Categoria: Costume e Società

  • La macchina del fango della premiata Casaleggio-Grillo

    La sparata di
    Grillo sull’abolizione dei sindacati può sorprendere soltanto chi non
    segue sul web l’attività delle comunità che, direttamente o
    indirettamente, si ispirano al novello Savonarola barbuto. Chi sta
    dietro questi gruppi non è dato sapere, ma è facile supporre che ci
    siano i famosi “influencer” della premiata ditta Casaleggio-Grillo. Scorrendo i post dei miei pochi amici grillini, ne ho contati una decina: oltre al “Noi voteremo il M5S di Beppe Grillo”, “Il
    Puttanaio”, “Rivoluzione Anticasta”, “Politici corrotti, confisca dei
    beni e carcere”, “ Fuori da questa Unione europea”, “Non c’è niente di
    speciale ad essere normale”, “Vi presento l’ergastolo-l’Ottavo nano”etc
    .  Che messi insieme totalizzano circa 350 mila “mi piace”. Il che fa presumere che i messaggi via post potrebbero raggiungere milioni di utenti di F.B.

    Ad avviare la discussione sui post pubblicati sono quasi sempre le stesse persone: i famosi “influencer”
    arruolati dalla Casaleggio che, secondo il fuoriuscito Favia,
    potrebbero essere migliaia. Le discussioni, oltre a diffondere le
    bufale, servono ad accendere gli animi attraverso un crescendo di
    insulti che è facile a chiunque verificare visitando i siti delle
    comunità.

    I post sono frutto di elaborazioni testuali e fotografiche (dalle più
    semplici alle più raffinate che utilizzano Photoshop) ottenute quasi
    sempre manipolando i fatti ovvero inventando avvenimenti di sana pianta.
    Mi ha particolarmente colpito un post apparso in questi giorni
    (sottoriprodotto) e cioè a ridosso della sparata di Grillo sui sindacati
    (una coincidenza?). La foto è sapientemente costruita: vi compaiono ex
    segretari generali di federazioni/confederazioni sindacali che hanno
    ricoperto (Del Turco e Bertinotti) o ricoprono la carica di parlamentare (gli altri). Di fianco l’elegante scritta “La minchia nel pugno”, di sotto “ compagno tu lavori e io magno” e al centro “ Vita da ex sindacalista: fino a € 14.000 al mese”.
    Siamo in presenza di una maldestra manipolazione della realtà per
    indurre chi guarda il post a credere che un ex sindacalista può arrivare
    a guadagnare quella cifra. Si omette volutamente la circostanza che a
    14.000 € si può arrivare soltanto sommando la pensione di sindacalista
    (chi la percepisce) e l’indennità/vitalizio parlamentare (chi li
    percepisce). In realtà la retribuzione (e quindi anche la pensione) di
    un segretario generale di confederazione è ben al di sotto di quella
    cifra: lo stipendio degli ultimi tre segretari della CGIL è di circa
    3.500 € mensili ( chi vuol verificare può cercare sul web cliccando
    “Retribuzione della Camusso”) e di conseguenza la pensione (nella
    migliore delle ipotesi:sistema retributivo con 40 anni di anzianità e
    con gli ultimi 10 anni con la stessa retribuzione) si aggirerà intorno a
    3.000 €. Ma per gli influencer di Grillo la verità conta poco.
    L’obiettivo è far credere che i sindacalisti (come i politici) sono dei
    parassiti che fanno la vita dei nababbi alle nostre spalle. E a leggere i
    commenti l’obiettivo è pienamente raggiunto: per chi volesse deliziarsi
    basta cercare su F.b. “Il Puttanaio”.

                                                                               *********

    Giustamente ci indigniamo e reagiamo alle infamie di quella “Macchina del Fango
    berlusconiana che fa capo al “Giornale” e ai rotocalchi di famiglia. Ma
    parliamo di decine di migliaia di lettori che leggono quella stampa.
    Sul web Grillo e Casaleggio hanno armato una potentissima “Macchina del Fango
    capace di raggiungere milioni di persone con le bugie e l’inganno. E
    purtroppo il PD (non parlo degli altri partiti di sinistra che il
    problema neanche se lo pongono: e si vede quanto crescono nei consensi)
    continua a non comprendere che la vera battaglia campale oggi si
    combatte in rete e noi non siamo attrezzati a vincerla. La televisione e
    la carta stampata raggiungono complessivamente 12 milioni di persone,
    il web 29 milioni. E di questi svariati milioni sono giovani delle
    classi 1995, 1994, 1993, 1992, 1991, quelli cioè che non votarono nel
    2008. Quindi proviamo a contrastare Grillo andando in rete con la pancia
    a terra perché lì c’è carne e sangue veri di decine di milioni di persone”.
    Stiamo sul territorio, stiamo nelle fabbriche e negli uffici ma per
    favore stiamo anche sul web perché oggi ad essere decisivo è il web. So
    che il partito sta formando 2000 giovani: bene, destini parte di questi
    giovani a combattere il miserabile populismo di Grillo. Si può fare e si
    può vincere.

  • Spendere poco ma i danni chi li paga? Le estetiste su groupon.

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    Affronto un tema più leggero, diciamo, ma nemmeno poi così tanto perché si tratta della nostra pelle e delle nostre tasche.

    In questo periodo vanno molto gli acquisti su portali come Groupon perché permettono di risparmiare, e siccome soldi ce ne sono sempre meno, soprattutto per cose che rientrano nel divertimento e nel superfluo come ristoranti, viaggi e trattamenti estetici uno ci prova ad acquistarli lì. Il pro è che si risparmia, il contro è che si compra a scatola chiusa. Per questo motivo mi ritrovo con due piccole cicatrici su di una gamba regalatemi da un'estetista di Milano che come risarcimento mi ha fatto, e solo perché ho insistito, una seduta e mezzo gratis. La signorina mi ha ustionata con il vetrino della luce pulsata, non con il raggio di luce ma con il vetrino incandescente, sia chiaro. Non contenta, ci ho voluto riprovare lo stesso ed ho acquistato un altro pacchetto, questa volta a Busto Arsizio. Anche qui le signorine si sono rese protagoniste di numerose perle che mi hanno convinta a mandarle a quel paese ed a chiedere immediatamente il rimborso a Groupon. Ho l'abitudine di fare almeno una telefonata prima di acquistare ed anche questa volta l'ho fatta.  La segretaria al telefono mi aveva suggerito di acquistare il pacchetto più costoso, gambe intere, anche se l'inguine l'avevo già trattato con successo da un medico, perché loro mi avrebbero sicuramente trattato in cambio un'altra zona piccola. Compro. Mi danno un appuntamento pre-seduta durante il quale apprendo che lei deve chiedere alla titolare se questo è possibile.  La titolare acconsente ma solo per i baffetti, non può fare di più. Eh già poverina, i soldi però se li prende . . .  Dopo questo mi dicono che loro per effettuare il trattamento utilizzano due creme della NeoD-Derm, che naturalmente dovrei comprare, ed inizia una solfa sui peli incarniti, mi guarda la gamba e dice che ho la pelle "cheratinizzata" (non facevo la ceretta da un mese almeno, non c'era l'ombra di un pelo sottopelle) però lei insiste con saccenza che la mia pelle è cheratinizzata e di conseguenza mi crescono i peli sotto pelle. Compila anche un modulo in cui barra il campo "pelle cheratinizzata", a fianco c'era quello di "pelle idratata". Dunque io avrei proprio bisogno della crema idratante . . . Allora, vediamo un po', io ho pagato per un trattamento, vado lì e scopro che per effettuarlo devo comprare due creme? Roba che non costa poco, per intenderci e che servirebbero ad assottigliare la cute, e che sicuramente contengono paraffina. Tra l'atro la suddetta crema me l'avevano già rifilata anni fa in un centro Vanity Line ed a mio parere non aveva dato un gran risultato. Ora, ricapitoliamo, una che non è dermatologa, ti guarda la gamba e ti dice che hai la pelle cheratinizzata per venderti una crema. Ma tutti gli strati di pelle superficiali sono cheratinizzati in quanto impermeabili! La tentazione era di mandarla a quel paese subito ma resisto e dico che mi assumo io la responsabilità dei miei eventuali peli incarniti. Naturalmente prima del trattamento viene richiesto di radersi con la lametta, cosa che, favorisce l'incarnimento dei peli e che  mi piace poco perché se poi la zona non viene trattata bene e interamente, il risultato sono peli peggiori di prima (come l'estetista di Milano che mi depilava tipo dalmata e diceva che la luce pulsata era così!). Ed aggiungo la pelle dopo la lametta è irritata, non è proprio il caso di sparaci sopra un laser. Il medico in effetti tutt'al più scorcia i peli o aspetta una ricrescita di due, tre mm dopo la ceretta per effettuare il trattamento. All'appuntamento per la seduta mi presento con le gambe rasate, tranne nelle zone della coscia in alto dove c'è solo una leggera peluria ed i baffetti naturalmente, per la maggior parte peluria. Le esperienze, le letture ed i colloqui con il chirurgo plastico che mi ha trattato inguine e braccia, mi hanno insegnato che il laser essendo foto-sensibile, intercetta i peli più scuri, la peluria è troppo chiara per essere intercettata, (tanto più dai macchinari delle estetiste), quindi ti ritrovi che prima avevi la peluria, poi a forza di rasoio ti cresce un bosco. Loro insistono che devo radermi altrimenti mi possono bruciare la pelle. Il fatto è che la pelle non si brucia, al massimo si irrita un po', poi molto dipende dal tipo di pelle, che naturalmente loro non sanno valutare, e dalla regolazione del laser, che loro non sanno regolare perché le loro competenze sono limitate. Ma quello che infastidisce di più è la saccenza di queste sciampiste ignoranti che se la tirano da dottori e rischiano invece solo di fare danni. Di sicuro loro non mi passano uno dei loro rasoi sulla pelle, la pelle è la mia. Ma perché permettono alle estetiste di effettuare questi trattamenti? Dovrebbe essere vietato. Ed ora Groupon non è detto che rimborsi, probabilmente emetterà un buono come ha fatto per la certificazione energetica che il fornitore del servizio si è rifiutato di fare perché il suo socio non lavorava più con lui. Ma questa volta avranno filo da torcere.

    di Cinzia Bascetta

  • Smart/Debt City o semplicemente Intelligent City?

    Resoconto di un incontro…

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    Il 18 ottobre allo SMAU
    di Milano
    , dopo aver premiato le città italiane che si sono distinte
    per i casi più innovativi di sviluppo intelligente, si è tenuto il
    convegno dal titolo "La via italiana alle città intelligenti" moderato da Federico Pedrocchi.

    Tra le innovazioni per
    cui tre città hanno ricevuto il premio ci sono cose come una smart card che permette, di gestire la
    raccolta rifiuti (comune di Venaria Reale- Torino) oppure un sistema
    di localizzazione di vaporetti ed autobus per comunicare eventuali
    ritardi o variazioni di percorso (comune di Venezia) ed un sistema di
    rilevazione capillare dell'inquinamento (comune di Trento e Arpa).

    Se già potremmo dire che i contenitori per rifiuti automatizzati sono molto costosi, per non parlare della manutenzione che richiedono e della possibilità di atti vandalici, ci sono altre innovazioni premiate che ci
    fanno un po' pensare se non preoccupare come il progetto di cittadinanza digitale, che
    vuole attribuire a tutti un codice e che permette di effettuare dei
    pagamenti attraverso il cellulare perché, magari no, ma ci sembra
    l'anticamera dell'eliminazione della moneta su carta in favore di
    tutte le transazioni controllate attraverso le banche che già hanno parecchio potere.

    Tornando al convegno,
    sono intervenuti alcuni sindaci tra cui Boccali, sindaco di Perugia
    che ha tranquillamente dichiarato che tutti i progetti di smart city,
    grazie al patto di stabilità, possono essere considerati "cose
    di fantasia". Il concetto è stato ripreso da Fassino, sindaco
    di Torino che oltre ad aver parlato del bisogno di una strategia per
    fare un salto culturale e tecnologico ha ricordato che le risorse
    pubbliche sono andate via via diminuendo. Dal bilancio di un miliardo
    e trecento milioni lo stato ha tagliato duecento milioni. Fassino ha
    dichiarato che il 55% della spesa pubblica è statale, mentre il 45%
    è destinato al territorio tra cui, la spesa per i comuni, è la più
    bassa. Questo 45%, a suo parere, è insufficiente per risanare il
    territorio. (Bisognerebbe chiedersi cosa fa lo stato con il restante
    55% oltre a comprare armi, finanziare progetti inutili in paesi
    lontani e finanziare cose come la Tav n.d.r.) Per le smart city, continua
    Fassino, da due anni a questa parte si è fatta solo della
    sperimentazione. Sono tante le imprese che continuano a proporre
    progetti da sperimentare ma si rischia di fare niente di più che un
    "presepe" ovvero un quartiere con una panchina
    intelligente, una cabina intelligente etc . . . Il sindaco di Torino
    sostiene che bandi e fondi europei siano una risorsa ed ha parlato
    anche di un'agenda digitale per costruire una regia sul territorio.
    Ha sollevato poi il problema della pubblica amministrazione che,
    avendo una struttura verticale, bloccherebbe tutti i processi mentre
    per le smart city occorrerebbe più flessibilità. Insomma tanti sono
    gli ostacoli da superare a cominciare da quelli burocratici ma a quanto pare quello
    maggiore è la carenza di FONDI. Ed ecco allora che Cristina
    Farioli
    , direttore sviluppo e innovazione IBM Italia, dopo aver
    parlato della necessità di progetti trasversali che coinvolgano
    tutti gli assessori di una amministrazione in quanto all'interno di
    una città non si possono separare ad esempio il piano urbanistico
    dal problema dell'inquinamento o dal tema del turismo e così via ed
    aver ricordato il Roadmap tenutosi a Siracusa con l'amministrazione
    cittadina e la partecipazione di 16 esperti internazionali, annuncia
    che IBM lancia un progetto di sostenibilità con il contributo di una
    BANCA.
    Ecco che arriviamo sempre lì, non ci sono soldi ma noi li
    chiediamo alle banche e visto che questi progetti non sono cose su
    cui un investitore può lucrare direttamente, come ad esempio, la
    gestione delle autostrade per cui l'investitore incassa il pedaggio,
    temo che questo abbia l'unico effetto di aumentare il debito dei
    comuni.
    E chi paga alla fine sono sempre i cittadini finché i comuni
    saranno costretti a cedere le nostre risorse alle banche o altri
    privati in grado di pagare il debito. Non vi fa pensare subito ad
    esempio alla storia della privatizzazione dell'acqua e della gestione
    dei rifiuti? Alla fine il sindaco di Cosenza, Mario Occhiuto, riporta
    tutti su un piano più saggio e razionale. La città intelligente non
    è solo tecnologica
    , Cosenza, dice lui, ha un centro storico
    bellissimo posto su di una collina ma tutto intorno sono stati
    costruiti quartieri dormitorio, alienanti casermoni senza servizi.
    Teme, il sindaco, che l'utilizzo di una regia che applichi soluzioni
    standard e che non tenga conto delle particolarità del territorio
    possa solo peggiorare questa situazione. Mario Occhiuto ci ricorda
    che sarebbe molto intelligente riappropriarsi delle buone pratiche
    del passato ad esempio pensare alla fruibilità degli spazi pedonali,
    fare investimenti culturali affiancare alla tecnologia anche cose
    semplici come il corso pedonale intelligente. Eh sì, tra rilevatori
    e centraline per questo e quell'altro, molte legate al problema della
    viabilità, ci si scorda che sarebbe molto più semplice avere tutto
    a misura d'uomo ed a Km zero, così le persone camminano,
    s'incontrano, fanno la spesa e non inquinano. Perché pagare molto per un cassonetto intelligente quando si può fare la stessa cosa con una cultura del rifiuto ed un sistema di raccolta porta a porta? Queste cose sì che sono
    intelligenti! Aumentano l'impiego ed i costi sono molto più contenuti e soprattutto
    intelligenti.

    di Cinzia Bascetta

  • Come si fa a revocare il consenso al trattamento dei dati a Tim se si è passati ad un altro gestore?

     

    Avere un servizio clienti di qualità è molto importante perché è in base alla qualità di quest'ultimo che il cliente si fa un'immagine dell'azienda. Avete mai chiamato il 119? Bisogna essere molto fortunati perché capitano spesso operatori non proprio cortesi e piuttosto incompetenti. Infatti, per questo motivo, lo scorso giugno ho deciso di cambiare gestore. A quest'ultimo, non ho nemmeno dato il consenso a cedere i miei dati a terzi. Nonostante questo, negli ultimi due giorni ho ricevuto ben tre chiamate da Sky ed una proprio da TIM! Curioso che mi chiamassero per una proposta commerciale sul fisso ma d'altronde Tim è stata assorbita da Telecom e quindi in realtà era Telecom che deteneva i miei dati. Deteneva, perché avendo cambiato gestore non dovrebbe più averli ma forse non è così, dunque chiedo alla signorina cosa devo fare per revocare il consenso, a chi devo mandare un fax. Mi risponde: al 119. Chiedo se è anche un fax perché mi sembra strano e la risposta molto scocciata e spocchiosa è che questo l'ho detto io mentre lei mi ha detto di chiamare il 119 . . . Faccio notare che non essendo più cliente tim, la telefonata mi costa ma come
    risposta ottengo che in pratica è un mio problema. Decido comunque di chiamare il 119 ma non mi va meglio. La signorina mi rimbalza dicendo che essendo passata ad altro gestore io per loro non esisto più, che loro non hanno più i miei dati a terminale. Inutile cercare di spiegarle che mi avevano chiamata poco prima per cercare di farmi un'offerta commerciale e che quindi presuppongo ci sia un database che loro usano per il marketing. Lei prosegue sulla sua linea fino a trattarmi come una stupida. Mi chiede il numero, lo inserisce, fa la scena anche di chiedermi il nome e poi mi dice sempre con una fastidiosissima spocchia: "ecco vede schermata nera, noi di lei non abbiamo più niente".  A questo punto le faccio notare che mi sta trattando come una stupida e la risposta è di una scortesia incredibile. La signorina ha la faccia tosta di dire "questo è quello che lei pensa di se stessa".  Di sicuro ho fatto bene a cambiare gestore, anche pagassi di più, che poi non è così perché è anche più conveniente. Telecom si comporta come se avesse ancora il monopolio ma per fortuna non è così. Chiamo ancora e questa volta parla mio marito che come prima risposta ottiene "impossibile, tim non dà i numeri in giro". Da farti cadere le braccia. Ma chi ha risposto? La portinaia del call center? Allora, la domanda è: non sono più cliente tim, come faccio a revocare il consenso al trattamento dei dati? Va a chiedere e torna con il numero del registro nazionale delle opposizioni ed aggiunge che comunicherà il numero al "caring" . . . Che cos'è il "caring?" Saranno mica quelli che ti chiamano per le offerte commerciali? Ma allora il database dà schermata nera o ce n'è un altro? La questione è molto fumosa ma una domanda nasce spontanea: Chi fa i colloqui al call center della tim? Il dott. Thomas? Eh sì, perché lavorano proprio col Q! Ma di sicuro non si può dire che la nostra soddisfazione sia il loro miglior premio.

    di Cinzia Bascetta

  • Kony 2012 ed il progetto per il settore minerario in Uganda

    Kony-2012

    Il video su Joseph Kony sta facendo il giro del mondo. E' impossibile non commuoversi davanti a tali immagini e non desiderare che giustizia venga fatta nei confronti di un criminale del genere ma soprattutto che vengano salvati i bambini ugandesi. Ci sono delle cose però che insospettiscono. Foto e video del criminale "introvabile", chi gli fornisce le armi? Possibile che sia più forte dell'esercito nazionale ugandese? Il fatto che la banca mondiale, la banca per lo sviluppo africano (AfDB) ed il governo ugandese abbiano costituito un fondo per lo sviluppo del settore minerario in Uganda nel 2004 insospettisce non poco. http://www.union-africaine.org/it/l-uganda-paese-nell-asta-minerale.html

    Jason Russel è stato in Uganda nel 2003 ed ha prodotto il primo documentario nel 2005. Nel video che quest'anno sta facendo il giro del pianeta ad un certo punto viene detto "i prossimi minuti sono un esperimento." Ed effettivamente il sospetto che sia un esperimento di campagna virale viene. Spargere il virus dell'indignazione per far sì che le masse si mobilitino e siano le masse a chiedere agli Stati Uniti di intervenire contro un altro cattivo. Bin Laden, il terrorista, Saddam Hussein, il dittatore, Joseph Kony, il rapitore di bambini. Non voglio negare nulla delle tremende torture subite dai bambini ugandesi e farei di tutto perché vi si ponesse fine in questo istante. Il punto è un altro. Sarà vero che gli USA non hanno nessun interesse economico in Uganda e che si muovono solo perché è la massa che lo chiede? O piuttosto non glien'è fregato niente dei problemi dei bambini ugandesi finché non sono stati trovati oro, platino, diamanti, e molti altri minerali da sfruttare? Qualcuno dice anche il petrolio.

    Chi ha fomentato la rivoluzione egiziana per poi instaurare un governo che agli egiziani non piace?

    Chi ha aiutato i ribelli libici contro Gheddafi che stava progettando un Africa indipendente dagli USA e dal FMI? http://blogghete.altervista.org/joomla/index.php?option=com_kunena&func=view&catid=4&id=404&Itemid=128

    Chi diffonde i video fake di Al Jazeera sulla Siria? http://lalternativaitalia.blogspot.it/2012/03/orrore-in-siria-lennesimo-video-fake.html

    Le guerre in Iraq ed in Afghanistan sono state guerre impopolari, l'opinone pubblica era contraria. Questa volta, come per Egitto e Libia, avrebbero il favore dell'opinione pubblica, anzi sarà la gente a chiederlo, dopo aver completato l'esperimento di viral marketing e condizionamento delle masse attraverso la rete internet. Il potere più grande, far credere alle masse di contare qualcosa e invece condizionare il loro pensiero secondo i proprio scopi. Sulla linea del video http://www.youtube.com/watch?v=HsJLRX-nK4w della Casaleggio Associati (consulenti di marketing di Beppe Grillo) sulla rivoluzione dei media, che esordisce dicendo che L'uomo è Dio e che può fare tutto quello che vuole. Sono parole pericolose che parlano alla vanità ed al desiderio di potere dell'uomo o per i più umili semplicemente al loro desiderio di cambiare le cose ma restano parole pericolose perché l'uomo non è Dio e le masse sono controllate da uomini, che non sono Dio, ma sono molto potenti perché hanno proprio quel potere che dovrebbe fare la rivoluzione: il potere dei media.

    A quanto pare, non sono la prima a dirlo e c'è chi ha molta più documentazione ma questa è la prova che se si utilizza il proprio cervello, se ci si libera dai condizionamenti, si può arrivare alla verità. La verità è lì, Gesù disse che se i suoi discepoli fossero stati fatti tacere, allora persino le pietre avrebbero urlato. La verità è davanti a noi, basta cominciare a pensare. Ora metto altri link che forniscono prove ben più evidenti sull'inganno di Kony 2012.

    http://lalternativaitalia.blogspot.it/2012/03/kony2012-intervista-alla-giornalista.html

    http://retetre.rtsi.ch/index.php?option=com_content&task=blogcategory&Itemid=62

    http://www.youtube.com/watch?v=KLVY5jBnD-E&feature=player_embedded#! In questo video una giornalista ugandese dice che Kony non si trova più in Uganda da sei anni e che la situazione è molto migliorata, la gente dorme nelle proprie case ed i bambini vanno a scuola quindi perché fare una guerra ora?

    di Cinzia Bascetta

     P.S. La piramide rovesciata come logo è un po' inquietante

  • OSTROGORSKI: DEMOCRAZIA E PARTITI POLITICI

    Mafalda

    Moisei Ostrogorski, che è considerato uno dei fondatori della sociologia politica, affronta in questo libro temi che in questi ultimi tempi sono oggetto di acceso dibattito e, benché il libro sia stato pubblicato agli inizi del secolo scorso, [nel 1902] le situazioni ed i giudizi che riporta sono di una sorprendente attualità.

    Purtroppo oggi la parola democrazia è entrata nel novero delle parole sacre, che hanno un significato emotivo, più che razionale, e non ci si sofferma più a riflettere su cosa si intende per popolo e, soprattutto, quale sia il potere che deve esercitare.

    Nemmeno il dibattito sul più semplice concetto di popolo è oggi concluso, perché sebbene la parola nel suo lungo e faticoso cammino abbia inglobato un numero di individui sempre maggiore, [il voto all'universo femminile in Italia data poco più di sessant'anni] rimane aperto in molti stati il problema della posizione di coloro che si sono spostati dal loro paese di nascita e delle loro generazioni successive.

     

    Quanto a cosa riguardi il potere la situazione è ancor più complessa, perché benché oggi sia unanimemente associato per lo più alla possibilità di eleggere i propri governanti, ci sono paesi dove questo è possibile ma che sia il popolo ad avere un qualche potere è quantomeno discutibile.

    Negli Stati Uniti, ad esempio, benché questo stato sia quasi unanimemente considerato il paese democratico per eccellenza, le elezioni assegnano da molti anni la vittoria a chi ha la possibilità di spendere il maggior quantitativo di danaro per la sua campagna elettorale e quindi sembra logico pensare che a detenere il potere più che i cittadini siano i finanziatori della campagna elettorale. Che si tratti, cioè più di una plutocrazia che di una democrazia.

    Anche in Italia, dove le statistiche mostrano come la maggior parte dei cittadini faccia riferimento al mezzo televisivo per le sue scelte elettorali e dove nel mezzo televisivo manca la pluralità è difficile parlare di potere del popolo, ma piuttosto di potere mediatico, nonostante le elezioni.

     

    E' quindi di fondamentale importanza definire in cosa debba consistere il potere per poter parlare di democrazia e per Ostrogorski occorre che è che il popolo eserciti una intimidazione sociale nei confronti di chi governa.“Esercitare il potere non è altro che intimidire, che esercitare una coercizione morale per farsi obbedire.”

     

    Questa definizione che tanto si discosta dall'attuale comporta anche delle differenze nel modo di operare, poiché mentre il voto è un'attività episodica che si svolge in determinati momenti per periodi limitati, l'intimidazione è un processo continuo, senza interruzioni. “Ma la condizione principale dell'esercizio reale di un potere non è la continuità? Se non si afferma che ad intervalli è evidentemente molto meno efficace. Il carattere stesso della sua azione viene profondamente alterato: essa non infierisce che dopo il colpo, vale a dire che questo potere reprime più che intimidire.”

    Questa definizione si differenzia anche da quella data da coloro che propugnano la democrazia diretta: a questo proposito il pensiero di Ostrogorski è chiaro “La funzione delle masse in democrazia non è di governare, bensì di intimidire i governanti.” e lo giustifica col fatto che la civiltà moderna “ha reso la vita sempre più complessa, moltiplicandone ed intensificandone gli interessi privati, le preoccupazioni quanto le gioie di ordine tanto materiale quanto non materiale. Perciò il cittadino, che è un essere umano, è per natura portato dall'istinto egoistico a sacrificare alle preoccupazioni del suo lavoro e ad altre preoccupazioni personali che lo assorbono, gli interessi della città che gli sembrano più lontani e meno urgenti, se non lo lasciano del tutto indifferente.“

    Naturalmente per esercitare questa intimidazione sociale sono necessari degli strumenti, alcuni dei quali sono strumenti tipici di democrazia diretta, ed una organizzazione, il diritto di voto, i referendum, le petizioni… sono appunto di questi strumenti,

    Ma gli strumenti sono tanto più efficaci quanto maggiore è le capacità di chi li usa, altrimenti si rivelano inutili e le capacità necessarie al popolo per gli strumenti politici sono il livello intellettuale e morale : “La grande difficoltà della situazione politica attuale è che le masse, ancora poco istruite e non abbastanza avvedute, non sanno intimidire sufficientemente i politici. Perciò l'istruzione più diffusa delle masse, la loro capacità di esercitare il proprio giudizio sono importanti, nella vita politica, non tanto per l'uso diretto che ne faranno – tranne, ben inteso, la scelta più illuminata dei loro mandatari- quanto per meglio intimidire quelli che governano in nome del popolo e speculano sulla sua mancanza di accortezza. Questi governanti si comporterebbero in altro modo se avessero a che fare con elettori più istruiti questi li intimidirebbero di più. Ecco perché è doppiamente importante in una democrazia elevare il livello intellettuale e morale delle masse: con esso si aumenterà automaticamente il livello morale di coloro che si ritengono superiori alle masse. ….”

    Senza queste caratteristiche i cittadini non saranno in grado di utilizzare gli strumenti:“Se sono bambini, od adulti che si trovano ancora nell'infanzia politica, la risposta è chiara: avranno un bel essere insigniti del suffragio, verranno giocati con assoluta impunità.”

     

    Le motivazioni del suo giudizio negativo sui partiti coincidono con il pensiero oggi diffuso a riguardo di queste organizzazioni che possono essere così sintetizzate: “In generale si può dire che la convenzione di partito ha strappato ai cittadini l'arma della coercizione morale e l'ha rivolta contro di essi. …. Invece di intimidire, i membri del popolo sovrano sono essi stessi intimiditi”.

     

    Ma accanto alla critica nei confronti dei partiti tradizionali Ostrogorski propone anche la sua soluzione, che consiste in “partiti specialistici”, che si occupino di una sola importante questione e, raggiunto l'obiettivo, si sciolgano. La soluzione “…consiste nell'eliminare dalla pratica i partiti rigidi, i partiti permanenti che hanno per fine il potere, e nel restituire e riservare al partito il suo carattere essenziale di raggruppamento di cittadini, costituitosi specialmente in vista di una particolare rivendicazione politica

    In questo modo “Messa al servizio esclusivo di questa causa, l'organizzazione di partito sarà riportata al suo ruolo di mezzo e cesserà di essere un fine; dianzi padrona tirannica sarà obbligata a farsi docile serva.

    Alla base di questa scelta c'è la convinzione che i cittadini per tutelare i propri interessi debbano partecipare in modo consapevole alla vita politica.

    Così il cittadino che oggi è incoraggiato, e spesso addirittura costretto ad abdicare al suo giudizio sarà invece stimolato ad esercitarlo, l'energia della sua volontà e l'attività della sua mente invece di essere sopite saranno tenute sveglie

    Queste conclusioni sono contenute nella parte finale del libro, che è preceduta da un'approfondita analisi della nascita delle democrazie e dei partiti in Inghilterra e negli Stati Uniti, profondo ed esteso lavoro preparatorio che dà credibilità al pensiero dell'autore. Un libro fondamentale per chi desidera riflettere sugli argomenti democrazia e partiti, ma purtroppo la sua traduzione italiana, edita da Rusconi, è fuori commercio.

    di Penta

  • COME CREARE UN MOVIMENTO CARISMATICO

    (Regalati un Movimento Carismatico questo Natale)

     

    Pastore

    Un Movimento [o, meglio ancora, un Partito] Carismatico è un movimento i cui seguaci abbandonano l'ascolto del proprio intelletto per abbandonarsi al sentimento di adorazione nei confronti di un personaggio dotato di forte carisma, che li aiuta a mettere a tacere le proprie frustrazioni.

    Creare un simile movimento non è naturalmente cosa semplice, ma molti ci sono riusciti: innanzitutto occorrono le condizioni favorevoli, cioè momenti di crisi da cui non si sa come uscire senza dolorosi sacrifici.

    Fortunatamente oggi in Italia ci troviamo proprio in questa situazione, l'occasione buona per crearlo, purché si seguano poche semplici regole.

    Faccio presente che essere in buona fede è all'inizio indispensabile, se si vogliono attirare quelle persone sensibili e motivate da ideali che con il loro attivismo garantiscono il successo dell'impresa.

    Per questo quindi occorre che siate assolutamente digiuni di politica, sociologia e manchiate di tutte le altre cognizioni relative, ed anzi che allontaniate dal gruppo coloro che ne masticano, perché se non sono degli opportunisti abbandonerebbero il movimento, magari trascinando anche altri che li stimano.

    Se non avete queste caratteristiche però, e magari siete addirittura specializzato nel condizionare le masse, non disperate, è sempre possibile trovare qualcuno che le possieda e sia abbastanza facilmente manovrabile, basta fornirgli un supporto economico o di conoscenze, tale da renderlo poi dipendente da voi.

    Come fate a capire di aver avuto successo? E' molto semplice, per incominciare incominciate a passare sotto silenzio alcuni dei punti forti della prima ora, poi affermate il contrario di quanto avete detto tempo prima e guardate se il numero dei seguaci, anche se un po' mugugnanti, non decresce di molto.

    Iniziando, non pensate a Bossi che ha portato i suoi dal lancio di monetine al capo del partito degli affari all'alleanza con il suo ben peggiore erede, o dalla meritocrazia all'elezione del trota, cominciate da piccole cose, fate passare ad esempio il ruolo degli eletti da “portavoce del popolo” ad indipendenti dagli elettori [questo fra l'altro rende molto più semplice renderli dipendenti] oppure se ai tempi avete posto lo sviluppo fra i vostri obiettivi ed il vento è cambiato, dimenticatevene e parlate di decrescita.

    Anche se, devo dire, credo rimanga insuperabile il modello del buon Benito, che è riuscito a portare i suoi seguaci dall'estrema sinistra all'estrema destra, dall'anticlericalismo al clericalismo, dal pacifismo alla morte in guerra.

     

    Ma veniamo alle istruzioni: Innanzitutto occorre un

     

    1. NEMICO

      Dato che il movimento, come già detto, nasce in un periodo di crisi è semplicissimo trovare qualcosa da criticare, sia a torto che a ragione, ma bisogna fare di più, criticare tutto e tutti perché nessuno pensi che ci sono alternative. [Non avrai altro dio al di fuori di me]. Perché ovviamente anche all'interno degli altri movimenti/partiti/coalizioni ci si è accorti che molte cose non vanno e la critica nasce pure al loro interno, a volte spontaneamente, a volte strumentalmente, nella speranza che gli elettori anziché abbandonare il partito si appassionino al dibattito interno e pensino di combattere l'attuale potere votando per l'opposizione interna [Bossi e Maroni all'interno della Lega / Pro e contro B nel PDL, Rottamatori e Bersani nel PD,…].

      E' quindi fondamentale affermare che gli altri sono tutti uguali, e che solo gli aderenti al movimento sono differenti, anzi, superiori, cosa che naturalmente fa sempre piacere, soprattutto a quelli che la vita di tutti i giorni tende a mostrare il contrario. Anche questo non è difficile, basta drammatizzare quelle due o tre cose in comune e tacere delle altre cento differenze.

      Ma tutto ciò è reso infinitamente più semplice se si individua il nemico: a questo punto il sentimento si accanisce contro questo mostro e, soprattutto, giustifica ogni azione intrapresa nei suoi confronti, si ripete il sollievo provato dalle masse una volta individuati gli untori.

    2. GENERICITA'

      Questo è un punto importantissimo: se all'inizio le persone accorrono per un ideale si legheranno a questo e se un domani il capo carismatico vorrà cambiare direzione verrà abbandonato. Occorre quindi proporre qualcosa di alternativo, di assolutamente generico ed ecco quindi il Cambiamento: chi è contrario alla corruzione penserà ad un mondo incorruttibile, chi odia la disuguaglianza penserà ad un mondo di uguali e così via, in modo che ognuno pensi che il movimento soddisferà il proprio personale ideale.

      Il cambiamento ha inoltre un altro vantaggio: questa parola agisce nel conscio o nell'inconscio suggerendo che il cambiamento lascerà dei posti liberi e nessuno sarà più degno di occuparli dei membri del movimento che tanto si sono dati da fare per cambiare chi li occupava precedentemente.

      Purtroppo da qualche centinaio d'anni il mondo è diviso fra chi privilegia l'individualismo ed il concetto di responsabilità personale e chi invece la collettività ed il concetto di solidarietà. Poco male, basta affermare di non essere né di destra né di sinistra e così si è liberi di non essere giudicati alla luce di quei concetti e si possono accogliere persone provenienti da entrambe le ideologie.

      Il tutto corredato da un insieme di slogan generici di cui buona parte degli adepti non afferra bene il significato, da “padroni in casa nostra” a “uno vale uno”, a “Roma ladrona” e così via.

     

    1. IL MITO

      Naturalmente qualcosa occorre proporre per attuare il cambiamento, per risolvere la crisi che permette di creare il movimento, e questo qualcosa deve diventare un mito, qualcosa su cui non ci si interroga ma si accetta come dato di fatto.

      Gli uomini sono per pigrizia portati a desiderare la panacea, la soluzione di tutti i problemi che non richieda indagine, impegno, in una sola parola, che non richieda fatica. Ed occorre riproporla in tutte le salse, ripetutamente, in modo che nessuno si accorga della sua superficialità.

     

    1. ELIMINAZIONE DEL DISSENSO

      L'eliminazione del dissenso è fondamentale, perché nulla come il dissenso allena quel cervello che noi vogliamo atrofizzato e sostituito dal cuore.

      Il dissenso nasce principalmente da due tipologie di persone: ci sono coloro che si accorgono delle pecche del movimento e cercano di porvi rimedio, e coloro che si accorgono che il movimento si discosta da come era per muoversi verso obiettivi diversi da quelli dichiarati.

      Contro i primi bisogna utilizzare l'argomento dell'eccesso di teoria, del voler cercare il pelo nell'uovo… mentre è facile accusare i secondi di radicalismo. Le accuse di coltivare interessi personali, o di voler coltivare il proprio io sono sempre efficaci.

      Generalmente le persone che si vedono escluse e vedono ignorato tutto ciò che dicono se ne vanno da sole, altrimenti c'è la soluzione dell'espulsione dal movimento.

      Occorre tener presente che la maggior parte delle esclusioni avviene all'inizio ed alla fine del movimento, perché dopo un po' tutti capiscono l'antifona ed alla fine perché chi ha intuito come finirà si agita.

     

    Utilizzando queste semplici quattro regole sono molti i movimenti che hanno avuto successo, come dimostra la tabella di seguito riportata: provateci anche voi!

    Tabella

    di Penta
  • Disastro alle cinque terre: i pini erano malati e potevano essere curati

    Alluvione 5 terre

    Parliamo delle 5 terre, recentemente ci è giunta questa notizia. I proprietari di un resort della zona hanno affermato di essere riusciti a contenere i danni facendo nel loro piccolo prevenzione. Posseggono 153.000 mq di giardino di cui si prendono cura. Si erano accorti che i pini della Liguria stavano morendo per colpa del Matsucoccus Feydatus. Questi signori, insieme all'Enea avevano trovato la cura, che hanno applicato ai loro alberi salvandoli quasi tutti. Ma quando si sono rivolti alle autorità locali, l'allora assessore regionale all'ambiente ha alzato le spalle dicendo che non era di sua competenza. Gli è stato anche detto che quando i pini sarebbero morti e le montagne franate il problema sarebbe diventato di sua competenza… Purtroppo sembra che siano stati proprio questi pini morti (e non tagliati, perchè nessuno fa più la manutenzione dei boschi) a crollare nell'alveo dei fiumi e a provocare l'onda di piena… Una volta le persone andavano nei boschi a raccogliere la legna secca per la stufa, ora è persino vietato ed i boschi vengono lasciati così, quando non vengono rasi al suolo per edificare. I corsi d'acqua vengono coperti dal cemento, ma non si può vincere contro la natura. Dio mise l'uomo in un giardino perché ne avesse cura, forse dovremmo ricominciare ad ascoltare la saggezza di queste parole per vivere meglio.

    di Cinzia Bascetta

  • Venduti e comprati…………..un popolo nel “mercato”!

    Paolo_Borsellino
    (Paolo Borsellino: un simbolo di integrità)

    L'apparato politico/partitico tradizionale è in via di estinzione ma………….……………è il "sistema" nel suo complesso che è MARCIO!

    Bisogna dare avvio ad un ragionamento preliminare, che preveda una rivoluzione purificatrice; altra cosa sarà definire poi la "rinascita sociale"! 

    Perchè è l'intero "sistema" da distruggere?

    La risposta è semplice, conosciuta da tutti e ben nascosta sotto i piccoli, modesti e vergognosi interessi personali della (quasi !) totalità degli italiani: "la "corruzione diffusa"!

    Se riempissimo una grande piazza con un milione di persone ed avessimo il modo di far allontanare i "corrotti" e gli "omertosi", scopriremmo che sulla piazza sono rimaste 4  o (forse ?!) 5 persone . 

    Quelle 4 o 5 persone sarebbero le uniche che:

    1-Non hanno mai chiesto un "favore".

    2-Non hanno mai concesso un "favore".

    3-Non hanno mai taciuto un fatto a loro noto, inerente i punti 1 e 2, denunciandolo nelle sedi opportune.

    4-Non hanno mai privilegiato l'interesse della propria "famiglia" rispetto a quello dello Stato.

    5-Non si sono mai avvalsi della facoltà di giustificare il loro comportamento omertoso dicendo che "temevano ritorsioni".

    6-Non si sono mai sottratti al loro "dovere" di cittadini così come è ben espresso nel secondo comma dell'art.4 della costituzione italiana: " Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società."

    Credo proprio che i criteri di esclusione appena elencati possano confermare il "tragico" risultato di una "piazza quasi vuota"………..ma è necessario partire da quei numeri, anche se esigui.

    Mettere la "faccia" (così come richiede la piazza), quando il culo è sporco, è praticamente impossibile; (la ragione per cui in "rete" si sono diffusi i nickname la dice lunga!!!).

    Ne vedremo delle belle !!

    di Andrea Pescino

  • Un monito o un “segnale pericolosissimo” ?

    Stato pontificio

    BAGNASCO, il presidente della CEI, compare sui gornali italiani dopo che da diversi giorni gli stessi quotidiani pubblicavano articoli titolati: "Il silenzio della chiesa", "La chiesa non si pronuncia" e altre amenità……

    BAGNASCO, dunque, ha risposto alla invocazione "forte" che gli proveniva dalla stampa cosiddetta "ufficiale".

    Questa è  la cronaca degli eventi degli ultimi sette giorni.

    La moltitudine degli italiani, educati da sempre alla accettazione dei "dettati" di stampo manicheo, può oggi vedere in BAGNASCO l'essere umano buono, onesto, efficente, dedito alla stretta osservanza della "morale condivisa".

    Nello stesso momento la moltitudine degli italiani vedrà in BERLUSCONI l'essere umano cattivo, disonesto, confusionario, amorale.

    Significa dunque che la chiesa, ora più che mai, risulta determinante per il futuro dell'Italia.

    Sarà dunque la rivincita sull'appena rievocato 20 settembre 1870, in cui le truppe del Regno d'Italia entrarono a Roma attraverso la breccia di Porta Pia, sancendo così l'unificazione del Paese e la fine del potere temporale dei Papi.

    Significa anche la ripresa determinante della guida politica di questo disastrato e traballante agglomerato sociale falsamente definito "Nazione" per troppi decenni.

    Un altro 20 settembre (del 1378) è sempre presente a ricordare , l'elezione a papa del Roberto di Ginevra, che prese il nome di Clemente VII. La decisione di eleggere un nuovo papa era motivata dal fatto che i cardinali consideravano invalida l'elezione di Urbano VI, visto che si era svolta sotto la minaccia di violenza da parte del popolo (forse un "approccio" di DEMOCRAZIA !!??) e quindi non era stata del tutto libera e indipendente ( il "popolo" che si interessa della chiesa !!)  Rispetto ai conflitti d'autorità del passato, che pure avevano dilaniato più volte la chiesa, la rottura del 1378 presentava aspetti molto più gravi e preoccupanti. Non si trattava di papi e antipapi nominati da fazioni rivali, ma di pontefici eletti in piena legittimità da coloro che soli ne avevano il potere: i cardinali, non certo il popolo !

    L'espressione potere temporale (falsamente cessato il 20 settembre 1870) attiene al periodo storico in cui il papa era anche sovrano dello Stato Pontificio. La parola "temporale", ovverosia il potere su tutto ciò che è temporaneo e destinato a finire, si intende in opposizione a "spirituale", intendendo che il Papa non esercitava soltanto un'autorità su ciò che è religioso e che riguarda lo spirito e l'anima (potere spirituale), ma anche in campo civile.

    Questa convergenza di ruoli portò talvolta a situazioni paradossali, in cui il Papa nella sua qualità di sovrano conduceva guerre contro altri stati usando anche "armi" religiose come la scomunica e l'interdetto.

    Oggi BAGNASCO, in rappresentanza di coloro che "possono" dettare norme di comportamento ( i cardinali), scomunica il presidente del consiglio di quello stato italiano che, finalmente si comprende oggi, altro non è che il "NUOVO STATO PONTIFICIO"……………………………………..vado a bermi un buon caffè, dopo la "rivelazione" piena e sostanziale !

    BERLUSCONI E', COME SEMPRE, L'UTILE IDIOTA GIA' VISTO IN DIVERSE SITUAZIONI DAL 1993 IN POI…………

    di Andrea Pescino

    fonte http://www.facebook.com/notes/andrea-pescino/un-monito-o-un-segnale-pericolosissimo-/276577255700016?notif_t=note_reply