Categoria: Genova

  • Rifiuti e riciclo. Quello che le istituzioni genovesi non dicono ai cittadini.


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    A Genova c'è un grande vuoto informativo tra istituzioni e cittadini. La questione rifiuti viene gestita da AMIU e Comune escludendo i cittadini dalle scelte e ogni tipo di partecipazione. Le poche realtà che cercano di fare un po' di informazione sono piccoli gruppi di cittadini consapevoli, ignorati dai media e che portano avanti qualche iniziativa autofinanziandosi. Un esempio sono i volantinaggi organizzati dall'anticasta, il meetup Genova-20 e il comitato per Scarpino. Sabato 18 dicembre, un'iniziativa simpatica e singolare ma molto significativa, il lancio di 1000 palloncini colorati dai cancelli della discarica di Scarpino. I palloncini rappresentano la diossina, i furani ed i metalli pesanti che usciranno dal gas-inceneritore. Ogni palloncino aveva una targhetta con questo messaggio: "se ti è arrivato questo palloncino, allora ti arriveranno anche la diossina, i furani ed i metalli pesanti dell'inceneritore". I palloncini quel giorno sono volati tutti verso il ponente genovese (Cornigliano, Sestri, Pegli, …) ma molto dipende dalla direzione del vento, tutta Genova è in pericolo. Il gassificatore è l'unico modo per gestire i rifiuti? In questo grande vuoto informativo l'amministrazione comunale e AMIU forniscono ai cittadini, dopo averli posti in un clima di emergenza, la loro soluzione (il Gassificatore) presentandola come unica possibilità. La lettera di una genovese pubblicata da DECIBEL, piccolo giornale che da voce ai lettori, ci fa capire bene in quale condizione di ignoranza si trovino i genovesi sull'argomento rifiuti, in paticolar modo sulle possibilità di recupero e riciclo. Di seguito la lettera. 

    Termodistruttori 
    Buongiorno,
    scrivo queste poche note nella speranza che lo spirito per cui è nato Decibel (dare voce ai lettori) sia utile a una causa che ritengo fondamentale per il nostro futuro. Abito in Francia da anni e lavoro nella formazione; i miei genitori abitano a Genova in riva al Chiaravagna e spesso sono da loro in visita; la volta scorsa mi hanno mostrato un volantino che mia madre aveva ricevuto al mercato settimanale di Cornigliano. Lei, in verità, aveva compreso ben poco di quanto scritto perchè nessuno degli argomenti citati era di sua conoscenza: Riciclo, Differenziazione, Recupero, ecc. Cose delle quali lei e mio padre mai avevano sentito parlare e mai avevano ricevuto documentazione "pubblica" (degli enti) che facesse luce sul problema. Io vivo in una città della Francia che è grande quanto Genova e il riciclo è a un livello molto alto (superiamo del 4% le imposizioni delle norme europee). Lavoro in tre differenti istituti di formazione ed in ognuno trovo spazi di raccolta e differenziazione utilizzati completamente e con tale cura che verrebbe da chiedersene la ragione. In realtà ho scoperto che uno di questi è economicamente autosufficiente grazie al fatto che tutti i soggetti che lo animano (insegnanti, allievi e parenti) conferiscono il 100% del loro rifiuto al centro posto in adiacenza all'istituto, così come fanno i cittadini che abitano nei pressi. Ebbene, grazie a questo ricavato, l'istituto si mantiene in totale autonomia, avendo persino risorse sufficienti ad organizzare un campo scuola di 15 giorni nella stagione di vacanza, completamente gratuito per gli studenti. Ho tentato di spiegare ai miei genitori come avviene tutto questo e mi sembrava di parlare una lingua sconosciuta. Per questo vi chiedo se è possibile dare risposta a queste semplici domande.

    1. Perché la popolazione non è informata sulla possibilità di riciclare i cosiddetti "rifiuti" (che brutta parola!), meglio sarebbe "materia rinnovata"?
    2. Perché nessuno dice quanto ricavato in soldoni si potrebbe ottenere e quanto risparmio (oltre il 60%!) andrebbe a vantaggio delle famiglie?
    3. Perché i miei e i loro vicini di casa sono stati terrorizzati al punto che, pur di non vedere cumuli di "rumenta", sarebbero anche disposti a farsi uccidere dal "cancro volatile" diffuso in aerodispersione dall'impianto che, mi dicono, vorrebbero costruire sopra la testa dei cittadini?
    4.
    Perché non vedo mai materiale informativo in merito, visto che la comunità europea stanzia fondi per le comunicazioni di tale genere che qui in Francia sono un po' ovunque? Mi fermo qui, con l'invito a Decibel affinché possa "muovere le acque" dello stagno dell'ignoranza (credo voluto) nella quale è tenuta la popolazione. Grazie. Cristiana Pelle.

    Le risposte a queste domande arrivano da Felice Airoldi, portavoce del Comitato per Scarpino. 

    Carissima Cristiana,
    la tua lettera mi ha profondamente colpito, dal tuo osservatorio "privilegiato",  in poche righe hai riassunto il "disastro Italia" ormai conosciuta in tutto il mondo solo per le "emergenze rifiuti" e per i crolli dei suoi più prestigiosi monumentei.Mi chiamo Felice Airoldi e sono il portavoce del COMITATO PER SCARPINO di Genova, che da 15 anni tiene in scacco ogni amministrazione che vuole proporre come sistema di smaltimento dei rifiuti l'obsoleto binomio DISCARICA + INCENERITORE, oggi QUESTI CRIMINALI lo hanno cambiato in RACCOLTA DIFFERENZIATA DA SCHIFO + GASSIFICATOREIl Comitato si compone di 14 membri permanenti 200 attivisti e 3262 Cittadini residenti sul territorio firmatari di un "patto" che ha dato vita al:PRESIDIO PERMANENTE NO INCENERITORE SCARPINO.Lo scorso anno questa amministrazione e il dipartimento universitario Polis hanno presentato un "concorso di idee".Chiariamo fin da subito che siamo FAVOREVOLI al "digestore anaerobico" , in pratica 3 silos, dove viene "fermentata" la "frazione umida" dei rifiuti, circa il 35 % del totale per estrarre ottimo BIOGAS e con i residui un COMPOST di qualità molto ricercato come fertilizzante naturale in agricoltura ma siamo CONTRO il GASSIFICATORE. Nei PATTI ELETTORALI gli allora candidati hanno raccolto i nostri voti GIURANDO DI……CHIUDERE IL CICLO DEI RIFIUTI SENZA RICORRERE A TECNICHE A CALDO…..per questo siamo ARRABBIATISSIMI e ci sentiamo TRADITI dalla Sindaco, Carlo Senesi  assessore ai rifiuti del comune e Sebastiano Sciortino assessore all'ambiente della  provincia. Totalmente negativa è sopratutto la situazione in regione perchè il Presidente Burlando con in testa Ezio Armando Capurro il boss della COPERSALENTO di Maglie capogruppo in Regione della lista "Noi per Burlando" sta spingendo, sostenuto da Fortini presidente di Federambiente la costruzione di 5 inceneritori in tutta la Regione inoltre, all'ambiente hanno messo quella Renata Briano (già nel direttivo di LEGAMBIENTE o meglio, NEGAMBIENTE ) già assessore all'ambiente in Provincia e madre del "piano industriale di AMIU" …per Noi la situazione è drammatica, ma non molleremo mai, qui finisce come a Venaus, Vicenza e Terzigno. I Comitati come il nostro congiuntamente ribadiscono che la Strategia Rifiuti Zero, in sinergia con il collaudatissimo sistema della raccolta "porta a porta", l'anagrafe certa, in pratica l'amministrazione deve sapere a chi appartiene il "rifiuto", unito alla tariffa puntuale,  sono l’unica strategia in grado di perseguire la sostenibilità ambientale e la difesa della salute. In pratica meno produci rifiuti meno paghi. Solo la progressiva riduzione, in qualità e quantità, dei rifiuti solidi urbani e dei rifiuti speciali può dare risposta ai gravi problemi sollevati dal loro smaltimento. Nulla a che vedere con le ridicole quanto inutili sperimentazioni che durano da più di 3 anni nei quartieri più popolari di Genova, pensa solo che oggi, nemmeno il 5% dei Genovesi divide l'umido dal "secco", il tutto è GRAVEMENTE FUORILEGGE, per queste gravi negligenze AMIU viene continuamente sanzionata, lo scorso anno per più di 3 milioni di €uro che "scarica" sulle bollette di tutti Noi Cittadini. Genova sulle guide turistiche internazionali è considerata una città MOLTO ARRETRATA e SPORCA. PER QUESTE RAGIONI IL NOSTRO COMITATO PRETENDE LE DIMISSIONI DI QUESTI AMMINISTRATORI E DELL' INTERO CDA DI AMIU. Rifiuti Zero può essere il cardine di un progetto davvero alternativo, che realizza il riciclo totale dei materiali secondo un’ottica di modello circolare che tiene conto della scarsità delle risorse e dell’esigenza di rispetto per la biodiversità. Rifiuti Zero, non prevede soluzioni tecnologiche a caldo , non è fatto di “macchine magiche” ma di gesti responsabili e di ricerca per connettere le esigenze e l’impegno delle persone alla necessità di cambiare un modello di sviluppo che sta depauperando le risorse del Pianeta, la biodiversità dei differenti ecosistemi e danneggiando l’intero ciclo vitale.

  • Vogliono ammazzarci tutti a norma di legge?

    Carbone

    Qualche giorno fa a Genova ho avuto il piacere di incontrare alcune persone del Comitato Ambiente e Salute di Spotorno-Noli. C'erano anche i genovesi del Comitato per Scarpino. Cos'hanno in comune queste persone? Tutti lottano letteralmente per salvare la pelle, la loro e quella dei loro cari e persino quella di persone che non conoscono: tutti i cittadini del savonese e del genovese. Non fanno vuote promesse in cambio di voti, non sono interessati alle poltrone, si autofinanziano, stanno ore al freddo per fare un po' d'informazione, si documentano, studiano, sono diventati degli esperti e tutto questo perché? Mi viene in mente una frase di Felice Airoldi, portavoce del comitato per Scarpino,  "vogliono ammazzarci tutti a norma di legge." Naturalmente non ci vogliono ammazzare ma questo è  il rischio che si corre.
    I pericoli a cui sono sottoposti i cittadini del savonese e del genovese si chiamano diossina e metalli pesanti. Partiamo dal carbone. Chi può negare i danni fatti da altoforno e coqueria dell'Italsider poi 
    divenuto Ilva di Cornigliano? Chi può dire che tante persone non sono morte o non si sono ammalate sul lavoro? Mia nonna percepisce ancora la pensione di risarcimento per la silicosi di mio nonno, deceduto a sessant'anni. Oggigiorno però, nonostante l'Ilva non lavori più a caldo, ci sono ancora le altrettanto pericolose e inquinanti centrali a carbone che si trovano a Vado Ligure (Sv), Genova (sotto la lanterna) e La spezia che insieme alla coqueria di Bragno gettano in aria una concentrazione di sostanze tossiche che non si riscontra in alcuna altra area geografica europea. Gli amici di Vado ci spiegano in un volantino proprio ben fatto che da una centrale termoelettrica a carbone fuoriescono una cinquantina di sostanze inquinanti e le polveri sottili tra cui le più fini e insidiose: le pm 2,5 e 0,1 che, essendo microscopiche, non vengono trattenute da alcun tipo di filtro, si diffondono coi venti e vanno ad insinuarsi negli alveoli polmonari passando anche nel sangue. Citando sempre il comitato di Vado Ligure, studi statunitensi e europei affermano che là dove esiste una centrale a carbone si verificano patologie diffuse di tipo tumorale e cardio-circolatorio. Pertanto negli USA e in Europa si sta bandendo l'uso del carbone quale combustibile altamente tossico. Mentre la comunità europea invita con forza a ridurre l'uso del carbone e tutto il mondo e preoccupato per l'effetto serra dovuto all'emissione di CO2, nella centrale di Vado non solo si mantengono in funzione i due gruppi a carbone, risalenti agli anni '60 e come tali obsoleti e inquinanti ma si progetta il potenziamento a carbone della centrale stessa. I signori del carbone difendono la loro convenienza pubblicizzando l'assenza di rischi per la salute e la riduzione delle emissioni attraverso una maggiore efficienza. Ma com'è possibile se aumenta la quantità di carbone bruciato e non esiste tecnologia atta a bloccare le microscopiche polveri fini e ultrafini che escono dai camini o si formano in atmosfera dopo essere uscite come ossidi di zolfo e di azoto? E com'è possibile migliorare i vecchi gruppi a carbone che da anni funzionano senza l'obbligatoria Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) se lo stesso ministro dell'ambiente ha ammesso che dopo qualche modifica negli anni '90 "non sono ulteriormente migliorabili"? Il comitato si chiede: 

    – siamo sufficientemente informati sulla qualità e quantità dei controlli di aria, acqua e suolo e sappiamo se vengono "adeguatamente" effettuati dall'ente pubblico e dal "controllato-controllore"?

    – sappiamo che in tutto il territorio della provincia di Savone è in funzione una sola centralina per la misurazione delle pm 2.5, le penetranti polveri che nessun filtro può trattenere?

    – avvengono verifiche sui valori della radioattività ambientale e di quella delle ceneri frutto della combustione del carbone "utilizzate nei cemnetifici"?

    – il grande parco carbone da sempre a cielo aperto in pieno centro abitato è normale?

    – i dati sulle patologie cancerogene e cardio-vascolari nel territorio sono messe in relazione al reale inquinamento se questo non viene misurato e la posizione chiarissima dell'ordine dei medici della provincia di Savona viene irresponsabilmente ignorata? 

    Il comitato dichiara che il monitoraggio ambientale e gli studi epidemiologici sono dovuti e avrebbero dovuto essere effettuati in modo idoneo in tutti questi anni ma ricordiamoci che l'obiettivo primario deve essere una scelta a monte: non continuare a usare combustibili altamente tossici riconosciuti tali dalla comunità scientifica internazionale, anche perché non basta il rispetto dei limiti di legge per garantire la salute umana, specie in riferimento allo sviluppo di bambini e adolescenti.
    Il comitato ci avvisa di un altro pericolo. Il piano provinciale dei rifiuti prospetta di bruciare nelle centrali a carbone il C.D.R. ovvero combustibile da rifiuti con emissioni di diossina e metalli pesanti (dalla discarica del Boscaccio il passo è facile, naturale e … conveniente ma il prezzo sanitario e sociale è enorme) "I medici per l'ambiente ricordano che distruggere materia tramite la combustione con il pretesto di recuperare energia è una prassi sempre più contestata e criticata nella letteratura scientifica indipendente e che trova la propria ragion d'essere solo in assurdi incentivi economici che nulla hanno a che fare con la reale tutela dell'ambiente e della salute" (Patrizia Gentilini oncologa e presidente dell'Isde di Forlì, comunicato stampa del 09/07/2010)

    Lo sa bene anche Felice Airoldi che bruciare rifiuti è non solo fuori legge ma altamente pericoloso per la salute umana infatti le sostanze che fuoriescono sono praticamente le stesse che si ottengono bruciando carbone. Ci eravamo preoccupati per il fatto che non ci sembrava realistico che a Genova nel Gas-inceneritore voluto dal sindaco finisse solo il residuo del 65% di raccolta differenziata (che oggi è un misero 28%, forse 20%) della spazzatura genovese, quando attualmente nella discarica di Scarpino ci finisce di tutto e di più e da tutta Italia e non sempre in trasparenza. Infatti il governo sta addirittura tentando di eliminare l'obbligo della raccolta differenziata in totale disaccordo con le norme europee, praticamente mi chiedo perché non ci caccino dall'UE. Felice Airoldi lancia questo appello "Allarghiamo la protesta, anche Marco Bersani conclude i suoi interventi con …non dimentichiamoci che con l' acqua ci si batte anche per i rifiuti e il trasporto pubblico ….questi vogliono boicottare la raccolta differenziata, vogliono togliere l'obbligo…capite!!! vogliono bruciare il CDR nelle centrali a carbone !!!
    Raccolta differenziata significa difendere decine di migliaia di posti di lavoro nelle Aziende di igiene urbana, municipalizzate, ma a fine mese verranno obbligatoriamente privatizzate il privato si terrà solo il "ciclo finanziariamente redditizio" nel nostro caso la seconda discarica più grande del paese e il CANCROGASSIFICATORE, hanno i soldi in mano, 250 milioni!
    Con l'inceneritore basteranno 40/50 addetti, bruceranno tutto tal quale in cima a un monte dove nessuno vede niente TUTTI GLI ALTRI ?   A CASA!!!! a Genova lo hanno già fatto con AMI, ASTER, ora con AMT e poi tocca ad AMIU dei 2.000 dipendenti la metà verra affidata a qualche cooperativa di "sfigati", stipendi  da fame e Genova ancora più sporca altro che Smart City, nessun sindacalista si fà sentire??????
    Il momento è drammatico, il mio Paese è in rovina per colpa loro…fermiamoli."

    Già il momento è drammatico da Terzigno a Genova e Savona, non aspettiamoci nulla dai politici, sono spinti solo da un sentimento di avidità. Se vogliamo salvare la pelle dobbiamo prendere coscienza di queste cose e passare alla mobilitazione generale. Il carbone non è il futuro. La raccolta differenziata e le energie rinnovabili creano posti di lavoro, salute e benessere. La politica pensa solo al guadagno imminente a discapito di tutto e tutti, anche del pianeta terra. Scegliamo da che parte stare.

    http://www.nocarbone.it/

    pergenova.wordpress.com

    di Cinzia Bascetta

  • Genova, 4 dicembre I rifiuti come l’acqua, spese al Pubblico profitti ai Privati


     

    Ieri a Genova come in tante piazze d'Italia si sono tenute manifestazioni in difesa del bene comune più prezioso: l'acqua. Felice Airoldi, portavoce del comitato per Scarpino, ha ricordato che il decreto Ronchi non parla solo di acqua ma anche di altri servizi come ad esempio i rifiuti. Presto il 40 % di Amiu andrà in mani private e ciò non rassicura i genovesi sui quali incombe sempre di più la minaccia del gassificatore. Un impianto che dovrebbe ergersi sulla collina di Scarpino, sopra l'attuale discarica. Felice fa notare ai genovesi che non lo sapessero che quella collina era chiamata Pria Scugente ossia pietra scivolosa, questo significa che è già pericoloso usarla come discarica, figuriamoci costruirci sopra un gassificatore. Impianto che dovrebbe incenerire ciò che resta della raccolta differenziata, (che non è mai partita seriamente a Genova) oppure tutto ciò che arriva a Genova dalla Liguria e da tutta Italia….  Ma se la discarica che l'amministrazione comunale chiama "sicura" è costruita sulla pietra scivolosa…. il gassificatore sarà poi così sicuro?

    di Cinzia Bascetta

  • Gas-inceneritore e centrale a carbone. Prevenire è meglio che curare!

     


     

    Nel video Paul Connet spiega i vantaggi di Rifiuti Zero e fa interessanti considerazioni su ciò che muove la politica

    Ho sentito che a Cornigliano se si parla di centrale a carbone tutti drizzano le antenne e saltano su come molle. Ci credo! Dopo anni di cokeria sono stati ampiamente documentati i danni causati alla salute delle persone residenti nell'area. Ora incombe nuovamente la minaccia sui corniglianesi che naturalmente non ci stanno più a fare le cavie. Attenzione però che il nemico è scaltro e potrebbe anche essere che abbia già misurato la reazione dei corniglianesi alla centrale a carbone e che dietro la minaccia ci sia la volontà di far passare altri progetti che sembrano nulla a confronto.

    Ad esempio una centrale a gas metano od una ad olio di palma etc…. ed il non meno inquinante gassificatore sulla collina di Scarpino. I corniglianesi, sestresi, valpolceverini ma un po' tutti i genovesi forse, non avendo esperienza di gassificatori, non sanno quanto siano dannosi questi impianti. Aborrono il familiare fumo rossastro dell'acciaieria così diverso dal vapore bianco che fuoriesce da un inceneritore o da un gassificatore. Il colore però non è indice di innocuità perché quella roba non è vapore acqueo bensì un concentrato di rumenta in miniatura.

    A Scarpino il comune vuole un digestore anaerobico nel quale verrà messo l'umido dal quale si ricava gas metano e ci sarà un impianto di gassificazione dove finirà la frazione secca che non si può riciclare con i sistemi tradizionali e che dovrebbe essere il restante del target di 65% di differenziata. Bisogna però chiarire bene cos'è un gassificatore, ben diverso per esempio dagli impianti di pirolisi, gli unici veramente all'avanguardia, che sciolgono i rifiuti in camere stagne in assenza di ossigeno ed a temperature al di sotto dei 400°. Questi impianti sono molto costosi perché non producono diossina e non hanno emissioni nell'aria, i gassificatori invece utilizzano dell'ossigeno, anche se meno dei tradizionali inceneritori e producono emissioni di diossina a causa della combustione, meno di un inceneritore ma immaginatevi quanta diossina può buttare fuori un impianto sempre in funzione. Inoltre l'alta temperatura produce nanopolveri molte delle quali sono metalli pesanti ma così sottili da entrare nelle nostre cellule attraverso gli alveoli polmonari. Una considerazione: a Scarpino arriva spazzatura praticamente da tutta Italia quindi i calcoli sul 65% di differenziata genovese che permetterebbe di gas-bruciare solo una piccola parte dei rifiuti (che restano comunque tossici) non reggono. Inoltre, è partita la raccolta differenziata porta a porta? Non mi sembra proprio. In Italia facciamo presto a risolvere i problemi o mettiamo tutto sotto il tappeto (vedi discarica di Terzigno) oppure per non star lì a faticare facciamo un bel falò che con gli incentivi statali (cip6 e certificati verdi) ci si guadagna pure (gas-inceneritori). A parte la diossina, i furani e gli acidi che fuoriescono dall'impianto e che bene non fanno ci sono anche i metalli pesanti.

    Mettiamo a confronto cosa fuoriesce da una centrale a carbone e cosa da un inceneritore o gassificatore.

    Centrale a carbone

    Gas-inceneritore

    PM 2.5

    PM 2.5

    Benzopirene

    Benzopirene

    Benzene

    Benzene

    Diossine

    Diossine

    Piombo

    Piombo

    Cadmio

    Cadmio

    Cromo

    Cromo

    Manganese

    Manganese

    Nichel

    Nichel

    Rame

    Rame

    Cobalto

    Cobalto

    Mercurio

    Mercurio

    Silicio

    Silicio

    Vanadio

    Vanadio

    Arsenico

    Arsenico

    Anidride carbonica

    Anidride carbonica

    Ossido di carbonio

    Ossido di carbonio

    Acido cloridrico

    Acido cloridrico

    Acico fluoridrico

    Acico fluoridrico

    Anidride solforosa

    Anidride solforosa

    Isotopi radioattivi naturali

     

     

    Antimonio

     

    Furani

     

    Policlorobifenili

    Ora è evidente che non si può scegliere tra il marcio e la muffa…. e che non occorre aspettare di contare i morti per cancro destinati ad aumentare a causa delle emissioni nocive. Prevenire è meglio che curare e prevenire si può con la politica dei RIFIUTI ZERO come hanno già fatto in California, come stanno facendo a Novara, riduciamo gli imballaggi, recuperiamo, ricicliamo. Il secco non va incenerito, è tutta MATERIA da riutilizzare. 

     di Cinzia Bascetta

  • Cornigliano non dimentica le sue morti bianche

    .Croci bianche

    Quanti di noi a Cornigliano portano una di queste croci nel cuore?

    Dopo 50 anni di polveri nocive emesse dalla cokeria e dall'altoforno ora arriva la beffa estrema: 

    una centrale a carbone nelle aree Ilva ed il gas-inceneritore a Scarpino.

    I corniglianesi si troveranno stretti in una morsa di morte. La domanda è: perché? Hanno già dimenticato tutte le morti bianche di Cornigliano, di operai e cittadini, avvenute a causa delle emissioni dell'Acciaieria?

    In un articolo del Corriere Mercantile del 3 aprile 2001 troviamo i dati della consulenza epidemiologica voluta dalla procura della Repubblica (per stabilire qual è stato l'impatto dell'inquinamento prodotto dalle Acciaierie sulla popolazione) e affidata ai Dott. Valerio Gennaro e Federico Valerio dell'Ist, nonché all'Ing. Gian Carlo Parodi. 

    Questi dati sono agghiaccianti. La mortalità maschile a Cornigliano tra il 1988 ed il 1995 è risultata superiore, rispetto a Genova, del 23%, quella femminile del 55% e, rispetto a Rivarolo, del 60%. L'indagine ha anche accertato che l'incidenza di nuovi tumori è maggiore nella popolazione inferiore ai 40 anni, probabilmente nata nella zona o trasferitavisi in giovane età. Il Dott. Federico Valerio, responsabile del laboratorio di chimica ambientale dell'istituto nazionale per la ricerca sul cancro, a gennaio del 2001 aveva scritto al presidente della provincia, Marta Vincenzi, affermando che con la chiusura della cokeria dell'Ilva il tasso dell'inquinamento dell'aria sarebbe rientrato nella norma.

    Alcuni esempi di cosa provocano le sostanze prodotte dalla combustione del carbone: il benzopirene colpisce l'apparato respiratorio, il manganese sembra sia responsabile dell'aumento delle malattie neurologiche mentre Il benzene provoca leucemie.

    Cokeria ed altoforno sono stati spenti da poco, dopo numerose battaglie e già, a Cornigliano, si sta studiando una maxi centrale a carbone?

    Lunedì 18 ottobre si è svolta in Regione una seduta della commissione Attività produttive durante la quale i responsabili dell'Ilva hanno svelato che la realizzazione di una centrale a carbone viene richiesta proprio da quegli enti locali che hanno sempre negato e che anche Enel, da Roma, sarebbe d'accordo, infatti già parla di assumere 150 persone per la nuova centrale che sostituirà quella sotto la Lanterna, la cui concessione è in scadenza. A questo punto Burlando &Co. hanno dovuto ammettere che c'è questa "ipotesi". Ma come? L'accordo prevedeva che al posto delle Acciaierie, in quelle aree, dovessero sorgere attività non inquinanti e che creassero occupazione per la popolazione e invece si vuole sostituire un'attività inquinante, la Cokeria che bruciava carbon fossile, con un'attività equivalente, la maxi centrale elettrica che brucia carbon fossile.

    Qualcuno avanza un'ipotesi: e se fosse tutto un trucco per creare l'allarme e poi far marcia indietro, tornando alla centrale a gas metano, per far vedere quanto sono "magnanimi" e per farla DIGERIRE meglio? 

    Certo che sono rimasti all'età della pietra. Qualcuno dovrebbe ragguagliare la giunta regionale, quella del Comune ed il signor Riva che oggigiorno esistono  sistemi per produrre energia rinnovabile, PULITA e che sono anche incentivati dallo stato con le tasse sulle nostre bollette dell'energia. Curioso che non se ne voglia approfittare!? Mentre invece se ne vuole approfittare eccome per costruire il gassificatore, o meglio, il gas-inceneritore che produrrà syngas, sulla collina di Scarpino, cioè in cima ad un monte, alle spalle di Cornigliano che sarà così colpita su più fronti dalle emissioni inquinanti.

    Ricordiamo che la normativa europea stabilisce di incentivare le fonti rinnovabili (energia eolica, pannelli fotovoltaici, geotermico..) e non l'incenerimento dei rifiuti che non è considerato una fonte d'energia rinnovabile (infatti ad esempio, una volta bruciata una lampadina che contiene tungsteno – guardate cosa fa il tungsteno –  non si può ribruciare). In Italia si approfitta di questa legge nella sua accezione truffaldina (tutta italiana, che estende l'incentivo per le rinnovabili alle assimilate) per costruire gli inceneritori ma non per costruire ad esempio un bell'impianto eolico o fotovoltaico nelle aree dell'acciaieria che tra l'altro sono ben ventilate perché sul mare. E non mi venite a dire che le pale eoliche o i pannelli hanno un impatto ambientale maggiore di quei mostri d'acciaio sputa fumo rosso che siamo stati abituati a vedere per 50 anni a Cornigliano e che ancora dobbiamo sopportare anche se in versione ridotta e verniciati di blu.

    Per quanto riguarda il gas-inceneritore, sul cui progetto ci sono tanti dubbi, non ci verranno mica a raccontare che è un impianto sicuro, che non ci sono emissioni nocive etc…? Come quando c'era chi diceva che dall'Italsider usciva solo vapore. O come la dichiarazione del ministero del welfare che nel 2008 disse che gli impianti di incenerimento (come quello di Acerra) sono costruiti secondo le moderne tecnologie ed il loro impatto ambientale è pari a normali condizioni di traffico urbano.

    Dai dati tratti dall'inventario della commissione europea sulle emissioni di diossine risulta che gli impianti di incenerimento in Italia producono 295gr all'anno di diossine in tossicità equivalente di cui 170gr all'anno dal solo incenerimento dei rifiuti urbani mentre 5,1gr all'anno sono prodotti dal traffico. 30 milioni di autovetture producono l'1,1% della diossina degli inceneritori.

    Ma come si fa a far sembrare innocui gli impianti? Basta non monitorare la produzione di diossina nei momenti di maggior criticità ossia all'accensione e spegnimento degli impianti. In Italia è prevista la misurazione della diossina da un minimo di 6 ore a un massimo di 8 ore per tre volte l'anno, vi sembra sufficiente….? guarda il video

    Perché tanti dubbi sul gassificatore di Genova? Semplice, per esempio perché non c'è una raccolta differenziata seria che garantisca che nel gassificatore (che comunque utilizza ossigeno e quindi provoca una combustione) finisca una minima parte dei rifiuti dei genovesi, perché già a Scarpino arrivano rifiuti da tutta Italia e chi ci dice che dopo la costruzione dell'impianto le cose dovrebbero cambiare? Perché anche se le quantità di diossina fossero minime (in un impianto però che funziona 24 ore su 24…) non verrebbe eliminato comunque il problema dei metalli pesanti e che dire dei gas acidi prodotti? Etc…. etc….

    In merito alla combustione dei rifiuti, il professor Dominique Belpomme (oncologo e presidente dell'Artac – Associazione per la ricerca terapie anti cancro) parla di tre milioni di morti di cancro e dice che tutti gli studi del mondo convergono nel dire che un cancro su 4 è legato al fumo di sigarette e che uno su due è correlato all'inquinamento chimico. Bisogna immaginarsi, dice il professore, l'inceneritore come una fumata di miliardi di sigarette che buttano nell'aria sostanze nocive pericolose. E' stato dimostrato da numerosi studi in Francia che il tasso di alcuni tipi di cancro è aumentato nei 20 Km intorno ad un inceneritore e diminuisce oltre i 20 Km pur non sparendo del tutto il rischio. Si può dire, afferma sempre il professore, che l'inceneritore è una fonte di sviluppo del cancro e che inquina non solo l'aria, ma anche l'acqua ed il suolo attraverso le ceneri. L'inquinamento da inceneritori si aggiunge a quello da pesticidi, fenolati etc… usati in agricoltura e contribuisce a quella che viene chiamata l'epidemia silenziosaguarda il video 

    L'unica salvezza per i corniglianesi ed i Genovesi tutti, sono le energie rinnovabili (quelle vere) ed il recupero e riciclo dei rifiuti che sono MATERIA il cui valore non va incenerito.

    Queste soluzioni creano anche posti di lavoro.

    di Cinzia Bascetta

    articolo del Corriere Mercantile

    articolo de Il Giornale

     

  • Gassificatore a Genova: cosa guadagnano e cosa perdono i cittadini.

    Tabella gennaro
    Osservate questa tabella e la differenza che c'è tra PM10 (nello smog) ed il PM 2.5 (emesso dagli inceneritori)… senza voler dire che lo smog non sia nocivo è evidente come salgono i numeri quando entra in campo il killer 2.5.

    La tabella è stata mostrata dal Dott. Valerio Gennaro (epidemiologo del centro tumori di Genova) nel corso della sua relazione sui danni causati dalle emissioni degli inceneritori all'83° Convegno Nazionale della Società Italiana di Biologia Sperimentale – SIBS a Genova il 21 ottobre 2010. Il Dott. ha detto di non pensare solo ai danni immediati acuti ma anche ai danni a lungo termine in quanto le piccole dosi multiple interagendo tra loro possono essere dannose.

    Ecco alcuni dati riportati da Bruno Rapallo (tecnico inceneritorista) riferiti alle emissioni orarie di fumi prodotti da un gassificatore possibile per Genova (solo comune 600 mila abitanti; intera provincia 900 mila ab.): 

    "Se verranno rispettati almeno i limiti di Legge sino al 65 % di RD (raccolta differenziata, nds) e verranno razionalmente interpretate le indicazioni della Commissione, l'impianto termico finale dovrebbe essere il gassificatore che a regime tratterà 133mila ton/anno di frazioni secche e scarti vari di ritorno, con produzione di circa 148mila m3/ora di fumi (poco più di 1 miliardo di m3/anno)."

    Il Dott. Gennaro sostiene che: "anche se la quantità di diossine stimate (per metro cubo/orario) è piccola (ma è bioaccumulabile e cancerogena), possiamo ragionevolmente ritenere che gli altri inquinanti siano davvero troppi e possano pericolosamente interagire tra loro (anche al di sotto dei valori di legge) non neutralizzandosi, ma bio-amplificandosi provocando possibili danni alla salute (neoplastici e NON neoplastici)." Dice anche: "comunque mi sembra che il dato - circa 148 mila metri cubi/ora di fumi sembra già sufficientemente preoccupante ( anche se non ci fosse diossina) In totale circa 1.3 miliardi di metri cubi di fumi/anno (occhio: 1 metro cubo= 1000 litri)".

    L'unica soluzione sicura è la raccolta differenziata ed il riciclo con il riutilizzo della parte umida come fertilizzante.

    A proposito di riciclo e di iniziativa privata il comitato per Scarpino ci informa che nel 2009 Berlusconi fece una legge speciale per la Campania che fa divieto ai privati di trasportare rifiuti ingombranti (ferrosi, elettrodomestici, mobilio, materassi etc.. ) impedendo così a rigattieri e straccivendoli di fare la raccolta di un'enorme quantità di materiali riciclabili ed andando invece ad aumentare i relativi costi (economici ed ambientali) tutti a carico della collettività. Una persona che, con un camion ed un minimo di attrezzatura raccoglie e recupera materiali può arrivare a guadagnare anche bene ma è molto difficile farlo perché per fare lo "stracciaio" bisogna essere Ing. o Arch. o Dott….. quanto potrebbe guadagnare la collettività? 

    AAA… cercasi Ing., Arch., o Dott.. che vogliano investire sulla raccolta differenziata seguendo l'esempio della Dott.ssa Carla Poli di Vedelago (Treviso).

    Ci hanno fatto credere che ciò che gettiamo siano rifiuti e invece è tutta MATERIA con un valore economico e ambientale, guadagniamo se ricicliamo e perdiamo se inceneriamo (anche e soprattutto in termini di salute).

    di Cinzia Bascetta

    il video integrale dell'intervento del Dott. Gennaro

     


     

  • Terzigno, la soluzione strumentale potrebbe essere l’inceneritore?


     

    In questi giorni si parla molto della discarica di Terzigno, chiusa un anno e mezzo fa ed ora riaperta, una discarica nel parco nazionale del Vesuvio. Una ragazza dice "siamo in un'emergenza democratica in cui la risposta non può essere semplicemente inceneritore sì inceneritore no, è ripensare un modello di democrazia". Un consigliere comunale di Boscoreale dice "lo stato invece che manda le scorte per degli autocompattatori riconducibili a ditte in odore di camorra e che poi mi impone con le forza una deroga, per legge, a dei miei diritti inderogabili, fondamentali ma non solo il diritto alla salute e alla vita ma il diritto a sapere quello che si sta facendo in quella cava, perché delle immagini che mi mostrano dei gaiser di percolato e che mi dimostrano quindi che  non c'è manco efficienza tecnica nella gestione dei biogas presenti all'interno di quella discarica. Qui si sta quasi portando avanti la tesi che esiste ciò che è previsto per legge e ciò che è giusto cioè quello che i cittadini avvertono come ingiusto può essere anche previsto per legge….. la priorità è che il ciclo della differenziata non scompaia perché la cava ha un significato e ha un valore per chi decide il tipo di ciclo di gestione dei rifiuti soltanto se viene riempita: è una miniera al contrario i metri cubi sono l'oro che invece di essere estratto viene seppellito" 

    Scarpino, Genova una discarica a pochi metri dai bacini idrici del Gorzente e della Busalletta, i camion che colano percolato avanti e indietro su per le strade di Borzoli e la minaccia incombente dell'inceneritore in cima ad un monte a 500 mt. sopra i quartieri più popolosi della città. 

    La lettera del comitato per Scarpino:

    BASTA !!!!

    Comitato per Scarpino 207 

     "Dalle foto puoi vedere gli unici nostri "compagni di strada" sono 300 camion al giorno su per una strada cantiere che porta alla discarica di Scarpino,300 in andata 300 di ritorno ovviamente, non ti puoi immaginare la situazione di disagio e di pericolo alla quale siamo esposti da più di 40 anni.Se ancora non c'è scappato il morto è perchè siamo diventati abili a schivare i camion e le mamme col passeggino a infilarsi di corsa dentro i portoni, inquinamento degli scarichi alle stelle, liquami e percolato per terra….quì c'è aria di rivolta..e questi "signori", a titolo di risarcimento ci vogliono "regalare" il GASSIFICATORE .Il Comune ha deciso sulla nostra pelle, senza chiederci nulla, di investire 300 milioni di euro per costruire un GRANDE inceneritore, chiamato piu' gentilmente Gassificatore, ma comunque dannoso per la salute degli abitanti proprio qui a Scarpino a 500 Mt. di altitudine a 4,5 Km dai bacini idrici del Gorzente e della Busalletta e sopra il più GRANDE quartiere popolare della città più GRANDE della Regione.
    NON AVRANNO MAI IL NOSTRO PERMESSO.

    IL NOSTRO PUNTO DI VISTA dopo 42 anni di forzata convivenza con la seconda più grande discarica del paese.
    I Cittadini attivi nei Comitati sono l'unica alternativa a questacorrotta politica degli affari, la rete, il continuo scambio di informazioni, con i massimi esperti di nuove esperienze in tema di sostenibilità ambientale, i contatti presi direttamente sul posto con altre realtà in condivisione con le nostre stesse emergenze, convegni, manifestazioni, testimonianze dirette di intere comunità che hanno pagato e stanno pagando a caro prezzo queste scelte inceneritoriste ci danno la certezza di essere diventati i veri esperti in queste materie, sganciati dai partiti e dalle lobby mafiose.
    Questa Amministrazione ha riproposto, in sala rossa a Tursi, inoccasione dellla riunione della commissione rifiuti un dibattito dibasso livello tecnico, dato informazioni e dati approssimativi,superficiali con valutazioni fuorvianti e mio autorevole giudizio, addirittura ingannevoli. Al posto della stucchevole presentazione fatta con Google hearth ( mia figlia Marina di 12 anni l'avrebbe fatta meglio, gratis) proposta dal Dipartimento universitario Polis, che ha firmato lo studio di fattibilità, mi sarei aspettato un autorevole biopatologo che mi spiegasse i veri pericoli cui l'organismo umano è soggetto quando vive esposto alle emissioni delle sostanze tossiche che escono dall'…..unico camino del "fumoso" gassificatore….poco importa………..se " volando" sopra la discarica non si vedrà niente…né da nord né dal mare…..questo non è un problema di non vedere, si capiscegià chiaramente che lo fate sopra un monte per….. non fare vedere….se no lo avreste fatto nei milioni di metri quadri disponibili nelle aree industriali dismesse come ha argutamente ricordato Enrico Pignone nel suo intervento. Avrei voluto ascoltare i dubbi e le proccupazioni dell'assessore alla sanità o della Sindaco in persona, responsabili in prima persona dellasalute dei propri Concittadini.Avrei voluto ascoltare un Chimico organico che mi parlasse delle interazioni della diossina con le cellule.
    Avrei voluteo ascoltare un Ingegnere progettista, non un Architetto,….si sa cosa dicono gli ingegneri degli Architetti….. qui non parliamo di forme e esercizi estetici, parliamo di veleni e di tecnologie obsolete, da superare, di come le diossine aggrediscono le cellule senza lasciare scampo come a Forlì, a Colleferro o in tutte le centrali e cementifici in attività oppure la fila di croci bianche dell'ILVA sono già diventate un pallido ricordo ?
    PREGHEREI IL DOTT. VALERIO GENNARO DI RINFRESCARE LA MEMORIA A CHI L'HA SMARRITA.
    Il "tecnicaccio" Bruno Rapallo, mi piace, mi è sempre piaciuto perchè è preparato, sincero, sempre disponibile ha fornire dati, esperienze che nessun "teorico" è in grado di dare, ma purtroppo è favorevole alle tecnologie di gassificazione, lo rispetto in quanto Bruno è il primo arispettare la nostra lotta senza dire che …drammatizziamo senzasapere, come alcuni consiglieri blateravano dai loro scranni.Avrei voluto un " tecnico" che mi parlasse di tipologie di filtri veramente efficaci in commercio che fermano anche le "nanoparticelle" non solo il PM 10 che è il limite per legge di normative ormai vecchie,voglio sapere il meccanismo diabolico dei PM 2,5 e il 0.05, quello che veramente uccide in silenzio senza lasciare traccia.Invece ancora discarica e gassificatore, sai che bel passo avanti.

    Senesi è stato eletto perchè ha promesso di portare avanti un programma alternativo all'inceneritore "modello Brescia", non va bene se oggi promuove a pieni voti e lo propone come se fosse un successo un gassificatore anche più piccolo. Io non lo voglio e basta.
    Avrei voluto ascoltare un esperto geologo che mi illustrasse nei fatti il grave pericolo idrogeologico nel quale versa l'intera valle del Chiaravagna dopo 42 anni di insensato ricorso al tutto di tutto indiscarica, si stimano 30.000.000 di metricubi di immondizia e veleni emi rinfrancasse sul pericolo di SCIVOLAMENTO A VALLE DI TUTTA LA DISCARICA ricordatevi che i nostri vecchi chiamano ancora oggi Scarpino PRIA SCUGENTE, pietra scivolosa e che non è in piano, come ho visto incerte slide di propaganda, come Malagrotta. Avrei voluto che l'Amministratore delegato di AMIU invece che mostrarmi delle slide poco chiare, mettendo insieme quel poco di buono finorafatto, mi assicurasse che da oggi tratterà solo immondizia proveniente dagli ambiti ATO che fanno la RD a norma ni legge,oggi al 50%.Non ne verrebbe nessuno perchè nessuno ce la fà, perchè sono tutti fermi con i loro piani comunali dei rifiuti ad aspettare la messa in funzione del gassificatore di Scarpino e intanto rumenta da ogni parte, tanto negano sempre. Avrei voluto che mi assicurasse che mai e poi mai a Scarpino si potranno trattare rifiuti radioattivi e "SCORIE NUCLEARI" lo metto in maiuscolo perchè ieri quando ho detto " SCORIE NUCLEARI " in sala rossa tanti addetti ai lavori scrollavano la testa e facevano il verso del…ma questo è pazzo….Io pazzzo? Ma ci rendiamo conto veramente che queste amministrazioni e ci metto tutti indistintamente, negli ultimi 15 anni come hanno gestito questo immane disastro ambientale che è di fatto la discarica di Scarpino, tra 5 anni quando andra ..a regime..IL GASSIFICATORE, tutti i NUCLEARISTI FARANNO LA FILA PER GASSIFICARE LA LORO MERDAZZA ???E OGNI QUALVOLTA CHE CI SARA' DA VOTARE "DEMOCRATICAMENTE", come ci ha ricordato ieri l'on.Gagliardi, VINCERANNO SEMPRE PER 39 VOTI A FAVORE , 4 CONTRARI E IL SOLITO ASTENUTO?
    IO HO PAURA, IO HO PAURA, IO HO UNA FOTTUTISSIMA PAURA BOIA!!HO MESSO AL MONDO DUE BELLISSIME FIGLIE: PERCHE' ME NE DEVO PENTIRE ?
    Ho apprezzato l'intervento di Federico Valerio per la chiarezza e la competenza del suo lavoro un vera e propria analisi commerciale elogistica di come si dovrebbe fare, un chiarissimo atto di accusa alle negligenze e inadempienze di AMIU, esposte da un tecnico capace che conosce benissimo il problema. In AMIU sanno solo piagnucolare su come è difficile fare la RD a Genova altro che monetizzare la risorsa rifiuti, ottimo Federico Valerio. Ma la sorpresa più piacevole è stato il durissimo attacco di Stefano Bernini nei confronti delle scelte e delle politiche di amministrazione e Amiu, in passato anche recente abbiamo avuto molti scontri ora se leposizioni del Presidente sono queste, qualche carta ancora ce la possiamo giocare, cominciando a fare una vera e propria informazione, offrendo gli spazi e le strutture adatte per un incontrocon i nostri esperti, Dott. /Stefano Montanari/, esperto dinanopatologie,.Dott. Antonietta Gatti, Dott
    . Patrizia Gentilini, l'amico e Dott. Giovanni Ghirga e altri stimati professionisti che hanno a cuore solo la salute delle persone e non gli interessi delle aziende pubbliche o private oramai e lo stesso caro Ing. Senesi.

    Felice Airoldi

    Ma allora qual è la soluzione? L'Europa impone entro il 2012 il raggiungimento del 65% di differenziata, quindi sarebbe ora di attuare una politica di riduzione dei rifiuti alla fonte, recupero e riciclo. C'è già chi lo fa in Italia ed all'estero, come San Francisco che, con i suoi 800.000 abitanti e la sua conformazione, è del tutto simile a Genova. Il comune di Spezia ha aderito all'associazione dei cittadini virtuosi. Genova cosa aspetta? Sembrerebbe che ci tenga di più ad assomigliare a Malagrotta che alla virtuosa San Francisco. I rifiuti se messi in discarica o bruciati sono oro per i pochi che ci lucrano sopra contravvenendo ad una normativa europea ma veleno per la salute di tutti. I cittadini devono anche pagare le multe all'Unione Europea per il mancato raggiungimento dei target imposti e non impossibili, oltre a finanziare loro stessi, attraverso tasse sulla bolletta dell'energia elettrica, la costruzione di questi cancro-valorizzatori o centrali nucleari. Ciò è possibile grazie ad una truffa legalizzata tutta italiana che ha personalizzato la direttiva europea sull'incentivo alle fonti di energia rinnovabile aggiungendo la parolina e "assimilate" estendendo i profittevoli incentivi anche agli inceneritori.  Nel rispetto delle norme europee, Riciclare, non danneggia la salute e produce nuova materia che è oro per tutti!

    di Cinzia Bascetta

  • Lettera aperta al sindaco di San Remo: perché vuole bruciare il futuro della sua città?

     

    Sanremo_casino Sanremo_casino

     
     

    Signor Sindaco di Sanremo,

    abbiamo letto che vuole la realizzazione di un inceneritore per i rifiuti e ci domandiamo: perché vuole “ bruciare” il futuro della sua città?

    Se ci permette vorremmo proporle un altro modo per affrontare la questione e che potrebbe far diventare il suo Comune un esempio per l'intera Liguria.

    Non le vogliamo vendere nulla, ma darLe tutte le informazioni – e se vorrà il supporto gratuito – per far sì che:
    – si riducano i costi dell'Ente pubblico per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti;
    – si riducano i costi che gravano sui cittadini per la tariffa/tassa sui rifiuti;
    – si crei occupazione ben oltre a quel poco che darebbe un inceneritore;
    – si incassi dalla vendita della “materia prima” che sono i rifiuti se riciclati;
    – si realizzi un compost a basso costo e ad alta qualità per aiutare le attività di coltivazione.

    Non ci crede? Venga con noi a Vedelago e vedrà che non solo è possibile, ma già realizzato. Lì le presenteremo l'imprenditrice Carla Poli che ha costruito un impresa in grado di fare questo. E se vuole le faremo anche incontrare i ragazzi della Cooperativa Apas di Palermo che dal nulla hanno dimostrato che si può creare occupazione, far risparmiare enti pubblici e cittadini, con riciclo, riuso e recupero dei “rifiuti”. Provi a chiedere ai suoi colleghi sindaci come ad esempio quello di Ponte delle Alpi o di Forlì, per citarne due, che hanno deciso di puntare sul riciclo e recupero della materia… e calcoli che solo nel 2010 vi sono stati altri 200 nuovi Comuni che hanno scelto questa strada.

    Se ci darà questa possibilità scoprirà che oltre ai vantaggi già enunciati ne avrà anche altri, su larga scala, che si potrebbero sintetizzare così: tutela della salute e dell'ambiente. Pensi solo al fatto che a fronte di una ricchezza per le casse pubbliche e le tasche dei cittadini, si avrà un risparmio anche sanitario perché senza impianti inquinanti, come gli inceneritori, si evita il proliferare di tumori e patologie devastanti che vanno a colpire gli esseri umani già nella fase embrionale. 

    Infatti se si realizzano le piattaforme per la raccolta differenziata ed il riciclo totale, non solo non spenderà più per “bruciare” materia – ed invece incasserà perché quella “materia” si venderà -, ma non vi saranno emissioni inquinanti che compromettono allevamenti e agricoltura, oltre che la salute delle persone nel raggio di chilometri e chilometri dalla sede di quegli impianti di incenerimento.

    Lei ha questa possibilità: creare in Liguria il primo modello fuori dal “ciclo integrato” e che potrà servire l'intera provincia di Imperia, portando ricchezza, lavoro e tutelando ambiente e salute.

    Non è proprio una proposta indecente ci pare. Non si faccia prendere dal panico delle “emergenze”. Non ci vuole molto a realizzare quello che le proponiamo… ci vuole meno tempo e molte meno risorse che per costruire un inceneritore.

    Allora che ne dice? Quando ci incontriamo per concretizzare questo progetto di “futuro” per Sanremo e la Riviera dei Fiori?


    Wwf Liguria
    Casa della Legalità – Onlus
    associazione “Alza La Testa”
    Marco Boschini – coordinatore Associazione dei Comuni Virtuosi
    Patrizia Gentilini dei Medici per l'Ambiente – ISDE
    Valerio Gennaro dei Medici per l'Ambiente – ISDE
    Gianluigi Salvador – Referente energia e rifiuti WWF Veneto 

    Comitato per Scarpino -  Presidio permannente NO GASSIFICATORE Genova

     

    PS:
    Le alleghiamo, per offrire un quadro più dettagliato, la lettera aperta “I medici chiamano Parma” nella quale è indicato chiaramente il rischio per la salute derivante dagli impianti di incenerimento:

    http://gestionecorrettarifiuti.it/pdf/Medici.pdf

  • «Presto in vendita il 40 per cento di Amiu»

    Amiu 
     
     

    A Ottobre verrà scelta la ditta che costruirà il tanto temuto GASSIFICATORE a Scarpino mentre i "Giovani del PD" si riuniscono come i "vecchi" per farCi sapere, se tra di loro, ce ne è almeno uno CONTRARIO alla costruzione di un altra "fabbrica della morte" in Valpolcevera.

    Non è una battutaccia è accaduto veramente martedì scorso nella sede del PD a Rivarolo.

    La neonata IREN in collaborazione con ENIA, produttori e gestori di impianti di incenerimento sono quotate in borsa, quindi non c'è alcuna possibilità di ....accedere agli atti...ti deridono, ti minacciano, ...dovete sapere che IREN / Enia, in quanto società quotata in Borsa, è sottoposta a rigide regole di pubblicità dei propri atti e documenti: la legge (Regolamento emittenti di Consob e Testo unico della Finanza)infatti disciplina le modalità di comunicazione al pubblico".

    Si tratta di leggi composte da centinaia di articoli e decine di allegati.

    Pertanto chiedo a qualcuno che mi legge, ...tipo l'ufficio legale di AMIU, che mi siano esplicitati gli specifici articoli che costringono alla segretazione di questi documenti.

    L’impianto normativo di riferimento è improntato alla salvaguardia della parità di condizioni di accesso alle informazioni disponibili da parte del mercato e degli investitori”.

    In pratica, "loro" si rifiutano come hanno fatto sempre in passato, di precisare gli articoli che giustificherebbe il diniego e nemmeno a fornire nessun tipo di documento, figuratevi che per poter scaricare il bilancio di AMIU (in perfetto pareggio !!!!!ma che bravi!!) Pino ha dovuto pagare 15 euro, documenti che, tra l’altro, l’Azienda si era impegnata con delibera di Consiglio Comunale a rendere pubblici.

    E' sorprendente che un Comitato come il nostro, che da anni si batte lealmente nel rispetto di tutte le regole democratiche non venga ascoltato, informato e coinvolto in quello che doveva essere il tanto propagandato "cammino condiviso" promesso ancora una volta al sottoscritto non più tardi di 3 settimane fa dal sindaco in persona Marta Vincenzi, in un movimentato "confronto" alla Festa del PD, è evidente che la Sindaco e AMIU seguono due percorsi troppo distanti, per questi comportamenti gravissimi che la coinvolgono comunque in prima persona, in quanto primo responsabile dela salute dei cittadini.

     

    E' urgente fare chiarezza su questi dubbi, considerato che a breve, IL 40 PER CENTO di Amiu andrà sul mercato....... e indovinate chi se lo beccherà?

    Ma certo!!! gli "amichetti" di IREN / ENIA di Reggio Emilia, i futuri proprietari della discarica e del CANCROGASSIFICATORE a Scarpino, sicuramente l'ing. Senesi avrà un alto incarico ...in seno a IREN / ENIA anche perché, quando avrà acceso la "fabbrica della morte" voglio essere il primo a chiedergli spiegazioni sul perchè, visto gli impegni dichiarati in termini di costi, quantitativi e provenienze dei rifiuti non sono più gli stessi di quelli previsti nel Piano Economico e Finanziario di AMIU / IREN / ENIA.


    Felice Airoldi portavoce Comitato per Scarpino

     

  • Un uomo in prima linea che ci insegna come combattere

     

    Christian Abbondanza, presidente della  casa della legalità ha ricevuto minacce di morte per aver collaborato con la prefettura di Savona ad individuare intrecci mafiosi. Il suo appello a tutti i cittadini perché ognuno nel suo piccolo porti avanti questa lotta anche con l'arma della riprovazione sociale nei confronti di queste persone che spesso lucrano anche sulla nostra salute. Non si tratta solo di truffe e di appalti ma di sanità, inceneritori, discariche cose che per i cittadini significano: non avere prestazioni sanitarie efficienti, malattie e spesso anche la morte per tumori e leucemie. La mafia non uccide più solo a colpi di pistola (anche se continua a farlo).