Categoria: Politica Energetica

  • Referendum, Valsusa e “comuni denuclearizzati”…”pare”… e i convogli di scorie?

    Alla faccia della maggioranza degli italiani che ha detto no al rischio
    nucleare “pare” che il 10 luglio ci sia un nuovo trasporto di scorie
    contenenti plutonio da Saluggia a La Hague. “Pare” come “pareva” che un
    treno di scorie nucleari dovesse passare nella notte di domenica 8 maggio
    scorso quando poi è effettivamente entrato in Francia dalla Val Susa
    passando, a quanto risulta, per Vercelli, Novara, Alessandria, Asti e
    Torino, interessandone le province oltre a quella di Pavia essendo passato
    anche per Mortara.

    Diciamo “pare” perché i cittadini non vengono correttamente informati da
    chi di dovere. Dovrebbero farlo i prefetti ed i comuni interessati in base
    ad appositi piani di emergenza che andrebbero redatti rispettando varie
    norme tra cui la legge delle Regione Piemonte numero 5/2010, articolo 4,
    comma 2.
    Peraltro i piani di emergenza, dove esistono, sono discutibili. Come
    quelli delle prefetture di Torino e di Vercelli dove non è previsto
    l’attacco terroristico, ma solo, come incidente di riferimento,
    l’improbabile collisione con un’autobotte di benzina.

    Per capire quanto siano insufficienti quei piani non ci vuole molta
    fantasia. Basta immaginare cosa sarebbe successo se in Val Susa qualcuno
    (non certo un italiano e tanto meno un valsusino, ma magari qualcuno
    direttamente coinvolto dalle missioni italiane all’estero) avesse stato
    fatto saltare in aria un ponte al passaggio delle scorie: il plutonio,
    dopo aver definitivamente steso la valle, avrebbe fatto danni fino
    all’Adriatico tra infinite quanto tardive discussioni sulla differenza tra
    i pericoli inventati e i pericoli veri.

    Questa sottovalutazione avviene perché nel valutare il rischio nucleare ci
    si ostina a considerare solo danni derivanti da eventi naturali o
    incidenti fortuiti e mai atti intenzionali come azioni belliche e atti di
    terrorismo, effettuabili più facilmente durante il trasporto di scorie,
    che, proprio per tale ragione, è uno dei momenti di massimo rischio.

    Tale scelta ha l’effetto di sottovalutare il rischio per non doverne
    sostenere il conseguente aumento di costi. Quindi meno costi per il
    committente del trasporto e rischi per la collettività molto maggiori.

    Almeno fossero di qualche utilità, quei trasporti. Almeno rendessero molto
    meno pericolose le scorie. Invece no, perché pare che lo scopo principale
    sia un altro: estrarvi plutonio per fare bombe e altro combustibile
    nucleare come il “mox” usato anche a Fukushima. Quelle scorie ritornano
    poi tutte in Italia con una radioattività ridotta di poco o nulla,
    sull’ordine dell’uno per cento o giù di lì. A cosa servono quindi quei
    trasporti? A chi convengono? Sarebbe il caso di approfondire il discorso
    partendo dall’identità di coloro che vogliono continuare a farli.

    Quei trasporti vanno perciò impediti a partire da quello, molto probabile,
    del 10 luglio. E questa volta non più, come successe ad Avigliana, da
    quelli a volto coperto a loro rischio e pericolo, ma direttamente da
    quelli in divisa. Per le scorie nucleari, infine, va previsto un unico
    tipo di trasporto: quello verso un deposito finale. Quella è la volontà
    espressa dal popolo italiano e come tale deve essere rispettata.

    Quelli che si opponevano ai referendum (e buona parte di quelli che li
    hanno appoggiati in extremis) ora non possono far altro che provare a
    scipparci il risultato. Per il nucleare non è passato nemmeno un mese,
    mentre per l’acqua hanno cominciato da subito. Per questo la battaglia per
    i referendum non è affatto finita e i risultati sono ancora lontani.

    Nel frattempo è bene che la magistratura prenda in esame il comportamento
    di coloro che, nascondendo i trasporti di scorie nucleari, hanno fatto
    correre (e magari vogliono far correre ancora) seri rischi ad un grande
    numero di persone inconsapevoli.

    Tino Balduzzi
    comitato antinucleare della provincia di alessandria
    nonukeal@gmail.com

    riferimenti:
    http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:1995-03-17;230
    http://arianna.consiglioregionale.piemonte.it/ariaint/TESTO?LAYOUT=PRESENTAZIONE&TIPODOC=LEGGI&LEGGE=5&LEGGEANNO=2010
    http://www.comune.avigliana.to.it/public/home_page/allegati/hp_321.pdf

  • Cosa dicono i referendum a Grillo?

    Referendum_si

    Anche se tutti affermano che i referendum sono stati una vittoria di tutti, sono in molti a pensare di essere loro a rappresentare questi tutti, e che si è trattato sì di una vittoria dei cittadini, ma i cittadini sono solo loro.

    Il quorum, per quanto straordinario, è piuttosto risicato, ed è stato ottenuto da una miriade di componenti la mancanza anche di una sola delle quali avrebbe vanificato lo sforzo di tutte le altre.

    Le uniche componenti assenti sono state le caste del PdL e della Lega spalleggiate dalle loro TV: ma come avrebbero i referendum potuto avere successo se non ci fossero stati dei sacerdoti a digiunare in Piazza San Pietro, spingendo così il Papa a dichiarare il suo appoggio, oppure senza quella parte di Leghisti che è andata alle urne disobbedendo al loro capo carismatico (ma forse ex-carismatico)?

    L'analisi di come è maturata questa evidente sconfitta delle caste dei partiti (anche di quella del PD, unitasi ai referendari solo all'ultimo istante, su pressione della base) mostra come elemento più evidente, che i più deboli riescono a vincere solo unendosi tutti insieme in una sorta di “mobbing”, come quello che operano gli storni, unendosi talvolta anche ad uccelli di altre specie contro i predatori, senza distinzione di bandiere.

    Anche il concetto di partito ne è uscito rafforzato, sotto molti punti di vista: innanzitutto perché due dei tre argomenti trattati sono stati proposti da un partito, poi perché all'interno dei partiti le caste, come detto, sono state sconfitte, dando così una immagine del partito differente dall'abituale ed infine perché il partito ha funzionato anche come mezzo di motivazione e di trasmissione dell'informazione.

    Un'altra novità, evidenziatasi anche alle elezioni comunali di Milano, è il cambiamento del linguaggio, non più violento ed aggressivo, di parole d'ordine e proclami, ma divertente, ironico, con il battiquorum, i sì sì sì sì orgasmici, … non si insulta più, si scherza, ed anche questo facilita i rapporti ed il dialogo.

    Infine, anche se molti sostengono che l'effetto maggiore dal punto di vista motivazionale ed informativo lo ha ottenuto la rete, la mia esperienza dice che un effetto straordinario, forse maggiore di quello della rete, lo ha avuto il passaparola.

    Tutti insieme, nessuno scontro, caste sconfitte dalla base dei partiti, linguaggio moderato, sì la rete ma… Grillo fa ormai parte del vecchio?

    di Penta

  • Lettera-appello di Adriano Celentano. Andiamo tutti a votare i referendum!

    Celentano_pp

    "Il 12 e 13 giugno dobbiamo assolutamente andare tutti a votare. Non si tratta di destra o sinistra ma di un governo che ci avvelena. Tocca a noi fermarli"

    "Cari amici studenti, fascisti, leghisti, comunisti e operai insicuri. Mi sembra chiaro che a questo punto non ci resta che l'unico mezzo di sopravvivenza. Il voto. Non possiamo assolutamente mancare. Il 12 giugno dobbiamo andare tutti a votare anche se, come è prevedibile, il governo tenterà l'impossibile per togliere dalle schede referendarie pure il legittimo impedimento. E, se lo dovesse togliere dobbiamo essere ancora più numerosi davanti ai seggi". (Il Fatto quotidiano)

    Leggi qui tutta la lettera

  • Fukushima: i numeri dicono livello 8. La stampa no.

    Radio attivi

    Continuano a cadenza quotidiana le occasioni per constatare la disinformazione e mala informazione più o meno consapevole di praticamente tutti i media. 

    nella pagina:

    Il Giappone non esiste più. Il nucleare si 

    Potete trovare altre note su questo argomento 

     

    Fonte repubblica 27 marzo

    Fukushima, allarme per il reattore 2

    Radioattività altissima, via i tecnici TOKYO – La radioattività dell'acqua al reattore n.2 della centrale di Fukushima è estremamente elevata ed è pari a 10 milioni di volte i livelli normali. Lo riferisce l'Agenzia per la sicurezza nucleare, secondo cui si è resa necessaria l'evacuazione immediata dei tecnici al lavoro.

    Il livello di iodio-131 è talmente alto da far ipotizzare all'Agenzia che l'acqua possa essere legata in qualche modo al nocciolo. L'emergenza contaminazione dunque sale, mentre i tentativi di messa in sicurezza sono frenati dalla minaccia radiazioni: proprio oggi era il programma il passaggio dalle autobotti dei pompieri alle pompe elettriche per iniettare acqua nei reattori, per accelerare i tempie ed evitare così ulteriori ritardi.

    Le fonti di perdita di materiale nocivo restano ancora da individuare.

     

    Commento: 

    In questo pezzo il "giornalista" si guarda bene dal trarre le conseguenze logiche, sottese alla regole della fisica, per cui non si porta a conclusione sul piano della realtà  ciò che è evidente dai numeri. Si rimane in un mondo di supposizioni senza prendersi le dovute responsabilità informative. 

    1. 10 milioni di volte ( 10.000.000 ) in prossimità di un reattore non è più vapore radioattivo del sistema di raffreddamento ad acqua. Significa fusione del nocciolo e rottura degli schermi di protezione. 
    2. la prima conseguenza è che nessuno si potrà avvicinare per riparare. Sia che sia eroe, kamikaze, vittima sacrificale, non ne avrà ne la possibilità per il calore, ne il tempo per l'immediata esposizione. 
    3. inizia così il meccanismo irreversibile della fusione del nocciolo del reattore 2 (e non del 3  che ieri sembrava messo peggio). La reazione è irreversibile da adesso in avanti è iniziato quel meccanismo di  fusione delle 170 tonnellate di materiale dei 6 reattori. 
    4. il livello delle catastrofi era settato fino al numero 7 ( Cernobyl ) la scala sarà progressivamente aumentata nei prossimi giorni fino a numeri e livelli di catastrofi che ancora nessuno descrive. 
    5. la conseguenza finale è che il Giappone non esiste più. La differenza è che se l'informazione continuerà a cincischiare su tecnicismi, si veri, ma non portati al piano di realtà, si eviterà di dire che sarebbe ora di cominciare a pensare all' 'unica possibilità di salvezza  per la vita di 125.000.000 di Giapponesi. L'evacuazione totale dell'arcipelago che evidentemente è una questione leggermente al di sopra delle possibilità organizzative, culturali ed economiche del globo. 
    6. Questo è il problemino che si trova davanti il villaggio globale. Ammettere che, o si inizia a sfollare il Giappone tutto, o li si condanna a morire di stenti e patologie correlate nel primo lager nucleare della storia. Il ruolo dell'informazione sarebbe quello di svelare le conseguenze reali delle informazioni "tecniche". Non mi sembra che nessuno si stia prendendo questa responsabilità. 

    Il Giappone non esiste più. Il nucleare si 

     

    di Alessandro Lanzani

    fonte http://www.facebook.com/notes/alessandro-lanzani/fukushima-i-numeri-dicono-livello-8-la-stampa-no/10150146300894169

  • Giappone : i media ufficiali hanno superato tutti i limiti della decenza!

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    Nelle ultime settimane ho notato uno sconcertante silenzio da parte dei TG sul Giappone . Si , se ne parla , ma decisamente poco , dopo aver dato tutte le altre notizie e  preoccupandosi , più che di dare la notizia corretta , di non allarmare la popolazione .

    Peccato che io le notizie ormai le cerco soltanto su internet perché non credo più sostanzialmente nulla delle notizie fornite dai media ufficiali : le  seguo solo per vedere fino a che punto puo’ arrivare la loro malafede  e fino a che punto il senso critico della gente possa non essere in grado di capire quanto siano diventati inutili  . In realtà i telegiornali si reggono sul fatto che la gente quando li guarda non li segue per niente , tra le strilla dei bambini e delle mamme o i commenti sui vestiti o sulle espressioni del volto o sulle urla dei politici .   Basterebbe seguire un attimo con un minimo di attenzione cio’ che dicono per capirne la loro nullità. Ma pochi in realtà lo fanno.

    E su internet si trovano notizie sconcertanti come , per esempio quella che il terremoto potrebbe essere stato indotto dall’Haarp ,  notizia che, non essendo riportata da nessun media ufficiale, non viene creduta dai più  e sulla quale i blogger si dividono : resta il fatto che questo famoso Haarp , una vasta distesa di antenne produttrici di onde elettromagnetiche, situata in Alaska , di cui nessun media ufficiale ha mai parlato,  che sarà costato probabilmente qualche miliardo di dollari , nessuno sa dire “ufficialmente” a che cosa dovrebbe servire .

    Altrettanto sconcertante la notizia che Helen Caldicott , una delle maggiori esperte di nucleare in campo mondiale avrebbe sostenuto che la gravità delle conseguenze del disastro potrebbero essere almeno 30 volte superiori a quello di Chernobyl , disastro che aveva portato (ma le notizie ufficiali lo hanno tenuto celato per decenni) almeno 1 milione di morti.  http://www.ecplanet.com/node/2384.

    I media ufficiali ci hanno sempre cercato di convincere che non sarà un altro Chernobyl , ma sarebbe bastato un minimo di buon senso per capire la truffa : la centrale è molto più grossa , i reattori sono tanti , e il nocciolo è fuso .

    Quanto c’è stato il disastro di Chernobyl ci dicevano che il nocciolo era integro e , adesso , per spiegare che il disastro non è cosi’ grande ci dicono che invece allora si era fuso! Un apotesosi di menzogne!

    E veniamo ad oggi : tg 3 delle 19.00 . Forse ancora qualche illuso si aspetta che il tg3 in quanto di sinistra  sia più serio e fedele alla realtà : pie illusioni!

    Campeggia anche oggi la Libia ,  anch’essa col suo castello di menzogne sempre meno credibili .

    Ma dopo la Libia arrivano i libici a Lampedusa , con Mustafà che vuole fare il  barbiere in Italia .

    Seguono altre notizie di basilare importanza : la riforma della giustizia, il federalismo , i litigi tra Frattini e Di Pietro , che non è chiaro perché abbiano litigato visto che , come La Russa ha confermato , alla guerra sembra che non si sia opposto sostanzialmente nessuno (tranne Bossi). E poi ancora la Parmalat , l’Enia . Solo la nazionale di calcio hanno avuto il pudore di posporla al Giappone .

    E finalmente alle ore 19.28 il servizio sul Giappone : durata 1 minuto e mezzo .

    Forse non c’era nulla da dire ?  Mah , giudicate voi :  3 dei tecnici che lavoravano per lo spegnimento dell’incendio sono stati ricoverati . E anche qui menzogna : sono stati colpiti da un ondata di radiazioni : grottesco !  Sono 3 settimane che sono colpiti da ondate di radiazioni e il fisico oggi non ha più retto: domani toccherà ad altri , e nel giro di qualche giorno potrebbero mollarci tutti e la loro morte è certa . E quando saranno morti l’incendio sarà li’ a bruciare indisturbato insieme a tutti i noccioli di tutti i reattori compromessi . Chiaro il concetto!  Ho fatto due conti dosimetrici : i lavoratori hanno già superato di almeno 50 volte il limite al di sopra del quale ci sono sicuri danni alla salute : cioe’ 1 sievert . Intorno al reattore ci sono infatti circa 200 milli Sv /h , praticamente come fare un esame TAC ogni 20 secondi per 20 giorni . (Anche se qualcuno per confondere ulteriormente le acque ha parlato di microsievert) .

    In altri termini coloro che sono stati sottoposti a radiazioni anche di decine di volte meno ma superiori a 1 Sievert non avranno conseguenze nell’immediato ma avranno sicuramente un cancro ( popolazioni nelle aree vicine ?  Tokio ? ) a distanza di anni .

    Del resto il cancro per i mass-media non fa notizia , come non fa notizia cio’ che provoca danni a distanza di 10 anni : quindi non interessa .

    Tuttavia l’emotività della gente si ingenera dalla notizia : hanno parlato per mesi di Sarah Scazzi e di Yara Gambirasio : conseguentemente la gente ha paura  che i propri figli vengano rapiti .

    A parte che nel frattempo qualche altro centinaio di minori è sparito nel silenzio assoluto  anche se a sparire fossero state solo le due ragazze la gente avrebbe paura ugualmente .

    Non fanno notizia i 20.000  giovani sotto i 20 anni che muoiono ogni anno di cancro in Italia  per motivi vari tra cui l’inquinamento atmosferico e l’alimentazione tossica .

    E cosi’ la gente che dovrebbe avere 10.000 volte più paura per i propri figli del tumore che non del rapimento si trova completamente fuori strada : controllare ogni minima mossa ma mangiare  e respirare qualunque schifezza : perfetto signori , il condizionamento delle menti è servito!

    di Gian Paolo Cavallaro

  • I terremoti “moderni” e il vampiraggio del sottosuolo

    Vampiraggio_petrolio

    Il meccanismo che innesca gran parte dei moderni terremoti, è lo stesso che produce le voragini che si aprono sul suolo della città di Napoli.

    L’uomo industriale, per oltre cento anni, ha vampirizzato il sottosuolo terrestre, defraudandolo da gas, petrolio, acqua e minerali. Questa ininterrotta operazione sanguisuga, ha reso la crosta terrestre (in geologia e in geofisica, è uno degli involucri concentrici di cui è costituita la Terra, per la precisione si intende lo strato più esterno della terra solida, avente uno spessore medio variabile fra i 5 – crosta oceanica – e 35 chilometri – crosta continentale -) fragile, vuota e rigida. In mancanza di questi elementi (che hanno la funzione di ammortizzatori), queste enormi cavità, svuotate del loro contenuto, tendono, alla prima scossa, a implodere su se stesse, dando origine ai moderni terremoti. Lo stesso fenomeno, in scala infinitesimale, ma del tutto identico, lo possiamo applicare alla città di Napoli e alle sue voragini. Non dimentichiamo, inoltre, che tutto ciò che l’uomo industriale sottrae al sottosuolo, si trasforma – per un processo, di combustione – in CO2 e varie altre formazioni gassose inquinanti che, a tempo debito, innescheranno una apocalittica reazione chimica. Una seconda parte, di quelle che comunemente, sono definite risorse energetiche, muteranno la loro originaria natura in rifiuti tossici perenni e quotidiana spazzatura. Questo continuo sottrarre materiale al sottosuolo, trasformato poi in energia, ha reso il nostro pianeta più leggero e la nostra atmosfera più pesante e irrespirabile. A causa di questo squilibrio, le conseguenze saranno presto catastrofiche.

    Il "segreto" del Giappone, in virtù del quale si è evitata la catastrofe urbana, sta in tecnologie come, i cuscinetti antisismici disposti alla base degli edifici, l'uso di acciai molto più elastici del normale, la fibra di carbonio che avvolge i pilastri e li rende più resistenti alle fratture, apparecchi detti "dissipatori" che assomigliano agli ammortizzatori di un auto e vengono disposti tra un piano e l'altro degli edifici più a rischio.

    Petrolio, gas e acqua (al pari delle misure antisismiche, adottate per evitare l’implosione degli edifici giapponesi), sono gli ammortizzatori naturali della crosta terrestre, deputati a mitigare gli effetti (diversamente più catastrofici)  di improvvise scosse telluriche indotte da un processo di assestamento, impercettibile ma continuo, delle placche tettoniche.

    Del resto, la stessa struttura ossea dell’uomo, si frantumerebbe in mille pezzi, se non fosse per quel sofisticato e ingegnoso sistema di muscoli, di liquidi e di cartilagini  che concorrono a distribuire le sollecitazioni prodotte dalla nostra mobilità, sul resto del corpo. La colonna vertebrale (come esempio) è un tubo semirigido, costituito da una serie di anelli ossei – le vertebre – uniti da dischi ammortizzatori, elastici. Il disco intervertebrale è formato da una porzione centrale, il “nucleo polposo”, che si compone di una sostanza gelatinosa e agisce da ammortizzatore e, senza la quale, ci sarebbe precluso ogni movimento.

    Immaginiamo il pianeta terra come una grossa arancia dove, migliaia di sottilissime cannucce, penetrandola, la svuotano, prosciugandola dal suo succo vitale.

    Presto, l’arancia, perderà per sempre la sua elasticità originale, trasformandosi in un corpo rigido, vacuo ed estremamente leggero. Questo è ciò che succede alla Terra.

    Questa mia tesi che, per nessun motivo al mondo, può essere smentita e, ne io, essere accusato di eccentrico catastrofismo, è il risultato di una ricerca logica e antropologica sulla base di dati concreti e di segnali evidenti e lapalissiani.  

    La conoscenza e, la comprensione della realtà, si avvalgono dell’intuizione. Quella particolare capacità, che esula dalla sfera del profetico per attestarsi come l’estensione sensoriale di una mente libera e liberata da preconcetti, da pregiudizi, da luoghi comuni e dipendenze culturali, storiche e psicologiche. Tutto questo, filtrato dal raziocinio, produce, come ultimo passaggio, quella che, oggi, (una parola che pronunciamo sempre con timore), abbiamo chiamato, “la Verità”.

    La fantasiosa teoria, poi, dei terremoti provocati da mini testate nucleari, appartiene a un genere di letteratura che, per indole, preferisco disertare. Sono ben consapevole di quanto, la stupidità umana, abbia prodotto nel corso questo secolo: guerre, bombe, nazismo, consumismo e relativismo, ma niente che possa competere con la potenza di una natura che, non tarderà a sferrare la sua vendetta, su questa umanità insensata che ha voluto sfidarla e deriderla.    

    Un tempo eravamo api e formiche oggi, siamo sanguisughe e termiti.

     

    di Gianni Tirelli

  • Compagnia Italiana di Rassicurazioni (C.I.R.)

    Fukushima

    Tutti noi conosciamo l'ansia che eventi paurosi come terremoti, maremoti, il nucleare e tanti altri fenomeni suscitano nelle popolazioni. Un'ansia che finisce spesso per renderci infelici e rovinare così la nostra vita quotidiana.

    Anche se la paura è giustificata non ha senso passare la nostra vita in attesa del peggio, meglio ignorarlo e subirlo quando avviene senza rovinarsi il pezzo di vita che precede l'incidente.

     Sulla base di queste considerazioni ho deciso di avviare una Compagnia di Rassicurazioni, sotto forma di ONLUS e sto contattando persone che partecipino a questa iniziativa.

    Ho già iniziato a contattare persone di altissimo livello e di provata esperienza nel settore per formare il gruppo dirigente.

    Nessun dubbio sul direttore generale: credo che nessuno possa competere con Guido Bertolaso in fatto di esperienza: il suo capolavoro, la sua denuncia per procurato allarme nei confronti di Giuliani, ricercatore dell'INFN che aveva previsto il terremoto dell'Aquila è stato giustamente premiato con l'affidamento della gestione del dopo terremoto, dove ha potuto rassicurare gli italiani che l'emergenza era conclusa mentre 30.000 sfollati abruzzesi erano ancora alloggiati in albergo.

    L'attività verrà naturalmente suddivisa in settori per ognuno dei quali vi sarà un capodivisione.

    Per il nucleare avevo pensato al famoso professor Veronesi, ma l'uscita di Chicco Testa che ha chiamato sciacalli coloro che parlavano di pericolo nucleare per il terremoto in Giappone proprio poche ore prima che i media riportassero il video dell'esplosione nella centrale di Fukushima e gli allarmanti dati sulla radioattività gli hanno meritato senza dubbio la guida di questo settore.

    Il professor Veronesi verrà comunque utilizzato per uno spot dove dorme tranquillamente insieme a tutta la sua famiglia su letti composti di scorie radioattive.

    Un ruolo di primaria importanza verrà affidato anche all'ex-presidente del GRTN [Gestore della Rete di Trasporto dell'energia elettrica Nazionale] il quale dopo il black-out che colpì gli Stati Uniti nel 2003 rassicurò gli italiani nel giugno affermando che una situazione simile a quella degli Stati Uniti in Italia era da escludere, riuscendo persino a spiegarne i motivi che erano più d'uno.

    Nel settembre dello stesso anno, solo tre mesi dopo, in Italia, per la prima volta si verificò il black-out.

    In questo momento lo affiancherei a Chicco Testa nell'affermare che mai in Italia si potrà verificare una situazione simile a quella in Giappone.

    Un settore importantissimo e pieno di episodi di rassicurazione è quello militare dove però purtroppo non conosco nomi, se qualcuno può fornirmene, magari il nome di chi ha mandato sotto processo per codardia gli elicotteristi che denunciavano alcune falle nell'apparato di difesa degli elicotteri, [naturalmente elicotteristi assolti ed elicotteri modificati] o di chi ha tranquillizzato sulla assoluta sicurezza dei blindati Lince, ma soprattutto i nomi di coloro che hanno tranquillizzato sull'innocuità dell'uranio impoverito.

    Credo che non ci saranno problemi a trovare il personale per questa società: l'Italia è patria di grandi rassicuratori, soprattutto in campo militare: Lui rassicurava gli italiani sulla certezza della vittoria e sulla brevità della guerra, e pure nel settore energetico, qualcuno tranquillizzava sulla non pericolosità della diga del Vajont.

    Nei settori politica ed economia non è il caso di entrarci, la concorrenza sarebbe troppo forte.

    E se poi i disastri si verificano davvero? Tranquilli, come avete visto non paga mai nessuno.

    E se non riusciamo ad ottenere la qualifica di ONLUS ? Manteniamo la stessa dirigenza e cambiamo la ragione sociale: da società di rassicurazioni a società di portasfiga.

    Vi chiederei quindi di segnalarmi, se li conoscete, i nomi di altri rassicuratori, piccoli e grandi, per la società.

     di Penta

  • Meglio attivi oggi che radioattivi domani!



     

            Dieci buoni motivi per non fare le centrali nucleari:

    1. Le centrali nucleari non sono convenienti economicamente, dal 1978 nessun privato investe sul nucleare in nessun paese, lo stato italiano garantisce ai privati il ritorno dell’investimento con i cip6 (soldi presi da un apposito aumento delle nostre bollette)
    2. Le centrali costeranno 30 miliardi di euro (e non 15), l’Italia ne ha investiti solo 2,6 sulle energie rinnovabili 
    3. Le centrali di quarta generazione saranno possibili solo fra trent’anni, in Italia si parla di centrali di terza generazione (che non garantiscono sicurezza)
    4. Le centrali nucleari offrono la base tecnica per fare bombe atomiche
    5. Produrre 1 Kw con una centrale nucleare costa 6.000 euro, con il fotovoltaico 4.000
    6. Smantellare una centrale costa in proporzione con quanto prodotto dalla stessa 6.ooo euro al Kw 
    7. Terna ha fatto un progetto per sistemare le linee di alta tensione  per risparmiare 4.800 Mw che è quanto produce una centrale nucleare
    8. E’ possibile produrre altrettanta energia elettrica con il fotovoltaico, la si può mettere in rete ed utilizzare quando si vuole
    9. L’Italia investirà 30 miliardi di euro per 4 centrali da 1.600 Mw l’una mentre in solo un anno il fotovoltaico in Italia è aumentato di 1.600 Mw
    10. Il fotovoltaico non necessita dei grandi elettrodotti che causano leucemie perché le reti sono locali inoltre le abitazioni, gli uffici etc… diventano autosufficienti