Categoria: Milano

  • Acqua pubblica. Diffida contro la privatizzazione dell’acqua in Lombardia!

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    I Comitati acqua pubblica della Lombardia diffidano i Presidenti delle Province, in attesa dei Referendum per l’acqua.

    Milano, 28 marzo 2011  –  “Diffidiamo i Presidenti delle Province della Lombardia ad avviare la privatizzazione dell’acqua!”. E’ questa l’azione intrapresa in queste ore dal Coordinamento Regionale Lombardo Acqua Pubblica che, attraverso i Comitati territoriali, ha intimato alle Amministrazioni Provinciali della Lombardia di sospendere l’applicazione della legge regionale sui servizi idrici, almeno fino allo svolgimento dei Referendum nazionali contro la privatizzazione dell’acqua.  Infatti la legge regionale, approvata lo scorso 22 dicembre dal Consiglio Regionale lombardo, prevede l’applicazione del decreto Ronchi (che obbliga i Comuni a mettere a gara la gestione dei servizi idrici e pertanto a privatizzarli), contro cui è stato indetto il Referendum abrogativo, che verrà votato in tutta Italia il 12 e 13 giugno (www.referendumacqua.it ). Quello che i Comitati acqua vogliono evitare è che in Lombardia (unica regione d’Italia ad aver approvato una legge che recepisce il decreto Ronchi!) si decida di svendere la gestione degli acquedotti pubblici, ancor prima che i cittadini si esprimano col voto dei Referendum.

    I Comitati acqua diffidano inoltre i Presidenti delle Province ad avviare le procedure per la costituzione degli Uffici d’ambito, ovvero i nuovi organismi provinciali in materia di servizi idrici, formati solamente da un Consiglio di Amministrazione. Gli Uffici d’ambito sostituirebbero le esistenti Autorità d’ambito (A.ATO), formate invece dai sindaci di tutti i comuni del territorio provinciale. Il rischio, in questo caso, è che le competenze e le decisioni in materia di servizi idrici (investimenti da realizzare, tariffe, modalità di affidamento delle gestioni, ecc) vengano passate tout court dai sindaci alle province, espropriando di fatto i comuni dalla possibilità di decidere sui destini di un bene primario qual è l’acqua. La richiesta di soprassedere alla costituzione degli Uffici d’ambito discende anche dal D.P.C.M. (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri), pubblicato in data odierna, che proroga la soppressione delle A.ATO fino al 31 dicembre 2011.

    Si ricorda inoltre che la norma regionale sull’acqua è stata stoppata anche dal Governo; infatti lo scorso 23 febbraio il Consiglio dei Ministri ha annunciato l’impugnazione per incostituzionalità di una parte della legge lombarda, che dovrà pertanto ritornare in Consiglio Regionale per essere modificata.

    Alla luce di quanto sopra, i Comitati lombardi chiedono di congelare ogni decisione sui destini dell’acqua, almeno fino allo svolgimento dei Referendum

    La campagna referendaria è stata avviata sabato 26 marzo con la partecipatissima Manifestazione nazionale, che ha visto 300 mila persone sfilare per le vie di Roma a difesa dell’acqua pubblica. I Comitati per l’acqua invitano pertanto tutti i cittadini ad andare a votare il 12 e 13 giugno per i 2 Referendum sull’acqua, allo scopo di sottrarre i servizi idrici dalle mani del mercato e della speculazione finanziaria.

    Coordinamento Regionale Lombardo Acqua Pubblica

    info: Roberto Fumagalli – email: roberto@circoloambiente.org 

     

  • Dall’arena alla Tv. Donne in pezzi. Dignità in pezzi.

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    Nel giorno della festa della donna ritengo che in questo paese non ci sia proprio nulla da festeggiare. La mia dignità di donna non ne può più di essere fatta in pezzi. Anche nelle trasmissioni più serie ti tocca sentire un Placido qualunque che a 64 anni si lascia andare in affermazioni del tipo "la diciottenne sessualmente è più interessante" oppure una quarantenne prosperosa… non c'è un film dove non ci sia una donnaccia di gomma che piace a omuncoli con cervello di gomma. Cambi canale ed ecco un'altra squallida conduttrice che dice "che entrino le bocce di Francesca e Cristina" Vale a dire, loro possono anche stare fuori tanto a noi interessano solo le bocce. Per quanto tempo dovremo vedere ancora donne deformate, fatte in pezzi ed usate per controllare uomini con una boccia al posto del cervello? Donnucole cui la cultura della TV ha insegnato che la massima aspirazione è fare la velina. Uomini e donne cui è stato completamente lavato il cervello per tenerli in pugno per dominarli esaltando e deformando i loro istinti più bassi e animaleschi. Cos'è rimasto di loro? Nulla. Donne schiave senza dignità, squartate da macellai e vendute in pezzi ad un popolo sempre più ignorante. I romani intrattenevano il popolo bue con la violenza, oggi nell'Arena Televisione donne decerebrate vengono fatte in pezzi per maschi decerebrati, d'altronde l'arte non è mai stata per il popolo, meglio dargli pezzi deformi venendo meno ad ogni logica di armonia e proporzione per esaltare menti sempre più deviate. E' il modo più semplice per asservire un popolo di consumatori.

    Lo sa molto bene anche Lorella Zanardo, autrice del libro "Il corpo delle donne" che in occasione dell'incontro pubblico del 23 febbraio 2011 dal titolo "Donne in pezzi" rimarca come siano proprio i telegiornali i primi a fare servizi sulla chirurgia estetica. In questo modo ricorrere alla chirurgia estetica sembra una cosa normale, "l'hanno detto al Tg". 

    Addirittura recentemente un Tg, parlando di chirurgia estetica, si esprimeva così:  "anche gli uomini hanno sempre più cura del loro corpo", confondendo la cura del corpo con la cura dell'aspetto estetico tra l'altro portata all'estremo. Tornando all'incontro pubblico sulla dignità femminile, sempre la Zanardo dichiara che è in atto un processo di umiliazione delle donne e anche degli uomini. Basta guardare come vengono montate le scene, per vedere espressioni quasi scimmiesche del pubblico maschile evidenziate ed accostate ad immagini di semi-nudo femminile. Lorella è anche protagonista di un progetto che si chiama "nuovi occhi per la Tv". I destinatari sono gli studenti delle scuole superiori. Neanche i bambini sono esenti dall'influenza negativa che il mondo della televisione e della pubblicità esercita su di loro. I bambini di una scuola primaria di Milano godono di vista panoramica su un cartellone pubblicitario che mostra il sedere di una modella sotto la gonna svolazzante. Cosa pensa un bambino di fronte ad un cartellone pubbilicitario con una ragazza chinata di profilo, nuda e la scritta MONTAMI A COSTO ZERO? L'associazione DonneInQuota si oppone allo svilimento della dignità femminile nelle pubblicità e quando necessario si appella agli enunciati dell'Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria per far ritirare la pubblicità svilente. In questo caso ci sono riusciti ottenendo anche le scuse della Cauldron Holding, produttori di pannelli fotovoltaici. L'associazione, non a torto, sostiene che gli adolescenti ed i pre-adolescenti non abbiano gli stessi strumenti critici o di decodificazione del messaggio degli adulti. Questi tipi di linguaggio d'immagine o testuale e l'ambigua associazione dei due impedisce la crescita e formazione di parità di genere, in quanto oggettifica e mercifica la bellezza femminile, negando ipso facto alla donna la dignità di una parità di riconosciuta cittadinanza. In quanto all'opposto di modelli di comportamento femminile talentuoso, competente e autorevole, le giovani generazioni avranno introiettato modelli di offerta di sé o comunque di comportamenti stereotipati negativi nei confronti delle donne. Come ricordato da Patrizia Quartieri, Presidente Commissione Pari Opportunità del comune di Milano, che ha organizzato questo interessantissimo incontro, i manifesti vengono subiti e non si tratta di censura, la domanda che dovremmo farci è: perché in nome del mercato certi valori possono essere declinati in altro modo? Sempre Patrizia Quartieri afferma: "siamo di fronte ad un oggettivazione del corpo femminile usato per vendere".

    Oggi, 8 marzo, un augurio a tutte noi donne di riprenderci la nostra dignità.

    Per segnalazioni o iscrizioni: http://www.donneinquota.org/

    Progetti per le scuole (Educazione alla sessualità, laboratori di prevenzione della prevaricazione tra pari, sostegno alla genitorialità, percorsi di prevenzione degli abusi sessuali sui minori, sportelli di ascolto per studenti, genitori e consulenza per insegnanti) per informazioni scrivi a lombelico.direttivo@gmail.com

    di Cinzia Bascetta

  • Primo marzo: una giornata senza di noi

    Migranti

    Lo scorso anno la giornata del primo marzo ha lanciato innanzitutto un monito: “una giornata senza di noi”. Il noi si moltiplica, cambia di segno, diventa proposta di costruzione di una possibilità di uscita dalla crisi, insieme.

    Lo scorso anno i migranti di Rosarno si sono ribellati dandoci una lezione di dignità,  per il diritto alla vita, alla salute, al reddito. I migranti tornano ad essere protagonisti in prima persona, le proteste si sono allargate a Brescia sulla gru e a Milano sulla torre, ma anche in diversi paesi europei  …. Le rivendicazioni degli immigrati parlano della possibilità di difendere ed estendere i diritti di tutte e tutti per un futuro diverso. 

    Notizie drammatiche giungono però in queste ore dalla Libia, dove il governo di Gheddafi sta reprimendo in un bagno di sangue le legittime proteste di quello che fino a ieri chiamava il suo popolo. 
    Per anni i governi italiani hanno stretto patti con il governo libico, accordi in cui i migranti sono stata merce di scambio;  persone consegnate nelle mani della repressione più dura, persone che cercano di raggiungere l'Europa. Il risultato sono stati migliaia di morti nel deserto libico, migliaia di detenuti nei centri di detenzione libici, senza alcun diritto.

    Di fronte a tutto questo non esistono "se e ma". Bisogna scegliere ancora una volta da che parte stare. Dietro la maschera della cooperazione l'Italia e l'Unione Europea sono responsabili delle politiche portate avanti da governi dittatoriali contro i migranti e tutti i loro cittadini, cui viene fornito appoggio militare, economico e tecnico. 

    Con inqualificabile cinismo, in queste settimane, di fronte alla lotta per la libertà di centinaia di migliaia di uomini e di donne, l'unica preoccupazione è sembrata essere una fantomatica invasione di disperati. Maroni agita nuovamente lo spettro delle invasioni barbariche solo per giustificare le proprie scelte repressive e razziste.  Non c'è nessuna invasione. Quegli uomini e quelle donne seguono con coraggio la speranza della libertà e di una vita migliore.  

    Quest'anno il primo marzo vuole essere una giornata che guarda alla forza e alla determinazione che ci stanno insegnando gli egiziani, i tunisini, i libici, affermando il diritto di vivere degnamente nei propri paesi, perché stanchi di vivere in paesi impoveriti da regimi autoritari o di avere come unica alternativa quella di immettersi nella spirale infernale della migrazione verso la "ricca Europa". 

    Il primo marzo sarà un'occasione per affermare il diritto di restare dove si è scelto di vivere, per il diritto a non migrare forzatamente, contro il ricatto della Bossi-Fini, il razzismo istituzionale. 

    Il primo marzo sarà una tappa di costruzione di norme condivise di cittadinanza aperta ed includente , per un nuovo welfare, per uno statuto dei diritti e per la costruzione di relazioni e confronto oltre la strumentale e retorica imposizione dell'omologazione linguistica e culturale, per affermare la nostra voglia di vita e per dire che i nostri diritti ce li costruiamo, ora, tutti insieme.

    Esprimiamo inoltre il nostro appoggio ai popoli e alle persone che con coraggio lottano per i propri diritti e la propria dignità.

    Milano-Locandina-1-Marzo

    http://www.dimensionidiverse.it/dblog/

  • Odio l’indifferenza e gli indifferenti. Presidio al consolato libico al grido di Basta Sangue!

     

     

    Oggi, mentre cittadini libici, italiani, alcuni partiti ed associazioni manifestavano contro il genocidio del popolo libico, in galleria Vittorio Emanuele una folla si accalcava intorno ad un palco ottagonale, sopra c'era un divano, dietro, un camerino a vista di L'Oreal, a lato la scritta fashion week. La gente si fermava e aspettava,…. cosa? Non si sa. Aspettava che si manifestasse un qualcosa. O forse erano tutti interessati alle lezioni di trucco degli esperti L'Oreal Paris dentro il camerino…. Mi avvicino al luogo del presidio e sento un signore commentare "sono tutti figli di Allah" non resisto e rispondo "sono tutti figli di Dio come noi", finalmente raggiungo il consolato libico e posso abbracciare i miei amici. Se penso che pochi giorni fa proprio con uno di loro si parlava della possibilità che anche il popolo libico insorgesse… ed ora è successo ed è iniziato un incubo per una nazione nelle mani di un dittatore che bombarda la sua stessa gente con gli F16 e assolda mercenari per sparare indistintamente a uomini, donne e bambini. I libici dicono "ma quali americani, siamo noi, il popolo, che facciamo la rivoluzione, sono 40 anni che sopportiamo. Noi in Libia siamo tutti d'accordo, se va via lui facciamo un governo democratico" Approfitto anche per parlare della religione musulmana e chiedo al mio amico di spiegarmi bene cosa insegna l'islam per quanto riguarda i rapporti con le altre religioni. Spiego a lui che ci sono persone che sostengono che tutti i musulmani vogliono fare la guerra santa ai cristiani, cosa che naturalmente io non credo. La sua risposta è semplice, mi dice che l'islam insegna che tutti sono liberi di pregare il loro dio, Maometto fece guerra in passato a dei popoli vicini che volevano rovesciarlo ed ucciderlo perché lui era diventato potente ed aveva un gran seguito. Maometto all'epoca aveva apportato cambiamenti rivoluzionari nell'islam, la donna precedentemente era considerata alla stregua di una bicicletta, avere una figlia femmina era quasi un disonore e molte neonate venivano uccise.  Maometto non doveva essere ben visto anche per questo. Ogni vero musulmano spera che gli altri si convertano per la loro salvezza ma mai obbligandoli con la forza.
    Come posso vedere nei suoi occhi sinceri un nemico? Come posso avere paura di lui? E' lui oggi insieme a tutto il popolo libico ad avere bisogno del nostro sostegno. Al presidio ho sentito ragazzi libici lamentarsi giustamente del fatto che l'Italia non avesse preso subito posizione contro Gheddafi e indignarsi per le dichiarazioni di Berlusconi, indignazione condivisa dagli italiani presenti. Poi ho sentito dire da un giovane libico "il popolo arabo deve fare amicizia con il popolo italiano".  Ha proprio ragione, sono i popoli i soggetti primari che devono solidarizzare, il popolo sovrano prima di tutto. 

    di Cinzia Bascetta

  • Quando la gente non ha più paura di morire.

    Libia

    E' successo in Tunisia, poi in Egitto ora in Barhein ed in Libia dittatori feroci che per anni hanno operato la strategia del terrore messi in fuga dalla popolazione. In un video un uomo egiziano dice "io oggi morirò" e poi si allontana verso i luoghi della rivoluzione. Centinaia di morti per liberare Tunisia ed Egitto; ora in un onda inarrestabile si sollevano altri popoli, la rivoluzione sulla rete corre veloce, non si ferma. Una donna libica mostra un cartello con la scritta 42 anni di inferno. Gheddafi ha oppresso il popolo libico fino a farlo vivere nel terrore in uno stato di continua minaccia addirittura di bombardare un'intera città in caso di rivolta. Un leader che bombarda il suo stesso popolo è già finito. Ed i libici non possono più sopportare. Quando la gente non ha più paura di morire nessuna strategia del terrore può più funzionare. 

    Domani a Milano ore 18 in via Baracchini 7 ci sarà un presidio al fianco del popolo libico per chiedere di fermare la strage dei manifestanti in Libia.

    Cinzia Bascetta

  • Se non ora quando? Meglio mai!

    Un'altra inutile manifestazione organizzata da un'opposizione che non esiste. L'ennesima occasione persa. Il regime ringrazia.

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    Dovevamo essere tutti davanti al palazzo di giustizia di Milano a sostenere Ilda Bocassini e tutti i suoi colleghi che stanno cercando disperatamente di fare il loro dovere. A sostenere Clementina Forleo che per il suo coraggio è stata attaccata e diffamata da tutti. A sostenere la magistratura messa sotto assedio dal regime berlusconiano. E invece no, tutti  in piazza a cazzeggiare su fantomatiche rivendicazioni e indignazioni sulla dignità della donna offesa e calpestata. E per  i poveri  vecchi rincoglioniti, che si fanno circuire da avvenenti ragazze che poi li ricattano e si fanno nominare ministre e deputate, non vogliamo manifestare la nostra solidarietà? Ma per favore!

    Nessun corteo, nessuna protesta, un palco a favore di TV e via la passerella dei soliti che sotto elezioni si mettono in mostra. Per buona pace di tutte le donne lavoratrici e mamme, costrette a vite faticosissime, dopo oggi per loro non cambierà nulla.
    A Milano parla Flavia Perina, che fino a ieri con Fini ha sostenuto Berlusconi, a Roma  suor Eugenia Bonetti, dell'USMI Unione Superiore Maggiori d'Italia, ratzingeriana della prima ora. Apparteniamo al genere femminile ma, a parte questo io, con queste non ho nulla a che spartire.

    Unica nota positiva della giornata di oggi è stata l'apparizione in piazza a Milano di Romano Prodi, era con la moglie Flavia, da una via laterale si è diretto verso la folla, così solo senza scorta e al suo passaggio la gente lo applaudiva e lo acclamava, la gente si è offerta  di "scortarlo" fino al palco se voleva parlare, ma lui ha ringraziato e ha detto no. Non sia mai! Far parlare Prodi che ha sconfitto per ben DUE volte Berlusconi! C'avevano da far parlare la Perina..

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    Romano Prodi assediato dalla gente in Piazza Cairoli a Milano

    di Tiziana Fabro da http://tizianafabro.ilcannocchiale.it/2011/02/13/se_non_ora_quando_meglio_mai_c.html

  • PGT Milano. A partita iniziata non si cambiano le regole.


     

    Votazione dell'ottavo gruppo, il gruppo H. Come per tutti gli altri 7 l'opposizione ha lasciato l'aula.

    Tra giovedì e venerdì il PGT è stato approvato. Giovedì abbiamo assistito alla discussione ed al voto delle osservazioni dei cittadini. In realtà nessuna osservazione è stata discussa nel merito, peccato, visto che tra i principi di questo piano c'è proprio l'ascolto della città. La seduta è stata lunga e piena di colpi di scena. Si è discusso ancora molto sul metodo di votazione delle osservazioni o meglio delle controdeduzioni alle osservazioni con il quale le 4.700 osservazioni sono state accorpate in otto gruppi "omogenei". Ed è proprio questo il punto: chi ha stabilito il tipo di omogeneità? Il consiglio di stato parla di omogeneità di contenuti mentre l'aula ha votato per un'omogeneità di temi. Precisiamo che è stata la maggioranza di centro-destra a proporre e votare questo metodo. L'opposizione l'ha ritenuto illegittimo fin dal principio ed infatti non ha partecipato alle votazioni, lasciando l'aula ripetutamente al momento del voto. Ieri però è successa una cosa. Dopo aver votato i primi 7 raggruppamenti, la maggioranza si accorge che l'ottavo gruppo "omogeneo" si chiama Varie. Il consigliere Gallera (PDL) dice che nella foga della redazione non si sono accorti che in realtà i gruppi omogenei sono più di otto e che il gruppo H va diviso in 5 sottogruppi. Il consigliere Landonio (Gruppo Misto) si oppone e chiede al presidente di far valere quanto approvato in apertura perché "se non sono potuti essere spacchettati gli altri accorpamenti, non può essere spacchettato neanche questo", sostiene. Pierfrancesco Majorino (PD) aggiunge che fino a quel momento gli è stato imposto di discutere argomenti diversi tutti insieme e quindi cambiare le regole per l'ultimo significa dichiarare illegittimo ed impraticabile tutto ciò fatto fino ad ora. Il presidente Manfredi Palmeri (FLI) fa notare che sul testo approvato dalla maggioranza si parla ben quattro volte di otto gruppi omogenei che corrispondono a otto ambiti tematici e dichiara illegittimo un cambio di metodo per l'ultimo gruppo. Il consigliere Gallera sostiene che si tratta di un'integrazione ma Palmeri risponde che non si tratta di un'integrazione ma di una negazione di quanto è stato detto e fatto in questa sede. Gallera replica che sono stati gli uffici tecnici a comunicare che l'ottavo gruppo non era omogeneo e che i consiglieri, che fin dall'inizio si sono basati esclusivamente su ciò che arrivava dagli uffici tecnici hanno fatto un errore di trascrizione che chiedono di correggere infatti ha in seguito rimarcato che l'otto non è stato definito da loro bensì da una relazione tecnica e che se l'ufficio tecnico in una relazione più puntuale fa un'altra riflessione allora questo è l'elemento che va assunto. Il presidente, dopo una sospensione dei lavori, si esprime dicendo che non è più un bene disponibile dell'aula la definizione del metodo perché l'aula si è già data un metodo che è esaustivo e lo dice chi l'ha proposto e votato tanto più che gli stessi hanno negato a verbale di scorporare gli altri gruppi, quindi la richiesta è assolutamente inammissibile. A questo punto Gallera, capogruppo del PDL pronuncia queste parole "sono contento perché per una volta in 5 anni ha dichiarato qualcosa inammissibile, non si è mai alzato dalla sedia (e questo cosa significa? ndr), non l'aveva neanche fatto con quei provvedimenti dichiarati inammissibili dal segretario generale,… non si è mai rifiutata una votazione all'aula….oggi lei si assume la responsabilità di definire ciò che è a suo dire omogeneo". Accuse pesanti alle quali Palmeri ribatte che non si esprime sull'omogeneità dei gruppi ma su quanto già votato dall'aula. Il presidente lo spiega molto bene in quanto dice che lui può porre in votazione un provvedimento giudicato illegittimo dal Segretario Generale, sarà poi l'aula ad assumersi la responsabilità di approvarlo o meno ma questo caso è diverso perché si parla di una richiesta di ammissibilità al voto e l'aula non può decidere di rivotare quanto già votato, non si possono cambiare le regole a partita iniziata. Difatti il segretario generale ha dichiarato, secondo quanto affermato dal consiglio di stato, che gli accorpamenti andavano fatti per omogeneità di contenuto ma la maggioranza ha comunque proposto e approvato il metodo di accorpamento per tema e a questo riguardo sembra che l'opposizione sia determinata a portare la cosa nelle sedi opportune.

    di Cinzia Bascetta


  • PGT Milano: votati i primi tre raggruppamenti di controdeduzioni

    Palmeri
     
    Lunedì l'immediata chiusura della seduta per la mancanza del numero legale, martedì si è riaperta la discussione in consiglio comunale. E' stata una seduta di fuoco. Un testa a testa sulla legittimità del metodo di discussione delle osservazioni che non piace neppure a Manfredi Palmeri. Il presidente del consiglio ha fatto un lungo discorso sul regolamento ed ha concluso dicendo che pur non condividendo personalmente il metodo di discussione votato in aula è suo dovere farlo applicare. Saranno i ricorsi in altra sede tutt'al più a determinarne la legittimità o meno. Il presidente ha chiarito che il suo compito è tutelare la legittimità dei muri portanti del comune ma non ha nessun potere in merito a quanto deliberato dall'aula. 

    Dopo un acceso dibattito in cui interviene anche il segretario, il presidente dà inizio alla discussione del primo raggruppamento, gli Ambiti di Trasformazione del Territorio. In realtà non ci può essere e non c'è stata una vera discussione sui contenuti delle osservazioni. E' impossibile perché i raggruppamenti ne contengono tantissime e la maggior parte diverse una dall'altra. Secondo la maggioranza, nella persona del consigliere De Angelis, il raggruppamento delle osservazioni non è un atto di forza nei confronti dei cittadini ma un'esigenza per approvare il piano. E' evidente però che c'è una volontà di arrivare all'approvazione senza tenere minimamente conto di cosa pensi la città. C'è anche un altro problema. Il consigliere Majorino chiede all'ufficio di presidenza come potranno i consiglieri che hanno un conflitto d'interessi astenersi dal votare quell'osservazione che è in conflitto se questa è raggruppata con molte altre senza rinunciare al loro diritto di votare le altre osservazioni. Porta l'esempio della società calcistica dell'Inter, in merito alla quale sia il sindaco, sia la consigliera Milly Moratti si sono sempre doverosamente astenute dal votare. Il segretario ha fatto notare che questo è un obbligo. Ma allora come faranno?   Merlin tuona verso i consiglieri di maggioranza, "voi non sapete nemmeno cosa state votando, siete lì ad eseguire degli ordini", ma quel che è peggio, sembra che siano state approvate dalla giunta delle osservazioni che modificano quanto ottenuto dall'opposizione in fase di adozione del testo la scorsa estate in merito all'housing sociale peggiorando la già non felicissima situazione. Il consiglio ha votato i primi tre raggruppamenti, ne seguiranno altri 5.

    di Cinzia Bascetta

  • I migliori commenti all’articolo del Fatto Quotidiano su Mattia Calise ed il M5S

     

    TONY3

    Questo povero ragazzo è il frutto del berlusconismo, se volete sapere il perché rileggetevi il mio commento precedente. Ora analizziamo il movimento e ciò che questo astrattamente propone. Le 5 stelle sono: acqua pubblica, ambiente, trasporti, rifiuti zero e connettività. Cinque ottime tematiche, peccato che proprio per la natura del movimento composto da persone incompetenti (nel senso neutro del termine) rimarranno utopie. Affermare che il ragazzo possa fare da semplice portavoce significa: non avere fiducia in lui come persona, deresponsabilizzare la persona e il ruolo istituzionale, incentivare l’opportunismo degli arrampicatori sociali eletti e dei consiglieri antagonisti, creare una classe dirigente in mano a poteri non controllabili ed occulti, disincentivare la formazione professionale dei dirigenti, smontare il concetto di meritocrazia. Risultato? un aggravio della situazione esistente, una classe di amministratori-software che rispondono agli istinti della massa che rimane nell’ombra della rete. Altro punto esilarante (purtroppo!)è quella di rottamare gli amministratori dopo due mandati. L’idea ha qualche fondamento razionale, tuttavia è lapalissiano che i grillini non distinguono tra rappresentanti, politici ed amministratori, facendo di tutta l’erba un fascio. Tragicomica è l’idea di candidare un incompetente qualunque, spendere risorse per aiutarlo e gettare al vento l’esperienza maturata dopo due mandati. Risultato? Classe dirigente azzerata ogni due mandati e Paese che avanza a singhiozzo! Terribile che poi si parli di lavoro, economia e tematiche sociali come fossero il contorno, cose da work in progress! Che senso ha candidare questo pischello se non si tiene in considerazione minimamente l’ambiente (inteso come contesto!) in cui viviamo? Cioè, nel mezzo di una crisi economica mondiale mi venite a parlare di biciclette? Siamo seri, questa campagna di marketing darà il via al rapido declino di questo partito demagogico e populista. 

    …………………………………..

    ETTORE

    invece tanta gente tra il male (oligarchia gerontocratica) edi il “meno peggio” (un ventenne senza esperienza lavorativa e con un corsi di studi ancora da terminare ed, oltretutto, nemmeno in ambito scientifico)
    sceglierà scheda nulla!

    E si sarà sprecata un’altra occasione di cambiamento (ma non di fatturato per la casaleggio il cui scopo nell’immediato sembra essere solo quello di tenere vivo l’accesso al sito di ecommerce spacciato per sito del m5s..e di conseguenza di fatturare i suoi prodotti)

    Invece se al “male” fosse stato opposto il “bene” (diciamo uno con le qualità morali di un giovane “politicamente illibato”, con una solida preparazione alle spalle, anche autodidatta, e con almeno 5 anni di esperienza nel mondo del lavoro, che gli avesse reso possibile capire molte dnamiche del mondo reale) avreste avuto molti più voti

    Bastava un giovane tra i 25-30 anni ed ottenevate il candidato perfetto!

    Invece mattia è perfetto solo per essere teleguidato via cavo (o wifi) dalla casaleggio… Un robottino decerebrato non per colpa sua, ma della mancanza di esperienza dovuta alla sua età (che, se è in gamba come dicono, sicuramente colmerà rapidamente con le esperienze del prossimo quinquennio)  

     

    Assistiamo ad un fantastico scontro tra tifosi ed una persona raziocinante che dimostra come grillismo e berlusconismo corrano sugli stessi binari.

    ANTONIO

    Mi pare di capire che c’e’ qualcosa che fa paura ai detrattori di Mattia ma cosa? Paura della novita’?

    Voi (mi riferisco ai detrattori) siete abituati a pensare alla vecchia maniera, quello che non entra nella vostra testolina e’ che il M5S non non e’ un partito, ma qualcuno vi paga per dire queste cavolate? O forse a parlare e’ qualcuno che al quale il MOVIMENTO ha tagliato le gambe (e ha fatto bene!) perche’ pensava di farne parte seguendo la logica dei partiti ovvero far carriera? Questo qualcuno ha sbagliato indirizzo, doveva iscriversi al partito dell’amore, si dell’AMORE A PAGAMENTO!!!

    Queste persone non possono far parte di questo movimento perche’il M5S e’ contro i professionisti della politica,contro i cosiddetti arrivisti, qualcuno che scrive qui mi sembra di averlo individuato…non sara’ che vuole “vendicarsi” scrivendo cattiverie? Mah…a pensar male, come si suol dire, a volte ci si azzecca.

    Smettetela di polemizzare, siete liberi di votare le solite mummie, politici di professione designate dai partiti ma non rompete le pa…!!!

    • grillismo=berlusconismo

      si attacca il ragionatore calunniandolo ma senza poter smentire nemmeno in un singolo punto le sue tesi!

      Cosa c’è di nuovo in tutto ciò?

      p.s. il partito per cui voto io è nato dopo il vostro….ed è anche più povero…e nemmeno ho alcun tipo di incarico…semplicemente lo voterò perchè mi piacciono le battaglie che fanno, quindi se volevo far carriera non sarei andato certo lì…sempre che tu ti riferisca a me…perchè le tue illazioni sono piuttosto generiche e sembrano voler abbracciare tutti quelli che hanno da ridire qualcosa su questa ridicola candidatura…compresi alcuni grillini storici sul vostro stesso sito…ops sul sito di ecommerce della casaleggio che voi erroneamente ritenete vostro…

    • CERCOQUELLOONESTO

      Ci vuole questa ventata d’ARIA pulita!!!!!
      Forza Mattia!!!

      • fase due del grillismo=berlusconismo

        dopo la calunnia contro l’avversario di cui non si riescono a smontare le tesi semplicemente perchè fondate (ammesso che si abbia l’intelligenza di capirle cosa che mi sembra non valga per tutti i grillini)

        si passa ai mantra (Ci vuole questa ventata d’ARIA pulita
        )
        ed al tifo da stadio (Forza Mattia!!!)

        Vi manca solo di mettervi a cantare “meno male che grillo c’è” e l’identificazione è perfetta…(ma forse a cesena non eravate troppo distanti da questa divinizzazione dello psicoguru che pure vi prendeva in giro dicendovi che il promesso portale che non c’era invece c’era salvo poi tornare a non esserci per votare mattia con i fogiettini di carta nel meetup diffidato a farlo online con propri mezzi!

        E per finire nessuno di voi che è stato in grado di dirmi quanto la casaleggio/grillo rigirano al M5S in percentuale degli incassi del blog!

        Dai ve lo dico io

        0% tondo tondo/tondo

    fonte http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/01/30/milano-contro-la-moratti-il-movimento-5-stelle-candida-un-ventenne/89314/

     

     

  • Mattia Calise candidato sindaco del Movimento 5 stelle: e chi è?


     

    Il movimento 5 stelle a Milano candida un ventenne che dice di impegnarsi nei meetup da anni, ma è proprio così? Sul meetup di Milano nessuno lo ha mai visto ed a Segrate, dove è residente, precisamente a Milano 2, non mi risulta ci siano meetup. Ci faccia sapere lui in quale meetup locale, come dice lui è attivo da anni perché io me lo sono perso e comunque credo che per uno che si candida a sindaco per Milano, un po’ di attività precedente su Milano non guasti. Non basta avere il papà Maurizio Calise nel meetup di Milano, amico del gruppo storico della dirigenza del meetup, che di giovane non ha proprio nulla… Il meetup di Milano, da cui parte la lista civica 5stelleMilano, si e’ spesso distinto per NON condividere le informazioni in maniera fruibile su Internet, per raggiungere l’apice con i Gruppi di Quartiere; ma torniamo a Mattia. Ha 20 anni, studia scienze politiche, si è candidato l’anno scorso nella lista civica di Paola Monti di Segrate ed ora ci prova a Milano dove non è nemmeno residente, vi sembra uno che NON abbia interesse a fare della politica un mestiere? Inoltre parla come uno che è appena uscito da un corso per parlare in pubblico, ma quel che è peggio spara a raffica gli slogan di Beppe Grillo sui giovani e vorrebbe farci credere di essere un giovane consapevole e impegnato che pensa con la propria testa. Non c’è il minimo accenno di spontaneità quando apre bocca, persino la foto con cui si presenta sul blog di Beppe Grillo sembra la  copertina di Cioè (nota rivista di gossip per ragazzini). Che cos’è questa se non un’operazione di marketing? Mattia dice che si sta impegnando per coinvolgere i giovani. Con le jam sessions in piazza? Se voleva fare la rock star poteva dirlo… ed io che pensavo che  volesse consapevolizzare i giovani con dei contenuti di attualità e alto livello culturale… Si potrà dire che Mattia è stato votato, sì ma da chi? Dai gruppi di quartiere e dalla cricca del meetup di Milano, e qualcuno potrà dire che noi non siamo andati a votare… Risponderei che comunque tra il marcio e la muffa non si poteva scegliere, perché le persone veramente valide, quelle consapevoli, quelle disinteressate alla poltrona si sono allontanate da tempo disgustate. Qualcuno ha descritto molto bene cosa avviene in molti meetup, che sono presidi di gruppetti, più che meetup, in testa a tutti quello di Milano: “l’atteggiamento prevalente e’ quello di dire: chi critica fa polemica, noi abbiamo ragione e basta. Esiste ancora la liberta’ di opnione o bisogna solo applaudire?” Eh sì, chi dissente viene tacciato come uno che rema contro, gli altri invece sono tutti bravi. Ma la cosa che ritengo veramente preoccupante è la risposta di un grillino alle critiche di una libera cittadina e non posso tacere su questo per un senso di responsabilità civile. Le è stato risposto: “Ti voglio bene anche se ciò che hai postato è penoso e verrà copiato incollato e mandato allo staff buona fortuna” Questa risposta è agghiacciante. Ora mi chiedo ma chi sono i grillini? Cittadini consapevoli e liberi o sudditi senza speranza? E chi sarebbe lo staff? La santa inquisizione? Il movimento 5 stelle è un movimento libero, è dei cittadini o è dello Staff? Per chi non lo sapesse, o per chi come me si fidava di Beppe e pensava che il suo Staff fosse composto da persone che lo affiancavano nella lotta, mossi dai suoi stessi ideali, lo Staff di Beppe Grillo invece, la Casaleggio associati, è composta da esperti di strategie di rete che gestiscono il blog di Beppe Grillo e naturalmente il portale del Movimento 5 stelle ad esso collegato. Attenzione, i signori non sono esperti di informatica ma di e-commerce e questo merita se non altro una riflessione. Ad ogni modo è chiaro che chi dissente finisce nel libro nero del Sacro Staff e che non potrà mai più avvicinare Beppe Grillo se non per sbaglio. 

    Concordo anch’io che candidare giovanissimi solo perché sono giovani e’ fare come BERLUSCONI che mette le veline per le quote rosa. E non solo giovane anche inesperto e quindi meglio orientabile da chi gli sta dietro, d’altronde Mattia frequenta l’università e deve avere anche il tempo di studiare…

    Chi lo voterà? Purtroppo le persone scontente della politica che seguono Beppe Grillo sulla fiducia, senza pensare poi che Mattia Calise non è nemmeno residente a Milano e questo non sarebbe coerente con il movimento 5 stelle ma si sa, la coerenza va e viene nel movimento ed alla fine i grillini dovranno votare uno che si puo’ candidare MA non puo’ votare, una cosa ridicola. Mattia si è impegnato a chiedere, prima di votare in consiglio comunale, il parere dei coordinatori dei gruppi di lavoro. Di lavoro o di quartiere? E dire che tempo fa avevamo cercato di parlare con lui del grosso problema di coerenza dei GdQ all’interno del movimento ma era stato molto evasivo ed ora si capisce perché. Ma alla fine questa è la lista dei cittadini? Dei giovani? O dei sudditi e del missionario Sem Prandoni che piace tanto allo Staff Casaleggio? In conclusione Mattia Calise, altro non è che uno che vuole vincere facile come tutta la corte che gli sta attorno.

    di Cinzia Bascetta

    https://www.anticasta.it/2010/10/a-domanda-si-risponde.html