conto che non c’è nessuna volontà di scendere sul terreno dell’intelligenza, del confronto; ma solo l’esigenza incredibile di affermare un punto di vista unilaterale…..

  • PGT: Consiglieri di minoranza chiedono il rispetto delle regole.

    Le osservazioni dei cittadini non possono essere ignorate ma vanno discusse una per una.

    Majorino

    Milano, oggi si è riaperta la discussione sul PGT. Gli uffici dell'urbanistica hanno accorpato le 4.000 osservazioni in 8 gruppi e vogliono votarle insieme. L'assessore Masseroli dice che in fondo un migliaio di cittadini sono solo lo 0,1% dei milanesi e che quelli che invece hanno partecipato al piano sono di più, inoltre dice che è da codardi non prendere una decisione velocemente. 
    Le risposte dei consiglieri di minoranza sono state le seguenti:
    Majorino dice proprio che aprire le porte alla costruzione di 180 grattacieli favorisce alcune immobiliari inoltre chiede, perché proprio adesso il 26 gennaio? Gli uffici ci hanno messo un mese per accorpare le osservazioni, la discussione arriva oggi, sembra che la maggioranza abbia difficoltà a riunire i suoi consiglieri
    Landonio ricorda che se il piano verrà votato in due giorni con 8 votazioni si potrebbe anche fare ricorso al TAR per invalidare il documento perché, spiega il consigliere, sono state messe insieme tematiche non omogenee ossia sono messe insieme per omogeneità di procedura e non di contenuto ad esempio sono state raggruppate tutte le osservazioni sugli ATO ma queste non sono tutte uguali, ci sono quelle per aumentare il verde, quelle per le infrastrutture ecc… Vanno tolte solo quelle ovvie ed accorpate quelle molto simili, se non si fa questo  qualsiasi cittadino potrà eccepire che la propria osservazione non è stata tenuta in conto. 
    Milly Moratti ribadisce la volontà di votare uno strumento legittimo, ricorda che la Regione ha osservato che manca un vero piano di housing sociale, 5.000 alloggi non bastano.
    Merlin fa notare che gli uffici lavorando a cottimo hanno impiegato un mese per accorpare le osservazioni mentre i consiglieri hanno avuto pochi giorni per leggere le controdeduzioni, giorni che sono stati pieni di commissioni e sedute del consiglio inoltre i consiglieri, non potendo più mettersi in aspettativa devono anche andare a lavorare.
    Fedrighini propone di chiedere alla Regione una proroga di un anno per l'approvazione del PGT.
    Rizzati dice che è inaccettabile che i privati ricoprano una funzione pubblica. Sostiene che è evidente che rilanciare l'economia non è nelle loro priorità e fa notare che il PGT arriva a soli 6 mesi alla fine del mandato mentre doveva essere il cavallo di battaglia della loro candidatura evidenziando una mancanza di vero dialogo con la città.
    Ugliano ricorda i casi di edificazioni industriali spacciate per residenziali con bonifiche non effettuate e alle interrogazioni in merito dice che l'assessore non ha mai risposto
    Grassi dice che questo PGT è scritto per i proprietari di terreni che usufruiranno delle risorse del comune per operare secondo una cieca logica di mercato
    Gentili sostiene che lo sviluppo del territorio non si possa ridurre all'aumento delle volumetrie ma all'aumento della qualità della vita
    Patrizia Quartieri dice che il tema dell'ascolto della città è importante e previsto per legge, non una gentile concessione. Non è vero che chi non prende una decisione è un codardo, il mio dovere è chiedere che le osservazioni siano discusse in aula una per una qualora  non siano sovrapponibili. Molte osservazioni vanno sulle stesse linee che alcuni enti ci hanno presentato ad esempio la ASL  fa notare che nel PGT non ci sono valutazioni per quanto riguarda l'aumento della popolazione in merito all'aumento dell'inquinamento atmosferico, acustico e sulla mobilità.

    5 ore d'interventi finché non è stata chiusa la seduta su richiesta del consigliere Mardegan.

    Attendiamo domani la replica di Masseroli.

    di Cinzia Bascetta

  • MoVimento 5 Stelle a Milano. Cittadini in rete o circoli di quartiere?

    Mov piazza duomo

     Il MoVimento 5 stelle si prefigge di portare il nuovo in politica. Tra qualche mese ci saranno le amministrative a Milano, il MoVimento si prepara da tempo a questo momento. Ma chi è il MoVimento 5 stelle a Milano? Il primo mattone per la lista civica è stato messo dal meetup Grilli Milano, detto anche Meetup 1, in quanto fu il primo meetup  ad essere aperto sembra con la partecipazione dello Staff di Beppe Grillo che altri non è che la Casaleggio Associati, società che si occupa di comunicazione. Nel 2008 l'organizer di questo meetup era Ettore Soffientini ma all'inizio ufficiale del tavolo di lavoro per la lista civica è stato sostituito da un gruppo di "attivisti" ed è stato nominato il multi-organizer. Il tavolo ha preso vita la primavera scorsa ma i lavori per la lista civica erano cominciati molto prima. Dobbiamo tornare indietro nell'inverno del 2009, quando con una riunione cui parteciparono una ventina/trentina di persone fu deciso di adottare l'attività dei Gruppi di Quartiere di Sem Prandoni (che nel giugno 2009 fonda il movimento La politica alla gente http://files.meetup.com/1016897/assemblea_27_giugno_2009[1].pdf 
    insieme ad uno dei patriarchi del meetup1, Mario Garofalo) al fine di creare dei gruppi nei quartieri di Milano che scrivessero il programma per la lista civica. E fin qui non ci sarebbe niente di male. E' il modo però che non è in linea con i principi che il MoVimento 5 stelle dice di portare avanti in particolare mi riferisco alla trasparenza della rete. Da subito quindi fu criticato il fatto di non avere la possibilità di discutere e costruire il programma in rete alla luce del sole ma che questo fosse scritto da gruppi isolati uno dall'altro e con un metodo tutto particolare ossia: non bisogna essere esperti, non bisogna prepararsi, si sceglie un argomento e si fa un giro di tavolo di tre minuti ciascuno senza contraddittorio, una persona scrive quello che riesce a scrivere e poi sarà un'altra a mettere tutto insieme ed a comporre il programma. Sem scrisse addirittura, in risposta alle nostre critiche che i programmi alla fine li scrivono sempre 4 teste d'uovo e che in questo caso poi bastava fare copia incolla del programma del MoVimento. Nulla di male anche in questo ma dov'è la vera partecipazione dei cittadini? Allora a cosa servivano i gruppi di cittadini? Era solo un mero esercizio di politica? Dovevano imparare qualcosa? Sem è un missionario cattolico laico, forse ha imparato sul campo questi metodi. Non penso però che i cittadini debbano essere educati alla politica in questo modo. Semplicemente non penso che sia in linea con un movimento che dice di essere composto da cittadini consapevoli che si mettono in prima linea. Eppure, nonostante le critiche, i gruppi di quartiere sono andati avanti di pari passo con la lista civica, il gruppo promotore del meetup 1 ha imposto questo diktat: o con i gruppi o fuori! Intanto i dissidenti hanno preso contatto con il famoso Staff, basta dire solo questo: Filippo Pittarello, braccio destro di Beppe Grillo e dipendente di Casaleggio associati, disse che i Gruppi di Quartiere non erano in linea con il MoVimento 5 stelle ma giustificò la cosa con il fatto che, essendo un movimento veramente innovativo (il MoVimento 5 stelle), era difficile ai più allinearsi… Qualche tempo dopo, alla riunione della lista milanese disse: "avete un'attività nei quartieri veramente innovativa dovete svilupparla". Ma allora da che parte sta? Sempre lo staff ci disse che la lista sarebbe stata fatta sulla piattaforma nazionale (non che sarebbe approdata sulla piattaforma nazionale dopo essere stata certificata prima tempo e senza nemmeno i candidati infatti fu certificato un comitato promotore composto da chi? Dalle persone che erano state presenti ad una riunione che si era svolta in precedenza e chi erano? I GdQ ed il nucleo del meetup 1)….!? Lo Staff ci aveva anche detto che il candidato sindaco o portavoce sarebbe stato votato sulla piattaforma da tutti gli iscritti al MoVimento ma ad ottobre mi dicono abbia suggerito alla lista civica di far votare solo i candidati. Lo staff scelse una persona come tramite per i contatti tra lo staff ed il comitato promotore per la lista civica. Questa persona è Ettore Soffientini, che era organizer quando i GdQ divennero un'attività del meetup con lo scopo di scrivere il programma; solo che poi non si sa come, all'insaputa della maggioranza degli iscritti, ricevettero l'incarico di costituire la lista civica. Questa operazione fu in parte fermata da noi dissidenti la primavera scorsa ma poi alla fine il gruppo promotore, appoggiato anche da Vito Crimi, ex candidato presidente alla Regione Lombardia e all'epoca organizer del meetup regionale (e non si sa perché ancora autorizzato all'uso del simbolo del MoVimento 5 stelle nonostante non sia stato eletto), andò avanti a braccetto con i GdQ. I GdQ hanno anche un coordinamento centrale formato dai coordinatori dei gruppi che si riunisce e delibera. Tale coordinamento sembra dovrà rimanere dopo le elezioni. Nulla di male naturalmente ma per la struttura di un comune partito in cui sono in pochi a decidere per tutti gli altri. La chicca in merito a questo è stata data da Stefano Stortone, incaricato di scrivere il regolamento del meetup 1 e poi quello della lista civica. Il dialogo con Stortone è stato impossibile, appoggiato dai patriarca del meetup 1, noti anche per aver gestito in passato il meetup attraverso l'associazione A.G.A.M e dai loro gregarietti ubbidienti, ha formulato un regolamento, che tra l'altro è la sua tesi di laurea, che prevede che le decisioni siano prese da un gruppo di coordinamento che in caso di urgenza può decidere anche via telefono. Loro diranno che il gruppo di coordinamento è aperto a tutti… sì ma ha un numero limitato e se consideriamo poi altri particolari come ad esempio che le persone che ricoprono gli incarichi di segreteria sono sempre le stesse….  alle regionali come nella lista civica Milano 5 stelle (Luca Cioni e Paola Carinelli) proclamati dall'altro patriarca, Vito Crimi. Io facevo parte dell'ufficio stampa finché, avendo criticato i GdQ, Vito Crimi si inventò che per sicurezza doveva resettare le password a "tutti"… chissà perché però Ettore ha continuato a gestire la mail di Milano a 5 stelle collegata al sito Lombardia5stelle.org http://www.lombardia5stelle.org/ che appartiene a Rossella Lezzi, anche lei ha continuato a gestire il sito insieme ad un altro che non aveva criticato i GdQ mentre hanno cercato in tutti i modi di togliere l'amministrazione del gruppo facebook a Tiziana Fabro, anche lei aveva criticato i GdQ. Ma cosa avranno mai questi GdQ? Piacciono tanto anche a Pittarello. Sarà per le affinità con lo spirito missionario, visto che Filippo è scout e fa parte della CBM onlus Missioni Cristiane per i Ciechi http://www.cbmitalia.org/pdf/annual2005.pdf. Un certo Filippo Pittarello gestisce il sito della Rettoria della Bocconi, un sito che si chiama San Ferdinando, il sito del centro pastorale Universitario della Bocconi http://www.sanferdinando.org/

    Leggendo la pagina facebook MoVimento 5 stelle a Milano mi è caduto l'occhio su queste parole che Livio Bracchetti, braccio destro di Sem Prandoni, scrive a Manlio Di Stefano e Renato Plati (candidati a portavoce sindaco provenienti dai GdQ) " I GdQ o meglio la forma di cittadini del ns movimento che hanno scelto un percorso terreno per portare avanti il cambiamento voteranno sicuramente per uno di voi, chi non sarà importante se siete tutti dei portavoce di noi cittadini non ci saranno problemi…."

    Con quale metodo si voterà? Con il metodo Condorcet e a questo proposito è interessante leggere cosa scrive il blog Bicybeton http://byccibeton.wordpress.com/2011/01/12/condorcet/
    Visto che non sono riusciti, pur avendoci provato, a persuadere l'assemblea a scegliere la modalità di voto tra i soli candidati o tra i soli presenti alla scorsa assemblea, (è stato ribadito più volte che la votazione tra i soli candidati era stata adottata anche in altre città come Torino e Bologna) il prossimo sabato tutti gli iscritti al Movimento potranno votare per scegliere il candidato portavoce sindaco, l'unica speranza è che la cosa venga pubblicizzata in prima pagina sul blog di Beppe Grillo, così non voteranno solo i GdQ. Ora per essere informati di un  evento così importante bisogna andare sul blog di Beppe Grillo sotto liste civiche>liste>milano>calendario eventi lista civica che collega alla pagina del gruppo facebook. E se non sono iscritto a facebook? Ve lo dico io dov'è che chissà quando la mandano la mail a tutti gli iscritti… così vi organizzate per tempo, è nella sala riunioni residence Zumbini in via Zumbini, 6 Milano, sabato 22 gennaio dalle 14.30 alle 18.30 ma purtroppo c'è sempre e comunque il complicatissimo sistema Condorcet e si sa più un sistema è complicato e più è difficile contestare il risultato.

    di Cinzia Bascetta

     P.S. A cosa servivano i gruppi indottrinati dei Gruppi di Quartiere? A votare per il candidato "ideale" che è saltato fuori all'ultimo: Mattia Calise. Difatti la famosa mail a tutti non fu mai inviata.

  • Milano – acque all’arsenico? Vero pericolo o solo allarmismo? Domani scriviamo alla Regione per fermare la privatizzazione

    Acquaarsenico10

     

    COMUNICATO STAMPA

     

    Il Comitato Milanese Acqua Pubblica ritiene che le notizie di stampa sulla presenza di alte concentrazioni di arsenico rilevate a Milano (Corriere della sera di oggi), e le polemiche degli ultimi giorni sulla mancata concessione della deroga dell’Unione europea, possano determinare nei milanesi un ingiustificato allarmismo e una diffidenza nei confronti dell’acqua del rubinetto.

    L’arsenico rilevato da ARPA Lombardia nel sottosuolo dell’area Garibaldi-Repubblica nulla ha a che vedere con l’acqua erogata dall’acquedotto, i cui dati confermano la buona qualità e il rispetto dei limiti europei, ma riguarda l’ennesima mancata bonifica di terreni soggetti a piani di recupero con la costruzione di nuovi insediamenti abitativi e commerciali.

    La qualità dell’acqua distribuita a Milano e provincia da aziende interamente pubbliche è fuori discussione. La diffusione di notizie quantomeno ambigue può – forse vuole – creare allarmi ingiustificati proprio nel momento in cui il consiglio regionale lombardo si prepara a discutere la proposta della maggioranza di  accelerare l’approvazione di una legge che favorisce i processi di privatizzazione.

    Il controllo della qualità che è giornalmente verificato a Milano e provincia non è evidentemente eseguito con analogo scrupolo da parte di altri gestori privati o pubblici che siano. Rispetto a queste gestioni i rilievi da parte europea sono ampiamente condivisibili e segnalano, con  l’inaffidabilità delle gestioni, la necessità del controllo diretto da parte dell’utenza della qualità dell’acqua che esce dai rubinetti.

    La volontà della giunta di chiudere al più presto la partita sull’acqua non trova giustificazione e contrasta con la richiesta espressa dai cittadini lombardi con  240.000 firme  -1.400.000 a livello nazionale – di esprimere  la propria volontà nei referendum contro la consegna ai privati della gestione degli acquedotti.

    A sostegno della civile battaglia in difesa del bene comune acqua nella mattina di martedì 30 si terrà un presidio davanti alla sede della Regione in via Fabio Filzi. 

    Il Comitato Milanese Acquapubblica

    Il coordinamento regionale Lombardo dei comitati per l'acqua pubblica invita tutti a mandare un’ EMAIL ai Consiglieri Regionali per dire NO alla privatizzazione dell'acqua in Lombardia.
    Concentriamo la spedizione delle email il giorno: 
    LUNEDI’ 29 NOVEMBRE, in modo da intasare la posta dei Consiglieri. 

     

    TESTO DELLA EMAIL DA INVIARE AI CONSIGLIERI REGIONALI DELLA LOMBARDIA:


    Egregio Consigliere,

         apprendiamo che il giorno 30 novembre p.v. verrà discusso e messo in votazione in Consiglio Regionale il Progetto di Legge n. 57 inerente la gestione dei servizi idrici integrati (S.I.I.), in applicazione del cosiddetto Decreto Ronchi (art. 23 bis della Legge 133/2008, così come modificato dall'art. 15 della Legge 166/2009).
    L’attuazione delle modalità di affidamento dei S.I.I., così come previste dal PDL, obbligherebbero alla privatizzazione della gestione dell'acqua.

    Infatti con l'applicazione del Decreto Ronchi, l'affidamento della gestione dei S.I.I. a soggetti privati – ovvero a imprese italiane o straniere interessate solo a fare profitto – diventa la modalità ordinaria di assegnazione del servizio; in tal modo si porrebbe fine alle virtuose gestioni pubbliche che, in alcune province della Lombardia, risultano all'avanguardia a livello europeo.

    Ricordiamo in questa occasione che a sostegno del Referendum per l'abrogazione del Decreto Ronchi e per la ripubblicizzazione del servizio idrico, in Italia sono state raccolte 1 milione e 400 mila firme, delle quali ben 237 mila nella sola Lombardia(www.acquabenecomune.org). Riteniamo pertanto inopportuno che la Regione adotti provvedimenti prima del voto dei Referendum, tenuto presente che per la soppressione degli ATO la scadenza è fissata al marzo del 2011.

    Inoltre è utile ricordare che negli scorsi anni in Lombardia si è attivata una vasta mobilitazione popolare contro le precedenti Leggi Regionali in materia di servizi idrici, in particolare contro le L.R. n. 21/1998 e n. 18/2006, per le parti che imponevano la privatizzazione dell'erogazione dell'acqua. 

    A sostegno di tali mobilitazioni si sono attivati i Comuni; nel 2007 ben 144 Consigli Comunali della Lombardia hanno deliberato contro la L.R. 18/2006; con la successiva L.R. 1/2009, "concordata" coi sindaci referendari, è stata reintrodotta la possibilità dell'affidamento diretto ad aziende totalmente pubbliche.

    A tale proposito, ci preoccupa l'attribuzione delle competenze del governo dei S.I.I. alle Province, che di fatto sottrarranno ai Comuni (ovvero agli Enti più vicini ai cittadini) le competenze decisionali in tema di governo e gestione di un bene vitale e di interesse per tutti i cittadini qual è l'acqua, cancellando quel modello di federalismo e di autonomia finora riconosciuto ai Comuni stessi.

    Alla luce di quanto sopra, chiediamo alla S.V. di:

    • non approvare le modifiche introdotte con il Progetto di Legge n. 57, per le parti in cui si esautorano i Comuni delle competenze in materia di governo dei servizi idrici (modifiche artt. 47 e 48) e in cui si applica il Decreto Ronchi (modifiche art. 49);
    • mettere in votazione gli emendamenti presentati dal Coordinamento Regionale Lombardo dei Comitati Acqua Pubblica, finalizzati ad evitare i seguenti effetti:

    – l’espropriazione ai Comuni del ruolo decisionale in materia di servizi idrici;

    – il rischio di privatizzazione della gestione dei servizi idrici.

    Il testo con gli emendamenti è scaricabile dalla pagina web:

    www.contrattoacqua.it/public/up//Vertenze%20territoriali/Acqua_Lombardia_PDL57_audizione_def.pdf

     

    Certi che prenderete in considerazione le nostre richieste, porgiamo distinti saluti.

    NOME COGNOME  _____________ 

     

    —————————-

    INDIRIZZI EMAIL:

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    pierluigi.toscani@consiglio.regione.lombardia.it

    sante.zuffada@consiglio.regione.lombardia.it

    stefano.zamponi@consiglio.regione.lombardia.it

    domenico.zambetti@consiglio.regione.lombardia.it

    giuseppe.villani@consiglio.regione.lombardia.it

     

    p.c.  roberto@circoloambiente.org 

     

     


     

  • Lista civica Milano 5 stelle pre-certificata senza i candidati.


     

    Beppe Grillo, in questo video a Roma, dichiara in questi giorni che se ci saranno più liste civiche che richiedono la certificazione lui non può negarla se possiedono i requisiti e che farà scegliere sulla piattaforma nazionale con votazione quale lista dovrà concorrere alle elezioni. A parte il fatto che ha cambiato idea recentemente perché a settembre a Genova aveva ribadito che di lista civica se ne doveva fare una sola mettendosi d'accordo tra meetup, quindi sedendosi tutti allo stesso tavolo, vorrei che qualcuno mi spiegasse cosa significa quello che leggiamo sul forum della lista civica di Milano promossa principalmente dal meetup Grilli Milano. 

    http://milano5stelle.forumfree.it/?t=51439797

    Qui si parla di un incontro con lo staff di Beppe Grillo avvenuto ai primi di ottobre, la famosa Casaleggio, e si dice che come da loro suggerito viene fondato un comitato promotore della lista che sarà certificato (e questo dovrebbero averlo già fatto il che significa avere autorizzazione ufficiale all'uso del simbolo), non solo, viene deciso che fanno parte di questo comitato coloro che hanno partecipato alle due riunioni precedenti…. e che sono iscritti al loro forum (milano5stelleforumfree). 

    Quindi il comitato promotore può agire ufficialmente come lista civica Milano 5 stelle senza avere ancora i candidati, che non verranno più certificati dallo staff di Grillo ma direttamente da questi prescelti che hanno partecipato alle prime due riunioni e che sono alla fine principalmente quelli del meetup 1 Grilli Milano? E tutto viene deciso dopo che le due riunioni sono avvenute e che non ci sono dubbi su chi ha partecipato e chi no…? Questa sì che è democrazia dal basso! 

    Alla luce del recentissimo cambio di rotta di Beppe Grillo, significa quindi che se un gruppo di cittadini volesse fare un altro comitato promotore pur non avendo ancora tutti i candidati per attirare altri che volessero fare una lista a 5 stelle può farlo? Dunque non è più necessario avere tutti i candidati per chiedere l'autorizzazione all'uso del simbolo, addirittura si viene pre-certificati  ed autorizzati a certificare a sua volta i futuri candidati. Le liste poi vengono votate sulla piattaforma nazionale. Se sono io che non capisco, spero che qualche illuminato mi aiuti a capire meglio, questo blog è aperto ai commenti. Grazie.

    Milanesi non siate timidi proponete la vostra lista dunque.

    di Cinzia Bascetta

  • 1.500 cittadini al workshop sul PGT con l’assessore Masseroli

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    Ieri mattina siamo stati all'incontro sul PGT al teatro San Fedele, un incontro aperto a tutti i cittadini, presente l'assessore Carlo Giorgio Masseroli, Giovanni Oggioni Direttore Settore Pianificazione Urbanistica Generale, Marino Bottini Responsabile del Servizio di Coordinamento Pianificazione Urbanistica Generale e Paolo Simonetti Direttore Centrale Sviluppo del Territorio. 

    Il PGT è stato illustrato con l'ausilio di alcune slides esemplificative, particolare rilievo è stato dato al Piano dei Servizi, al sistema della perequazione sulle aree destinate a servizio e a come la scomparsa della destinazione d'uso renderà più veloce il passaggio di un'area da produttiva a residenziale. E' stato spiegato come leggere le schede del piano e che la città, al fine di analizzare meglio i bisogni locali è stata divisa in 88 schede NIL (Nuclei d'Identità Locale). 

    L'assessore ha parlato di 4.411 osservazioni giunte negli uffici comunali che possono essere un segno di partecipazione cittadina ma ha anche rimarcato che non lascerà spazio a tentativi di ostruzionismo ed ha sottolineato che la natura del piano non può essere stravolta in quanto è un testo che è stato adottato dal consiglio comunale quindi lui s'impegnerà affinché il piano giunga all'approvazione entro i termini e che quindi la discussione delle osservazioni venga completata entro il 14 febbraio, ha proprio detto che lui non si fermerà di fronte a niente. Ha spiegato il suo punto di vista ed ha detto che la felicità dipende anche dalle relazioni, ha detto che ci devono essere regole condivise per non far fermare la città, che le interpretazioni ci fanno male quindi ci vogliono regole chiare. Il PGT dà una nuova lettura della città, che vuole essere più flessibile, senza bloccare buoni investimenti, dice ed ha anche aggiunto che la politica è confusa ma non le nostre esigenze. Sulle osservazioni l'assessore dice che se saranno riconosciute migliorative rispetto all'obiettivo, ossia, rendere la città più vivibile saranno sicuramente accolte nel piano.

    Nella seconda parte della mattinata, essendo un workshop, i relatori hanno risposto alle domande dei presenti. Era stato predisposto un modulo, consegnato all'ingresso, su cui scrivere le proprie domande. 

    Le mie le ho fatte a nome del Comitato Cittadini Virtuosi. E' stato chiesto:

    Le forze del comune sono sufficienti a garantire la messa in opera di tutto l'apparato necessario a raccogliere ed analizzare periodicamente le richieste ed i cambiamenti che avvengono nelle zone? Come i cittadini possono far pervenire le proprie osservazioni e necessità? Quanto saranno coinvolti i consigli di zona? Ad oggi svolgono solo un ruolo di consultazione, potranno avere più peso in merito alle decisioni sui servizi?

    L'assessore ci ha risposto così.


     

    La seconda domanda: il PGT distingue tra servizi indispensabili e non. I privati profit potranno gestire anche servizi indispensabili? Se sì, saranno tenuti ad offrire il servizio agli stessi prezzi della gestione pubblica in modo che il cittadino non venga penalizzato?

    Ci ha risposto Marino Bottini che dice che essendo servizi accreditati e convenzionati è auspicabile, anzi devono fare gli stessi prezzi dell'operatore pubblico.


     

    Nel testo la parola convenzionato compare solo qui: DdP paragrafo 3 pag 185 

    "Da un lato si pensa a particolari forme di facilitazione all’insediamento delle attività(sia per gli aspetti commerciali che per gli aspetti urbanistici) a fronte del “convenzionamento”per la fornitura di servizi con finalità di sostegno sociale a specifici destinatari(“commercio convenzionato”). Dall’altro lato, alla sperimentazione di una struttura che abbiamo per il momentodefinito “incubatore commerciale” in analogia con quanto è già operante nel campodegli incubatori d’impresa, ritenendo che un sostegno, in varie forme da definire,per la fase di start up dell’insediamento in un contesto difficile potrebbe consentireanche in queste situazioni, la dotazione di servizi commerciali indispensabili allaqualità urbana."

    C'era anche una terza domanda:

    Come e da chi verranno fatti i controlli ex-post che il PGT vorrebbe introdurre? Ci sarà un sistema di ascolto dei cittadini anche a questo proposito? A questo però mi sembra non abbiano risposto

    In conclusione l'assessore ha voluto chiarire che il mercato delle volumetrie non sarà gestito da una banca. Inoltre "Il fatto che si dia flessibilità al sistema vuol dire checché ne dica qualcuno, il fatto che ci siano delle case vuote dove nessuno vuole andare ad abitare ed uffici vuoti che nessuno vuole usare, non è che bisogna obbligare affinché la gente usi quelli, bisogna fare in modo che siano o buttati giù, o rifatti oppure cambio destinazione, flessibilità. Se viene costruito un immobile a prezzi accessibili,a qualcuno che abita in un posto che fa schifo, tenderà a spostarsi e via via si creeranno immobili che saranno buttati giù e ricostruiti. Un operatore immobiliare ha bisogno che le case siano vendute e se non ritiene che ci sia mercato non le fa perché non si sono mai visti operatori immobiliari scemi, non ci sono, e se ci sono falliscono. Quindi vuol dire che non è che visto che ci sono non bisogna fare altro, facciamo una città che cresce, che evolve, che cambia, che migliora e magari l'operatore immobiliare magari troverà il percorso per proporre vantaggi alla gente che si sposta in questa (area) acquisendo quell'area (la vecchia) buttando giù e ricostruendo. Cioè è un percorso in cui la flessibilità lascia lo spazio alla vostra intrapresa che prima non era possibile perché era tutto cristallizzato. La non cristallizzazione è una funzione necessaria perché l'economia si sviluppi e il sistema migliori, quindi io non obbligherò nessuno ad andare via dalle case vecchie. Sono convinto che se interpretiamo bene questo strumento che ci siamo messi nelle mani, questo percorso accadrà"

    di Cinzia Bascetta

  • PGT Milano. Le nostre osservazioni al Piano dei Servizi

    Milano

    Il PGT apre le porte ai privati per la gestione dei servizi dei milanesi . Si potrebbe pensare che molte aziende, se ben gestite, siano efficientissime, ma l'azienda in sé fa in primis i suoi interessi e non quelli dell' utilizzatore. Le istituzioni nascono per tutelare il cittadino ed in quest'ottica dovrebbero sempre fare gli interessi di quest'ultimo garantendo la massima equità. Cosa succederebbe se un'istituzione cominciasse a ragionare in termini di profitto? Da una parte si potrebbe dire che è un bene perché in questo modo si creano ricchezze per la collettività ma, se il fine ultimo dell'ente pubblico fosse il profitto, le scelte si baserebbero su questo e che dire se la nascita di un servizio dipendesse dall'incrocio tra domanda e offerta? Il Comune sceglierà di fare arrivare un mezzo di trasporto in una zona non densamente popolata? O di mettere un asilo? Qualsiasi azienda che si rispetti no, perché non sarebbe una scelta sostenibile, come anche far andare i mezzi nelle ore notturne per esempio a meno che non salgano i prezzi.

    La stessa cosa se a gestire i servizi sono proprio i privati. Il Comune in qualità di enabler (facilitatore) analizza domanda ed offerta in ogni ambito territoriale, facendo una panoramica anche sulla eventuale già presenza di associazioni no-profit o aziende private profit. Il comune finanzia il servizio ma sarà il privato a gestirlo e quale privato gestirebbe mai un asilo in una zona con pochi bambini, farebbe circolare i bus la notte, farebbe prezzi modici in piscine e musei…? Verrà stilato un elenco di privati accreditati dal Comune e questi potranno concorrere all'assegnazione del servizio, ricevendo concessione d'uso di uno spazio pubblico o diritti edificatori. 

    Quale privato rinuncerebbe ai finanziamenti statali agli inceneritori, in favore del più sano e pulito RICICLO TOTALE dei rifiuti? La logica del profitto non va a braccetto con la tutela del bene comune e con l'equità della distribuzione e dell'accesso ai servizi. Per questo abbiamo presentato le nostre osservazioni al PGT per indicare che:

    Il Piano dei Servizi dovrebbe mettere al centro e porsi come obiettivo la soddisfazione e la risposta ai bisogni dei cittadini, tutti, sia quelli che vivono in zone più popolate che meno e non "la libertà di scelta dei cittadini". "La frase "e comunque intervenire in maniera residuale qualora tale risposta non sia sufficiente. " non è sufficiente a garantire che vi sarà un equa distribuzione dei servizi in quanto è accostata ad un principio "la libertà di scelta" che può essere interpretato in questo senso. Il cittadino è libero di scegliere dove vivere ma la libertà di scelta spesso dipende molto dalle disponibilità economiche di una persona.

    Nel PGT, non ci sono categorie di servizi definite e/o escluse a priori. L’ Amministrazione stabilisce quote della nuova edificazione da cedere perservizi indispensabili, senza indicare già di quali tipologie si tratta, ma distinguendo tra aree a verde e servizi costruiti. Su questi ultimi, il Piano,costantemente aggiornato, avrà una lista da cui attingere (i servizi minimi che si impegna a garantire), a seconda della localizzazione del progetto, dei fabbisogni rilevati o prospettati, dell’accessibilità, della dimensione dell’intervento, ecc…
    Sarebbe bene invece definire categorie di servizi minimi garantiti in ogni quartiere vecchio o nuovo oppure entro una certa distanza, raggiungibili senza difficoltà e senza doversi spostare troppo, il che va anche a favore di una riduzione del traffico, potremmo chiamarli i servizi a Km zero. Asili, scuole, centri per anziani, laboratori di analisi, consultori, studi medici, negozi alimentari…

    Sarebbe bene aggiornare il piano ogni due anni invece che ogni sei mesi per evitare il pericolo che si usi la scusa di un eventuale cambiamento di situazione a giustificazione del non raggiungimento degli obiettivi che ci si erano posti. 

    Non è bene privilegiare solo i controlli ex-post, visto che si vogliono dare in gestione servizi ai privati ma anche ex-ante.

    Non è bene che il comune finanzi un servizio che sarà gestito da un privato se questi non è tenuto poi per lo meno a fornire il servizio a prezzi "comunali" cioè modici.

    Non è chiaro il ruolo degli stakeholder. 
    Sono coloro che, avendo interesse al piano debbono essere ascoltati oppure sono coloro di cui bisogna curare gli interessi? Sono considerati come i cittadini che però sono quelli che pagano?
    Gli unici interessi che un'istituzione pubblica deve tutelare sono quelli del cittadino.

    Il Comune non può essere enabler o facilitatore ma deve erogare e regolamentare i servizi in quanto da gestione “per il bene comune” si passa a gestione “per il massimo profitto” con un aumento di costi per i cittadini, anche perché alcuni dei servizi, molti dei quali vitali [vedi acqua] vengono gestiti in regime di monopolio e quindi danno la possibilità di ricatto inoltre l’Ente Pubblico perde il suo patrimonio di conoscenze.
    Abbiamo già visto il risultato di questo: ad esempio quando l’Ente pubblico deve poi costituire delle Authority di garanzia è costretto a prenderne il personale dalle aziende che l’Ente deve controllare perché solo loro hanno le competenze, e così si genera un inevitabile conflitto di interessi.

    Bisognerebbe eliminare la parola profit dalla gestione dei servizi ai cittadini. Un servizio può essere in mano o al pubblico o a privati no-profit vedi associazioni. Per esempio non ha senso che i trasporti urbani siano in mano a privati profit in quanto si tratta di una attività necessaria. Perlomeno dividere ciò che è necessario è no-profit, il superfluo al profit.

    In ultimo, nel PGT è appositamente esplicitato che il Comune non cede la gestione laddove non è in grado di farlo lui, non si tratta di questo tipo di approccio bensì crea le condizioni per facilitare la nascita di un servizio. Qui viene ribaltato il ruolo dell'attore pubblico e la gestione passa ai privati di prassi, tranne dove ci sono già servizi comunali attivi.

    di Cinzia Bascetta

  • Difendiamo la nostra acqua.

    Sabato 13 novembre tutti davanti al Pirellone.



     

     

    Ieri i cittadini del comitato milanese acqua pubblica hanno volantinato per la città al fine di sensibilizzare le persone sul tema ed invitare tutti alla manifestazione del 13 sotto gli uffici della Regione Lombardia. Facciamo appello a tutti i lombardi per chiedere al consiglio regionale di non approvare la legge regionale che adeguandosi al Decreto Ronchi privatizzerebbe la gestione dell'acqua. 

    Il Coordinamento regionale per l’acqua pubblica ricorda che a sostegno dei 3 Referendum contro la privatizzazione dell’acqua, in Lombardia sono state raccolte 237 mila firme, del milione e 400 mila firme raccolte a livello nazionale. Con la loro firma, attraverso la richiesta di referendum, questi cittadini hanno posto un' imprescindibile questione di democrazia: la gestione di un bene essenziale alla vita non può essere delegata ad alcuno, ma deve appartenere a tutti perciò chiediamo alla Regione di fermare tutto in attesa che i cittadini possano esprimersi democraticamente attraverso il Referendum. 

    Cosa rischiamo? Rischiamo che l'acqua di tutta la Lombardia  finisca nelle mani di poche imprese private, italiane o straniere, interessate solo a fare profitto; in tal modo si porrebbe fine alle virtuose gestioni pubbliche che, in alcune province della Lombardia, risultano all'avanguardia a livello europeo. Inoltre chiediamo che i Comuni non vengano espropriati del ruolo decisionale nel governo dei servizi idrici, che ora è affidato alle Autorità d'Ambito territoriale (A.ATO).

    Inoltre chiediamo al Consiglio Regionale e alle forze politiche di chiedere al Governo e al Parlamento l'approvazione, entro il 31.12.2010,  di un provvedimento di MORATORIA sulle scadenze previste dal Decreto Ronchi e sulla normativa di soppressione delle Autorità d'Ambito territoriale.

     

    Partecipa anche tu alla manifestazione contro la privatizzazione dell’acqua in Lombardia

    dobbiamo mobilitarci perché l'acqua è vita e la vita non ha prezzo

    Sabato 13 novembre 2010

    dalle ore 10 alle ore 13

    Milano – piazza Duca D’Aosta (Pirellone)

     

     Cinzia Bascetta

     

  • LEGNANO: PRIMO MATRIMONIO RITO CIVILE ITALIANO DI COPPIA TIBETANA!!

    Sposa_Tibetana

    Quando: sabato 6 novembre 2010 12.00

     

    Dove: PALAZZO MALINVERNI – Municipio

    Piazza San Magno 9

    Legnano, MI

    3493824073

     

    Questo evento Meet Up, è il primo nella storia Italiana.

     

    A Legnano il 06 Novembre 2010, alle ore 12, presso il Comune di Legnano, il nostro Sindaco Dr Vitali, celebrerà il primo matrimonio con rito civile ad una coppia di giovani TIBETANI residenti nel nostro comune.

     

    Una mia carissima amica, Nicoletta Arcuri, da sempre impegnata per la pace e da sempre in passionaria sintonia con il popolo del Tibet, mi chiede di divulgare il più possibile questa notizia anche fuori dal legnanese.

    L'organizzazione del matrimonio è curata da Nicoletta la quale cercherà di rendere comunque la stessa celebrazione il più possibile in sintonia con i loro riti e le loro usanze.

    Sarà un evento di non perdere se non fosse per un chiaro e *Solare Segno di Pace*..

     

    Marilena Ballestriero

     

    Di seguito il testo della sua richiesta:

     

     

    "Buongiorno. sono una semplice cittadina, attiva nella causa del popolo del

    Tibet (realtà che ho toccato di persona), Vi scrivo perché vorrei

    chiedervi la cortesia di informare il popolo italiano sul fatto che il 6

    novembre 2010 alle ore 12 presso Il palazzo Municipale di Legnano Ex sala

    Consiglio , P.zza San Magno , si celebrerà il primo matrimonio col rito

    italiano di una coppia tibetana ,( residente nel comune di legnano) , sarebbe

    molto bello se poteste dare risalto a questa notizia in segno di

    solidarietà e riconoscimento per questo nobile popolo che dal 1959 si batte per

    veder riconosciuti i propri diritti umani, ricordando che i diritti umani non

    hanno né religione né partito politico, fanno parte della dignità dei

    cittadini di tutto il mondo, ( e sostengono tra l'altro ciò con lotte senza

    né armi né violenza!!!) non da poco per i tempi che viviamo!!!! Cosa che

    purtroppo però li penalizza in quanto li fa diventare un popolo oltre che poco

    numeroso anche invisibile!!!

    Vi sono grata per quello che potete fare e vi ringrazio anche a nome del

    popolo Tibetano.

     

    Cordiali saluti Nicoletta Arcuri

    sono a disposizione per qualsiasi cosa ,

    Arcuri Nicoletta – Viale Italia, 67 – 21053 Castellanza – Va – cell 3493824073