Categoria: Sanità

  • Bergamo emergenza COVID-19 la gestione delle onoranze funebri

     

    Stamattina ho ricevuto un trafiletto in cui c’erano una menzogna ed una verità (col rischio che poi finisca tutto nello stesso calderone delle fake news).

    Ho approfondito la questione ed ho chiamato il segretario della federazione nazionale onoranze funebri Alessandro Bosi  il quale mi ha ribadito quanto da lui dichiarato ad adnKronos (in parte diverso dal trafiletto che avevo ricevuto in cui si diceva che loro avrebbero dichiarato nessun aumento di decessi rispetto all’anno precedente).

    Ne emerge comunque una realtà molto interessante e che dovrebbe attivare il nostro senso critico rispetto a ciò che vediamo in TV. Diverse agenzie di Bergamo sono state messe in quarantena dalla asl perché gli operatori hanno lavorato senza protezioni (a loro non arrivano) e sono stati trovati positivi. Ne basta uno per agenzia per chiuderla per 15 giorni. Ne è derivato un problema di gestione che ha causato anche code per la cremazione e richiesto l’intervento dell’esercito, ma sarebbe bastata anche la protezione civile. Per cui prima di spaventarsi oltre misura e pensare che fuori dalla porta ci sia la peste nera, fermiamoci a riflettere. Il segretario mi ha anche ricordato che l’andamento dei decessi per anno è una sinusoide, vale a dire sale e scende, è normale che ci siano anni con più decessi ed anni con meno ma i calcoli e le statistiche non spettano a loro bensì all’ISTAT.

    Attenderemo dunque l’ISTAT per avere dati certi sul reale aumento dei decessi. Intanto una cosa è certa i tagli ai nostri ospedali hanno provocato una situazione vergognosa in casi come questi in cui si verificano un certo numero di polmoniti. Senza quei tagli la situazione sarebbe stata sicuramente più gestibile e probabilmente ci sarebbero stati anche  meno decessi perché le persone non sarebbero state anche, come sentiamo in certi casi, abbandonate a sé stesse.

     

  • Il dr Fabio Franchi risponde ad alcune domande

    Repubblica non ha voluto pubblicare questa intervista chiesta al dr. Franchi dal giornalista Bucci, lo facciamo noi molto volentieri.

    Intervista

    1. Ha parlato di esperimento, di che cosa si trattava (ho visto la nuova versione del post)?

    La parola esperimento ha diverse accezioni. In questo caso evidentemente non si tratta di un esperimento scientifico in cui per esempio si volesse stabilire l’efficacia di una determinata terapia. Figurarsi! Uno studio su un soggetto?? Evidentemente la spiegazione è diversa, e la darò prossimamente, adesso no. La legge, il codice etico, il codice deontologico sono tutti rispettati. Nessun trattamento di qualsiasi genere è stato pensato. Se anche dovessero controllarmi le telefonate fatte, non troverebbero niente di niente di niente. Io scrivo talvolta post seri, talvolta un po’ scherzosi. Era uno di questi. Il mio spirito non viene da tutti apprezzato, mi spiace. Riguardo la parte seria e documentata, quella non attira la Vostra attenzione? Per esempio nel 2016 ho dimostrato per primo che l’epidemia di microcefalia non poteva essere causata dal virus Zika. Nel 2018 è arrivata la conferma da altri, in base ai miei stessi ragionamenti di allora. Poco fa ho documentato che la vaccinazione di massa del morbillo in Italia si è dimostrata molto svantaggiosa rispetto alla malattia (si può ritrovare nel dettaglio in uno dei miei ultimi post).

    2. Lei è in pensione. Fa ancora il medico? Vede pazienti?

    Sono in pensione, non pratico la professione, non vedo pazienti. Mi sono dedicato al problema dei vaccini quando ho visto la piega che stava prendendo la questione. Una dittatura sanitaria fondata su informazioni palesemente distorte con la complicità di gran parte dei giornalisti. I giornalisti si sono accorti di me oggi, molto interessati alle bolle di sapone.

    3. Il campo dei non vaccinati si sta restringendo. Secondo lei come mai?

    Strana questa domanda. Forse Le sarà capitato di osservare che è in atto da due anni una censura sui principali mezzi di informazione, un ricatto pesante ai medici che osino qualche critica, un premio allettante per coloro che si adeguino, un trattamento ricattatorio nei confronti dei genitori. L’imposizione è quella di un dogma di stampo medioevale. Una “scienza”basata su balle certificate (e abbondantemente segnalate agli organi competenti, alla FNOMCeO per esempio, ma non degnate di alcuna risposta). Adesso lo sa.

    4. La stragrande maggioranza degli scienziati dei medici sono favorevoli ai vaccini, lei crede che sbaglino?

    Baso le mie convinzioni sulla letteratura scientifica letta criticamente. Sta agli altri convincermi che sbaglio, ma con argomenti un po’ più consistenti delle solite ….“palle di ferro che vanno a fondo”. Il prof Burioni dice giustamente: “la scienza non è democratica”. Infatti non si vota a maggioranza per chi abbia ragione. E poi scrive: “… quello che non può essere confutato non ha nulla a che fare con la scienza.” Appunto: evidentemente non si legge o non si ascolta(e neppure lo fanno i suoi sostenitori).

    5. Lei è stato accusato di essere un negazionista dell’AIDS. Che posizione ha riguardo al virus?

    Vede, per negazionista si intende uno che nega l’evidenza. Negare la verità di una qualsivoglia asserzione non è negazionismo. Aristotele la metteva così: “Lo scienziato deve affermare ciò che è e negare ciò che non è”. Così tentò di fare Galileo sotto gli occhi dell’inquisitore. Così Semmelweiss, eppure fu deriso dai suoi contemporanei. Così Karl Popper: “scopo dello scienziato è falsificare (o tentare di falsificare)quante più teorie possibile”.Io cerco di fare informazione ragionata. Detto ciò, molti mi attribuiscono affermazioni non fatte, senza avermi letto, parlano senza sapere di cosa parlano. Burioni li definisce babbei. Sono sempre stato critico, certamente. Ed ho avuto ragione per gli aspetti maggiori (pur avendo commesso qualche errore di valutazione che ho corretto). Per esempio ho previsto nel 1995 (in una pubblicazione) che non era possibile trovare un vaccino efficace per l’HIV, spiegando perché. Oggi, dopo 34 anni dalla scoperta del “virus” e 40 miliardi di dollari buttati in ricerca ed esperimenti (anche su bambini), il vaccino non c’è ancora. Ricordo che dal 1984 ogni anno gli scienziati promettevano un vaccino entro i successivi 2 –4 anni. Non viene il dubbio che qualche ragione io la possa avere?

  • Pediatria di Angera il reparto non a misura di bambino

    Il reparto di pediatria è contiguo al reparto maternità ed è seguito dallo stesso personale a parte i ginecologi che seguono solo le partorienti ovviamente. Siamo in pediatria ad Angera per una possibile infezione da Clostridium Difficile nel mio bimbo di 4 mesi. Veniamo in p.s. spaventati da una crisi acuta di dolore del bambino ed il risultato della coltura delle feci che dà positivo al CD. In ps la pediatra che da subito si pone in maniera scortese e giudicante, dubita dell’attendibilità delle analisi eseguite in laboratorio privato e ci ricovera per rifargliele nonostante il bambino non presenti sintomi gravi. Non capiamo perché prima ci tratti come se fossimo lì senza ragione e poi insista per ricoverarlo…. Ci sembra eccessivo che per rifargli una coltura ed un prelievo debba essere ricoverato ma per paura di privare il nostro bimbo del monitoraggio medico acconsentiamo. La sera arriva un bimbo di due anni con la mononucleosi e lo mettono in camera con bagno comunicante con noi, perfetto! Non ci sembra un’idea geniale mettere un bimbo di 4 mesi accanto ad un bimbo con la mononucleosi, tra l’altro una delle nostre perplessità era stata proprio il timore che il bimbo potesse contrarre altro proprio in ospedale. Magari non abbiamo il clostridium ma usciamo di qui con la mononucleosi. Sento questo bambino piangere disperato, il pianto proviene dalla sala visite e non smette, piange per tantissimo tempo e scopro poi che dovevano mettergli una flebo e che hanno spezzato due cannule. L’idea era di mettere la flebo nell’interno del braccio dove si piega per poi steccargli il braccio. La cosa non mi piace affatto,  perché la mattina dopo il mio bimbo deve fare un prelievo. Difatti la pediatra, la caposala ed un’altra infermiera riescono a farlo piangere già durante la visita. Non usano nessuna delicatezza ed il bambino si agita e si spaventa. Dopodiché deve fare il prelievo. Io cerco di far calmare il bambino come posso e quasi ci riesco ma queste tre si mettono addosso al bambino perché secondo loro devono tenerlo per il prelievo, come fosse un criminale che viene tenuto a terra dai poliziotti. Ma soprattutto si capisce che è la loro prassi e che non conoscono altro modo se non questo, estremamente brutale. Suggerisco di prendere il sangue dal braccio destro perché un paio di settimane prima al centro prelievi pediatrico del San Raffaele avevano fatto così ed il bimbo non si era nemmeno accorto del prelievo. Naturalmente era anche tranquillo nel senso che nessuno l’aveva spaventato prima. Evidentemente al San Raffaele il loro lavoro lo sanno fare. Ma la dottoressa non mi ascolta e si ostina a volerlo fare a sinistra, senza nemmeno tastare la vena del braccio destro per verificare se fosse più agevole, e così inizia a ravanare nel braccio del bambino con l’ago e va avanti per un bel po’ come se armeggiasse una bambola e non una persona viva. Il bambino piange sempre più forte e questa “pediatra” si ostina anche a dire che l’ago non gli fa male se lei lo muove dentro al braccio. Le altre due lo tengono forte tanto da provocare puntini rossi di sangue da sfregamento. Nessuna delle tre, ma soprattutto la pediatra, ha la percezione di quello che sta facendo. Nessuna ha la percezione della sofferenza del bimbo. Ad un certo punto, dopo aver cercato di farglielo capire più volte, glielo dico chiaro e tondo che deve smettere e chiedo di aspettare a riprovare nell’altro braccio per far almeno calmare il bambino ma la pediatra dice che sarebbe solo un’agonia più lunga. Rimango allibita da tale risposta insensibile e priva della minima attenzione psicologica nei confronti di un neonato ed ancor di più che lei concepisca il prelievo del sangue di un bimbo come un’agonia. I prelievi si possono fare anche in maniera diversa, basta esserne capaci. Dopo che l’ho ripreso in braccio mi dice anche, a dimostrazione che secondo lei non piangeva per il dolore “vede che continua a piangere”. Ma dove si è visto un bambino che dopo che gli hai fatto male e lo hai spaventato smette subito di piangere? Questo dimostra solo la sua totale incapacità di empatia nei confronti dei bambini. Non si possono trattare come se fossero degli adulti. O peggio, come se fossero delle bestie. E poi queste arrampicate sugli specchi, “a volte la vena non si prende sia a destra che a sinistra, non c’è una ragione…. “ Intanto a destra, facendolo piangere ancora, naturalmente perché ormai è traumatizzato e sarebbe stato meglio aspettare almeno che si calmasse, riesce a prendere la vena. Ma allora non era meglio se mi ascoltava subito invece di anteporre al benessere del bambino il suo Ego smisurato e la sua presunzione? E non erano più sensibili le infermiere…  Dopo questo episodio abbiamo chiesto la dimissione. Un reparto di pediatria che non sa come trattare i bambini, forse non è poi un problema se lo chiudono anzi è meglio per tanti bambini.

  • Quelle medicine che NON curano le malattie cardiovascolari

    Puo’ darsi che domani mi venga un infarto o un ictus e allora qualcuno non potrà fare a meno di osservare che è morto quel medico pazzo che pretendeva di prevenire o curare tutto con le vitamine.

    Pero’ qualche osservazione non posso fare a meno di farla.

    Mio fratello è morto di infarto a 62 anni nella palestra di un albergo in Cina dove si trovava per lavoro.

    Aveva il colesterolo a 160 perchè prendeva le statine.

    Aveva la pressione normale perchè prendeva gli antiipertensivi .

    Prendeva anche la cardioaspirina . Non fumava e non beveva .

    Prendeva inoltre anche un po’ di altri farmaci, non so esattamente quali , per controbilanciare gli effetti collaterali degli altri .

    I cardiologi dicono che si fa cosi’ , e se lo dicono è perchè probabilmente intendono allungare la vita o migliorarne la qualità , oppure perchè i protocolli dicono che si fa cosi’ e basta.

    Qualcuno potrebbe tagliare la testa al toro e dire : si ma comunque l’aspettativa di vita è sempre in aumento. Daro’ in seguito il mio parere su questa cosa.

    Sono stato per indole molto diverso da mio fratello : lui seguiva sempre la versione ufficiale. Era sempre uno studente e poi un lavoratore diligente , un marito diligente e ovviamente anche un paziente diligente.

    Da piccolo mi faceva sempre fare quello che volevo , poi siamo diventati grandi e a comandare nella sua vita sono arrivati gli altri . Io sono tutto il contrario e se una cosa me la dici piu’ di una volta vuol dire che avrai un tuo interesse a dirmela e vuol dire anche che probabilmente è sbagliata.

    Ho cominciato a credere un po’ meno nella medicina ufficiale quando , negli anni ’90 parlavano della terapia Di Bella e ne parlavano un po’ troppo male per i miei gusti : allora ho cominciato a girare nei siti alternativi e sconosciuti. Ho cominciato a scoprire cose diverse anche sul resto degli argomenti medici : m. cardiovascolari, Aids, vaccini etc.

    Un giorno stanco di essere da solo ad avere certe idee ho cominciato a cercare su facebook quelli che scrivevano gli articoli in questi siti . Loro non entravano molto ma in compenso ho trovato i loro amici : una bella sorpresa e un mondo seminascosto : adesso ne avro’ piu’ di un centinaio con analoghe visioni della medicina .

    Mi sono soffermato a studiare piu’ approfonditamente alcune teorie riguardanti la medicina Cellulare di Rath : secondo tali teorie una carenza di vitamine , in particolare vitamina C e antiossidanti porta a microlesioni delle pareti delle arterie come primum movens verso la malattia aterosclerotica : su queste lesioni si deposita il colesterolo prodotto dal fegato a scopo riparativo e si forma la placca ateromasica (quindi non quello che entra dagli alimenti ma che viene prodotto perchè ci serve!) . Da qui seguono ispessimenti fibrotici , calcificazioni , aneurismi, trombi , emboli e quindi infarto e ictus.

    Qual è il miglior modo per combattere questa sequela : semplice : rinforzare il tessuto connettivo e quindi la parete dell’arteria per evitare le microlesioni e quindi evitare tutto il resto delle sequele.

    Come ? Assumendo vitamina C.

    Peraltro abbiamo tutti una certa carenza perchè per lo stress e l’inquinamento ne bruciamo di piu’ o comunque ne abbiamo piu’ bisogno, cosi’ come abbiamo piu’ bisogno di antiossidanti, ma nella dieta ce n’è sempre meno , perchè gli alimenti sono sempre piu’ trattati e la frutta è acerba.

    Ridurre il colesterolo un po’ potrebbe servire per ridurre la velocità di formazione della placca ma qualcosa mi dice che i problemi si risolvono alla radice .

    Ho trovato parecchie altre teorie basate sulla vitamina C , ma chi mi garantisce che non siano tutte storie ?

    Allora si fa come fanno i grandi medici , come il dr Hamer , il dr Simoncini o il prof Di Bella : si

    provano su me stesso.

    All’incirca nel 2009 avevo già la pressione che viaggiava intorno ai 150/100 e il colesterolo a 270 e mi dicevano di imbottirmi di farmaci .

    Io ho seguito l’alternativo assumendo vit C e antiossidanti e sono scesi entrambi i valori : adesso la pressione è intorno ai 130/85 e il colesterolo a 240 . A maggio scorso ho fatto una prova da sforzo e mi hanno detto che non avevo bisogno di prendere niente.

    Non contento dei semplici numerini , potendo avvalermi di un mezzo per vedere direttamente le arterie quale l’ecografia, mi sono studiato le mie arterie .

    L’ecografia vede molto bene tutto cio’ che è situato fino a 2-3 cm dalla cute , quindi si possono valutare bene le arterie carotidee , che portano il sangue al cervello, e quelle degli arti, in particolare la femorale

    Si tenga presente che nella pratica clinica l’ecografia viene richiesta per valutare l’aorta , che si vede molto ma molto peggio e spesso si puo’ valutare solo se c’è un aneurisma , oppure si guardano le aa carotidee , valutando solo la percentuale di stenosi e le alterazioni di flusso : in altri termini ci viene richiesto di guardare le fasi avanzate della malattia cardiovascolare , in funzione di interventi chirurgici. Le fasi iniziali non interessano perchè non ci sono cure mediche per queste …. nella medicina ufficiale.

    Il problema è che noi ecografisti dobbiamo fare cio’ che ci viene richiesto …

    Nel 2009 comunque a livello delle aa carotidee , avevo degli ispessimenti subintimali : in pratica depositi di colesterolo tra lo strato piu interno dell’arteria e quello muscolare piu’ profondo. Ispessimenti di una certa rilevanza (quasi 2 mm vs 1,2 mm nei soggetti normali). Questi rappresenterebbero la fase iniziale dell’arteriosclerosi.

    Al controllo nel 2014 gli ispessimenti sono scomparsi.

    Gli ispessimenti subintimali sembrano non interessare a nessuno a quanto pare, ma ho trovato un lavoro scientifico con ampia casistica (2000 casi) dove si è scoperto che chi aveva uno spessore subintimale delle aa carotidee di circa 2 mm aveva il triplo di possibilità di essere colpito da infarto o ictus. Lo studio è stato effettuato dal centro cardiologico Monzino di Milano fino al 2007 (!).

    Ho cominciato nell’occasione a eseguire l’ecografia delle carotidi come dicevo io, cercando gli ispessimenti subintimali , consigliando vitamine ai casi in fase iniziale , spiegando che questo rappresentava una visione della medicina un po’ diverso . Per promuovere la cosa facevo dei prezzi particolarmente vantaggiosi.

    Risposta della gente : scadente .

    Sono arrivati un sacco di anziani con aterosclerosi avanzata che approfittavano del basso costo per eseguire un esame doppler . Molti non hanno capito lo spirito della cosa . Parecchi medici mi hanno osteggiato. Non ho visto ritornare quasi nessuno a ricontrollarsi dopo mesi di terapia vitaminica (che evidentemente non facevano) come mi sarei auspicato all’inizio . E poi noi ecografisti dobbiamo fare gli esami che ci chiedono, mica possiamo prendere iniziative personali (….)

    Attualmente sono abbastanza convinto che la vera prevenzione si possa fare solo a pochi eletti che hanno capito : se le persone hanno piu’ medici nella loro cerchia di conoscenze diventa ancora piu’ difficile: mi spiace dirlo ma è cosi !

    Pero’ qualche caso “emblematico” che mi ha aiutato a confermare le mie teorie c’è stato :

    ricordo un uomo di 74 anni che è venuto a fare l’ecografia delle carotidi . Andava molto fiero del fatto che , grazie alle statine, aveva sempre mantenuto il valore di colesterolo intorno ai 160 o anche meno . Peccato che ad un precedente controllo doppler del 2004 si segnalava qualche piccola placca ateromasica , mentre al mio controllo nel 2012 (sempre sotto statine) c’erano ostruzioni tra il 50% e il 60%. Ditemi almeno una ragione valida per pensare che questo signore era meno a rischio sotto terapia che se non l’avesse fatta !

    Sulle statine ci sono altre cose da dire : gli effetti collaterali sono notevoli ma soprattutto non vengono calcolati gli effetti a distanza . In altre nazioni si associa sempre alla statina il coenzima Q10, un micronutriente fondamentale nel metabolismo energetico a livello cellulare che è dimostrato si riduca in chi assume statine. In Canada e in Giappone i medici che non somministrano coenzima Q10 in chi fa uso di statine possono essere denunciati per negligenza. In Italia i cardiologi non sanno neppure cosa sia.

    La carenza di coenzima Q10 puo’ portare a disturbi di qualunque genere tra cui l’infarto stesso …

    Per quanto riguarda gli antiipertensivi , anche in quel caso nutro le mie perplessità : i cardiologici fanno sermoni a chi supera i 140/95 di pressione perchè valori superiori sono a rischio : peccato che la pressione sotto sforzo massimo , per esempio dopo una pratica sportiva, arriva fisiologicamente a 250 mmHg, mentre durante un rapporto sessuale puo’ arrivare a 180 mmHg.

    Forse , è lecito pensare che piu’ che giocare su numerini senza senso sia meglio mantenere le arterie piu’ sane possibili e i controlli farli senza guardare i numerini ma guardando le arterie direttamente …

    I farmaci hanno tutti degli effetti collaterali , in generale determinano un effetto ossidante e aumentano il carico di sostanze tossiche già presenti nel nostro organismo in quantità abbondanti.

    Nel caso di mio fratello cosi’ come per tutte le persone di età intorno ai 50- 60 anni era obbligato ad una vita intensa di lavoro perchè non solo si deve arrivare a lavorare fino a 67 anni , ma fino all’ultimo non si fanno sconti , tutti tenuti sotto scacco dal solito ricatto : se non ti va quella è la porta.

    Diventa una sorta di sommazione : le arterie sono già alterate, si aggiunge la tossicità del farmaco , si aggiunge lo stress lavorativo, gli anni, il fuso orario , l’inquinamento (in Cina è micidiale) , l’attività fisica in ambiente chiuso , che abbassa ulteriormente la % di ossigeno aumentando quella di anidride carbonica. Ma i cardiologi tutte queste cose le dicono o le sanno o guardano solo i freddi protocolli ?

    Qualcuno potrebbe osservare che comunque l’aspettativa di vita alla nascita è sempre salita (adesso forse è stabile …) , tuttavia è certo che lo stato di salute del cinquantenne/sessantenne di oggi è peggiore di 30 anni fa : l’aspettativa di vita sana è in discesa vorticosa dal 2003 , fonte : Eurostat , pubblicata anche da Monia Benini nel sito del Movimento PBC.

    Credo probabilmente che la persona in quella fascia di età è molto a rischio senza contare il fatto che se uno è costretto ad assumere 3, 4 , 5 tipi di farmaci, tutti salvavita, magari un giorno si dimentica di assumerli oppure semplicemente si rompe le palle.

    Poi arriva la pensione, le pantofole , il letto, le badanti etc etc , i farmaci regolarmente messi sul comodino dai figli (o meglio dalle figlie…) e forse sono quelli li’ che salvano ancora la statistica : malato si , ma ci sono i farmaci a tapullare piu’ che possono: genitori novantenni che si sono visti morire un figlio ce ne sono parecchi …D’altronde le case farmaceutiche ti vogliono malato ma vivo.

    Ma quando questi fanno l’ecografia o la TAC e guardi le arterie rimani completamente allibito a pensare a come c…. fanno ad essere ancora vivi. 

    di Gianpaolo Cavallaro, medico radiologo

  • La causa primaria del cancro

    Pochissime persone in tutto il mondo lo sanno, perché questo fatto è nascosto dall’industria farmaceutica e alimentare.
    Nel 1931 lo scienziato tedesco Otto Heinrich Warburg ha ricevuto il Premio Nobel per la scoperta sulla causa primaria di cancro. Proprio così. Ha trovato la causa primaria del cancro e ha vinto il Premio Nobel.
    Otto ha scoperto che il cancro è il risultato di un potere anti-fisiologico e di uno stile di vita anti-fisiologico.
    Perché? Poiché sia con uno stile anti-fisiologico nutrizionale (dieta basata su cibi acidificanti) e l’inattività fisica, il corpo crea un ambiente acido. (Nel caso di inattività, per una cattiva ossigenazione delle cellule.)
    L’acidosi cellulare causa l’espulsione dell’ossigeno
    La mancanza di ossigeno nelle cellule crea un ambiente acido.
    Egli ha detto: “La mancanza di ossigeno e l’acidità sono due facce della stessa medaglia:. Se una persona ha uno, ha anche l’altro”
    Cioè, se una persona ha eccesso di acidità, quindi automaticamente avrà mancanza di ossigeno nel suo sistema. Se manca l’ossigeno, avrete acidità nel vostro corpo.
    Egli ha anche detto: “Le sostanze acide respingono ossigeno, a differenza delle alcaline che attirano ossigeno.” Cioè, un ambiente acido è un ambiente senza ossigeno.
    Egli ha dichiarato: “privando una cellula del 35% del suo ossigeno per 48 ore e’ possibile convertirla in un cancro” “Tutte le cellule normali, hanno il bisogno assoluto di ossigeno, ma le cellule tumorali possono vivere senza ossigeno”. (Una regola senza eccezioni.) “I tessuti tumorali sono acidi, mentre i tessuti sani sono alcalini.””
    Nella sua opera “Il metabolismo dei tumori,” Otto ha mostrato che tutte le forme di cancro sono caratterizzate da due condizioni fondamentali: acidosi del sangue (acido) e ipossia (mancanza di ossigeno). Ha scoperto che le cellule tumorali sono anaerobiche (non respirano ossigeno) e non possono sopravvivere in presenza di alti livelli di ossigeno. Le cellule tumorali possono sopravvivere soltanto con glucosio e in un ambiente privo di ossigeno. Pertanto, il cancro non è altro che un meccanismo di difesa che ha alcune cellule del corpo per sopravvivere in un ambiente acido e privo di ossigeno.

    In sintesi:
    Le cellule sane vivono in un ambiente ossigenato e alcalino che consente il normale funzionamento. Le cellule tumorali vivono in un ambiente acido e carente di ossigeno.

    Importante: Una volta terminato il processo digestivo, gli alimenti, a secondo della qualità di proteine, carboidrati, grassi, vitamine e minerali, forniscono e generano una condizione di acidità o alcalinità nel corpo. in altre parole ….. dipende unicamente da ciò che si mangia.
    Il risultato acidificante o alcalinizzante viene misurato con una scala chiamata PH, i cui valori vanno da 0 a 14, al valore 7 corrisponde un pH neutro.”
    E ‘importante sapere come gli alimenti acidi e alcalini influiscono sulla salute, poiché le cellule..per funzionare correttamente dovrebbe essere di un ph leggermente alcalino(poco di sopra al 7). In una persona sana, il pH del sangue è compreso tra 7.4 e 7.45. Se il pH del sangue di una persona inferiore 7, va in coma.

    Gli alimenti che acidificano il corpo:
    * Lo zucchero raffinato e tutti i suoi sottoprodotti. (E’ il peggiore di tutti: non ha proteine, senza grassi, senza vitamine o minerali, solo carboidrati raffinati che schiacciano il pancreas)Il suo pH è di 2,1 (molto acido)
    * Carne. (Tutte)
    * Prodotti di origine animale (latte e formaggio, ricotta, yogurt, ecc)
    * Il sale raffinato.
    * Farina raffinata e tutti i suoi derivati. (Pasta, torte, biscotti, ecc)
    * Pane. (La maggior parte contengono grassi saturi, margarina, sale, zucchero e conservanti)
    * Margarina.
    * Antibiotici * e medicine in generale.
    * Caffeina. (Caffè, tè nero, cioccolato)
    * Alcool.
    * Tabacco. (Sigarette)
    * Qualsiasi cibo cotto. (la cottura elimina l’ossigeno aumentando l’acidita’ dei cibi”)
    * Tutti gli alimenti trasformati, in scatola, contenenti conservanti, coloranti, aromi, stabilizzanti, ecc.

    Il sangue si ‘autoregola’ costantemente” per non cadere in acidosi metabolica garantire il buon funzionamento e ottimizzare il metabolismo cellulare. Il corpo deve ottenere delle basi minerali alimentari per neutralizzare l’acidità del sangue nel metabolismo, ma tutti gli alimenti già citati (Per lo più raffinati) acidificano il sangue e ammorbidiscono il corpo.
    Dobbiamo tener conto che CON il moderno stile di vita, questi cibi vengono consumati almeno 3 volte al giorno”, 365 giorni l’anno e tutti questi alimenti sono anti-fisiologici.

     Gli alimenti alcalinizzanti:
    * Tutte le verdure crude. (Alcune sono acide al gusto, ma all’interno del corpo avviene una reazione è alcalinizzante.”. Altre sono un po acide, tuttavia, forniscono le basi necessarie per il corretto equilibrio) Verdure crude producono ossigeno, quelle cotte no.
    * I Frutti, stessa cosa. Ad esempio, il limone ha un pH di circa 2,2, tuttavia, all’interno del corpo ha un effetto altamente alcalino. (Probabilmente il più potente di tutti) (non fatevi ingannare dal sapore acidulo)
    * I frutti producono abbastanza ossigeno.
    * Alcuni semi, come le mandorle sono fortemente alcalini.
    * I cereali integrali: L’unico cereale alcalinizzante è il miglio. Tutti gli altri sono leggermente acidi, tuttavia, siccome la dieta ideale ha bisogno di una percentuale di acidità, è bene consumarne qualcuno. Tutti i cereali devono essere consumati cotti.
    *Il miele è altamente alcalinizzante.
    * La clorofilla la pianta è fortemente alcalina. (Da qualsiasi pianta) (in particolare aloe vera, aloe noto anche come)
    * L’acqua è importante per la produzione di ossigeno. “La disidratazione cronica è la tensione principale del corpo e la radice della maggior parte tutte le malattie degenerative.” Lo afferma il Dott. Feydoon Batmanghelidj.
    * L’esercizio ossigena tutto il corpo. “Uno stile di vita sedentario usura il corpo.”
    L’ideale è avere una alimentazione di circa il 60% alcalina piuttosto che acida, e, naturalmente, evitare i prodotti maggiormente acidi, come le bibite, lo zucchero raffinato e gli edulcoranti. Non abusare del sale o evitarlo il più possibile.
    Per coloro che sono malati, l’ideale è che l’alimentazione sia di circa 80% alcalina, eliminando tutti i prodotti più nocivi. Se si ha il cancro il consiglio è quello di alcalinizzare il piu’ possibile.”

    Inutile dire altro, non è vero?

    Dr. George W. Crile, di Cleveland, uno dei chirurghi più rispettati al mondo, dichiara apertamente: “Tutte le morti chiamate naturali non sono altro che il punto terminale di un saturazione di acidità nel corpo.”

    Come precedentemente accennato, è del tutto impossibile per il cancro di comparire in una persona che libera il corpo dagli acidi con una dieta alcalina, che aumenta il consumo di acqua pura e che eviti i cibi che producono acido. In generale, il cancro non si contrae e nemmeno si eredita. Ciò che si eredita sono le abitudini alimentari, ambientali e lo stile di vita. Questo può produrre il cancro.

    Mencken ha scritto: “La lotta della vita è contro la ritenzione di acido”. “Invecchiamento, mancanza di energia, stress, mal di testa, malattie cardiache, allergie, eczema, orticaria, asma, calcoli renali, arteriosclerosi, tra gli altri, non sono altro che l’accumulo di acidi”.

    Dr. Theodore A. Baroody ha detto nel suo libro “Alcalinizzare o morire” (alcaline o Die): »In realtà, non importa i nomi delle innumerevoli malattie Ciò che conta è che essi provengono tutti dalla stessa causa principale:. Molte scorie acide nel corpo”

    Dr. Robert O. Young ha detto: “L’eccesso di acidificazione nell’organismo è la causa di tutte le malattie degenerative. Se succede una perturbazione dell’equilibrio e un corpo inizia a produrre e immagazzinare più acidità e rifiuti tossici di quelli che è in grado di eliminare allora le malattie si manifestano.”

    E la chemioterapia? La chemioterapia acidifica il corpo a tal punto che ricorre alle riserve alcaline del corpo immediatamente per neutralizzare l’acidità tale, sacrificando basi minerali (calcio, magnesio e potassio) depositati nelle ossa, denti, articolazioni, unghie e capelli. Per questo motivo osserviamo tali alterazioni nelle persone che ricevono questo trattamento e tra le altre cose la caduta dei capelli. Per il corpo non vuol dire nulla va senza capelli, ma un pH acido significherebbe la morte.

    Niente di tutto questo è descritto o raccontato perché, per tutte le indicazioni, l’industria del cancro (leggi: industria farmaceutica) e la chemioterapia sono alcune delle attività più remunerative che esistano..Si parla di un giro multi-milionario e i proprietari di queste industrie non vogliono che questo sia pubblicato. Tutto indica che l’industria farmaceutica e l’industria alimentare sono un’unica entità e che ci sia una cospirazione in cui si aiuta l’altro al profitto. Più le persone sono malate, più sale il profitto dell’industria farmaceutica. E per avere molte persone malate serve molto cibo spazzatura tanto quanto l’industria alimentare produce.

    Quanti di noi hanno sentito la notizia di qualcuno che ha il cancro e qualcuno dire: “… Può capitare a chiunque ……”

    No, non poteva!

    “Che il cibo sia la tua medicina, la medicina sia il tuo cibo”. Ippocrate (il padre della medicina )

    Fonte: http://raggioindaco.wordpress.com/2012/10/30/la-causa-primaria-del-cancro/

  • Una storia personale di malasanità (ma non proprio ) : quando mio figlio ha avuto l’otite da pseudomonas.

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    Questa è una storia che è successa a mio figlio nell’estate del 2004, una storia di malasanità come tante, anzi, non proprio di malasanità, perché nelle storie di malasanità c’è l’errore di un medico, qui invece non c’è nessun errore: è stato eseguito tutto secondo norma e secondo “i protocolli”. Ma allora, se è cosi’ bisognerà cambiare nome alla malasanità e dargliene uno diverso. Il fatto è che queste storie di malasanità del 2° tipo (chiamiamole cosi’) sono molto, ma molto più diffuse e devastanti delle storie di malasanità classiche, quelle dell’errore medico: il problema è che il più delle volte la gente non se ne accorge neppure.

    Quell’estate, mio figlio un giorno comincio ad accusare un forte dolore all’orecchio, poi sopraggiunse la febbre. Forte dolore e febbre fino a 40° non lo hanno abbandonato per oltre una settimana.

    Dopo 3 giorni, come da protocolli cominciammo a somministrargli una terapia di Rocefin i.m.  3 iniezioni al giorno. Le iniezioni erano particolarmente dolorose e tutte le volte bisognava rincorrere mio figlio, che allora aveva 8 anni, per tutta la casa,  bloccarlo in due e fargli l’iniezione. Seguivano pianti, grida, morsi e successivo senso di rimorso da parte dei genitori col dubbio atroce: e se stessimo sbagliando?  Dopo 3 giorni di supplizio la febbre non scendeva e decidemmo di portarlo all’Istituto pediatrico Gaslini: No, disse il medico, il Rocefin non va bene, bisogna dare il Gentalyn. Ancora 3 iniezioni al giorno, stavolta però attraverso un ago tenuto fisso in vena che il bambino, ovviamente mal sopportava. Due giorni ancora e niente, poi miracolosamente cominciò a migliorare. Ma naturalmente la terapia andava continuata, perché, si sa, ci possono essere le resistenze.

    Quando mio figlio guarì aveva perso circa 3 chili, ed era fortemente provato dalla malattia.

    E non ci risollevava neppure molto il medico del Gaslini: è molto facile che il soggetto sia predisposto e che la malattia si ripresenti.  Beh, tocchiamoci gli attributi, o cio’ che era rimasto, e via.

    Dopo qualche giorno raccontai la storia ad un mio  collega otorinolaringoiatra del Galliera, il dott Pagano (quindi non stiamo parlando di un mago o di uno stregone, 

    anche se spesso ci azzeccano di più): ho studiato a lungo l’otite da pseudomonas e ho fatto anche delle pubblicazioni: non si cura con gli antibiotici ma con lavaggi di acido borico!

    L’anno dopo il dolore si ripresento’, non sappiamo se si trattasse di nuovo di otite da Pseudomonas, anche perché non aveva neppure fatto in tempo ad insorgere la funesta sintomatologia  che l’acido borico volava già spedito verso l’orecchio di mio figlio.

    Gli antibiotici si usano troppo e decisamente a sproposito . Un mio collega, appena i suoi figli hanno 38° di febbre gli spara subito gli antibiotici . Risultato: sono sempre malati. Mia figlia, questa settimana, dopo 5 giorni di febbre tra i 39° e i 40°  dovette arrendersi a mia moglie, che gli ha dato l’antibiotico. Niente da fare, quest’ultimo è stato rispedito nell’occhio al mittente: era di gusto cattivo! Ed ha fatto bene perché il giorno dopo la febbre è passata: l’influenza è una malattia virale e come tale non si cura con gli antibiotici  che anzi, debilitano il sistema immunitario aggravando la situazione. La medicina ufficiale non prevede nessuna cura contro le malattie virali; quindi o vitamine o niente!

    di Gian Paolo Cavallaro (medico radiologo)

  • L’incolpevole invenzione di malattie dei radiologi

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    Cisti renali, angiomi epatici, polipi della colecist, linfonodi reattivi (indifferenziabili da quelli normali) e via discorrendo . Una serie di reperti di nessunissima importanza abbondano nei referti di ecografia, di TAC o di radiologia tradizionale.

    Le apparecchiature sono sempre più sofisticate e vedono reperti sempre di sempre minori dimensioni: questo fatto non ho mai capito se sia un vantaggio o una cosa deleteria per il paziente: i reperti sono di natura benigna, ma allora che cosa si descrivono a fare?

    I reperti hanno una minima probabilità di essere maligni. E si creano ansie inutili che finiscono per determinare stress nelle persone magari sane che finiscono con l'ammalarsi sul serio.

    Se un reperto non viene segnalato il paziente, al successivo controllo eseguito da qualcun'altro potrebbe invece essere segnalato (i radiologi poi, si sa , tra di loro si vogliono molto bene …) , e a questo punto potrebbe scattare la denuncia.

    La denuncia è sempre più facile ed è stata favorita da una campagna pubblicitaria negativa da parte dei mass-media e da organizzazioni di avvocati con scarsa clientela che hanno fiutato il business nelle pratiche medico legali.

    A questo punto non rimane altro che segnalare i reperti, qualunque reperto avesse 1 probabilità su10.000 di essere un tumore.

    E la cosa non avviene soltanto nella patologia cronica ma anche in quella acuta , ad esempio per eventi traumatici , dove accadono le cose più sconcertanti: il medico di pronto soccorso manda il paziente a fare i raggi a 8 segmenti ossei nonostante il dolore forte ce l'abbia in uno solo; il radiologo su 8 segmenti vede reperti dubbi anche in punti non dolent; l'ortopedico non si assume la responsabilità di dire che non c'è niente. Ne potrebbe seguire una TC inutile oppure , ancora peggio, un apparecchio gessato da tenere due mesi altrettanto inutile , finchè il paziente non decide sua sponte di prendere un paio di forbici e levarselo . Il commento che più di tutti gira in ospedale e in radiologia (ovviamente inter nos) è: sei venuto a rompere i coglioni, adesso ne paghi le conseguenze!

    Ma torniamo un momento a parlare di patologia cronica : certi reperti non solo hanno una scarsa possibilità di essere un cancro , ma tutto l'iter diagnostico-terapeutico successivo potrebbe essere un danno per il paziente . Si fanno una valanga di ago-aspirati su reperti a minimo rischio . Ma il trauma dell'ago aspirato potrebbe far degenerare un nodulo che, benigno o no, sarebbe potuto starsene lìsenza rompere le scatole a nessuno.

    Si pero', ti dicono: e se fosse un tumore?

    Qui c'è un problema di ignoranza di fondo da parte della medicina ufficiale che ignora alcuni dati scientifici inconfutabili dei quali, se dovesse tener conto, si dovrebbe necessariamente dare maggiore rilevanza a determinate sostanze , come per esempio gli antiossidanti, che vogliono invece tenere chiusi in un cassetto: ci sono determinati organi dove è molto facile che venga un tumore , ma non è altrettanto facile che il paziente muoia di questo tumore:

    facciamo un esempio: la tiroide. Il 30% delle persone ha noduli tiroidei: la maggior parte sono benigni, daccordo: esistono dei parametri ecografici che potrebbero orientare verso la malignità: benissimo. Ho perso il conto di quanti noduli di aspetto benigno sono stati diagnosticati come cancri all'ago-aspirato: ne segue intervento chirurgico, se va di sfiga anche una chemio o radio. L'intervento potrebbe anche far saltare qualche nervo importante come quello frenico.

    Nelle autopsie su pazienti deceduti per altri motivi si trovano quasi sempre tumori , soprattutto alla tiroide e alla prostata : ma la mortalità per il tumore della tiroide è nettamente inferiore a quella del colon , mammella, polmone, pancreas, stomaco, linfomi, rene , vescica ; e non è certo per i progressi della medicina, visto che la diagnosi di tumore della tiroide , se precoce, è assolutamente casuale, ma perchè tu , col tuo sistema immunitario, sei riuscito a tenere a bada per 20 anni il tumore stesso! Allora forse sarebbe importante tenere costantemente alta l'attività del sistema immunitario!

    Forse allora , se hai qualche noduletto dubbio , Qualcosa di piccolo che non si sa che cos'è inanzitutto si tiene sotto controllo. (attenzione , alcune cose sono certamente benigne e non vale neppure la pena di controllarle anche se parecchi, specie nel privato ci mangiano sopra) Si inoltre assumere terapie antiossidanti, le stesse che si usano per tumori conclamati e che a volte funzionano anche in questi casi, figurarsi sul nodulino!

    Vitamina C, vit E , vit A , selenio , the' verde , a dosi massiccie (quelle che non trovi mai nelle erboristerie e nelle farmacie che vendono quasi sempre prodotti sottodosati perchè bisogna rispettare le normative statali …)

    Si ma non diciamolo troppo forte, perchè se si scopre che funzionano sarebbero utilizzati per tutto il resto e le case farmaceutiche andrebbero in rovina!

    Meglio di no: meglio ago-aspirare, intervenire, fare esami su esami e alla fine, far fuori il paziente!

    di Gian Paolo Cavallaro (medico radiologo)

  • Mi è venuto il cancro. Che fare?

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    La mortalità per i tumori si aggira intorno al 60% a 5 anni. Se poi si va più avanti nel tempo aumenta ulteriormente.

    C'è da dire una cosa fondamentale: la percentuale di guarigione è pressocchè interamente dovuta alla chirurgia, che quando elimina radicalmente il tumore da ottime possibilità di sopravvivenza in tumori come il colon o la mammella, purchè diagnosticati precocemente; oppure all'ematologia, che studia le leucemie e i linfomi che rispondono discretamente alle terapie ufficiali, per quanto le percentuali di guarigione siano rimaste ferme negli ultimi 15 anni.

    Ma se noi studiamo i veri e propri casi oncologici, ossia quelli che non sono stati radicalmente eliminati dalla chirurgia o inoperabili o che hanno sviluppato metastasi e che pertanto vengono curati con la chemioterapia o la radioterapia  i dati sono assolutamente desolanti.

    Ho personalmente fatto uno studio TC dei tumori metastatici in cura con chemioterapia o radioterapia, i casi che, in sostanza, si presentano dall’oncologo: la percentuale di sopravvivenza a 3 anni è di circa il 14 %, a 5 anni potrebbe aggirarsi intorno al 6%. ad essere ottimisti.

    Recentemente sono state introdotte delle innovazioni che forse hanno addirittura creato più danni che benefici: nei casi eradicati completamente dalla chirurgia è stata introdotta la chemioterapia preventiva: se il paziente guariva senza niente adesso corre addirittura il rischio di essere ammazzato dalla chemioterapia. Ma la chemioterapia preventiva apporta un vantaggio statistico: aumentano i casi di sopravvivenza in coloro che praticano la chemio stessa: ovvio, se la somministro ai pazienti sani, è evidente.

    I costosissimi farmaci biologici non hanno fornito sostanziali miglioramenti, se non qualche repentino quanto illusorio miglioramento seguito quasi sempre da una nuova ricaduta.

    Ci sono poi altri protocolli sperimentali sui quali la dice lunga il commento di una stessa oncologa che, parlando del suo primario dice: quello è pazzo, fa le sperimentazioni sugli umani.

    La maggioranza dei “superstiti” sviluppa comunque un secondo tumore entro i 12 anni: alla fine, in buona sostanza non si salva  nessuno, senza considerare poi il tipo di vita che sono costretti a fare, che spesso ci si chiede se sia il caso di essere vissuta.

    Girano poi continuamente notizie, riportate soprattutto su blog e siti internet di casi di malati terminali miracolati da terapie alternative come il Metodo di Bella, il metodo Hamer, il metodo Simoncini , la cura Pantellini, la terapia di Rath, la cura Gerson e molte altre.

    Visti i risultati pessimi della terapia ufficiale perchè non fare una sperimentazione  di queste ? Nulla da fare, la scienza ufficiale continua a boicottarle con un cinismo e una spietatezza incredibili: se muori con quelle cure condannano il medico per omicidio colposo (nella trasmissione Mi manda rai 3 di qualche mese fa qualcuno ha parlato addirittura di omicidio volontario!); se muori con le cure ufficiali è normale perché è normale che di tumore si muoia!

    Ma il problema è che le cure alternative costano troppo poco e le case farmaceutiche andrebbero in bancarotta. E comunque la cura del cancro comincerà in futuro anche a diventare un serio problema anche dal punto di vista economico.

    Il boicottaggio delle cure alternative viene da molto in alto : non è certo solo un discorso di giro di interessi tra medici, farmacisti , case farmaceutiche e baroni vari : questi rappresentano solo la base della piramide . Ai vertici ci sono sostanzialmente due famiglie : i Rotschild e i Rockfeller  oltre agli altri individui che compongono il cosiddetto Gruppo Bildelberg : banchieri, petrolieri e leader di multinazionali vari : tutta gente senza scrupoli ai quali la vostra salute non interessa assolutamente un fico secco , anzi’ , se siete malati , deboli e debosciati  essi sono più contenti perché possono controllare meglio il mondo . Entrambi controllano duecento case farmaceutiche circa. Entrambi condizionano i meccanismi  di controllo stessi dei farmaci . Sono anche inseriti in tutti i meccanismo di controllo della politica , della finanza e del commercio mondiale.  Condizionano la stampa e i politici del mondo. Riescono, attraverso la televisione e altri meccanismi sofisticati a condizionare anche la mente.

    Benissimo!  La medicina ufficiale come viene presentata adesso negli Ospedali, come si studia nelle Università serve solo a loro per fare soldi e per fare stare peggio la gente: è sufficiente pensare al fatto che i progressi della medicina riguardano solo le patologie acute (per le quali si guarisce spontaneamente oppure si muore , ed in tal caso viene a cessare la tua funzione di consumatore) mentre per le patologie croniche non esiste fondamentalmente cura : non c’è cura per il cancro , né per l’arteriosclerosi, né per le malattie autoimmuni , né per l’artrosi : anzi’ ci si ammala sempre di più e dopo i 50 anni e spesso anche prima è molto facile che dobbiamo sopravvivere grazie ai farmaci (che non ci curano ma magari ci ritardano la morte)

    A questo punto, che fare contro il cancro?

    Innanzitutto bisognerebbe cercare di prevenirlo : anche li’ la medicina ufficiale ti disinforma con idiozie tipo “fare la mammografia” o non fumare o bere , tutte cose giuste , ma che cambiano poco la possibilità di ammalarsi,  che invece , potrebbe ridursi sensibilmente con altri accorgimenti , che si guardano bene dal dirti , anzi , meno ne sai e meglio è . Per esaminare quali sono questi accorgimenti basta riprendere appunto in considerazioni le terapie alternative: se queste terapie hanno la capacità di guarire il cancro a maggior ragione funzioneranno per non fartelo venire.

    Queste terapie sono numerose , come detto precedentemente , ma in pratica possono essere raggruppati in 4 gruppi a seconda del meccanismo di azione: 1) antiossidanti: combattono la formazione dei radicali liberi che sono il primum movens nella formazione dei tumori. La sostanza più importante tra questi è la vitamina C, che ha anche altre proprietà in quanto rinforza il tessuto connettivo creando una maggiore barriera alla crescita del tumore.  Ci sono poi una serie di sostanze antiossidanti presenti in natura tra cui vitamine e altri oligoelementi: su questi principi si basa la Medicina cellulare di Rath , che si ispira a Linus Pauling , la Terapia Gerson, la cura Pantellini e molte altre.  2)  Antiacidi : il tumore si riproduce in ambiente acido , quindi agiamo sul pH (metodo Simoncini) 3) Azione sulla mente : il tumore si forma a seguito di stress negativi , specie se prolugati , quindi una sorta di psicoterapia per combattere l’evento stressante avrebbe azione benefica (metodo Hamer) 4) Apoptosi : la stessa vitamina C o la Somatostatina usata nella Terapia Di Bella o altre sostanze presenti in natura come l’Epigallogallato che si trova nel the' verde o la cartilagine di squalo  hanno questa proprietà di bloccare crescita del tumore . Vi è poi tutta un’altra serie di sostanze il cui meccanismo d’azione non è noto ma che molta gente ha usato con beneficio , come per esempio il veleno di Scorpione; oppure terapie omeopatiche usate con successo come la Terapia di Zora.

    Ad eccezione della somatostatina tutte le altre sostanze sono acquistabili sul mercato a prezzi sostenibili da chiunque senza bisogno di aiuti dalla “mutua” (che se ne guarda bene dal darteli…).

    Nella vita quotidiana siamo sottoposti a sostanze tossiche in quantità sempre maggiori , presenti nell’aria che respiriamo: gas di scarico delle auto, inceneritori (tutte cose che finanziano gli istituti di ricerca sul cancro, ma guarda un po’ …); oppure presenti nella nostra alimentazione . Nella carne sono presenti antibiotici e ormoni , usati negli allevamenti intensivi , allora qualcuno dirà beh , io sono furbo e introduco le proteine attraverso i legumi , che sono i prodotti che più facilmente subiscono la contaminazione degli Ogm .  Il pesce è anch’esso allevato con gli stessi metodi del bestiame e contaminato con gli stessi prodotti : nel mare non c’è certo pesce per tutti. I prodotti derivati dalla farina subiscono i processi di trattamento che alterano la naturalezza. La frutta e la verdura subiscono anch’esse trattamenti vari.

    Chi sostiene che le vitamine sono già presenti nella nostra alimentazione in dosi sufficienti dice una stupidaggine : primo, perché i cibi sempre più trattati ne determinano una riduzione , secondo , perché sottoposto ad una maggiore quantità di sostanze tossiche ,  il nostro organismo ne richiede un maggiore quantitativo.

    In definitiva per la prevenzione dei tumori sarebbe fondamentale un introduzione di antiossidanti in gran quantità e di vitamina C a dosi di grammi (3 grammi al giorno sono la dose ideale per la prevenzione secondo Alberto Mondini, nonché secondo la medicina cellulare di Rath: vedi http://www.aerrepici.org/   oppure http://www.dr-rath-alleanza.org/pdf-files/corso_base_di_medicina_cellulare.pdf   . Sempre in questi link troverete protocolli terapeutici per la prevenzione delle altre malattie croniche , come per esempio l’arteriosclerosi.

    A differenza delle terapie ufficiali , ove se si mescolano protocolli terapeutici si rischia seriamente la vita del paziente , i suddetti protocolli terapeutici non sono incompatibili tra loro, quindi niente perla quale se , alle vitamine e oligoelementi di Rath si aggiunge un po’ di bicarbonato di sodio (Simoncini ) o un po’ di psicoterapia in caso di forte stress emotivo.

    A questo punto che fare in caso di cancro . Il cancro è sempre una brutta bestia quindi il nostro armamentario va utilizzato tutto e alla massima potenza . Tanto per cominciare usare il buon senso: dipende molto dal tipo di cancro , soprattutto se è vascolarizzato o no , dell’estensione e che organo colpisce . Se è a crescita lenta , per esempio possiamo eseguire controlli ecografici o TAC inizialmente a breve distanza , per vedere la risposta. 

    La chirurgia , in molti casi non la escluderei a priori: ci sono organi dove togliere un pezzo , come per esempio l’intestino , ha ottime possibilità di guarigione, specie se ovviamente poi aggiungiamo il nostro “armamentario”. La chemioterapia ricordiamoci sempre che potrebbe rispondere bene nelle leucemie e linfomi , ma gli stessi rispondono bene a tutte le terapie in genere quindi sarebbe opportuno cominciare con una terapia alternativa (o meglio con tutte) e vedere l’efficacia a breve distanza . Capisco tuttavia che la scelta in questo caso è difficile, tuttavia quello che assolutamente sconsiglierei è continuare la chemioterapia nel caso in cui  il linfoma non è sparito entro tre mesi o in caso di recidiva consiglierei anzi , di partire sempre e comunque con le terapie alternative anche in caso di scelta della chemioterapia continuando a farle per anni anche dopo cessazione della chemio stessa .  L’unico caso in cui non escluderei un ciclo di chemio potrebbe essere il linfoma Non Hodgkin aggressivo: in questo caso siamo quasi nell’ambito della patologia acuta e forse potrebbe non esserci il tempo materiale per organizzare una cura alternativa.

    In tutti gli altri casi : tumori non eradicabili perfettamente con la chirurgia e tumori nondella linea ematica il mio consiglio sono le terapie alternative. Nei siti linkati ci sono le vitamine e gli oligoelementi alle dosi da assumere . Nel caso la vitamina C si puo’ aumentare fino a decine di grammi al giorno e lo stesso per gli oligoelementi che si associano ad essa. Ovviamente si puo’ assumere anche l’ascorbato di potassio, o il bicarbonato di sodio.

    Non ci sono dosi ben precise: le dosi in tutte queste terapie ce le dice il nostro intestino: se sono troppo elevate l’ intestino non le tollererà: si tenga conto tuttavia che si deve aumentare gradualmente perché altrimenti l’intestino potrebbe non tollerare dosi anche basse.

    Importante la psicoterapia e soprattutto l’ottimismo: bisogna essere convinti che la nostra cura è quella giusta: nel cancro questa cosa ha un importanza basilare: in questo è basilare anche la collaborazione dei parenti che non devono per nessuna ragione venirti a dire stupidaggini del tipo: sei sicuro che ti faccia bene!

    Per rafforzare il sistema nervoso e al contempo introdurre antiossidanti c’è anche un protocollo chiamato terapia infusionale d’Abramo che da ottimi risultati: http://robertosanti.splinder.com/ 

    Se le statistiche su queste terapie sono confortanti , lo sarebbero ancora di più con un associazione delle stesse.  Le statistiche sono abbastanza chiare sulla Medicina ufficiale , su quelle alternative un po’ meno: le terapie alternative sono tante e ognuno fornisce i suoi dati; i dati girano nel web o in qualche libro ma mai sulle riviste ufficiali sulla stampa. Ci si affida tanto a singole persone che riferiscono di essere guarite anche dopo essere state date per spacciate . I punti deboli di queste terapie sono dati dal fatto che , oltre al boicottaggio del potere non c’è una linea di condotta comune che potrebbe rafforzare sia i dati stessi ampiando anche la casistica: vi è inoltre purtroppo la tendenza a ricorrere a queste quando ormai non c’è più niente da fare, l’organismo è distrutto e generalmente sono presenti metastasi.

    Le statistiche fornite da ciascuna delle Terapie sono comunque sovrapponibili: le % di guarigione (e attenzione perché nell’oncologia ufficiale non si parla quasi mai di guarigione ma di remissione: c’è una differenza abissale!) in caso di ricorso alle stesse in prima diagnosi si aggirano intorno all’80% più o meno per tutte , se eseguite correttamente e con costanza. Crollano intorno al 10% nei pazienti che si rivolgono a queste quando hanno visto che con la chemio non c’è più niente da fare (perché sono stati intelligenti a capirlo da soli!).

    Ci sono poi parecchi che associano la chemio alle terapie ufficiali : avranno risultati intermedi proprio perché la chemio stessa riduce il loro effetto.

    In assenza tuttavia di dati ufficiali ci si affida ai dati forniti dagli stessi interessati: potrebbero non essere corretti , ma vi posso dire, da medico ospedaliero , che ci si puo’ fidare molto meno dei dati che, in generale , la medicina ufficiale fornisce a proposito di tutte le malattie perché ragioni di interessi spingono a manipolarli. Se non sarà l’80%, sarà il 65%? Stiamo parlando comunque di risultati molto migliori di quelli della medicina ufficiale.

    Si, ma, quale scegliere? Quanto detto precedentemente direi che fornisce la risposta: in combinazione tra loro e alle giusti dosi sono ancora più efficaci.

    Considerazioni a parte merita la Terapia Di Bella: Quest’ultima sta entrando nell’ambito della medicina ufficiale: alcuni giornali parlano già di questa. Sarebbero circa 10.000 le persone che in Italia si stanno curando con essa. I risultati sono più o meno quelli che si hanno con le altre terapie (alternative) anche se con una casistica più ampia e quindi più credibile. Ci sono molti personaggi famosi che si sono affidati al MDB tra cui l’oncologo Sidney Wineaver , direttore del Cancer istitute di New york , per sua moglie ammalata di cancro.  http://www.videomaivisti.it/news.php?readmore=161 . A differenza delle altre terapie , tuttavia, il MDB ha costi proibitivi , difficilmente sostenibili per lungo tempo da una famiglia appartenente ai ceti poveri o medi . Per questo motivo peraltro , è probabile che le case farmaceutiche, vedendo l’impossibilità di sostenere la credibilità delle terapie ufficiali , si buttino a sponsorizzare la stessa per non rischiare di far emergere terapie che sarebbero la loro tomba . E’ questa attualmente un ipotesi piuttosto remota , ma intanto al congresso mondiale di Oncologia tenutosi in Cina si è parlato ampiamente del MDB: dove la gente si cura con l’agopuntura, beh , gli introiti della Somatostatina potrebbero venire comodi . Gli stessi medici che danno la cura  e tutto il loro entourage che gli fa pubblicità a spada tratta , anche attraverso facebook, hanno un po’ la tendenza a negare che possano esserci altre terapie alternative altrettanto valide, fatto che peraltro, va a indebolire tutto il movimento che si sta creando contro l’oncologia ufficiale .  C’è tuttavia un punto fondamentale da tenere presente : la prevenzione: la prevenzione del tumore in chi è a rischio, in quelli che sono stati operati e che al momento non hanno niente; in chi ha avuto la nonna ,la madre e la sorella ammalate di cancro al seno . Che cosa si fa in questi casi? E’ evidente che la Terapia Di Bella non si fa. Vogliamo, invece, una volta per tutta fare una sperimentazione come si deve a livello nazionale della vitamina C e degli antiossidanti o si ha troppa paura di scoprire e mettere troppo in evidenza il fatto che il cancro guarisce anche con la vitamina C che costa 28 euro al chilo?

    di Gianpaolo Cavallaro, medico radiologo

  • Quando la medicina naturale . . .

      Medicina naturale big pharma

    Quando entrate in una farmacia trovate numerosi farmaci ben esposti, solitamente anche molto pubblicizzati.

    Non si tratta quasi mai di veri e propri farmaci, ma in genere sono prodotti naturali:

    Ci sono sostanzialmente pochi gruppi di queste sostanze che abbondano: quelli che vanno per la maggiore sono: gli antiossidanti, i tranquillanti naturali e i prodotti per dimagrire.

    Beh, si dirà , con tutto l'accanimento che produce la Big Pharma per vendere i suoi prodotti in un certo senso stupisce tutta questa pubblicità a prodotti naturali o relativamente naturali.

    Io come al solito penso male ma come dice il proverbio: a pensar mal si fa peccato ma quasi sempre ci si azzecca !

    Partiamo dagli antiossidanti: con una pastiglietta del peso si e no di mezzo grammo ti promettono l'eterna gioventu': ma guardiamo allora quanta sostanza c'è dentro: intanto ci sono 15 vitamine diverse, poi gli oligoelementi, poi ci sono sostanze eccipienti ed edulcoranti .

    In alcune note o link posti si è  parlato dei quantitatitivi  di vitamina C che producono un effetto realmente quantificabile anche in patologie serie quali infezioni, aterosclerosi e anche tumori: siamo nell'ordine di 500mg – 2gr se parliamo di prevenzione , ma si possono raggiungere dosi anche di decine di grammi se si parla di dosaggi terapeutici.

    E' quindi tutto un discorso di dosaggi: infatti nei prodotti da banco troviamo quantitativi di vitamina C pari a 25mg. Si tenga presente che in un'arancia ci sono 50 mg di vitamina C, quindi molto meglio un arancia, dove peraltro il prodotto si assume in maniera naturale ed è pertanto più efficace.

    Questi dosaggi ridicoli quanto inutili sono suffragati dalla famosa dose giornaliera consigliata determinata col termine di RDA, un quantitativo che la Big Pharma in accordo con la FDA ha stabilito a suo uso e consumo, visto che se per caso una persona in un giorno mangia 3 arance supererebbe nettamente la dose RDA consigliata.

    Quantitativo che, peraltro, è stato recentemente abbassato!

    Ancora meno il dosaggio presente in questi prodotti di vitamina E, che andrebbe anch’essa assunta a dosi di grammi.

    Peraltro gli stessi prodotti si trovano facilmente anche nei supermercati dove ci si illude di allungarsi la gioventu' senza bisogno neppure di dover interloquire col farmacista.

    I tranquillanti naturali abbondano nei banconi delle farmacie: dolcesonno, valeriana, passiflora, melissa, melatonine varie in  forme diverse .

    Che bello, si direbbe, vogliono il tuo bene! Non vogliono che tu ti impasticchi di porcherie ma che trovi l'equilibrio con metodi naturali!

    C'è solo un piccolo problema: non servono a niente né gli antiossidanti in quella formula e soprattutto a quei dosaggi, cosi' come non servono a niente i calmanti naturali: se una persona soffre d'insonnia o di ansia in maniera piuttosto grave l'unica opzione sono le benzodiazepine  alla fine è quello che vogliono: farti assumere quelle sostanze per farti capire che per guarire non hai scampo: ci vogliono i farmaci.

    Ho sempre sofferto d'insonnia e devo dire che l'unico minimo beneficio mi è stato dato da cure cinesi e da massaggi shiatzu. Gli psicofarmaci danno dipendenza. Melatonina e valeriana non fanno pressocchè niente e danno anch'esse una minima dipendenza.

    E che cosa è cambiato negli ultimi 30 anni? Nulla naturalmente! Esperti soloni della medicina del sonno hanno girato per congressi, tenuto simposi, eseguite sperimentazioni su animali, comprato apparecchiature sofisticate , tutto questo per dirci che la terapia è sempre la stessa: d'altronde il Tavor è il farmaco più venduto in Italia, e chi lo ammazza?

    Nel frattempo qualche anno fa era balzata agli onori della cronaca una “macchina del sonno”: bastava applicarsi un elettrodo alla teca cranica e automaticamente dormivi: sparita! Chissà, forse faceva male. Si ma forse se faceva male l'avrebbero detto e stradetto il 10 lingue diverse: invece è proprio scomparsa nel silenzio. Certe volte la BF per far sparire cure e scoperte potrebbe fare concorrenza a Glucas Casella.

    E attenzione ,  perché se l’Europa e l’America si genuflettono alla Big Pharma , l’Italia riesce a fare di peggio:  come ipnotici , infatti, vengono usate, direi da 50 anni le Benzodiazepine, che alla lunga danno dipendenza , perché col tempo riducono la fase di sonno REM , che quando uno interrompe i farmaci non riesce a ritrovare: ci sono tuttavia differenze considerevoli tra un prodotto e l’altro e, circa 20 anni fa erano uscite le imidazopiridine (stilnox, niotal etc), che danno ugualmente dipendenza, ma un po’ meno perché tendono meno a accorciare il sonno REM. Il problema è che queste sostanze hanno un effetto molto breve e finiscono per essere controproducenti in chi soffre di risveglio precoce: si è prodotto pertanto un farmaco analogo a rilascio lento.

    Ma …, sorpresa, è in commercio da almeno 6 anni (in America da più di 10) ovunque tranne in Italia dove continuano a intossicarci con gli stessi prodotti di 50 anni fa, o con … l’insalata…

    I prodotti dimagranti straripano nelle farmacie. Scaffali interi tutti dedicati a loro. Ce ne sono a centinaia! Chissà , dice il malcapitato illuso , forse questa è la volta buona che butto giu' qualche chiletto . Sostanze strane dentro che non si capisce che cosa facciano . Il suddetto prodotto pero' deve essere associato ad una dieta ! Ma guarda un po' che strano! E se non la associo? E ovvio , non dimagrisco. E se faccio solo la dieta? Dimagrisco e risparmio! E magari mi creo anche meno danni alla salute visto che molti di questi prodotti contengono aspartame e acesulfame che sono cancerogeni ! E se poi il risultato , come è ovvio, non arriva , il malcapitato illuso continua a cercare la pasticca giusta e si butta in qualcosa di più forte , magari a base di amfetaminosimili che si trovano ancora piuttosto diffusamente su internet o su veri e propri farmaci come un prodotto miracoloso di cui non ricordo il nome, uscito qualche anno fa nell’entusiasmo generale (un po’ meno per il portafogli , visto che costava qualcosa come 200.000 lire a scatola!) , che in realtà mandava completamente il pappa l’intestino al punto da creare addirittura , in qualche caso problemi d’incontinenza . Non so se attualmente sia ancora più in commercio ma sicuramente l’entusiasmo si è nettamente smorzato.

    Risultato: tu stai male e loro guadagnano!

    Se uno vuole mettersi a dieta deve ridurre drasticamente tutti gli zuccheri ad immediata assimilazione perchè creano un picco di insulina e determinano un maggiore senso di fame. Con una dieta ricca di vegetali , proteine non si ha il picco di insulina . Mentre per la fame nervosa bisogna evidentemente agire sul sistema nervoso ( e non con gli psicofarmaci ovviamente). Punto.

    di Gian Paolo Cavallaro

  • La mediocrità in campo medico.

    Somministrare Valium con una crisi d'asma allergico in corso . . . è da incoscienti!

    Medici

     

    Vai al pronto soccorso? Meglio fare il segno della croce, se sei cattolico. Altrimenti appellati a chi vuoi tu. Nelle università che sono ormai indirizzate da Big Pharma i medici imparano ad attribuire la colpa al paziente e a non approfondire le questioni. Ma Socrate diceva "so perché so di non sapere." Penso che l'abbiano dimenticato da tempo perché l'ignoranza e la non curanza regnano sovrane tra le numerose loro maestà presenti ed anche qualche dio sceso in terra.

    Tutto comincia più di un anno fa quando avverto dei bruciori in una zona femminile particolarmente delicata, la ginecoloca dott.ssa Simona Angela Nava dell'ospedale Niguarda di Milano inquisisce arrogantemente su cosa uso per lavarmi, siccome uso la Saugella che è la cosa più delicata che ci sia, non trova colpe da attribuirmi ma non mi prescrive nulla, nessun accertamento, mi fa anche la morale sulla mia preoccupazione per questa gravidanza, lasciandomi con un senso di mortificazione, dopo aver già abortito qualche mese prima ed aver scoperto una piccola mutazione genetica. Dopo la ramanzina, che non so a voi, ma a me non cura, ho perso il bambino. Naturalmente è colpa mia che mi agito. Nessuna delle tre supermegagalattiche ginecologhe convocate ha reputato degni di nota la mutazione MTHFR (provoca coagulazione del sangue),il LAC un  punto fuori dalla normalità (si tratta di anticorpi che hanno a che vedere con la coagulazione del sangue) e nessuna di loro ha pensato di controllare la mia tiroide. Il risultato di cotanta saccenza ed arroganza nel comportamento e nell'ostinato NON ASCOLTO in particolare della dott.ssa Marina Muscarà è stato che ho perso il bambino, ma c'è di più. Quando mi sono recata al pronto soccorso per delle perdite il dott. Michele Costa, sempre del Niguarda, dall'alto dei suoi poteri cosmici mi ha redarguito di fare l'amore con mio marito, avete capito bene, invece di preoccuparsi del mio bambino mi ha giudicata come donna, ha espresso un giudizio su di me, senza nemmeno conoscermi. E dire che lo paghiamo con l'Irpef.  Ma torniamo ai bruciori, dopo più di un anno scopro grazie alla dott.ssa A. che ho un batterio, la Gardnerella ed un lievito/fungo il saccharomyces cerevisiae. Probabilmente un anno fa c'era solo il fungo, poi potrebbe aver creato l'habitat ideale per la  gardnerella . . . ma va bhè.

    Per la gardnerella la ginecologa dott.ssa A., mi dà un antibiotico, il metronidazolo, decido di prenderlo subito, anche se stavo facendo una cura omeopatica, la sospendo e corro dal medico di base la dott.ssa Wilma Crivellaro perché comincio ad avere i primi sintomi di cistite. La cistite è tremenda, ne ho sofferto fin da bambina, e so cosa significhi urinare rosso, il dolore è lancinante ed è pericolosa perché può raggiungere i reni. Spiego la situazione alla segretaria della dott.ssa Crivellaro che mi dice che lo dirà alla dottoressa appena arriva, mi serve solo una ricetta, nulla di più, anche perché non può saperne più della ginecologa e non mi segue da sempre, quindi non conosce bene nemmeno me. Con una cistite in corso, che è molto fastidiosa, anche perché uno deve andare in bagno in continuazione e lavarsi per il bruciore, chiedo se la dottoressa è stata avvisata, senza specificare, e la dottoressa, che nel frattempo è sbucata fuori, senza nemmeno chiedermi come sto, mi risponde stizzita, dopo aver chiamato il secondo paziente, che lei ha degli appuntamenti e rientra . . .   La segretaria, che c'è ma non c'è, rimbalza la responsabilità dicendo che bisogna parlare con la dottoressa . . .?

    Decido di andare in farmacia e le farmaciste che mi conoscono, mi danno il farmaco. Prendo il metronidazolo giovedì sera, due pastiglie, da subito avverto tachicardia alla bocca dello stomaco, fiacchezza, e sento come se mi mancasse il cuore, penso di essere molto stanca. La mattina mi sveglio con un dolore pungente alla schiena dalla parte sinistra. Prendo altre due pastiglie, formicolii al collo, senso di stordimento, nausea, tachicardia, lingua indolenzita. La sera ne prendo solo una e così anche la mattina dopo. Dolori al braccio sinistro ed al petto, per quanto mi sforzi non riesco a stringere i pugni, chiamo la ginecologa e mi dice di smettere. Non l'avevo smesso prima per paura della cistite ma caspita, il cuore, il cuore era decisamente più importante ed urgente. La dottoressa mi dice di andare al PS se non riesco a respirare. Il respiro è sempre affannato, fino a che lunedì sera in seguito ad un piccolo sforzo, una rampetta di scale, inizia la tachicardia, quando inizio a cenare divento bianca come un cadavere sento un forte senso di costrizione al petto insieme ad un dolore intenso e non riesco più a respirare. Mio marito chiama il 118, sono passati alcuni minuti e l'attacco si calma un po', il dottore vuole parlare con me, mi chiede se ho paura di qualcosa, boccheggiando gli rispondo che se devo aver paura di qualcosa, ho paura di andare all'ospedale (e certo che ho paura di loro, sono una manica di incompetenti). Il simpaticone insinuava che io non stessi male, ma come fa se nemmeno mi vede? Mi dice che secondo lui non ho difficoltà a respirare ma che l'ambulanza arriva comunque perché è già partita. Arrivano e mi fanno le domande più  assurde. Soffri di gastrite? Ma hai preso l'antibiotico a stomaco pieno? Ma portami all'ospedale idiota. Mi ci portano, più per dovere che per convinzione. All'ospedale Niguarda di Milano elettrocardiogramma (effettuato a riposo) buono, mi lasciano ad aspettare due ore su di una sedia e lasciano fuori mio marito, ad un certo punto, sempre con il respiro affannato, che cercavo di tenere sotto controllo io, solo con la mia grande forza di volontà, mi rivolgo all'infermiere, mi dice che ne ho 5 davanti. Bene, allora visto che per voi non sono grave, posso andare da mio marito ma io faccio fatica a respirare. Allora è meglio che stia qui. No, se per voi posso aspettare 5 persone davanti a me con codice verde, significa che non mi ritenete grave, me ne vado . . . mi fa entrare. La dottoressa Alessandra De Leo è gentile ma naturalmente non mi crede, l'allergia si manifesta con le bolle mi dice, insisto un po' raccontandole della mia allergia alla polvere, al polline, ed alla recente scoperta, grazie alle analisi della tiroide fattemi fare dalla mia ginecologa dott.ssa Anghileri di un'intolleranza al glutine. Sono un soggetto allergico. Ed alla fine la dottoressa mi dà un antistaminico, dopo un'ora fa effetto e comincio a stare bene.

    Ritengo offensivo che sul foglio di dimissione non compaia la mia difficoltà respiratoria, ed oltre alla visita dall'allergologo mi si consigli di approfondire dal punto di vista psichiatrico gli attacchi di panico. La dott.ssa De Leo mi ha parlato di un fumetto sugli attacchi di panico. Io invece ho letto questo: L'angina pectoris è determinata da una "transitoria" riduzione del flusso di sangue arterioso al cuore, cioè da un apporto di sangue insufficiente alle richieste di quel preciso momento: ciò comporta uno stato di scarsa ossigenazione del territorio di miocardio irrorato dalle coronarie, noto come ischemia miocardica. Nella grande maggioranza dei casi tale evenienza si manifesta quando un vaso è parzialmente occluso da lesioni aterosclerotiche; in condizioni di riposo esse possono non ostacolare il normale funzionamento cardiaco, ma sotto sforzo o stress impediscono di soddisfare completamente le richieste di ossigeno del muscolo cardiaco. La sintomatologia della cardiopatia ischemica ha elementi comuni nelle differenti forme di presentazione, angina ed infarto: entrambi si manifestano con dolori toracici simili ad una sensazione di peso (angina vuol dire costrizione), possono essere irradiati al collo, alle spalle e agli arti superiori, talora sono accompagnati da sudorazione fredda e svenimenti. I dolori dell'angina durano solo alcuni minuti, mentre quelli dell'infarto durano assai di più e possono non passare con i farmaci che solitamente risolvono i sintomi dell'angina. Il dolore è comunemente sordo, a partenza interna, non interessa le strutture ossee superficiali, non si modifica con i movimenti del torace. Il primo esame da eseguire è l'elettrocardiogramma basale che nel paziente asintomatico, non sempre evidenzia un'ischemia; in questo caso è opportuno effettuare un elettrocardiogramma sotto sforzo.

    E voleva anche darmi 5 gocce di valium . . . con ancora il metronidazolo in corpo, l'asma, la tachicardia ed i dolori al petto al minimo sforzo . . .per fortuna la mia intelligenza ha vinto contro la loro saccenza e le ho rifiutate. Consiglierei comunque io a lei di leggere più libri di medicina e meno fumetti.

    Per l'allergia sono in cura dal dott. Cavallino di Genova, l'unico che ha individuato in una passata infezione da citomegalovirus la possibile causa scatenante per questo stato di allerta del sistema immunitario, dopo di questo infatti sono comparse l'allergia al polline e l'intolleranza al glutine . . . e comunque continuiamo ad indagare perché come dice la dott.ssa Anghileri, la medicina è un'arte, non una scienza.

    La maggior parte dei medici non sa fare una diagnosi, ha perso la capacità di ascoltare il paziente, non gli viene certo insegnato a farlo, tantomeno a ragionare, approfondire, ricercare, in pratica sanno quattro cose in croce e ripetono quelle, fuori da ciò, brancolano nel buio ma sono però convinti di sapere tutto ed andargli dietro è come farsi guidare da un cieco.

    Gli attacchi di panico non mi sono mai venuti ma non è escluso che in futuro non mi vengano alla vista di un pronto soccorso.

    P.S. Oggi (evidentemente si era esaurito l'effetto dell'antistaminico), il minimo sforzo della digestione mi ha riprovocato un'intensa e dolorosa tachicardia, ho preso l'antistaminico e dopo un po' è passato. Avrò avuto un altro attacco di panico? Forse il pranzo mi ha incosciamente spaventata? Non so se ridere o piangere. Ci sarebbe da piangere.

    P.P.S. C'è scritto anche su Wikipedia

    L'istamina provoca:

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    di Cinzia Bascetta