Categoria: Movimenti Apartitici

  • AUGURI!!!

    MILANO

    18-22 marzo 1848

    I milanesi insorgono contro il governo austriaco per unirsi al Regno di Piemonte convinti che avrebbero avuto più libertà e benessere

    8 maggio 1898

    I milanesi, ridotti alla fame insorgono contro i piemontesi (protesta dello stomaco) e vengono cannoneggiati da Bava Beccaris (80 morti, 450 feriti) che ottenne per questo la medaglia d’oro al valor militare.

    ROMA

    2 luglio 2014

    I lavoratori della Multiservizi con l’appoggio del Movimento 5 stelle occupano la sala consiliare

    28 aprile 2017

    Ai lavoratori della Multiservizi la nuova giunta del Movimento 5 stelle vieta ai lavoratori derlla Multiservizi di protestare nella sala consiliare.

    4 marzo 2018

    30 lavoratori della Multiservizi hanno ricevuto la lettera di licenziamento.

    REGNO DELLE DUE SICILIE

    Maggio 1860

    Il popolo appoggia Garibaldi che aveva promesso la distribuzione delle terre con l’adesione al Regno dei savoia

    1860 in poi

    Massacri della popolazione (Bronte, …) migliaia di morti, deportazioni, lager piemontesi, distruzione dell’industria meridionale.

    ITALIA

    4 marzo 2018

    Gli italiani votano per partiti che promettono reddito senza lavoro e tasse uguali per tutti

    1 Aprile in poi

    AUGURI A TUTTI GLI ITALIANI!

    by Storno

  • “Di noi ti puoi fidar …”

    2 Luglio 2014 – Protesta lavoratori della Multiservizi

    «Abbiamo passato ancora un’altra notte qui – spiegano i lavoratori – con noi sono rimasti i consiglieri Marcello De Vito del Movimento 5 Stelle, …”

    28 Aprile 2017 – Protesta lavoratori della Multiservizi

    Campidoglio, lavoratori Multiservizi protestano. De Vito li caccia per 2 mesi: “Rispettate istituzioni”

    QUALCUNO COMINCERA’ A CAPIRE CHE IL VOTO NON E’ UN GIOCO E CHE GLI ERRORI SI PAGANO?

    CHE SE NON CI SONO ALTERNATIVE E’ PERCHE’ NON SONO STATE COLTIVATE?

    Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore ma dentro sono lupi rapaci.

    Dai loro frutti li riconoscerete

    di Storno

  • Ipotesi oltRAGGIosa

     

    Il livello di chi tira i fili del Movimento 5 stelle è troppo elevato per poter pensare che non avesse capito che la Raggi non è lontanamente all’altezza di gestire un comune come Roma e quindi l’assoluta necessità di porvi rimedio.

    E nemmeno si può pensare che questo rimedio non l’avessero trovato e messo in atto visto che da tempo le proiezioni davano la Raggi vincente a man bassa.

    E, dato che siamo a Roma, la soluzione ce la suggerisce la storia. Com’è che gli imperatori incapaci tenevano buona la plebe romana?

    Organizzando giochi in cui davano i criminali di allora in pasto alle belve. Imperatori folli ed incapaci incantavano la plebe con i circenses. Com’è che oggi i 5 stelle cercano di nascondere ai romani la loro incapacità di governare? Basta sostituire i criminali di allora (cristiani ed altri) con gli amministratori passati (meglio se quelli che Marino non ha fatto in tempo a cacciare così da poterli etichettare PD) e, anziché “ad bestias” gettarli “ad magistratos”.

    Dare ai romani lo spettacolo dei corrotti dati in pasto ai magistrati è un ottimo piano, ben architettato e ben preparato ed è così che è stata arruolata una “dossierante”, cioè una che ha dossier pronti, ma non li ha consegnati alla magistratura ed una magistrata che ha lavorato a Mafia Capitale ed è quindi in possesso di abbondante materiale da utilizzare a quello scopo.

    E allora che cosa è andato storto con un piano così ben progettato e preparato?

    E’ andato storto che esistono le donne Muraro e le donne Raineri: mai fidarsi di una donna magistrato per fare giochini non proprio lindi!

    Una volta capito che il suo compito di capo gabinetto lo svolgevano altri e che lei era lì per essere utilizzata da specchietto per le allodole sembra abbia avuto un travaso di bile ed ha abbandonato la barca.

     

    Ed ora che si fa?

    Innanzitutto difendere la “dossierante”, i suoi dossier sono troppo preziosi e possono essere utilizzati in molti modi, e poi trovare un rimpiazzo alla Raineri, sicuramente maschio, e poi magari un po’ sempliciotto e coltivatore di ego, le doti necessarie per essere pilotato con facilità. Ma stavolta facciamolo scegliere da uno che i magistrati, possibilmente romani, li conosce bene.

    di Storno

  • LISTE CIVICHE E 5 STELLE: DIVORZIO?

    Finora era stato un idillio: le liste civiche si presentavano alle elezioni sotto il simbolo delle 5 stelle aggiungevano ai propri voti quelli derivanti dal prestigio della lista nazionale e, soprattutto, la rinuncia alla propria sovranità era più teorica che reale.

    In compenso il partito aveva l’appoggio degli attivisti locali e dei loro votanti

    Le ultime vicende, però hanno fatto saltare questa beata sinergia. Altro che rinuncia più teorica che reale: espulsioni di sindaci e di assessori, e richieste di dimissioni hanno evidenziato che il proprietario del simbolo concesso in leasing (che sia Grillo o Casaleggio) la sovranità sulle liste locali la vuole esercitare al completo.

    E, peggio ancora, un migliaio di liste civiche che avevano rinunciato alla propria divisa per indossare la gloriosa e vincente (speravano) casacca a cinque stelle non hanno potuto presentarsi perché non le hanno ricevute dal sarto che solo le confeziona.

    D’altronde, anche se spiacevole, tutto ciò è comprensibile: al padrone del marchio le realtà locali non interessano: sono solo uno strumento per raggiungere l’obiettivo delle elezioni nazionali e non ha alcuna intenzione di ledere la sua immagine perché qualcuno un po’ sporco va in giro con la divisa a 5 stelle.

    E per questo, come dimostra la preparazione di patti che chi vuole candidarsi è costretto a firmare, vuole il controllo totale sulle liste che portano il suo nome, ormai non più liste locali ma espressioni del partito centralizzato (a Milano).

    Si prospetta quindi un abbandono delle liste civiche a 5 stelle per tornare alle liste locali.

    Tuttavia l’esperienza pentastellata ha mostrato l’importanza per le liste di associarsi: non sarà un lavoro facile né breve, ma è questa la sfida da affrontare se si vuole davvero cambiare qualcosa in Italia.

    di Storno

  • La III Guerra Mondiale (Orwell o Casaleggio?)

    Orwell III gm

    Nel celeberrimo “1984” di Orwell
    l'Eurasia è una delle tre superpotenze continentali nate dopo la
    ipotetica guerra atomica degli anni cinquanta e nei suoi territori
    include l'Europa e l'Asia settentrionale, a partire dal Portogallo
    fino a raggiungere lo stretto di Bering, comprendendo molti territori
    dell'ex URSS. Il romanzo si svolge durante una terza guerra mondiale,
    tra i super-stati, e l'Eurasia vi partecipa con continui cambi di
    alleanze, ma per lo più si scontra con l'Oceania, che rappresenta il
    mondo anglosassone e le sue dipendenze.

     Sessant'anni dopo Casaleggio nel suo
    video “Gaia” [http://www.youtube.com/watch?v=9mYgbCW8XNA]
    aggiorna gli schieramenti che si fronteggiano nella terza guerra
    mondiale prevista fra una decina d'anni.

    Stavolta l'Europa è schierata con il
    mondo anglosassone contro la coalizione Russia-Cina-Medioriente e
    ricopre il ruolo non proprio entusiasmante, suggerito nel video
    [distruzione dei simboli dell'occidente, piazza San Pietro, Notre
    dame, Sagrada Familia], ma anche da vari articoli
    [http://www.libreidee.org/2011/11/la-russia-missili-contro-leuropa-se-israele-minaccia-liran/]
    di farsi distruggere per permettere nel frattempo agli Stati Uniti di
    portarsi in vantaggio colpendo i nemici da lontano.

    Anche chi pensa che Casaleggio sia un
    visionario non può negare alcuni fatti oggettivi che corroborano
    l'ipotesi fatta nel suo video.

    Innanzitutto che oggi l'Europa sia
    sotto il dominio statunitense – solo in Italia ci sono più di 100
    basi americane ed una sessantina di bombe atomiche – è indiscusso
    come è evidente che il suo territorio è diventato una base militare
    per attaccare il nemico non per difendersi ma per diventarne il
    bersaglio. Di conseguenza si lavora per costruire non un'Europa
    culturale o politica, ma un'Europa della guerra. Che altro senso può
    avere l'allargamento della UE alla Turchia che, oltre ad essere
    geograficamente fuori dall'Europa ne è anche culturalmente e
    politicamente assolutamente disomogenea? Tanto che nel corso degli
    anni i rapporti dell'Europa con essa sono stati solo di guerra.

    E allora perché accettare questo ruolo
    di vittima sacrificale , anzi, correre ad interpretarlo, schierandoci
    per l'Impero Statunitense che, nonostante la fiducia di Casaleggio
    nella sua vittoria, è in chiaro disfacimento? Facciamo uso
    dell'italica virtù italiana del voltagabbanesimo che ci ha portato
    nella I e II guerra mondiale a lasciare l'Austria e la Germania cui
    eravamo legati da patti d'amicizia e, in questo inizio della III a
    nientedimeno che bombardare la Libia, e spezziamo questa cultura
    masochista di asservimento al mondo anglosassone: Chiediamo
    l'allargamentodella UE alla Russia.

    Proponiamo di espandere l'Europa ad est
    consci che i colloqui eventuali durerebbero decine di anni, consci
    che ci sarà una forte opposizione, soprattutto da parte dei paesi
    ex-satelliti dell'Unione Sovietica, consci delle pressioni e degli
    atti terroristici che subiremo dagli Stati Uniti.

    Ma se riusciremo a rendere meno
    monolitica la sudditanza agli Stati Uniti ed a renderli così meno
    certi sulla vittoria forse come la Russia ha salvato il popolo
    siriano riusciremo a salvare noi stessi dalla distruzione.

    di Storno

  • Seghe digitali

     

     

    Da quattro chiacchiere con l’amica Cinzia Bascetta sono nate queste considerazioni:

    Non sono i vecchi attrezzi in versione
    moderna, ma la versione attuale della vecchia espressione “seghe
    mentali” che ebbe grande successo negli anni settanta: pensieri per
    il puro piacere di farlo, e non per creare qualcosa; cosa
    assolutamente legittima, ma mentre chi si masturba sa benissimo che
    i figli non nascono così, sono molti i masturbatori digitali che
    pensano di aver migliorato il mondo grazie al loro intervento.

    Ho dato un’occhiata ad un articolo di
    Libero ed ho visto che era corredato di oltre 4000 commenti: un gran
    numero di persone si è dato da fare a pubblicare il suo pensiero
    nell’illusione di portare il proprio contributo alla discussione,
    contributo che nel giro di pochi minuti è stato sommerso dai
    commenti seguenti e mi sono chiesto se l’autore avrà pensato “Oh,
    mi sono sfogato!” oppure sarà stato grato al giornale che gli ha
    dato la possibilità di far conoscere la sua opinione al mondo.

     La rete si autoproclama imparziale
    mezzo di comunicazione, ma spesso è solo un mezzo di informazione,
    nel senso etimologicamente deteriore, di (de)formare il cervello
    degli utenti dandogli la forma che il “padrone del vapore”,
    ovvero chi paga, desidera. E’ vero infatti che sulla rete per ogni
    voce c’è la sua contraria, dando così l’impressione di
    imparzialità, ma non c’è alcuna possibilità di verifica e quindi
    si finisce per ascoltare ciò che piace scambiandolo per ciò che è
    vero, esattamente come si è sempre scelto finora il giornale da
    leggere od il canale televisivo da guardare.

     Basta leggere poi un social network od
    un blog per vedere che in rete non si comunica: tutti parlano di
    tutto ma nessuno ascolta. Sono rarissimi coloro che prendono in
    considerazione le risposte dell’interlocutore, per lo più si
    difendono all’ultimo sangue delle proprie asserzioni, anche contro la
    logica: un muro contro cui le idee rimbalzano come palle da tennis.

    [l'umoristico “Generatore Automatico di Risposte Grilline alle
    Critiche Verso il M5S” descrive perfettamente quella situazione,
    anche se certamente non è un comportamento solo loro]

     Ma l’effetto più dannoso della rete è
    che ci dona l’illusione che utilizzare la rete sia azione, spegnendo
    così ogni spinta a muoverci diversamente. C’è un evento che ci
    colpisce negativamente? Ci sentiamo appagati per esserci indignati,
    per averlo subito additato al pubblico ludibrio dei nostri amici, per
    aver firmato ed invitato a firmare almeno un paio di petizioni e
    così… “na sega”

     di Storno Pirata

  • Oroscopo (povera) Italia

     

    Oroscopo

    Difficile
    comprendere le ultime mosse del MoVimento 5 stelle in campo nazionale
    se non si pensa a quanto successo alle elezioni comunali di Parma.

    Le
    5 stelle sono arrivate al ballottaggio e per loro ha votato il
    centrodestra, pur di non far vincere l'odiato PD e da altre parti
    potrebbe essere il contrario, gli elettori del PD che votano per il
    MoVimento 5 stelle pur di non far vincere l'altrettanto detestato
    PdL.

    Naturalmente
    per poter far questo il MoVimento 5 stelle deve continuare a
    professare la sua estraneità sia alla destra che alla sinistra e
    quindi a livello nazionale gli è vietata ogni alleanza, né con il
    PD né tanto meno con il PdL, dato che la maggioranza dei suoi
    elettori proviene da sinistra.

     

    A
    questo punto agli altri partiti se non vogliono soccombere rimane
    purtroppo una sola scelta, obbligata: unirsi in un governo comune.
    Naturalmente dovranno sfidare il malcontento dei cittadini e per
    combattere il MoVimento 5 stelle dovranno puntare sul rinnovamento
    addossando la colpa dello “inciucio” al comportamento delle 5
    stelle. Per dare l'impressione del nuovo, naturalmente, occorre
    eliminare le vecchie figure di Bersani e Berlusconi, e se Renzi è
    pronto a rendersi indipendente ed a prendere le redini del PD (ma
    Civati…) dall'altra parte la Meloni è tutt'altro che pronta a
    lasciare papà Berlusca e solo l'ineleggibilità del padre padrone
    del PdL può veramente lanciarla.

    Naturalmente
    lo stratega Casaleggio ha capito il pericolo e subito ha inviato il
    suo “angelo” a predicare legnate nel caso della “Santa
    Alleanza”

     

    Il
    risultato di questa roulette russa non è scontato per nessuno e
    tutti possono perdere molto. L'unico politico oggi in grado di
    pilotare con polso fermo questa fase convulsa degli eventi è Prodi:
    bisogna vedere se sarà eletto alla Presidenza della Repubblica.

     

    Può
    davvero succedere di tutto e di tutto succederà, dalla scissione del
    PD a quella della Lega, uno spezzone dei quali (Bossi e Bersani) si
    terrà fuori dall'accordo per vedere cosa succede, e ci sarà la
    resurrezione dell'IdV.

    Non
    si andrà a nuove elezioni: il PD, con i sondaggi che danno il PdL
    vincente no di certo, i grillini che vedrebbero scadere uno dei loro
    due mandati nemmeno, e neppure molti del PdL che non sarebbero
    ricandidati.

    E
    d'altronde nuove elezioni non cambierebbero comunque la situazione al
    senato.

     

    Prodi,
    se eletto, darà un incarico esplorativo alle 5 stelle e poi a Renzi
    e poi… sarà guerra: povera Italia!

    Ah,
    a proposito, Monti avrà l'economia nel nuovo governo e Berlusconi
    sarà dichiarato ineleggibile.

    di Storno

  • La macchina del fango della premiata Casaleggio-Grillo

    La sparata di
    Grillo sull’abolizione dei sindacati può sorprendere soltanto chi non
    segue sul web l’attività delle comunità che, direttamente o
    indirettamente, si ispirano al novello Savonarola barbuto. Chi sta
    dietro questi gruppi non è dato sapere, ma è facile supporre che ci
    siano i famosi “influencer” della premiata ditta Casaleggio-Grillo. Scorrendo i post dei miei pochi amici grillini, ne ho contati una decina: oltre al “Noi voteremo il M5S di Beppe Grillo”, “Il
    Puttanaio”, “Rivoluzione Anticasta”, “Politici corrotti, confisca dei
    beni e carcere”, “ Fuori da questa Unione europea”, “Non c’è niente di
    speciale ad essere normale”, “Vi presento l’ergastolo-l’Ottavo nano”etc
    .  Che messi insieme totalizzano circa 350 mila “mi piace”. Il che fa presumere che i messaggi via post potrebbero raggiungere milioni di utenti di F.B.

    Ad avviare la discussione sui post pubblicati sono quasi sempre le stesse persone: i famosi “influencer”
    arruolati dalla Casaleggio che, secondo il fuoriuscito Favia,
    potrebbero essere migliaia. Le discussioni, oltre a diffondere le
    bufale, servono ad accendere gli animi attraverso un crescendo di
    insulti che è facile a chiunque verificare visitando i siti delle
    comunità.

    I post sono frutto di elaborazioni testuali e fotografiche (dalle più
    semplici alle più raffinate che utilizzano Photoshop) ottenute quasi
    sempre manipolando i fatti ovvero inventando avvenimenti di sana pianta.
    Mi ha particolarmente colpito un post apparso in questi giorni
    (sottoriprodotto) e cioè a ridosso della sparata di Grillo sui sindacati
    (una coincidenza?). La foto è sapientemente costruita: vi compaiono ex
    segretari generali di federazioni/confederazioni sindacali che hanno
    ricoperto (Del Turco e Bertinotti) o ricoprono la carica di parlamentare (gli altri). Di fianco l’elegante scritta “La minchia nel pugno”, di sotto “ compagno tu lavori e io magno” e al centro “ Vita da ex sindacalista: fino a € 14.000 al mese”.
    Siamo in presenza di una maldestra manipolazione della realtà per
    indurre chi guarda il post a credere che un ex sindacalista può arrivare
    a guadagnare quella cifra. Si omette volutamente la circostanza che a
    14.000 € si può arrivare soltanto sommando la pensione di sindacalista
    (chi la percepisce) e l’indennità/vitalizio parlamentare (chi li
    percepisce). In realtà la retribuzione (e quindi anche la pensione) di
    un segretario generale di confederazione è ben al di sotto di quella
    cifra: lo stipendio degli ultimi tre segretari della CGIL è di circa
    3.500 € mensili ( chi vuol verificare può cercare sul web cliccando
    “Retribuzione della Camusso”) e di conseguenza la pensione (nella
    migliore delle ipotesi:sistema retributivo con 40 anni di anzianità e
    con gli ultimi 10 anni con la stessa retribuzione) si aggirerà intorno a
    3.000 €. Ma per gli influencer di Grillo la verità conta poco.
    L’obiettivo è far credere che i sindacalisti (come i politici) sono dei
    parassiti che fanno la vita dei nababbi alle nostre spalle. E a leggere i
    commenti l’obiettivo è pienamente raggiunto: per chi volesse deliziarsi
    basta cercare su F.b. “Il Puttanaio”.

                                                                               *********

    Giustamente ci indigniamo e reagiamo alle infamie di quella “Macchina del Fango
    berlusconiana che fa capo al “Giornale” e ai rotocalchi di famiglia. Ma
    parliamo di decine di migliaia di lettori che leggono quella stampa.
    Sul web Grillo e Casaleggio hanno armato una potentissima “Macchina del Fango
    capace di raggiungere milioni di persone con le bugie e l’inganno. E
    purtroppo il PD (non parlo degli altri partiti di sinistra che il
    problema neanche se lo pongono: e si vede quanto crescono nei consensi)
    continua a non comprendere che la vera battaglia campale oggi si
    combatte in rete e noi non siamo attrezzati a vincerla. La televisione e
    la carta stampata raggiungono complessivamente 12 milioni di persone,
    il web 29 milioni. E di questi svariati milioni sono giovani delle
    classi 1995, 1994, 1993, 1992, 1991, quelli cioè che non votarono nel
    2008. Quindi proviamo a contrastare Grillo andando in rete con la pancia
    a terra perché lì c’è carne e sangue veri di decine di milioni di persone”.
    Stiamo sul territorio, stiamo nelle fabbriche e negli uffici ma per
    favore stiamo anche sul web perché oggi ad essere decisivo è il web. So
    che il partito sta formando 2000 giovani: bene, destini parte di questi
    giovani a combattere il miserabile populismo di Grillo. Si può fare e si
    può vincere.

  • Notizie dalla Fattoria 5 Stalle

    Alla Fattoria a 5 stalle i maiali
    presero la decisione di mandare dei rappresentanti al Comitato
    Fattorie che decideva i prezzi dei prodotti agricoli e, per
    dimostrare che la fattoria era una vera democrazia dal basso,
    indissero le elezioni primarie per sceglierli.

    Vedendo che tutti gli
    abitanti della fattoria erano impegnati nei loro lavori quotidiani,
    Napoleone si assunse l’ingrato compito di definire le regole della
    consultazione, evitando anche di discuterle, dato che i tempi
    stringevano. E’ ben vero che, dato che la decisione di partecipare al
    Comitato Fattorie era stata presa da molto tempo, alcuni degli
    animali si erano riuniti per fare delle proposte, ma Napoleone li
    aveva cacciati dalla fattoria, ricevendo l’approvazione di tutti,
    soprattutto fra le pecore.

    Le regole prevedevano di
    riservare la possibilità di essere eletti solo agli animali che
    erano più uguali degli altri, perché la loro fedeltà ai maiali era
    provata, escludendo così quelli che solo da poco erano arrivati
    dalle altre fattorie attirati dalla fama di democrazia dal basso di
    cui la fattoria a 5 stalle godeva e gli animali che erano diventati
    adulti dopo una certa data, dato che non era sicuro il loro
    orientamento.

    Naturalmente ci fu del malcontento fra
    degli esclusi, ma Napoleone spiegò loro che anche loro erano uguali,
    solo che avevano compiti differenti, ad esempio quello di
    organizzare, naturalmente dopo l’orario di lavoro, le elezioni degli
    altri.

    Comprendendo poi il fatto che, non
    avendo esperienza, si sarebbero trovati in difficoltà a svolgere il
    nuovo compito, con grande spirito di sacrificio Napoleone si accollò
    anche l’onere di descrivere nei minimi dettagli come avrebbero dovuto
    comportarsi e, solo per essere sicuro che lo avessero letto, glielo
    fece firmare. Come una brava madre fa con le figlie, raccomandò poi
    loro di non fermarsi a parlare con nessuno che non facesse parte
    della fattoria, perché, si sa, ci sono in giro persone che hanno
    cattive intenzioni.

    Spiegò poi che la fattoria era come
    una famiglia, per cui avrebbero dovuto consegnare a lui parte del
    denaro che avrebbero guadagnato facendo parte del Comitato Fattorie:
    lo avrebbe dato ai maiali che lo avrebbero amministrato per il bene
    della comunità: naturalmente questo non significava che lui non
    avesse fiducia negli eletti, le regole per l’elezione erano perfette,
    era solo un modo per ottenere la massima efficienza.

    Palla di neve, il solo, tentò di
    obiettare che così le elezioni erano solo una rappresentazione della
    democrazia, dato che Napoleone aveva definito in dettaglio sia le
    regole della consultazione sia quello che avrebbero dovuto fare e
    quindi gli eletti non avrebbero goduto di nessuna autonomia: dato che
    si votava il nulla, tanto valeva estrarli a sorte.

    Napoleone, nascondendo la sua
    irritazione, spiegò che non tutti erano portati all’obbedienza ed il
    compito degli elettori era proprio quello di eliminare dalle liste
    coloro che erano capaci di disobbedire.

    Dopo di allora Palla di neve non fu più
    visto alla fattoria.

    Naturalmente altre fattorie chiamarono
    gli animali alla consultazione, come la lontana Fattoria Democratica,
    ma le loro erano elezioni farsa, dove 300.000 animali avrebbero
    votato per scegliere quale programma avrebbe dovuto seguire la
    fattoria negli anni seguenti.

    La vera democrazia era quella della
    Fattoria 5 Stalle, dove 300 animali avrebbero votato i “portabelato”
    che, pena l’espulsione dalla fattoria, avrebbero portato avanti il
    programma di Napoleone.

    Il successo fu straordinario, ed una
    moltitudine di “più uguali degli altri” si fece avanti, ma qui
    sorse un grosso problema per coloro che dovevano votare: come
    scegliere fra così tanti animali, molte dei quali sconosciuti? Come
    capire chi di loro portava in sé il germe dell’infedeltà, della
    disobbedienza? I maiali misero a disposizione tutta una serie di
    strumenti: Video, Curriculum Vitae, risposte a domande standard,
    riunioni, ma quasi nessuno li utilizzò: il solo Gondrano cercò di
    vederli tutti e partecipò agli incontri, rivolgendo persino alcune
    domande ai candidati al costo di numerose notti di sonno, ma al
    settantatreesimo candidato crollò e, ricoverato in infermeria, non
    poté partecipare al voto, rendendo così vano il suo sacrificio.

    Fortunatamente la fattoria 5 stalle era
    in Italia, e così ognuno votò per i suoi amici.

    di Penta

  • Le regole per le candidature alle politiche del M5S decise dall’alto

     IL “CASALEGGIUM”

    Il casaleggium

    Le regole per le candidature del M5S alle politiche 2013, sono state calate dall’alto, decise dallo staff con un comunicato politico sul blog, in assenza di confronto con gli iscritti e di votazioni. Un’operazione verticistica, che vìola l'art. 4 del Non Statuto e che ha escluso i tanti gruppi M5S sul territorio, gli attivisti non candidati e che pare non prevedere possibilità di condivisione e discussione. Non esistono, inoltre, garanzie di controllo e trasparenza sulle operazioni di voto e sui risultati elettorali, gestite dalla Casaleggio ed Associati, che non di rado ha censurato post o commenti nel blog e nel portale.
    In parlamento andranno i nominati cinque stelle, appartenenti ad una lista chiusa di candidati certificati in precedenti elezioni comunali o regionali. Il gruppo nominato comprende ovviamente anche chi abbia partecipato da capolista a ripetute elezioni comunali e regionali, senza essere mai stato eletto. Con una mossa, Casaleggio ha deciso di non utilizzare alcun processo democratico per la selezione dei candidati, un principio fondante del M5S. Attingendo dall’archivio delle liste M5S, egli ha scelto, senza consultare gli iscritti, di bloccare la candidatura a cittadini M5S, che pur dedicando tempo e impegno al progetto, per ragioni varie non hanno potuto o voluto candidarsi. E ciò benché Grillo abbia più volte promesso che chiunque, dotato dei requisiti previsti dal non statuto, avrebbe potuto candidarsi. Molti territori non potranno presentare liste M5S. Casaleggio ha offerto al Movimento regole preconfezionate da tempo, dopo aver sprecato anni preziosi per la costruzione degli strumenti per la democrazia interna. Ora viene agitato l’alibi del ritardo e si danno quattro giorni per accettare una candidatura al parlamento, graziosamente offerta tramite mail personale a firma dello staff. Tra i destinatari c’è anche chi in passato era stato messo in lista per fare numero, ma da anni non partecipa all’attività del M5S e magari sostiene altre formazioni politiche. Costoro potrebbero andare in parlamento a rappresentare il M5S! Siamo tutti sicuri che è ciò per cui abbiamo faticosamente lavorato? E’ questo il rinnovamento promesso nelle piazze da Beppe?
    Ancora una volta Casaleggio infrange il non statuto, che “riconosce alla totalità degli utenti della Rete il ruolo di governo ed indirizzo normalmente attribuito a pochi“. Gli episodi rivelatori della concezione proprietaria ed anti democratica che egli ha del Movimento sono frequenti ed inquietanti. Come lo sono la violenza ed il cinismo impiegati per umiliare persone che sul territorio hanno dato tantissimo e che da anni contribuiscono alla crescita del Movimento (si pensi ai vergognosi post dedicati a Defranceschi, a Salsi, oppure alle regole ad personam contro Favia o all’espulsione di intere liste senza spiegazioni). Casaleggio dimostra di voler utilizzare lo "spirito" del Movimento come un prodotto da vendere all'elettorato, per ottenere, al massimo, uno strumento di distruzione della casta e non uno strumento per proporre una nuova, innovativa e democratica politica dal basso. Che valore può avere una percentuale di consensi elevata, se il prodotto “politico” non ha le caratteristiche promesse?
    In tanti ci siamo avvicinati al M5S ed abbiamo dedicato anni di impegno per farne un Movimento senza leader, dove le scelte si fanno in assemblee o con strumenti di partecipazione in rete, da persone che ci mettono la faccia e il loro lavoro, ed i cui eletti nelle istituzioni sono gli unici “precari” che vorremmo vedere in questo paese. Abbiamo creduto al progetto politico in cui “uno vale uno” ed alle promesse di democrazia diretta del non statuto. Abbiamo atteso per anni un portale che consentisse di votare programma e candidati.
    Ci ritroviamo invece in un Movimento che, in nome di uno straordinario risultato elettorale, calpesta i più basilari principi democratici, diramando comunicati politici pensati da una manciata di persone sconosciute. Un Movimento definito come "senza leader" che scopre oggi di avere un “capo politico”, che delegittima ed umilia persone che hanno dedicato anima e corpo ad un progetto in cui si identificavano. Un Movimento che trascura qualsiasi progetto formativo, che possa elevare le competenze di cittadini ed eletti, che lascia libertà di azione sul territorio, ai limiti dell’anarchia, ma colpisce presunte ingerenze nelle scelte nazionali. Un Movimento che allontana le persone che si dimostrarono preziose nella costruzione del M5S quando aveva zero elettori, ma ora, raggiunti i numeri elettorali, diventano superflue per parlare alla pancia degli italiani.
    Come pensano Grillo e Casaleggio di utilizzare i voti chiesti per cambiare il paese, se al tempo stesso non agiscono coerentemente per far crescere confronto delle idee, competenza, capacità progettuale e trasparenza? A che serve mandare a casa la casta, se non sapremo dare risposte giuste ai problemi del paese, obbiettivo che richiede scelte condivise? Dimostrato che non v'è interesse per lo sviluppo e la crescita del collettivo, né per la creazione di un programma nazionale adeguato, discusso e condiviso (infatti è congelato da tre anni), neppure per promuovere a livello nazionale consultazione e democrazia diretta per la definizione delle regole che sono di tutti, ed infine che non v'è trasparenza e possibilità di controllo da parte della rete nella gestione delle informazioni relative al portale, qual è l'obiettivo ultimo di Casaleggio?

    fontehttp://www.facebook.com/notes/valentino-tavolazzi/il-casaleggium/433962243332824

    Progetto per Ferrara
    Lista certificata Beppe Grillo, espulsa dal 5.3.12.